Il Lockheed EC-121 Warning Star era un quadrimotore ad ala bassa, sviluppato ad uso militare dall'originario Lockheed L-049 Constellation da trasporto passeggeri di linea, prodotto dall'azienda statunitense Lockheed Corporation negli anni cinquanta ed impiegato, prevalentemente, come aereo AEW per la guerra elettronica dall'United States Navy e dall'United States Air Force.
Al di là del loro iniziale impiego, con il passare del tempo ed in ragione dell'installazione di differenti apparecchiature elettroniche, gli EC-121 vennero inoltre utilizzati nello spionaggio tramite l'intercettazione delle comunicazioni (SIGINT) e nella lotta antisommergibile.
Entrati in servizio nel 1954 vi rimasero fino al 1978; un singolo esemplare (aggiornato e modificato) rimase operativo con la US Navy fino al 1982.
Sviluppo La fase di sviluppo delle versioni AEW del Constellation ebbe inizio sul finire della seconda guerra mondiale: a quell'epoca la US Navy aveva condotto studi sull'impiego dei radar in funzione di sorveglianza aerea mediante il Programma Cadillac che portò alla realizzazione della variante TBM-3W del Grumman TBF Avenger alla quale viene riconosciuto (sebbene impiegata per un breve lasso di tempo e successivamente evoluta in una versione antisom) il primato di primo velivolo AEW della storia*.
In sostanza il nuovo velivolo era progettato per fungere da picchetto radar, ovvero piattaforma di rilevamento a distanza delle incursioni aeree avversarie; in particolare all'epoca, si era agli inizi della guerra fredda, il compito di tale strumento era quello di integrare la Distant Early Warning Line nella tempestiva rilevazione di ipotetiche minacce sovietiche.
I primi velivoli realizzati dalla Lockheed furono il frutto della modifica di due Model 749: dotati di un radome dorsale (più alto e stretto) ed uno ventrale (più tozzo e meno pronunciato) destinati a contenere le apparecchiature elettroniche necessarie, videro il battesimo dell'aria nel corso del 1949 (ed ovviamente non sfuggirono agli occhi degli osservatori). Questi due esemplari, inizialmente identificati con la sigla PO-1W (divenuta WV-1 nel 1952) in base al vigente sistema di designazione dei velivoli dell'US Navy, ebbero principalmente una funzione sperimentale e di raccolta dati.
Il passo successivo fu quello di utilizzare la più recente cellula del Model 1049 (commercialmente conosciuto come Super Constellation): designata dall'US Navy WV-2, oltre a riproporre i radome dorsale e ventrale contenenti le apparecchiature elettroniche, introduceva il cono di prua allungato per l'installazione del radar meteorologico ed i serbatoi di combustibile supplementari alle estremità alari. La designazione di fabbrica fu Model 1049A e ne furono costruiti 142 esemplari (tra il 1953 ed il 1958), il primo dei quali consegnato nei primi mesi del 1954. Questi velivoli, quando nel 1962 furono unificate le denominazioni di US Navy ed USAF, vennero successivamente identificati come EC-121K.
Nel corso del 1952 si manifestò l'interessamento al velivolo anche da parte dell'USAF: inizialmente camuffato come ordine per una serie di esemplari da destinare al trasporto, nel corso dell'anno successivo l'interessamento si concretizzò nella consegna di 10 esemplari (della versione Model 1049B, effettivamente utilizzata anche per la versione da trasporto R7V-1 destinata all'US Navy). ai quali fu assegnata la sigla RC-121C.
Nel 1954 iniziò la produzione della versione successiva, ancora una vola destinata all'USAF e denominata RC-121D: fu la versione prodotta nel maggior numero di esemplari (fino al 1956 ne furono realizzati 5 diversi lotti, per un totale di 72 velivoli). La versione riproponeva i serbatoi ausiliari alle estremità alari (assenti nella RC-121C) ed introduceva aggiornamenti nella dotazione delle apparecchiature elettroniche. Un esemplare fu esposto e mostrato in volo all'America's National Air Show di Philadelphia del 1955.
Risale al 1955 la consegna dei velivoli della terza versione prodotta per l'US Navy: identificata come WV-3, prendeva nuovamente origine da cellule del Model 1049A, prive dei serbatoi supplementari alle estremità delle ali. In particolare questa versione montava (secondo le fonti reperite) apparecchiature destinate alla ricognizione meteorologica, in aggiunta a quelle per gli ormai tradizionali compiti AEW; tra le caratteristiche peculiari del velivolo degna di nota è la presenza di uno speciale comparto pressurizzato dal quale era possibile lanciare palloni sonda. Questa versione, ridesignata WC-121N dopo il 1962, fu anche l'ultima ad uscire ex novo dalle catene di montaggio della Lockheed.
Le successive varianti, indicate con sigle identificative che giunsero fino alla EC-121T, furono il frutto di ulteriori progressivi, e talvolta ripetuti, aggiornamenti delle cellule esistenti. Tali aggiornamenti riguardarono prevalentemente le apparecchiature elettroniche destinate alle funzioni specifiche del velivolo: irriconoscibili esteriormente, poiché nascosti all'interno della fusoliera o dei rispettivi radome, furono utilizzati apparati che progressivamente sostituirono i "classici" radar di intercettazione degli avversari, per evolversi verso le prime forme di guerra elettronica sia nel campo delle ECM sia in quello delle ESM.
Tra i pochi interventi che determinarono modifiche sostanziali sulla struttura, necessitano una citazione quelli realizzati nel corso del 1956 su un esemplare di WV-2 che venne successivamente identificato con la sigla specifica WV-2E: in questo esemplare di Warning Star scomparve il radome ventrale e quello dorsale venne sostituito con una sovrastruttura di forma discoidale collegata alla fusoliera da un pilone centrale di forma allungata. Questo disco era definito in lingua inglese sia con il termine sauceril termine saucer indica un piatto da cucina dalla forma bombata. ad indicarne la sezione ovale, che con quello di rotodome in quanto conteneva l'antenna radar di tipo rotante, motorizzata. Il disco posto sopra la fusoliera generava portanza (al fine di agevolare il volo dell'aereo), ma costituiva un peso aggiuntivo di 90 q per la struttura del velivolo. Precursore, nelle forme esteriori, dei velivoli AWACS di più moderna costruzione questo velivolo ricevette, a partire dal 1962, la designazione di EC-121L.
Nessun esemplare di Warning Star fu mai venduto a forze aeree straniere anche se, nel corso del 1966, la britannica Royal Air Force sembrò in procinto di acquistare 18 esemplari di EC-121 dismessi da parte dell'USAF.
Complessivamente furono costruiti 234 esemplari delle diverse versioni di Warning Star che prestarono servizio nell'US Navy e nell'USAF fino ad oltre la metà degli anni settanta quando furono sostituiti nei reparti di volo dai più recenti Boeing E-3 Sentry. Un singolo esemplare, della versione EC-121K in servizio presso il Tactical Electronic Warfare Squadron 33 dell'US Navy, compì l'ultimo volo operativo il 25 giugno 1982.
Descrizione tecnica Struttura Strutturalmente il Warning Star, come già detto, utilizzava la cellula del Lockheed L-1049 Super Constellation. Si trattava quindi di un quadrimotore ad ala bassa dalla struttura interamente metallica.
La fusoliera aveva sezione circolare ed era caratterizzata dalla presenza degli inconfondibili radome realizzati in materiale plastico; questi avevano la funzione di ricoprire le diverse apparecchiature elettroniche di cui disponevano i velivoli, al fine di mantenere, per quanto possibile, la pulizia aerodinamica del velivolo.
All'interno della fusoliera trovavano posto i membri dell'equipaggio: il loro numero era variabile (a seconda del tipo e della durata delle missioni), ma la struttura era ottimizzata al fine di imbarcare due distinti equipaggi che si alternavano al servizio operativo nelle missioni di più lunga durata.
Rispetto al velivolo commerciale rimanevano invariati il carrello d'atterraggio (di tipo triciclo anteriore), la struttura alare (con l'evidente angolo diedro negativo) e gli impennaggi; questi in particolare, con la loro caratteristica tripla deriva ovale, risultavano particolarmente idonei alle caratteristiche del velivolo in quanto non disturbati, nella propria funzione aerodinamica, dalla presenza del radome dorsale malgrado i suoi 11 ft di altezza (3,35 m).
Motore Come tutti gli altri velivoli della famiglia del Constellation anche il Warning Star mantenne inalterato l'apparato propulsivo impiegando, in tutte le varianti nelle quali fu realizzato, quattro Wright R-3350 Duplex Cyclone, motori radiali a diciotto cilindri raffreddati ad aria.
In particolare, a parte i due esemplari della versione WV-1 derivati dalle cellule del Model 749, vennero sempre adottati motori equipaggiati con il sistema turbo-compound, prevalentemente al fine di poter garantire prestazioni accettabili malgrado il considerevole incremento di peso dovuto alla presenza dalle apparecchiature (circa il 5% del peso al decollo, rispetto alla versione commerciale).
Sistemi Le dotazioni elettroniche installate sulle versioni WV-2 ed EC-121D erano costituite da un radar di ricerca AN/APS-20 operante nella banda S (costruito dalla Hazeltine Corporation e dalla General Electric), disposto nel radome ventrale e da un radar AN/APS-45 (prodotto dalla Texas Instruments), alloggiato nel radome dorsale, al quale spettava il compito di rilevare la quota dei velivoli avversari. Il raggio d'azione di questi apparati era di poco più di 300 km da una quota operativa di circa 7 600 m.
Per quanto concerne il singolo esemplare di WV-2E, venne confermato l'impiego del radar ventrale AN/APS-20, mentre sul dorso venne installata un'antenna rotodome, cioè rotante, a forma di disco e con il diametro di circa 12 m, azionata da un motore idraulico. Il rotodome era l'antenna del radar di scoperta AN/APS-70 caratterizzato da una copertura stimata pressoché raddoppiata rispetto al precedente.
Altre tipologie di apparecchiature vennero installate sui velivoli impiegati nel campo delle contromisure o del supporto elettronico; trattandosi di serie di pochi velivoli o di apparecchiature destintate a specifiche missioni, ove le informazioni siano disponibili se ne rimanda la trattazione al paragrafo dedicato all'impiego operativo.
Impiego operativo US Navy La realizzazione e l'impiego dei Warning Star facevano parte della strategia difensiva degli Stati Uniti d'America varata nel dopoguerra, in particolare in conseguenza del blocco di Berlino del 1948. Le necessità di realizzare una rete difensiva contro possibili minacce aeree nemiche divenne ancor più evidente l'anno successivo, in seguito alla realizzazione dei primi test con armi nucleari da parte dell'Unione Sovietica.
In sostanza la difesa da potenziali minacce aeree venne affidata ad una serie di stazioni radar basate sulla terraferma ed alla US Navy che impiegò alcune unità della flotta in funzione di picchetto radar integrandone le capacità di scoperta con l'utilizzo di velivoli dotati di radar a lungo raggio; in particolare la funzione di Airborne Early Warning avrebbe consentito di rilevare aggressori che volavano al di sotto delle quote operative dei radar basati sulle navi. Questo primo passo verso una linea di difesa basata sull'impiego dei radar venne chiamato Lashup e divenne operativo nel 1950.
Già l'anno successivo entrò in funzione la Pinetree Line cui fece seguito, operativa dal 1957, la DEW Line; il comando operativo di queste reti di rilevamento, le cui basi erano sia in territorio statunitense che canadese, venne affidato al NORAD, appositamente costituito.
In ambito aeronautico l'US Navy contribuì mettendo a disposizione le esperienze già maturate con l'impiego (sul finire della seconda guerra mondiale) della versione AEW del Grumman TBF Avenger (la già ricordata TBM-3W) che tuttavia non venne considerata adeguata al compito, in ragione dell'autonomia insufficiente al tipo di missione richiesta.