LAssociazione Sportiva Dilettantistica Biellese 1902, meglio nota semplicemente come Biellese, è una società calcistica italiana con sede a Biella. Milita in Serie D, quarta divisione del campionato italiano.
La squadra è tra le prime cento in Italia per tradizione sportiva, avendo preso parte per 81 volte a campionati organizzati su base nazionale e raggiunto quale apice sportivo la promozione a pieno titolo nel massimo campionato italiano di calcio nella stagione 1928-1929La promozione della Biellese nel 1928, avvenuta per pieno merito sportivo e verso una massima serie a 20 squadre titolari esattamente come oggi, è del tutto comparabile statisticamente a una promozione odierna in serie A. e quale maggiore successo la vittoria della Seconda Divisione 1922-1923.
Nata la prima società nel 1919 quale sezione calcio dellUnione Sportiva Biellese attiva già dal 1902, il sodalizio è stato rifondato nel 1993 ed ancora nel 2010, mutando più volte nel tempo la propria denominazione ed assumendo quella attuale nel 2016. I Laniericome sono soprannominatiindossano una maglia bianconera a strisce verticali e disputano le proprie partite interne allo Campo polisportivo Alessandro La Marmora - Stadio Vittorio Pozzo,
Attualmente occupa l'87º posto nella graduatoria per la tradizione sportiva dei club calcistici secondo i criteri della FIGC.
Storia Le origini All'inizio del XX secolo a Biella furono attive diverse società sportive praticanti il calcio e la prima partita amichevole fu disputata il 16 aprile 1906 sul campo di Piazza d'Armi: Pietro Micca-Pro Vercelli II 0-5. La Società Ginnastica Pietro Micca era nata nel 1899 come Società Ginnastica Biellese, cambiando la propria denominazione nel 1902 quando istituì la propria sezione calcio ein data 30 novembreassorbì la disciolta Robur et Virtus, società sportiva fondata nel 1898. La Pietro Micca si affiliò alla F.I.F. ma la sua sezione calcio venne successivamente sciolta prima del 1910. Altre società che praticarono il gioco del calcio furono il Circolo Culturale Excelsior, fondato nel 1902, e lo Sport Club Veloces che inaugurò la propria sezione calcio nel 1906 e prese parte ai campionati della F.I.F. fino alla prima guerra mondiale, raggiungendo nella stagione 1914-1915 la Prima categoria.
La Veloces confluì il 2 settembre 1919 nell'Unione Sportiva Biellesesocietà polisportiva fondata il 19 gennaio 1902 (data tradizionale, secondo talune fonti la fondazione societaria sarebbe da individuare nel 1903) dalla fusione tra le sezioni locali della Fortiores (società ciclistica) e dell'Audax Italiano (società podistica)fino ad allora sprovvista di una sezione calcio mantenendo il nome ritenuto maggiormente rappresentativo della città, inaugurando il nuovo campo sportivo "Lanzone" ed iscrivendosi ai campionati F.I.G.C. nella categoria di merito acquisita dalla Veloces.
Anni 1920 Nei campionati di Prima Categoria (Serie A) 1919-20 e 1920-21, la Biellese non ottenne risultati particolarmente brillanti: non riuscì mai a superare la fase regionale, classificandosi al quarto posto nel girone A piemontese nel 1919-20 e sempre quarta, ma questa volta nel Girone B, nel 1920-21. Il 9 ottobre 1920 venne inaugurato il campo sportivo "Rivetti".
Il 24 luglio 1921, in un'assemblea infuocata, fu approvato il Progetto Pozzo, un piano di riforma del campionato che prevedeva la riduzione del campionato di Prima Divisione Nord a sole 24 partecipanti contro le 64 partecipanti del campionato 1920-21, così le 24 maggiori società italiane secessionarono dalla FIGC, formando una federazione (CCI) e un campionato (Prima Divisione, nota anche giornalisticamente come "Torneo delle 24" concorrenti). La Biellese, inizialmente, decise di rimanere nei ranghi federali, iscrivendosi in Prima Categoria, ma mentre si trovava al terzo posto nel girone eliminatorio piemontese, cambiò idea, ritirandosi e passando alla neonata CCI dove si iscrisse in Seconda Divisione. Classificandosi al 2º posto nel girone unico della Seconda Divisione Piemontese della CCI, in seguito al Compromesso Colombo, avrebbe dovuto essere retrocessa in Terza Divisione Regionale, ma in seguito alla mancata iscrizione di dieci società, venne riammessa, insieme a tutte le seconde classificate, alla nuova Seconda Divisione, il campionato cadetto dell'epoca.
Nella stagione 1922-23 vinse il girone B della Seconda Divisione, vinse anche la semifinale A, e superando in finale il Carpi (1-0 in casa e 1-1 fuori), si aggiudicò il titolo di Campione italiano di Seconda Divisione, ma non venne promossa nella massima serie a causa del blocco delle promozioni stabilito dal Compromesso Colombo.
Nelle due stagioni successive non riuscì a vincere il proprio girone eliminatorio di Seconda Divisione, ottenendo rispettivamente un secondo e un terzo posto. Nella stagione 1925-26, vincendo il girone A di Seconda Divisione, riuscì a qualificarsi al nuovo campionato cadetto, che cambiò denominazione in Prima Divisione per riforma dei tornei.
Nella prima stagione in Prima Divisione, sfiorò la promozione in Divisione Nazionale, la massima serie dell'epoca, classificandosi al secondo posto nel girone A della Prima Divisione. L'anno successivo arrivò finalmente la promozione nella massima serie, grazie alla vittoria del girone B della Prima Divisione. All'ultima giornata del girone B, disputata il 26 febbraio, era in programma a Biella lo scontro diretto Biellese-Milanese con le due compagini in vetta a pari punti: il vincitore dello scontro avrebbe ottenuto la promozione in Divisione Nazionale. La partita fu vinta per 2-0 dalla Milanese che così chiuse il girone B al primo posto, ma la Biellese sporse reclamo presso il Direttorio Federale sostenendo la tesi che un suo giocatore fosse stato corrotto da elementi riconducibili alla Milanese per agevolare la vittoria e la promozione del club meneghino. In attesa di prendere una decisione, la Federazione decise di rimandare l'inizio del girone finale tra le quattro vincitrici del girone. Dopo oltre un mese di indagini, il 3 aprile la Federazione stabilì che i due corruttori erano estranei alla Milanese ma, avendo comunque il tentativo di combine condizionato lo svolgimento del match, la partita sarebbe stata ripetuta il 22 aprile sul campo neutro di Bologna. La ripetizione fu vinta per 1-0 dalla Biellese che così ottenne la promozione in Divisione Nazionale.La fonte per il caso Biellese-Milanese è l'annata 1928 del periodico dell'epoca Il Biellese (in particolare i numeri usciti tra febbraio e aprile 1928). Nelle finali tra le promosse, si classificò al 4º posto dopo gli spareggi resosi necessari per il fatto che tutte le quattro finaliste si erano classificate al primo posto al termine del girone.
Nell'estate 1928 la FIGC, con una serie di ripescaggi d'ufficio, allargò la Divisione Nazionale a 32 società, intendendo fare del campionato di Divisione Nazionale 1928-29 un torneo di qualificazione ai due nuovi campionati in cui la Divisione Nazionale si sarebbe scissa: una Divisione Nazionale Serie A e una Divisione Nazionale Serie B. Le migliori otto dei due gironi (a sedici squadre) sarebbero state ammesse alla Serie A, quelle tra la nona e la quattordicesima posizione sarebbero state declassate in Serie B, mentre le ultime due dei due gironi sarebbero state retrocesse addirittura nel campionato di terza serie (la Prima Divisione). La Biellese disputò un buon campionato, contendendo per la maggior parte del torneo l'ottavo posto nel girone (l'ultimo disponibile per la Serie A) a Napoli e Lazio; tuttavia, un calo di rendimento nelle ultime giornate permisero a Napoli e Lazio di superarla in classifica, cosicché per un solo punto la Biellese dovette accontentarsi del 10º posto nel girone B della Divisione Nazionale, retrocedendo nella neo costituita Divisione Nazionale Serie B. Nel primo campionato di Serie B a girone unico disputato, non riuscì tuttavia a raggiungere la salvezza, chiudendo il torneo al 15º posto e retrocedendo dunque in Prima Divisione.
Anni 1930 e 1940 Nel 1930 la società cambiò denominazione in Associazione Sportiva Biellese e nell'estate 1931 la società, a causa di problemi di carattere amministrativo-finanziario, era sull'orlo del tracollo, ma inspiegabilmente non chiuse i battenti, riuscendo comunque a iscriversi in Prima Divisione seppur in extremis. Numerosi calciatori, nel timore della mancata iscrizione al campionato, avevano nel frattempo lasciato la società venendo inseriti nelle liste di trasferimento.
Nei campionati successivi non riuscì a trovare lo slancio giusto per vincere il girone eliminatorio di Prima Divisione, chiudendo a metà classifica. Solo nel 1933-34 riuscì a condurre un campionato di vertice sfiorando la promozione in Serie B: chiudendo al secondo posto nel girone C, si qualificò alle finali per la promozione nelle quali si classificò 3º nel girone finale D, mancando la B per un soffio. Nel 1934 la FIGC decise di ridenominare il campionato di terzo livello in Divisione Nazionale Serie C (o semplicemente Serie C) a partire dalla stagione 1935-36: al nuovo campionato di Serie C sarebbero state ammesse solo le migliori sei classificate di ogni girone di Prima Divisione. La Biellese riuscì a qualificarsi per la Serie C, classificandosi al quinto posto nel girone C della Prima Divisione.
Nel 1935-36 inaugurò il nuovo campo sportivo intitolato ad "Alessandro La Marmora". Nelle stagioni successive, pur conducendo campionati di vertice chiudendo sempre tra le prime cinque classificate, non riuscì mai a trovare lo slancio giusto per vincere il proprio girone eliminatorio e quindi a qualificarsi alle finali per la promozione in Serie B. Solo nella stagione 1942-43 sfiorò il ritorno tra i cadetti vincendo il girone E e classificandosi al 4º posto nel girone finale B della Serie C. L'invasione alleata dell'Italia causò la sospensione del campionato.
Le due invasioni della penisola, tedesca e alleata, che portarono alla temporanea suddivisione dell'Italia in due stati, la Repubblica di Salò stato fantoccio del Terzo Reich, e il Regno del Sud sotto il controllo alleato, impedì alla federazione di organizzare un campionato vero e proprio per la stagione 1943-44. La FIGC decise comunque di organizzare un campionato di guerra nell'Alta Italia, suddivise in eliminatorie zonali, le cui migliori si sarebbero qualificate dapprima alle semifinali interregionali e poi alle finali (sub)nazionali per l'assegnazione del titolo. La Biellese viene ammessa al Campionato Alta Italia 1944, venendo iscritta nel girone piemontese-ligure insieme a quattro società di Serie A (Juventus, Torino, Genoa e Liguria) e ad altre società meno blasonate. La Biellese non riuscì ad entrare tra le prime due classificate - piazzamento che le avrebbe permesso di qualificarsi alle semifinali - chiudendo comunque il girone zonale al 3º posto, dietro Torino e Juventus.
Nella stagione 1944-45 non si riuscì ad organizzare nemmeno un campionato di guerra, ma si disputarono solo tornei locali. L'A.S. Biellese non giocò alcuna partita, neanche amichevole. I suoi giocatori disputarono un torneo gestito dal locale Direttorio della Sezione Propaganda.
Nel 1945 la squadra fu ricostituita sempre con denominazione A.S. Biellese, e venne inserita nel campionato di transizione Misto Serie B-C organizzato dalla Lega Nazionale Alta Italia. Chiudendo al 7º posto il girone A del Misto Serie B-C Alta Italia, venne ammessa d'ufficio in Serie B (a tre gironi). Nella stagione 1946-47, non riuscì però a salvarsi classificandosi al diciottesimo posto nel girone A della Serie B e perdendo gli spareggi salvezza contro Vogherese e Anconitana, e venendo comunque condannata alla retrocessione in Serie C.