. Esperto di carcinologia, dedicò la sua breve esistenza allo studio dei Crostacei decapodi. Fu assistente alla cattedra di zoologia della R. Università di Sassari e di Roma, reggente di Storia naturale al R. Istituto tecnico di Modica e autore di numerosi contributi di anatomo-morfologia, sistematica ed embriologia, in particolare dei ThalassinideaInfraordine di Crostacei decapodi che vivono lungo le coste scavando gallerie nella sabbia e nel fango. Il gruppo, in realtà, include due linee separate entrambe riconosciute come infraordini: Gebiidea e Axiidea (cfr.). e dei Brachyura.Cfr. .Cfr. .
Biografia Gavino Cano, figlio di Ignazio e di Maria Solinas, compiuto il percorso scolastico e conseguita la licenza liceale, era destinato a proseguire gli studi presso il Collegio Carlo Alberto di Torino, dove aveva ottenuto l'ammissione per concorso, ma la morte prematura del padre qualche anno prima, e una sua grave malattia, lo convinsero a non lasciare la famiglia, la madre e otto sorelle, e a rimanere a Sassari.
La laurea in Medicina e chirurgia a Sassari e i primi studi di zoologia
Rimasto a Sassari, Cano si iscrisse nel 1880 alla Facoltà di Medicina e Chirurgia della R. Università.Cfr. .
Laureatosi nel 1886, fu nominato assistente alla cattedra di zoologia, anatomia e fisiologia comparate che era tenuta allora da Filippo Fanzago, zoologo e fondatore del Museo zoologico dell'Università di Sassari. Cano cominciò così ad appassionarsi alla zoologia e agli studi zoologici e abbandonò progressivamente l'idea di dedicarsi all'esercizio della professione medica.
Nel febbraio del 1887 ottenne l'incarico di assistente provvisorio nel Gabinetto di zoologia nella R. Università di Roma, diretto allora da Antonio Carruccio.Fu nominato con Decreto del 19 gennaio 1887 (cfr.). Confermato nell'incarico nel settembre dello stesso anno e fino al 31 ottobre 1889,Con il Decreto 30 settembre 1887 (cfr.). fu però comandato a prestare servizio presso la R. Università di Sassari.Cfr.).
Intanto, nel 1888, era stato ammesso come socio ordinario non residente alla Società dei Naturalisti in NapoliCano fu ammesso come socio ordinario non residente il 13 maggio 1888 (cfr.). e aveva pubblicato i suoi primi lavori di carcinologia sul Bollettino della Società,Cano, , , e . assegnando l'indirizzo definitivo alla sua attività scientifica e professionale.
La Laurea in Scienze naturali a Napoli e la tavola di studio alla Stazione zoologica In quello stesso anno, sempre a Napoli, aveva ottenuto un assegno straordinario di perfezionamento agli studi presso la Stazione zoologica,Gli fu assegnata con il R. Decreto del 6 febbraio 1890 (cfr.§). fondata qualche anno prima dallo zoologo tedesco Anton Dohrn e, contemporaneamente, si era iscritto all'Università come studente di Scienze naturali.Cfr. .
Laureatosi nel 1891, vinse il concorso a cattedre per l'insegnamento di scienze naturali negli Istituti tecnici e, «per necessità e a malincuore» lasciò il tavolo di studio alla Stazione zoologica, interrompendo le ricerche avviate sulla sistematica dei crostacei e le loro larve, e accettò l'incarico di professore reggente di storia naturale all'Istituto Tecnico Archimede di Modica.Cano fu nominato con Decreto Ministeriale del 15 ottobre 1892 (cfr.).
L'insegnamento a Modica e la morte prematura a Sassari In Sicilia, con l'inizio dell'anno scolastico e del nuovo lavoro, l'attività di ricerca divenne per Cano oltremodo difficoltosa, sia per il tempo, ridotto dagli impegni legati all'insegnamento, sia per la lontananza dalla Stazione zoologica, dai suoi laboratori e dalla ricchissima biblioteca, ma soprattutto perché privato del beneficio della disponibilità costante di materiale biologico, garantito invece ai naturalisti ospiti della Stazione, dalla quotidiana pesca scientifica, bentonica e planctonica.Cfr. .
Nonostante queste difficoltà, rese ancora più gravose dal manifestarsi di problemi di salute, l'attività scientifica di Cano non si interruppe. I suoi studi sulle serie di sviluppo dei Decapodi e sulle loro questioni embriologiche e organogeniche, rientravano pienamente nell'ambito di ricerche filogenetiche di Anton Dohrn e della sua scuola che erano volte a capire le relazioni di parentela evolutiva tra gruppi tassonomici a sostegno della teoria di Charles Darwin.Cfr. . Dohrn, che aveva lavorato a lungo sulle larve di crostacei, mise a disposizione di Cano un abbondante materiale per continuare i suoi studi, sia esemplari provenienti dal golfo di Napoli, sia reperti appartenenti alla raccolta della R. corvetta Vettor Pisani, sia quelli delle collezioni del Museum für Naturkunde di Berlino.Cfr. .
Con questo materiale, con quello da lui raccolto «nei quattro anni nellauftrieb della Stazione Zoologica», e con quello messogli a disposizione da Salvatore Trinchese e da Salvatore Lo Bianco, Cano poté completare almeno alcuni dei suoi lavori.Cfr. Cano, .
Cano rimase a Modica due anni, fino al novembre del 1894, quando chiese e ottenne di esser collocato in aspettativa per motivi di salute.Fu collocato in aspettativa con il Decreto ministeriale del 30 novembre 1894 (cfr.).
Tornato a Sassari morì nel marzo dell'anno successivo, a soli trentadue anni.
Attività scientifica Tutta l'attività scientifica di Cano fu incentrata sui Crostacei decapodi, a partire dai suoi primi lavori di anatomo-morfologia e di sistematica pura, per proseguire prima con gli studi sulle forme larvali e post-larvali e poi con le ricerche sulla riproduzione, l'embriogenesi, l'organogenesi e le questioni embriologiche di carattere più generale.
Lavori di anatomo-morfologia e sistematica I primi lavori, strettamente sistematici, riguardarono la determinazione dei Crostacei, in gran parte esotici, raccolti durante i viaggi di circumnavigazione della corvetta Caracciolo, dell'avviso Rapido e della pirocorvetta Vettor Pisani, della R. Marina Militare italiana.Lo studio di queste collezioni fu, per il giovane Cano, l'occasione per acquisire quell'estesa conoscenza di forme che gli sarebbe stata fondamentale per i successivi lavori anatomo-morfologici, e gli offrì inoltre l'opportunità di descrivere nuovi generi e nuove specie, acquisendone il merito e di gettare «anche un po' di luce sulla distribuzione geografica di questo ramo d'animali articolati».Cfr. Cano, . La spedizione della Caracciolo tra il 1881 ed il 1884 aveva raccolto quarantotto specie, principalmente di Decapodi, tra cui tre specie ritenute nuove di cui una anche genericamente.<ref>Le specie ritenute nuove da Cano furono: lo Xanthodes pugilator, simile allo Xanthodes notatus ; lAlpheus setirnanus, simile al Platyonichus latipes () e il Platysoma targionii, simile allAlpheus clamator , appartenente al nuovo genere Platysoma (cfr. Cano, ).</ref>Molto più numerose erano state invece le raccolte del Rapido e della Vettor Pisani tra cui un largo numero di specie era rappresentato da esemplari appartenenti ai Brachyura e agli Anomura. A questi due infraordini di Decapodi, la cui conoscenza era allora ancora poco diffusa in Italia, Cano dedicò due lunghe monografie con il catalogo delle specie determinate e la loro distribuzione geografica.Cano, e .
Adoperando, per la descrizione delle parti del dermascheletro, la nomenclatura di Anselme Gaëtan Desmarest modificata da Henri Milne-Edwards e, per l'ordinamento generale delle specie, il sistema di classificazione di James Dwight Dana, basato soprattutto sulla forma e la disposizione del postaddome, Cano determinò tutti gli esemplari delle tre collezioni, trattando in dettaglio solo delle specie poco conosciute oltre, naturalmente, di quelle nuove da lui fondate.Cano istituì i nuovi generi: Euryetisus accettato come Euxanthus e Podohuenia accettato come Cyphocarcinus e le nuove specie: Actumnus targionii ; Euryetisus deplanatus accettato come Euxanthus exsculptus (); Glyptograpsus spinipes accettato come Glyptograpsus impressus ; Mitraculus tumidus accettato come Teleophrys tumidus (); Mitrax trigonopus Cano, 1889 accettatocome Ala cornuta (); Pilumnoplax incerta accettata come Neopilumnoplax incerta () accettata come Machaerus oxyacanthus (); Pilumnopneus laevimanus accettato come Pilumnopeus laevimanus ; Porcellana pulchelulla accettata come Liopetrolisthes mitra (); Podohuenia erythraea accettata come Cyphocarcinus capreolus (); Sesarma barbimana accettata come Nanosesarma minutum (); Sesarma crassipes e Simocarcinus pusillus (cfr. Cano, , , e). E sulle specie poco conosciute di Decapodi del golfo di Napoli, Cano ritornò nel 1890 con una nota in cui descrisse diverse forme tra cui il Brachycarpus neapolitanus che ritenne specie nuova ma che, in realtà, era già stata descritta da Pierre-Hippolyte Lucas nel 1846, sotto il nome di Brachycarpus biunguiculatus.Cfr. Cano, . Il Brachycarpus neapolitanus fu successivamente accettato come Brachycarpus biunguiculatus () (cfr.).
Intanto durante il soggiorno di studio alla Stazione zoologica di Napoli, Cano aveva svolto ricerche sull'anatomo-morfologia, l'istologia e la fisiologia dell'apparato genitale femminile dei Decapodi e sulle modalità della riproduzione. Pubblicò i risultati delle sue ricerche in una lunga monografia in cui, dopo un'introduzione storica, riportò l'esame comparativo, in chiave evoluzionistica, della morfologia dell'apparato sessuale femminile nell'intera serie dei Decapodi del golfo di Napoli. in rapporto con quello dei Leptostraci ed estendendo inoltre le sue considerazioni agli altri Toracostraci. Cano partì dalla descrizione della struttura più primitiva, in forma di organo duplice a simmetria bilaterale, riscontrata nella Nebalia sp.Nebalia . tra i Leptostraci per passare poi propriamente ai Decapodi in cui, per effetto della fusione tra singole porzioni dei due tubi ovarici, l'organo riproduttore diventava impari. Trattò poi delle glandole del cemento (Kittdrüsen), gli organi otricolari che producevano la secrezione che formava un involucro esterno di protezione delle uova e le fissava ai peli dei pleopodi, e ne individuò le differenti sedi nei diversi gruppi di Decapodi. Concluse infine discutendo dei risultati delle sue osservazioni intorno all'accoppiamento, alla muta che lo precede, alla fecondazione e alla formazione e deposizione delle uova.Cano, .
Studi sulle forme larvali e postlarvali Ma i lavori principali svolti da Cano, durante i periodi di perfezionamento alla Stazione zoologica, furono quelli sulle serie di sviluppo dei Decapodi del golfo di Napoli. Furono ricerche finalizzate a stabilire, per mezzo dello studio delle forme postembrionali, i rapporti di affinità evolutiva fra i diversi gruppi tassonomici di Crostacei.
Cano descrisse e figurò molte nuove forme, ne studiò l'anatomo-morfologia, discusse del valore sistematico di vari caratteri proponendo nuove classificazioni e individuò alcuni degli anelli di transizione nella serie dei Decapodi, fornendo ulteriori contributi di conoscenza alla filogenesi di questo ordine.