I patrimoni dell'umanità dello Zimbabwe sono i siti dichiarati dall'UNESCO come patrimonio dell'umanità in Zimbabwe, che è divenuto parte contraente della Convenzione sul patrimonio dell'umanità il 16 agosto 1982.
Al 2026 i siti iscritti nella Lista dei patrimoni dell'umanità sono cinque e altrettante sono le candidature per nuove iscrizioni. Il primo sito iscritto nella lista è stato nel 1984 il complesso del Parco nazionale di Mana Pools e delle aree safari di Sapi e Chewore, durante l'ottava sessione del comitato del patrimonio mondiale. Due anni dopo, nella decima sessione, il Monumento nazionale di Grande Zimbabwe e il Monumento nazionale delle rovine di Khami sono divenuti rispettivamente il secondo e il terzo sito zimbaweano riconosciuti dall'UNESCO. Il quarto patrimonio è stato Mosi-oa-Tunya/Cascate Vittoria, aggiunto nel 1989. Il quinto e più recente patrimonio è costituito dalle Matobo Hills, incluse nella lista nel 2003 dalla ventisettesima sessione del comitato. Tre siti sono considerati culturali, secondo i criteri di selezione, due naturali; uno è parte di un sito transnazionale.
Siti del Patrimonio mondiale FotoSitoLuogoTipo(; criteri)Descrizione Parco nazionale di Mana Pools, aree safari di Sapi e Chewore Distretto di Karoi Naturale(302; vii, ix, x) 1984 Sulle rive dello Zambesi, grandi falesie sovrastano il fiume e le pianure alluvionali. L'area ospita una notevole concentrazione di animali selvatici, tra cui elefanti, bufali, leopardi e ghepardi. Nella zona si trova anche un'importante concentrazione di coccodrilli del Nilo. Monumento nazionale di Grande Zimbabwe Masvingo Culturale(364; i, iii, vi) 1986 Le rovine di Grande Zimbabwe – la capitale della regina di Saba, secondo un'antica leggenda – sono una testimonianza unica della civiltà bantu degli Shona tra l'XI e il XV secolo. La città, che copre un'area di quasi 80 ettari, era un importante centro commerciale ed era rinomata fin dal Medioevo. Monumento nazionale delle rovine di Khami Bulawayo Culturale(365; iii, iv) 1986 Khami, che si sviluppò dopo l'abbandono della capitale del Grande Zimbabwe a metà del XVI secolo, è un sito di grande interesse archeologico. La scoperta di oggetti provenienti dall'Europa e dalla Cina dimostra che Khami è stato un importante centro commerciale per un lungo periodo di tempo. Mosi-oa-Tunya/Cascate Vittoria Victoria Falls(condiviso con lo ) Naturale(509; vii, viii) 1989 Queste sono tra le cascate più spettacolari del mondo. Il fiume Zambesi, che in questo punto è largo più di 2 km, precipita rumorosamente in una serie di gole di basalto e solleva una nebbia iridescente che può essere vista a più di 20 km di distanza. Matobo Hills Distretto di Matobo Culturale(306; iii, v, iv) 2003 L'area mostra una profusione di iconici rilievi rocciosi che si innalzano sopra lo scudo di granito che copre gran parte dello Zimbabwe. I grandi massi forniscono abbondanti rifugi naturali e sono stati associati all'occupazione umana dalla prima età della pietra fino ai primi tempi storici, e da allora in modo intermittente. Presentano anche un'eccezionale collezione di pitture rupestri. Le colline di Matobo continuano a costituire un fulcro essenziale per la comunità locale, che utilizza ancora santuari e luoghi sacri strettamente legati alle attività tradizionali, sociali ed economiche.
Siti candidati FotoSitoLuogoTipo(; criteri)Descrizione Complesso di zimbabwe di Naletale Distretto di Insiza Culturale(6364; ii, iii, iv) 27/11/2018 Il complesso di zimbabwe di Naletale è costituito da una rete di siti con muri a secco che formavano un agglomerato ancora oggi distinguibile a una distanza di circa 20 km l'uno dall'altro. Un filo conduttore tra i vari zimbabwe (insediamenti di edifici in pietra) all'interno di questo cluster è l'ubiquità delle decorazioni murali. Nel caso di Naletale sono sei i motivi che venivano utilizzati per decorare le pareti delle sue strutture in pietra a secco. Naletale è l'unico zimbabwe conosciuto con un numero così elevato di motivi decorativi nella tradizione dei muretti a secco dell'Africa meridionale. Parco nazionale di Chimanimani, santuario di Eland, riserve botaniche di Rusitu e Haroni Distretto di Chimanimani Naturale(6922; ix, x) 19/12/2025 Le aree protette di Chimanimani sono la sorgente di numerosi corsi d'acqua e cascate naturali, tra cui le Bridal Veil Falls nel santuario di Eland (con un salto di 50 metri verso una base larga circa 10 metri), le cascate Muhohwa, Digby e Ragon, dove il fiume Bundi precipita dal massiccio verso il fiume Haroni. È presente un sistema di grotte profonde, diverse per formazione e struttura dai più noti ripari rocciosi superficiali comunemente utilizzati dall'uomo come rifugio. Tutte le grotte si sono formate per erosione idrica della quarzite "Frontier" e sembrano essere collegate a morfologie di tipo carsico simili a doline. I monti Chimanimani sono da tempo noti per la loro elevata diversità floristica e per l'alto tasso di endemismo. Il territorio montuoso ospita una varietà di ecosistemi, tra cui foreste, savane, praterie montane e brughiere. Zona selvaggia di Mavhuradonha Distretto di Muzarabani Culturale(6923; iii, v, vi) 19/12/2025 In quanto paesaggio culturale, l'area selvaggia di Mavhuradonha vanta una moltitudine di siti di patrimonio naturale e culturale che spaziano da epoche remote fino ai tempi più recenti. Il suo variegato patrimonio naturale comprende riserve botaniche (come Tingwa e Maware) e corridoi faunistici, in particolare quelli utilizzati dagli elefanti per spostarsi dal Mozambico verso l'interno; include inoltre una vegetazione incontaminata ed endemica, una ricca biodiversità (con almeno 229 specie di uccelli), splendidi paesaggi montani, un microclima che favorisce la presenza di fonti d'acqua perenni, caratteristiche geomorfologiche e siti paleontologici contenenti resti di dinosauri e testimonianze fossili. Il patrimonio culturale di Mavhuradonha è caratterizzato da elementi variegati: complessi socioculturali dell'Olduvaiano evoluto e dell'Acheuleano, numerosi siti di arte rupestre, tra cui quello che presenta rare impronte di palmo della mano, una delle più antiche testimonianze di comunità agricole nell'intera Africa meridionale (gli insediamenti agricoli di Kadzi, risalenti a circa il 450 d.C.) e infine prove archeologiche relative alle origini, all'espansione e al declino dello storico regno di Mutapa (talvolta noto come Mwene Mutapa), associato alla figura leggendaria di Nyatsimba Mutota. Monumento nazionale di Ziwa Distretto di Nyanga Culturale(6935; iii, iv, v) 19/12/2025 Ziwa rappresenta un esempio significativo della tradizione di Nyanga, caratterizzata da un vasto e suggestivo paesaggio di strutture in pietra che si estende su una superficie di chilometri quadrati. Il monumento nazionale di Ziwa testimonia l'occupazione umana durante tutte le principali fasi individuate nella sequenza archeologica dello Zimbabwe, spaziando dal periodo dei cacciatori-raccoglitori dell'età della pietra fino all'epoca storica. L'area di ettari comprende depositi risalenti all'età della pietra, siti di arte rupestre, insediamenti di prime comunità agricole e testimonianze di comunità agricole successive (tra cui terrazzamenti e sistemi di coltivazione, fortificazioni collinari, strutture a fossa e oltre cento recinti in pietra), oltre a fornaci per la fusione e la lavorazione del ferro e numerosi resti di abitazioni realizzate in argilla e materiale vegetale (tecnica del graticcio e argilla). Parco nazionale di Gonarezhou Distretto di Chiredzi Misto(6936; vi, viii, x) 19/12/2025 Il parco è caratterizzato da un clima caldo e semiarido, con precipitazioni fortemente stagionali, particolarmente irregolari sia in termini di quantità che di durata. La vegetazione alterna tre fasi, bosco, macchia e prateria, sotto l'influenza di animali che si nutrono di foglie e arbusti e di quelli che pascolano l'erba, nonché di incendi, freddo, precipitazioni e attività umane. Le tipologie di vegetazione presenti nel parco sono savana boschiva (59%), macchia (40%) e savana a prateria (1%). L'elenco floristico del parco comprende almeno 924 specie appartenenti a 118 famiglie e 364 generi, tra cui 265 alberi, 310 arbusti, 55 piante rampicanti legnose e 137 graminacee, e include anche alcune specie vegetali endemiche.
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