Nato in una famiglia di umili origini della provincia romana della Dalmazia, Diocle (questo il suo nome originario) scalò i ranghi dell'esercito romano fino a divenire comandante di cavalleria sotto l'imperatore Marco Aurelio Caro (282–283). Dopo la morte di Caro e di suo figlio Numeriano nella campagna contro i Sasanidi fu acclamato imperatore dalle legioni. (in questa occasione mutò il proprio nome in Diocleziano) in opposizione al figlio maggiore di Caro, Marco Aurelio Carino, che era stato nominato imperatore dal padre prima della campagna e che si trovava in Occidente: i due si scontrarono nella battaglia del fiume Margus, in cui Carino perse il potere e la vita (285).
Con l'avvento di Diocleziano ebbe fine il periodo noto come crisi del III secolo, caratterizzato dal punto di vista politico da una fase di torbidi interni (anarchia militare), protrattasi per quasi un cinquantennio e che vide succedersi un elevato numero di imperatori la cui ascesa e permanenza al potere dipese esclusivamente dalla volontà dell'esercito. Per porre fine a questa instabilità, divenuta ormai pericolosa per la sopravvivenza dell'impero, Diocleziano mise in atto una serie di profonde riforme politiche e amministrative, tra cui risalta sotto quest'ultimo aspetto la condivisione dell'impero tra più colleghi. L'impero infatti divenne una tetrarchia della quale rimaneva capo indiscusso lo stesso Diocleziano.
A tal fine, nel 285 scelse come collega in qualità di co-imperatore il commilitone Massimiano, conferendogli per l'appunto il titolo di Augusto e assegnandogli la metà occidentale dell'Impero (riservando per sé quella orientale). Il 1º marzo 293 completò l'architettura istituzionale associando ai due Augusti due Cesari (una sorta di vice-imperatori) nelle persone di Galerio e Costanzo, dando così vita alla cosiddetta «tetrarchia», il «governo dei quattro»: ciascun Augusto avrebbe governato su metà dell'impero coadiuvato dal proprio Cesare, al quale avrebbe delegato il governo di metà del proprio territorio e che gli sarebbe succeduto (come nuovo Augusto) dopo venti anni di governo, nominando a sua volta un nuovo Cesare.; .
Separò l'amministrazione civile da quella militare rafforzandole entrambe e riorganizzò la suddivisione amministrativa dello Stato, aumentando il numero delle province a seguito del frazionamento di quelle esistenti, rivelatesi troppo estese e giudicate quindi di difficile gestione. Eresse a nuovi centri amministrativi le città di Nicomedia, Mediolanum, Sirmio e Treviri ritenendoli, a causa della loro vicinanza alle turbolente frontiere dell'impero, luoghi più idonei da cui coordinarne le difese rispetto all'antica capitale Roma. Completò l'evoluzione in senso autocratico della figura istituzionale dell'imperatore (un processo di trasformazione iniziato più marcatamente sotto i Severi e perdurato per tutto il III secolo), che sotto l'aspetto sostanziale comportò il passaggio dalla fase di governo detta del «principato» a quella del «dominato», la quale si manifestò attraverso l'elevazione dell'imperatore al di sopra delle masse attraverso l'introduzione di un cerimoniale di corte molto elaborato. Governò prescindendo dalla volontà del Senato e difatti non si recò se non una sola volta a Roma durante tutto il corso del suo impero. Il ricorso a una politica architettonica caratterizzata dalla realizzazione di imponenti opere edili (tipica del periodo tetrarchico) fece da cornice a questa evoluzione autocratica.
Per rendere le frontiere più sicure, Diocleziano intraprese una serie di campagne militari vittoriose nei confronti dei Sarmati e dei Carpi tra il 285 e il 299 e contro gli Alemanni nel 288. All'interno sedò a più riprese una ribellione in Egitto nel 297 e nel 298. Sostenne inoltre il proprio Cesare Galerio nelle campagne da questi condotte contro i Sasanidi (che culminarono nel 298 con il sacco della capitale nemica, Ctesifonte), negoziando poi direttamente con i Persiani una pace vantaggiosa e duratura.
La crescita dell'apparato amministrativo conseguente alla riorganizzazione delle province, l'aumento degli effettivi dell'esercito dovuto al costante stato di guerra e alla necessità di mantenere sicuri i confini e infine l'ambizioso programma edilizio richiesero una radicale riforma del sistema di tassazione fiscale volta a garantire la copertura delle ingenti spese che la costosa politica dioclezianea comportava. Pertanto a partire dal 297 (come attestato da un'iscrizione rinvenuta in Egitto) l'imposizione fiscale venne fondamentalmente incentrata sul pagamento per individuo e per lotto di terra.. Tuttavia non tutte le riforme di Diocleziano ebbero gli effetti sperati e alcune di esse fallirono mentre l'imperatore era ancora al potere come lEditto sui prezzi massimi (301), il cui scopo era di controllare l'inflazione (dovuta alla svalutazione monetaria) tramite l'introduzione di prezzi calmierati, che fu invece contro-produttivo e rapidamente inattuato.
Inoltre, subito dopo la propria abdicazione, Diocleziano dovette assistere impotente al crollo del sistema tetrarchico, in quanto la tetrarchia, che diede l'impressione di essere un sistema di governo molto efficiente finché il suo ideatore si mantenne al potere, non di meno collassò all'indomani della sua abdicazione in conseguenza delle mire dinastiche di Massenzio e Costantino, figli rispettivamente di Massimiano e Costanzo Cloro. Infine la politica religiosa anticristiana perseguita da Diocleziano tra il 303 e il 311 con una persecuzione che risultò la più violenta che sia mai stata attuata contro i cristiani, non riuscì a debellare il cristianesimo, che anzi a partire dal 311 (l'editto di Serdica) soppiantò gradatamente il paganesimo fino a divenire religione ufficiale dell'impero nel 380 con l'editto di Tessalonica.
Malgrado questi fallimenti sulla sua opera riformatrice può essere espresso un giudizio sostanzialmente positivo, perché riuscì indubbiamente, se non ad arrestare, almeno a rallentare notevolmente il processo di decadimento cui era soggetto l'Impero romano a partire dalla morte dell'imperatore Settimio Severo e che nel corso del III secolo aveva subìto una pericolosa accelerazione. Cosicché il ventennio dioclezianeo puntellò lo Stato romano dotandolo degli strumenti di carattere istituzionale, amministrativo, finanziario e militare (perfezionati poi da Costantino) idonei a consentirgli di esistere come grande potenza almeno per gran parte del IV secolo.
Un Diocleziano indebolito da una malattia, abdicò il 1º maggio 305, primo e unico imperatore a fare questa scelta volontariamente. Si ritirò nel proprio palazzo a Spalato sulla costa dalmata fino alla morte, avvenuta nella primavera del 313, rifiutando gli inviti a riprendere il potere nel caos politico che corrispose al collasso della Tetrarchia.
Biografia Origini e carriera militare
Di Diocleziano non si conosce con certezza né il luogo, né la data di nascita. Certamente nato in Dalmazia, si sarebbe chiamato Diocle dal nome della madre o dalla presunta città nativa di Doclea (o Dioclea),: «matre pariter atque oppido nomine Dioclea, quorum vocabulis, donec imperium sumeret, Diocles appellatus». Anche , riferisce del suo nome Diocle. Le rovine dell'antica Doclea, ora Duklja, sono in Montenegro, presso la capitale Podgorica. mentre suo padre sarebbe stato un liberto, scriba del senatore Anullino.; . Se si ammette che sia vissuto 68 anni e sia morto nel 313,. dovrebbe esser nato nel 243-244; ma è stata avanzata sia l'ipotesiT. D. Barnes, The New Empire of Diocletian and Constantine, 1982, in base alla notizia riportata da Lattanzio, secondo la quale Diocleziano si sarebbe lasciato morire di fame quando Costantino decretò la distruzione delle statue sue e di Massimiano. che Diocleziano sia morto nel 311 o 312, sicché sarebbe nato nel 242-243, sia che Diocleziano non sia morto a 68 anni, ma abbia abdicato a quell'età,A. H. M. Jones, J. R. Martindale e J. Morris, Prosopography of the Later Roman Empire, 1971. così che l'anno della sua nascita risalirebbe al 236; e si è ritenutoT. D. Barnes, p. 30. che il 22 dicembre, data della sua acclamazione a imperatore, sia anche il giorno della sua nascita. Quanto alla città di nascita, oltre a Doclea, si è pensato a Salona, unicamente ritenendo che abbia deciso di ritirarsi a Spalato, sobborgo di Salona, per il desiderio di vivere i suoi ultimi anni nella città natale.Come riferisce S. Williams, Diocleziano, p. 32, n. 20.
Le origini umili, che non dovettero consentirgli un'educazione di alto livello, costituiscono probabilmente il motivo della mancanza di notizie sui suoi primi anni. Prima del 270 entrò nell'esercito, secondo una tradizione che vedeva nell'Illirico – gli odierni Balcani – una regione privilegiata di reclutamento dei militari e degli ufficiali di grado inferiore delle legioni romane: d'altra parte, a partire dal III secolo essere un legionario significava, per un appartenente al rango degli humiliores, entrare a far parte della superiore categoria degli honestiores. Con le riforme apportate da Gallieno, infatti, era mutata sia la composizione sociale dei comandanti militari e dei loro diretti subalterni, già monopolio aristocratico, sia quella degli ufficiali intermedi, un tempo privilegio dell'ordine equestre: dopo il 260 il comando delle legioni e la carica di tribuno militare fu assegnata a ufficiali di carriera spesso di bassa origine sociale. Era ora possibile, anche per un semplice legionario che si distinguesse per abilità e disciplina, scalare i diversi gradi dell'esercito – centurione, protector, dux – fino a ottenere incarichi amministrativi prestigiosi, quale quello di praefectus.
Riguardo alla carriera militare di Diocleziano, la spesso inaffidabile Historia Augusta riporta che prestò servizio in Gallia al tempo di AurelianoSHA, Vita Aureliani 15, 3. e di Probo,SHA, Vita Probi 22, 3. ma questa notizia non è confermata da altre fonti e ignorata dagli storici moderni.. Secondo lo storico Giovanni Zonara, attorno al 280 Diocle sarebbe stato dux Moesiae,Zonara, Epitome XII, 31; . ossia comandante dell'esercito stanziato in Mesia, regione corrispondente all'odierna Serbia, vigilando le frontiere del basso Danubio.Mathisen, "Diocletian". Quando nel 282 Probo fu rovesciato e ucciso e il prefetto del pretorio Marco Aurelio Caro proclamato imperatore, Diocle divenne domesticus regens, ossiaSHA, Vita Cari; Aurelio Vittore, Liber de Caesaribus 39, 1; Zonara XII, 31. comandante dei protectores domestici, la guardia a cavallo dell'imperatore, e l'anno dopo fu nominato console suffetto.Così afferma il Chronicon Paschale: del resto il suo primo consolato da imperatore, nel 285, è registrato come secondo consolato. Cfr. anche W. Seston, Dioclétien et la Tétrarchie, p. 46.
Ascesa al potere Morte di Numeriano
Nel 283 Diocle prese parte alla spedizione di Caro contro i Sasanidi. I Romani ottennero una facile vittoria sul nemico, in quanto il sovrano sasanide Bahram II era impegnato a sedare una rivolta capeggiata dal fratello Ormisda e da alcuni nobili persiani insorti contro di lui,. ma l'imperatore Caro morì improvvisamente (luglio/agosto 283) senza poter consolidare il successo ottenuto a seguito della conquista della capitale persiana Ctesifonte. Suo figlio e successore Numeriano, consigliato dal suocero, il prefetto del pretorio Arrio Apro, preferì ricondurre l'esercito romano sulla via del ritorno, 1.200 miglia lungo il fiume Eufrate che percorse con ordine e lentamente: nel marzo 284 si trovavano a Emesa, in Siria, a novembre ancora in Asia Minore.Leadbetter, "Numerianus".