Biografia Antonio da Castello, dopo un probabile servizio nell'esercito pontificio, fu un capitano d'artiglieria della Repubblica di Venezia e in tale incarico risulta che intorno al 1535 abbia lavorato anche nell'ambito del rafforzamento delle fortificazioni della terraferma veneziana.J. R. Hale, Renaissance War Studies, 1983, 524 p. 82
Sicuramente ebbe un ruolo importante nella progettazione della ristrutturazione delle fortificazioni di Bergamo.
Nel 1536, Francesco I di Francia dopo la ripresa della guerra contro Carlo V, aveva la necessità di rafforzare le difese delle città della Piccardia. Non sappiamo le circostanze, ma risulta che il re chiamò Castello nel 1537, dandogli l'incarico di rafforzare le fortificazioni di Saint-Pol e di Hesdin.
L'ingegnere venne subito fatto prigioniero dagli imperiali, davanti a quest'ultima località, il 17 giugno e il re dovette pagare un riscatto per la sua liberazione nel mese di dicembre 1537.David Potter, Renaissance France at War: Armies, Culture and Society, 2008, p.180,
Nel 1538 il re lo mandò a Thérouanne, dopo che la città aveva subito un duro assedio, per visitare le fortificazioni e vedere i lavori da farsi in questo luogo e altri al confine della Piccardia. Iniziò rinforzando le fortificazioni di Guise, Thérouanne e Doullens. A Guise fece circondare l'antico mastio da una cinta con tre grandi bastioni chiamati l'Alouette, la Charbonnière e la Città Alta. L'opera realizzata dal Da Castello a Thérouanne fu distrutta nel 1553 quando Carlo V decise di radere al suolo la città. Anche le fortificazioni di Hesdin furono distrutte da Carlo V nel 1553. Sono invece ancora visibili le fortificazioni fatte costruire dal Da Castello a Doullens.
In seguito lavorò alla fortificazione di Péronne e alla fortificazione di La Capelle, tra il 1541 e il 1542.
Nel periodo subito successivo ritornò in Italia al servizio della Serenissima con il grado di "colonnello generale delle artiglierie". Nel 1543 studiò un progetto per le fortificazioni di Chioggia con Sanmicheli di cui divenne un rivale e un contraddittore perché, con la propria competenza tecnica sull'uso delle artiglierie, oppose le necessità balistiche a quelle architettoniche del grande architetto nelle opere che si andavano realizzando. Uguale incarico congiunto ebbe per la realizzazione del Forte di Sant'Andrea al Lido, dove probabilmente curò gli aspetti funzionali, lasciando all'architetto la definizione formale delle opere, ma comunque dando vita, tra il 1554 e il 1559, a un cantiere complesso e travagliato.Giacomo Tolaini, La Scena della laguna: riqualificazione del Forte di Sant’Andrea al Lido, in "Defensive Architecture of the Mediterranean", Vol. XXI
Note
Bibliografia David Buisseret, Ingénieurs et fortifications avant Vauban. p. 22, 30-32, 7.7, Paris, 2002
Categoria:Ingegneri militari