Biografia

Gaetano Samoggia nacque a Bologna. o a Montechiaro nel bolognese il 30 gennaio 1870 oppure, secondo altre fontiTra gli altri, cfr. , nel 1869..

Studiò decorazione e scultura all'Accademia di Belle Arti di Bologna.

Collaboratore della Gilda e amico del Rubbiani, fu vicino all'Aemilia Ars.. Aderente allo stile liberty bolognese, decorò varie chiese e palazzi a Bologna e realizzò opere funebri al cimitero monumentale della Certosa di Bologna.

Nel 1903 partecipò con un rilievo a tema floreale alla V Esposizione Internazionale di Venezia..

Negli anni venti del Novecento fu insegnante alla Scuola di Arti Industriali di Bologna, dove conobbe il collega Giambattista Scarpari che gli procurò varie committenze ad Adria e nel Polesine.

Lavorò anche all'estero, tra la Francia e Montecarlo, per decorare saloni e teatri.

A lui è attribuito il lampione in ferro battuto, posto all'angolo tra piazza del Nettuno e via Rizzoli, collocato nel 1920 dopo il restauro di Palazzo Re Enzo su progetto di Alfonso Rubbiani.Il lampione è stato restaurato e ripristinato nel 2011 su iniziativa e progetto dell’architetto Francisco Giordano. Da allora fu collegato e acceso con l'illuminazione pubblica alla sera. Dopo tale ripristino, è nata una vera e propria "leggenda metropolitana" e si è impropriamente diffusa la falsa notizia che il manufatto, lampeggiando per qualche secondo segnalasse ai bolognesi le nascite negli ospedali Sant'Orsola e Maggiore e addirittura nella vecchia Maternità di via D'Azeglio. L’equivoco è nato perché all'epoca fu solo lanciata l'idea e si cercò di mettere in opera questo meccanismo che non è, però, degno di questo lampione di rara bellezza. Alcune fonti riferiscono sulla data in cui si cercò di attivarlo. Cfr.

Stile

Secondo il critico d'arte e storico delle avanguardie del Novecento Mario De Micheli, Samoggia

Opere

A Bologna bassorilievo per la stele di Dioniso Antonio Calzoni, bronzo, Certosa di Bologna, 1902 bassorilievo per la stele Bonora Francia, bronzo, Certosa di Bologna ritratto del camerata Celestino Cavedoni, bronzo, Certosa di Bologna Pietà nella lunetta del monumento Trebbi, bronzo, Certosa di Bologna ad Adria leoni in bronzo e pilo portabandiera rappresentante una vittoria alata per la chiesa di San Nicola da Tolentino (o monumento ai caduti della prima guerra mondiale), progetto di Giambattista Scarpari, Adria, 1931 decorazioni in stucco per il Teatro comunale di Adria (ex teatro Littorio), 1935 statua in marmo per la fontana dei giardini Scarpari, Adria, 1940 statua di angelo reggi-candelabro, bronzo per la Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, Adria, 1943 bassorilievi a medaglione con i quattro Evangelisti e battesimo di Gesù, chiesa di San Giovanni, Adria

Altri monumento ai caduti di Contarina di Porto Viro, bronzo, 1927 fregi in stucco, villa Nichetti a Rivà, Ariano nel Polesine Ritratto di Gianfranco Scarpari, collezione privata

Note

Bibliografia

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Altri progetti

Collegamenti esterni

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