La sua scomparsa e uccisione furono, all'epoca, attribuite alla comunità ebraica di Norwich, diventando il primo caso documentato di accusa del sangue medievale.
Biografia Guglielmo era un apprendista conciatore che entrava regolarmente in contatto con commercianti ebrei. Il suo omicidio rimase irrisolto; la comunità locale di Norwich attribuì la morte del ragazzo alla comunità ebraica, anche se le autorità locali non li condannarono per mancanza di prove. Guglielmo fu inoltre venerato come santo a Norwich, per miracoli a lui attribuiti.
L'agiografia di Guglielmo venne raccontata nel The Life and Miracles of St William of Norwich, un'opera in latino in più volumi di Thomas di Monmouth, un monaco benedettino del monastero di Norwich. Thomas iniziò The Life nel 1149/50 e lo completò nel 1173. Augustus Jessopp (1823-1914), uno dei curatori della prima edizione stampata dell'opera di Thomas, descrisse il monaco come "ingannatore e ingannato".
L'omicidio Poiché la maggior parte delle informazioni sulla vita di Guglielmo proviene dal racconto di Thomas, è difficile distinguere i fatti reali del caso dalla storia del martirio creata intorno ad esso dal monaco. Scrive infatti Thomas che Guglielmo nacque il 2 febbraio 1132 da una coppia locale e fu apprendista presso uno scuoiatore e conciatore di pelli, dovendo spesso trattare con ebrei locali.
Poco prima dell'omicidio, la madre di Guglielmo fu avvicinata da un uomo che affermò di essere un cuoco che lavorava per l'arcidiacono di Norwich, e che offrì a Guglielmo un lavoro nelle cucine dell'arcidiacono. La madre accettò e fu pagata tre scellini per lasciare andare suo figlio Guglielmo, che poco dopo visitò sua zia in compagnia di quest'uomo. Sua zia si insospettì, e chiese a sua figlia di seguirli quando se ne furono andati. Furono visti entrare nella casa di un ebreo locale, e quella fu l'ultima volta che Guglielmo fu visto vivo, ed era il giorno del Martedì Santo.
Il Sabato Santo, il corpo del dodicenne fu trovato nella landa di Mousehold, una parte della foresta di Thorpe, nei dintorni di Norwich. Una suora vide il corpo, ed inizialmente non contattò nessuno. Successivamente un guardaboschi di nome Henry de Sprowston lo trovò per caso e notò delle ferite che suggerirono una morte violenta, nonché il fatto che il ragazzo sembrasse esser stato imbavagliato con del cardo di legno, e che indossasse una giacca e delle scarpe.
Dopo aver consultato il parroco, fu deciso di seppellire la salma il Lunedì dell'Angelo. Nel frattempo, la gente del posto venne a visitare la salma e Guglielmo venne riconosciuto. Il suo corpo fu seppellito sul luogo dell'omicidio. Il giorno successivo arrivarono i membri della famiglia di Guglielmo, uno dei quali era il prete Godwin Stuart, per confermare l'identità del corpo. Venne riesumato, e successivamente lo riseppellirono con una cerimonia adeguata.
La famiglia di Guglielmo accusò la comunità ebraica locale per il crimine, e chiesero giustizia al Tribunale ecclesiastico del vescovo William di Turbeville. I membri della comunità ebraica furono invitati dal vescovo a presentarsi in tribunale per essere sottoposti ad un processo per ordalia, ma lo sceriffo normanno locale, John di Chesney, informò che il tribunale ecclesiastico non aveva giurisdizione sugli ebrei, poiché non erano cristiani.
Lo sceriffo mise sotto protezione gli ebrei nel castello di Norwich e, dopo che la situazione si fu calmata, li lasciò tornare alle loro case. La questione venne ripresa due anni dopo, quando un membro della comunità ebraica venne assassinato in un incidente non collegato a questi fatti. Il re Stefano accettò di esaminare la questione, ma alla fine decise di non proseguire.
Nel frattempo la salma di Guglielmo era stata trasferita nel cimitero dei frati. Il vescovo de Turbeville e altri membri del clero locale tentarono di creare attorno a Guglielmo un culto come martire cristiano, ma non ci riuscirono perché nelle accuse contro gli ebrei non c'erano prove che l'omicidio fosse collegato ad attività religiosa di nessun tipo. Con lo sviluppo successivo del culto venne tuttavia creata una storia sul come e perché William fu ucciso.
La versione dei fatti di Thomas di Monmouth
Thomas di Monmouth arrivò a Norwich intorno al 1150. Su sollecitazione del vescovo, decise di indagare sull'omicidio intervistando i testimoni sopravvissuti. Parlò anche con persone che identificò come "ebrei convertiti", i quali gli fornirono informazioni privilegiate sugli eventi all'interno della comunità ebraica. Scrisse così un resoconto in latino ecclesiastico del crimine nel suo libro The Life and Miracles of St William of Norwich.
Nel suo resoconto dell'omicidio, Thomas di Monmouth scrisse che dopo avergli rasato la testa, lo trafissero con innumerevoli punte di spine, e fecero uscire orribilmente il sangue dalle ferite che fecero. Alcuni dei presenti volevano crocifiggerlo per farsi beffe della Passione del Signore.
In seguito si disse che il corpo di Guglielmo era stato ritrovato a Thorpe Wood con una corona di spine in cima alla testa.
Il racconto di Tommaso di Monmouth dipende dalla testimonianza di un monaco ed ex ebreo di nome Teobaldo di Cambridge, il quale affermò che l'omicidio era un sacrificio umano e che gli "antichi scritti dei suoi padri" richiedevano l'uccisione annuale di un cristiano. Ciò avveniva presumibilmente per due ragioni: per tornare un giorno in Terra Santa durante l'era messianica e per punire Gesù Cristo per la persecuzione che il popolo ebraico continuava a subire per mano dei suoi seguaci.
Non esiste, tuttavia, nessun comandamento che invita al sacrificio umano nella teologia ebraica, nella letteratura religiosa. Theobald ha anche affermato che gli assassini non erano praticanti del giudaismo ortodosso e che l'omicidio fu invece ordinato a Narbona dal capo di una setta dichiaratosi il Messia Ebreo. Quest'ultimo infatti aveva tirato a sorte per scegliere dove in Europa i suoi seguaci avrebbero commesso l'omicidio.Jacob R. Marcus, The Jew in the Medieval World, Union of American Hebrew Congregations, 1938, pp. 125-126.
Thomas sostiene che un ebreo convertito gli disse che c'era una discussione su come disfarsi del corpo e che una serva cristiana intravide il bambino attraverso una fessura in una porta, e che diversi anni dopo gli eventi, un altro uomo avesse confessato sul letto di morte di aver visto un gruppo di ebrei trasportare un corpo su un cavallo nel bosco.
Contesto Gli ebrei a Norwich Si pensa che la comunità ebraica si sia stabilita a Norwich nel 1135, solo nove anni prima dell'omicidio (anche se un ebreo chiamato "Isacco" è registrato nel Domesday Book del 1086). La maggior parte viveva in un quartiere ebraico o "ghetto", situato in quella che oggi è Haymarket e White Lion Street.Gli ebrei erano una comunità francofona, come quella degli anglo-normanni con cui erano strettamente associati. Il "ghetto" era inoltre molto vicino al castello, un modello visto in altre città inglesi dove gli ebrei erano sotto la protezione dei Normanni.Carole Rawcliffe, Richard George Wilson, Medieval Norwich, Continuum International, 2006, p. 18.
Guglielmo e la sua famiglia, d'altra parte, erano di origine anglosassone e molti dei suoi parenti erano preti sposati secondo la tradizione locale.Catherine Cubbit, Images of St. Peter: The Clergy and the Religious Life in Anglo-Saxon England in Paul Cavill (ed), The Christian Tradition in Anglo-Saxon England, p. 52. I conflitti tra anglosassoni locali e normanni potrebbero essersi prestati a teorie cospirative riguardanti i crimini capitali da parte degli ebrei francofoni coperti dai normanni di lingua francese. Le tensioni furono particolarmente evidenti durante il regno di Stefano, quando avvenne l'omicidio. Thomas di Monmouth sostiene che lo sceriffo fosse stato corrotto dalla comunità ebraica di Norwich per proteggerli.
Potrebbero esserci stati anche conflitti di fondo tra la cattedrale, lo sceriffo e la popolazione locale sui diritti in città e nei sobborghi. Thomas invoca ripetutamente Dio come unica fonte di giustizia per gli anglosassoni contro gli sceriffi normanni corrotti e afferma inoltre che John de Chesney, lo sceriffo che proteggeva gli ebrei della città, fu successivamente punito con un'emorragia interna.Paul Dalton, "Civil War and Ecclessiastical Peace in the Reign of King Stephen" in Diana E. S. Dunn, War and Society in Medieval and Early Modern Britain, p. 55.
Culto
Il desiderio del clero locale, in particolare del vescovo William de Turbeville, di istituire un culto potrebbe essere stato almeno in parte motivato finanziariamente. Il vescovo incoraggiò Thomas di Monmouth a interrogare la gente del posto ed a scrivere il suo libro.
Dopo essere stato sepolto nel cimitero dei monaci, il corpo di Guglielmo fu trasferito in luoghi progressivamente più prestigiosi della chiesa, venendo collocato nella sala capitolare nel 1150 e vicino all'altare maggiore nel 1151.Simon Yarrow, Saints and their Communities: Miracle Stories in Twelfth-Century England, Oxford University Press, 2006, p. 131. Thomas dedicò gran parte del suo libro non all'omicidio, ma alle prove della santità di Guglielmo, comprese le luci misteriose viste intorno al corpo stesso e le cure miracolose effettuate sui devoti locali. Thomas ammette che alcuni membri del clero, in particolare il priore Elias, erano contrari al culto sulla base del fatto che non esistessero molte prove della santità o del martirio del ragazzo mentre il monaco stesso promosse la richiesta fornendo prove di visioni di William e miracoli.
Lo storico Paul Dalton afferma che il culto era prevalentemente di carattere "protettivo e pacificatore", avendo somiglianze con quello di un altro santo bambino, Fede di Agen. Nonostante le sue origini, il culto stesso non era associato alla promozione di attività anti ebraiche ed era minore anche al suo apice in quanto ci sono poche prove di un fiorente culto di Guglielmo a Norwich: i documenti finanziari sopravvissuti che elencano le offerte fatte al suo santuario nella cattedrale di Norwich suggeriscono che, sebbene le sue fortune aumentassero e diminuissero, per gran parte della sua storia ci furono pochi pellegrini, sebbene le offerte continuassero ad essere realizzate almeno fino al 1521. Un temporaneo aumento della popolarità del santuario avvenne dopo il 1376, quando Guglielmo fu adottato dalla Norwich Peltier's Guild, il cui servizio annuale nella Cattedrale includeva un bambino che recitava la parte di William. C'era anche una corporazione di studiosi dedicata a San Guglielmo nella città di Bishop's Lynn, nel Norfolk.
Immagini di Guglielmo come martire furono create per alcune chiese, generalmente nelle vicinanze di Norwich. Un pannello di quercia dipinta, raffigurante Guglielmo e Agata di Catania, è nella collezione del Victoria and Albert Museum di Londra, dove Guglielmo è mostrato con in mano un martello e tre chiodi in testa. Il pannello faceva precedentemente parte di un paravento presso la chiesa di St John Maddermarket di Norwich, commissionato da Ralph Segrym (morto nel 1472), un commerciante che divenne membro del parlamento e sindaco di Norwich.
William è raffigurato sui pannelli di un certo numero di altre chiese del Norfolk: la St Mary's Church nel Worstead e la St John's Church nel Garboldisham raffigurano William che tiene dei chiodi; al contrario quello nella Holy Trinity Church nel Loddon raffigura Guglielmo che viene crocifisso.
Conseguenze