Fu il principale artefice ed organizzatore delle operazioni della guerra caucasica contro i ribelli di Imam Shamil a partire dal 1838 e guidò i suoi uomini alla conquista dell'inespugnabile fortezza di Achul'go, azione per la quale venne largamente celebrato. Nel 1862-1866 fu atamano dei cosacchi del Don e divenne quindi membro del consiglio di stato. Due dei suoi figli, come lui militari, caddero sul campo.
Biografia I primi anni
Grabbe nacque il 2 dicembre 1789 a Kexholm, sul lago Ladoga, dove il padre di Christoph Valentin Grabbe (di origini baltico-tedesche) ricopriva la posizione di consigliere titolare della città nonché di sottotenente di un reggimento di granatieri. A quattro anni, dopo la morte del genitore, sua madre Justina Regina Hauser (originaria di Tartu), si risposò col generale Stepan Danilovič Migulin e trasferì l'intera famiglia a San Pietroburgo.
Dal 1794 Pavel venne integrato nel corpo dei cadetti dove anche suo fratello Karl era studente. Alla morte del patrigno venne presentato alla zarina Maria Feodorovna che si impegnò attivamente perché fosse garantito a lui e ai suoi fratelli e sorelle un futuro dignitoso in mancanza di un sostentamento stabile.
Le guerre napoleoniche Anche per le esigenze di mantenimento della famiglia, il 5 settembre 1805 Grabbe lasciò gli studi e si arruolò come sottotenente del 2º reggimento di artiglieria russo, e venne inviato al fronte in Moravia contro le truppe francesi di Napoleone. Giunto a Varsavia, Grabbe fu assegnato alla compagnia di Čujkevič, parte della colonna guidata dal generale Essen, con la quale passò poi in Ungheria. Il 14 dicembre 1806 Grabbe ebbe il suo battesimo del fuoco nella battaglia di Golymin, durante la quale fu quasi sul punto di venire catturato, avendo perso il suo cavallo nel corso dei combattimenti. Sei settimane dopo, il 27 gennaio, Pavel prese parte alla battaglia di Eylau, ricevendo le prime onorificenze. Come comandante di compagnia, prese parte l'anno successivo alle battaglie di Guttstadt, Heilsberg e Friedland.
Dopo la conclusione della pace di Tilsit, Pavel Grabbe tornò a San Pietroburgo dove rimase sino al 1808, venendo poi dislocato nuovamente in Polonia, al confine coi territori austriaci. Il 28 settembre 1808 fu promosso tenente. Visse a Cracovia e ottenne il ruolo di aiutante del generale Aleksej Petrovič Ermolov. Nel 1810, da eccellente ufficiale qual era, ottenne dal ministro della guerra Barclay de Tolly di svolgere l'attività di addetto militare presso l'ambasciata russa a Monaco di Baviera, dove rimase sino al 1811. Durante il suo soggiorno all'estero, Grabbe instaurò rapporti con i più famosi scienziati dell'epoca, tra cui il noto barone Schelling, col quale manterrà sempre una stretta corrispondenza. Nel 1812 venne trasferito a Berlino, venendo poi spostato a San Pietroburgo con un messaggio segreto dall'ambasciatore berlinese, il barone Lieven, per il ministro della guerra russo. Fu poi nominato aiutante del generale Barclay de Tolly.
Prima della riapertura delle ostilità con la Francia, lo stesso ministro inviò Grabbe come addetto militare presso l'esercito francese, col compito di studiarne segretamente le posizioni e le forze in campo. Pavel portò a compimento questo compito rischioso ed ottenne di riferire direttamente allo zar Alessandro I di Russia le sue osservazioni. Con l'inizio della guerra aperta, Grabbe prese parte alla battaglia di Smolensk, ricevendo ulteriori segni di distinzione per aver saputo mantenere in ordine l'armata durante la dispersione. Come aiutante del generale Ermolov e poi del generale Miloradovič, Grabbe prese parte a tutti gli scontri più significativi della campagna di Russia di Napoleone, inclusa la battaglia di Vitebsk, quella di Borodino, quella di Tarutino, quella di Malojaroslavec (dopo la quale venne promosso capitano), Vjaz'ma e Krasny. Con la ritirata di Napoleone, Grabbe venne inviato a Valmodena e partecipò ad alcune incursioni oltre confine. Nel 1814 prese parte alla campagna militare in Francia al seguito dell'esercito russo.
L'Unione della Salvezza e i legami coi Decabristi Al ritorno in patria nel 1815, si recò a Mosca; il 10 dicembre 1816 Grabbe venne promosso colonnello e venne nominato comandante del reggimento degli ussari di Lubenskij a Jaroslavl'. In questo periodo strinse i rapporti con i decabristi e con i membri dell'Unione della Salvezza, finendo per divenirne uno dei più ardenti sostenitori, pur opponendosi all'idea di un colpo di stato violento. Quando nel 1818 la società diede alle stampe il proprio statuto (il cosiddetto "Libro Verde"), Grabbe decise di aderire a tutti gli effetti alla società, ma fu licenziato dal comando del suo reggimento "per evidente inosservanza dell'ordine di servizio militare", pur ottenendo il permesso di continuare a rimanere di stanza a Jaroslavl'.
Dopo che l'Unione venne sciolta, Grabbe interruppe completamente la propria attività in quella direzione e non partecipò alla congiura del 14 dicembre 1825. Arrestato comunque nel 1825 per i suoi contatti con i Decabristi, Grabbe, che a quel tempo prestava servizio nel reggimento di cacciatori a cavallo Severskij, non venne condannato dalla Corte Suprema, ma trascorse comunque quattro mesi di prigionia nella fortezza di Dinaminda.
La guerra russo-turca
Dopo essere rimasto inattivo per qualche tempo, Grabbe nel 1827 venne trasferito al reggimento cacciatori di Derpt e poco dopo al reggimento dei dragoni Novorossijsk. Con l'apertura della campagna militare contro i turchi, Grabbe con il suo reggimento venne assegnato alle truppe d'avanguardia del generale Gejsmar, di stanza in Valacchia; qui, con l'incarico di capo di stato maggiore e al tempo stesso comandando l'avanguardia e la cavalleria del distaccamento, partecipò a molte brillanti azioni contro i turchi. Fu per questo insignito del grado di maggiore generale il 19 giugno 1829, per essersi distinto durante l'assalto a Rachiv; poi prese parte alla battaglia di Băilești e alla battaglia di Cibăr, che gli valsero anche una spada d'oro al coraggio. In questa campagna, durante l'assedio di Rachiv in Bulgaria nel 1829, al comando di un battaglione di cacciatori, Grabbe fu il primo ad attraversare il Danubio, scacciando i turchi dalle loro posizioni ed occupando la cittadella, e venendo ferito da un proiettile alla gamba. Malgrado la ferita dopo alcuni giorni prese parte ad un nuovo raid contro la cavalleria turca.
La campagna in Polonia All'inizio del 1830 Grabbe fece ritorno in Russia, trascorse un po' di tempo in Bessarabia ed il 13 aprile si risposò con una ragazza locale. Dal suo primo matrimonio con Skoropadskaja era nato un figlio, Nikolaj, morto ad appena un anno di età. Con l'inizio della guerra contro i ribelli polacchi, il 14 marzo 1831 il maggiore generale Grabbe venne incaricato del ruolo di capo di stato maggiore del I corpo d'armata di fanteria e partecipò agli scontri di Minsk e Kałuszyn, dove venne ferito ad una coscia. Prese parte quindi all'assedio di Varsavia e alla battaglia di Ostrołęka.
La guerra del Caucaso Alla fine delle ostilità in Polonia, il 6 dicembre 1831, Grabbe venne nominato comandante della 2ª divisione di dragoni e il 26 settembre 1834 gli venne conferita la II classe dell'Ordine di San Vladimiro.
Nel 1835 venne congedato per un anno per curarsi nel Caucaso con le acque termali locali, ed il 18 aprile 1837 venne promosso al grado di tenente generale. Il 18 aprile 1838 ottenne il comando delle truppe impegnate nel Caucaso e nella regione del Mar Nero. Nel 1839 i russi iniziarono una serie di operazioni contro l'Imam Shamil che si opponeva al loro governo nel Caucaso, sollevando la popolazione, e Pavel ottenne il comando delle truppe russe di stanza nel Daghestan settentrionale e in Cecenia. Date le condizioni speciali di questa guerra, al distaccamento russo in Cecenia venne assegnato solo l'obbiettivo generale da raggiungere, ma a tutto dovette provvedere Grabbe in persona, dai mezzi alla distribuzione delle forze, sino alla scelta dei percorsi da intraprendere secondo il terreno. Grabbe preparò i suoi uomini per la mobilitazione generale entro il 1º maggio di quell'anno. Disponeva sotto il proprio comando di 10 battaglioni, 500 cosacchi, 6 cannoni leggeri, 8 cannoni da montagna e 4 pezzi d'artiglieria cosacchi.
Per sedare la rivolta, Grabbe decise di volgersi a sconfiggere Tašav-Chadži Ėndireevskij, un alleato di Shamil, per poi muovere contro lo stesso Shamil. Prima della partenza dei suoi uomini, tenne un discorso nel quale vietò loro categoricamente di uccidere donne o bambini nel corso della campagna militare pena punizioni esemplari, esprimendo nel contempo fiducia nei confronti dell'armata russa. I preparativi di Grabbe furono così ben studiati che Ėndireevskij venne colto nel sonno nella fortezza dove teneva il proprio quartier generale. Per ordine di Grabbe, la fortezza venne incendiata, mettendo i suoi nemici in fuga negli altipiani circostanti. La posizione ad ogni modo era favorevole ai ceceni che rimanevano nascosti nella densa foresta circostante attaccando gli uomini di Grabbe che popolavano invece la pianura sottostante. Per costringere il nemico all'uscita dalle proprie posizioni, il generale si risolse dunque ad utilizzare la cavalleria a sua disposizione, riuscendo a vincere il conflitto a fuoco. Radunò i suoi uomini a Balance, nei pressi di Ichkerian. Il giorno successivo, l'11 maggio, Grabbe entrò a Ichkerian mettendo a fuoco tutti villaggi che attraversava. Il giorno successivo inflisse una nuova pesante sconfitta alle forze di Tashav-Khadji Endireevsky sugli altipiani della regione. Eseguita con successo anche l'ultima parte del suo piano, ordinò alle truppe di tornare alla fortezza di Vnepaja e di ripiegare quindi contro la roccaforte di Shamil, posta presso la città fortificata di Achul'go.
La città era stata pesantemente fortificata dai ceceni e Grabbe sapeva di dover condurre i suoi uomini in un territorio a loro fortemente ostile e che conoscevano poco, senza la collaborazione dei locali. Grabbe si rese conto che per avere il controllo dell'area avrebbe dovuto non solo sconfiggere Shamil e i suoi uomini, ma anche tutte le tribù di montagna che avrebbe incontrato lungo il percorso sino ad Achul'go, così da privare l'imam di ulteriori appoggi esterni. La prima battaglia di questa nuova campagna militare venne combattuta nei pressi del villaggio di Tarengul, dove 4000 uomini di Shamil si scontrarono con i russi. Dividendo in due colonne il proprio esercito, Grabbe riuscì a circondare il nemico e, dopo un audace assalto, riuscì a mettere in fuga i suoi nemici. Successivamente, si scontrò con i rivoltosi presso la fortezza di Arguan dove Shamil aveva radunato 16.000 combattenti. Circondato il villaggio con i suoi uomini, Grabbe cercò di sparare sul nemico ma senza successo e pertanto ripiegò sulle alture circostanti, inducendo il nemico a credere in una ritirata strategica. I combattimenti proseguirono per tutto il 30 maggio ed i seguaci di Shamil vennero quasi completamente sterminati. La fortezza locale venne catturata dai russi, anche se con gravi danni. La cattura di questo snodo fondamentale nella guerra, diede mano libera ai russi per poter agire nell'intera regione.