(«Ferocia abominevole») è una decretale emanata da papa Bonifacio VIII il 27 settembre 1299 e promulgato una seconda volta il 18 febbraio 1300. Essa dichiara la sua ferma opposizione alla macellazione dei cadaveri.

Contenuti Al tempo di Bonifacio VIII era invalsa la prassi di smembrare i corpi dei defunti per agevolarne il trasporto dal luogo della morte a quello prescelto per la sepoltura, specialmente se i due luoghi erano molto lontani l'uno dall'altro. Il testo pontificio privilegia la sostituzione di questo metodo con la sepoltura delle spoglie nel luogo stesso della morte. Si prescrive inoltre che i resti siano lasciati ridurre queste in polvere per decomposizione prima di un'eventuale esumazione e poi di un ipotetico trasferimento nell'ultima dimora. La sanzione stabilita è la scomunica.

Interpretazioni La decretale va considerata, secondo Agostino Paravicini Bagliani, «come intervento ufficiale e solenne a favore dell'integrità del corpo: forse il più solenne che si esprimesse nel Medioevo». Essa inoltre testimonierebbe «una personale esacerbazione del papa per il corpo», esacerbazione che tradisce, ad esempio, la sua decisione, appena eletto, di far costruire un sepolcro con una figura distesa che ne rappresentasse il volto come se fosse vivo.

La non fu scritta per vietare le dissezioni anatomiche. Contrariamente a quanto si pensò nel XIX e nel XX secolo, non interdì in alcun modo lo sviluppo dell'antropotomia («abbiamo sezionato prima della promulgazione del decreto, così come abbiamo sezionato anche subito dopo»), per cui cadde rapidamente in disuso per quanto riguarda il suo scopo specifico. Ad esempio, in Francia quasi tutti i re e le regine da Filippo il Bello in poi ottennero dai papi speciali dispense per aggirare il divieto..

Note

Voci correlate Mos Teutonicus Chirurgia, anatomia e Chiesa cattolica nel Medioevo

Collegamenti esterni

Categoria:Diritto canonico