Mopso () è un personaggio della mitologia greca. Fu un indovino.

Genealogia

Figlio di Apollo o di Racio (Ῥάκιος un re della Caria) e di Manto.

Non sono note sue eventuali mogli o progenie.

Mitologia

È a volte confuso con il suo omonimo,«Mopso», in Enciclopedia Treccani figlio di Ampice e argonauta, ma si tratta in realtà di due figure distinte.Rossella Corti avverte ad esempio che l'Argonauta e Lapita non deve essere confuso con il nipote di Tiresia; in Ovidio, Le Metamorfosi, Milano, BUR, 2008, p. 471 (nota 43)

Mopso, secondo una leggenda, fondò assieme alla madre Manto, il Santuario dell'Oracolo di Apollo a Claro ed a questo ne seguì un altro ad Aspendo, nella regione della Panfilia e poi altri santuari in varie polis della Cilicia, fra cui Mopsuestia, Mopsucrene e Mallo.

Mopso fu sfdato da Calcante (l'indovino greco al servizio degli Achei durante la guerra di Troia) che, giunto a Colofone, lo sfidò nell'arte della profezia e divinazione. Nella prima prova Mopso indovinò l'esatto numero di frutti su una pianta di fichi (diecimila più uno) e nella seconda quanti maialini sarebbero nati da una scrofa incinta e quando (dieci maialini, di cui uno maschio, il giorno successivo). La vittoria di Mopso fu così schiacciante che Calcante morì, alcuni dicono per la disperazione, altri per suicidio.

Un'altra leggenda racconta che Calcante (o Mopso) derisero Eracle sotto una quercia ed Eracle uccise Calcante.

Racconta Strabone che Mopso regnava sulla città cilicia di Mallo, da lui fondata assieme al fratello Anfiloco. Quando quest'ultimo era ritornato nella sua città natale, Mopso assunse da solo le redini del comando (prima tenuto in coreggenza), ma dovette presto far fronte alle richieste di Anfiloco il quale, tornato in Cilicia, chiese di essere riassociato al trono. Mopso rifiutò e, addivenuti ad un duello, gli sfidanti si uccisero a vicenda e furono sepolti in luoghi diversi vicino al fiume Piramo.

Dopo la morte, le ombre di Mopso e Anfiloco si unirono in amicizia, andando a costituire un oracolo che si diceva essere più veritiero di quello delfico.R. Graves, I miti greci, Milano, Longanesi, 1955, pp. 897-898

Nell'attuale Turchia furono rinvenute una tavoletta in lingua ittita ed un'iscrizione bilingue (ittita e fenicio) che parlano di Mopso e della migrazione greca in Asia minore. Secondo queste fonti, le azioni di Mopso possono essere datate al 1245-1230 a.C.

Note

Collegamenti esterni

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