La storia della Polonia dal 1939 al 1945 comprende principalmente il periodo a partire dall'invasione della Polonia, da parte della Germania nazista e dell'Unione Sovietica, fino alla fine della seconda guerra mondiale. A seguito del patto di non aggressione tedesco-sovietico, la Polonia fu invasa dalla Germania nazista il 1º settembre 1939 e dall'Unione Sovietica il 17 settembre. Le campagne si conclusero all'inizio di ottobre con la Germania e l'Unione Sovietica che dividevano e annettevano l'intera Polonia. Dopo l'attacco dell'Asse all'Unione Sovietica nell'estate del 1941, l'intera Polonia fu occupata dalla Germania, che continuò a portare avanti le sue politiche razziali e genocide in tutta la Polonia. Sotto le due occupazioni i cittadini polacchi subirono enormi perdite umane e materiali. Secondo le stime dell'Istituto della Memoria Nazionale, circa 5,6 milioni di cittadini polacchi morirono a causa dell'occupazione tedesca e circa 150 000 morirono a causa dell'occupazione sovietica. Gli ebrei furono individuati dai tedeschi per un rapido e totale annientamento e circa il 90 per cento degli ebrei polacchi (quasi tre milioni di persone) furono assassinati come parte dell'Olocausto. Furono uccisi ebrei, polacchi, rom e prigionieri di molte altre etnie in massa nei campi di sterminio nazisti, come Auschwitz, Treblinka e Sobibór. I polacchi etnici furono soggetti sia alla persecuzione nazista tedesca sia a quella sovietica. I tedeschi uccisero circa due milioni di polacchi etnici. Avevano piani futuri per trasformare la restante maggioranza dei polacchi in lavoratori schiavi e annientare quelli percepiti come "indesiderabili" come parte del più ampio Generalplan Ost. La pulizia etnica e i massacri di polacchi e, in misura minore, di ucraini furono perpetrati nell'Ucraina occidentale (Kresy polacco prebellico) dal 1943. I polacchi furono assassinati dai nazionalisti ucraini.

Nel settembre 1939 i funzionari del governo polacco cercarono rifugio in Romania, ma il loro successivo internamento impedì la prevista continuazione all'estero del governo della Polonia. Il generale Władysław Sikorski, un ex primo ministro, giunse in Francia, dove presto si formò un governo polacco in esilio. Dopo la caduta della Francia, il governo fu evacuato in Gran Bretagna. Le forze armate polacche vennero ricostituite e combatterono a fianco degli alleati occidentali in Francia, Gran Bretagna e altrove. Un movimento di resistenza iniziò a organizzarsi in Polonia nel 1939, subito dopo le invasioni. La sua maggiore componente militare faceva parte della rete di organizzazioni e attività dello Stato clandestino polacco e divenne nota come esercito nazionale. L'intera struttura clandestina era formalmente diretta dal governo in esilio tramite la sua delegazione residente in Polonia. C'erano anche organizzazioni partigiane contadine, di destra, di sinistra, ebraiche e filo-sovietiche. Tra le rivolte anti-tedesche fallite ci furono la rivolta del ghetto di Varsavia e la rivolta di Varsavia.

Per cooperare con l'Unione Sovietica dopo l'Operazione Barbarossa, Sikorski, alleato dell'Occidente, negoziò a Mosca con Stalin, accettando di formare un esercito polacco in Unione Sovietica, destinato a combattere sul fronte orientale a fianco dei sovietici. L'"Armata di Anders" fu invece portata in Medio Oriente e poi in Italia. Ulteriori sforzi per continuare la cooperazione polacco-sovietica fallirono a causa di disaccordi sui confini, la scoperta del massacro di Katyn' di prigionieri di guerra polacchi perpetrato dai sovietici e la morte del generale Sikorski. Successivamente, in un processo visto da molti polacchi come un tradimento occidentale, il governo polacco in esilio cessò gradualmente di essere un partner riconosciuto nella coalizione alleata.

Stalin perseguì una strategia per facilitare la formazione di un governo polacco indipendente (e contrario) al governo in esilio a Londra, conferendo potere ai comunisti polacchi. Tra le organizzazioni comuniste polacche formatesi durante la guerra c'erano il Partito dei lavoratori polacchi nella Polonia occupata e l'Unione dei patrioti polacchi a Mosca. Un nuovo esercito polacco fu formato nell'Unione Sovietica per combattere insieme ai sovietici. Allo stesso tempo Stalin lavorò per portare gli alleati occidentali (gli Stati Uniti, guidati dal presidente Franklin D. Roosevelt, e il Regno Unito, guidato dal primo ministro Winston Churchill) sulle proprie posizioni sui confini della Polonia e sul futuro governo. Il destino della Polonia venne determinato in una serie di negoziati che includevano le conferenze di Teheran, Jalta e Potsdam. Nel 1944 il governo polacco in esilio approvò, e la clandestinità in Polonia intraprese, azioni politiche e militari unilaterali volte ad insediare un'autorità polacca indipendente, ma gli sforzi furono vanificati dai sovietici. I comunisti polacchi fondarono il Consiglio nazionale di Stato nel 1943/44 nella Varsavia occupata e il Comitato polacco di liberazione nazionale nel luglio 1944 a Lublino, dopo l'arrivo dell'esercito sovietico. L'Unione Sovietica mantenne la metà orientale della Polonia prebellica, concedendo alla Polonia invece la maggior parte meridionale dell'eliminata Prussia orientale tedesca e spostando il paese a ovest sulla linea Oder-Neisse, a spese della Germania.

Prima della guerra Dopo la morte di Józef Piłsudski nel 1935, i suoi successori al governo pianificarono il riarmo dell'esercito. Grazie agli aiuti dalla Francia, le industrie polacche parteciparono al progetto nell'ottica di ridurre il divario con i potenti vicini, mentre il ministro degli Esteri Józef Beck volle proseguire la cooperazione con l'Unione Sovietica con l'obiettivo di contenere la Germania.Davies Europe p. 978Czubiński historia Polski, pp. 153-156Czubiński historia Polski, pp. 156-159 A causa del rapido riarmo tedesco, la Polonia rimase fortemente arretrata in campo tecnologico e militare: di conseguenza la Germania, alla fine degli anni Trenta, rappresentava nuovamente una minaccia per lo stato polacco.Czubiński historia Polski, pp. 163-167

Per quanto la Polonia cercasse conservare una sua rilevanza in campo internazionale, non venne invitata a partecipare Conferenza di Monaco del 1938. All'epoca Polonia e Cecoslovacchia erano impegnate in una disputa territoriale riguardo alla Slesia, sfociata presto in un conflitto tra i due stati nel novembre del 1938. La Polonia riuscì ad annettersi una piccola zona di confine della Slovacchia: tale intervento militare polacco venne percepito negativamente sia dagli occidentali, sia dall'Unione SovieticaBrzoza Sowa Historia Polski 1918–1945, pp. 483–490Zgórniak 409Zgórniak, pp. 410-412

Agli inizi del 1939 Adolf Hitler propose alla Polonia di allearsi accettando le richieste tedesche, le quali prevedevano l'annessione di Danzica alla Germania e la costruzione di un'autostrada che collegasse la Prussia orientale al resto del Reich attraverso il "corridoio polacco". Inoltre la Polonia avrebbe dovuto aggregarsi all'alleanza anti-sovietica. Di fatto la Polonia sarebbe diventata uno stato vassallo della Germania. Il 31 marzo 1939 il Regno Unito garantì l'indipendenza della Polonia, provocando come conseguenza diretta il rifiuto della proposta tedesca. Il successivo 28 aprile Hitler ritirò l'adesione al patto di non aggressione con la Polonia.Davies Europe, pp. 991-998

A sua volta l'Unione Sovietica offrì alla Polonia un'alleanza in funzione anti-tedesca. Questa prevedeva la possibilità per l'Armata Rossa di entrare e stazionare in territorio polacco, la fine dell'alleanza polacco-rumena. Inoltre, la garanzia militare britannica sarebbe stata limitata solo al confine occidentale.Kochanski, pp. 44-48

Il 23 agosto 1939 venne siglato il Patto di non aggressione tra Germania e Unione Sovietica che conteneva alcune clausole che prevedevano la spartizione del territorio polacco fra le due nazioni firmatarie.

Alla fine di agosto del 1939 i termini dell'alleanza con i francesi e i britannici vennero aggiornati e la Polonia, accerchiata dalla Germania nazista e dall'Unione Sovietica, iniziò a mobilitare l'esercito. In quei giorni la Francia e la Gran Bretagna speravano ancora in una soluzione diplomatica per risolvere la disputa tra Germania e Polonia. Il Primo settembre 1939 la Germania invase la Polonia, in risposta due giorni dopo la Francia e la Gran Bretagna dichiararono guerra alla Germania.Overy, pp. 294-295"Zgórniak, pp. 418-420Kochanski, pp. 56-58

Invasione tedesca e sovietica

Il 1º settembre 1939, senza una formale dichiarazione di guerra, la Germania invase la Polonia con il pretesto dell'incidente di Gleiwitz.Czubiński historia Polski, pp. 171-174 Nei giorni successivi, grazie alla superiorità tecnologica, logistica e numerica, le forze tedesche avanzarono velocemente nel territorio polacco.Czubiński historia Polski, pp. 180-183 Il 17 settembre iniziò l'invasione sovietica. Alla fine del mese il territorio polacco fu sostanzialmente diviso tra tedeschi e sovietici.Czubiński historia Polski, pp. 183-189

La Polonia non era preparata ad affrontare un conflitto armato.Czubiński druga wojna, pp. 37–38 I livelli organizzativi e tecnologici delle forze armate polacche erano comparabili con quelli della prima guerra mondiale.Brzoza Sowa Historia Polski 1918–1945, pp. 495–498 Inoltre la Polonia si trovava in una posizione strategica molto debole, perché era circondata dalla Germania in tre lati.Davies Europe, pp. 1000-1013 La Slovacchia, alleata della Germania, attaccò da sud. La marina tedesca attuò il blocco navale da nord. Nel frattempo l'opinione pubblica polacca era convinta di ottenere una rapida vittoria grazie all'alleanza con i francesi e i britannici.Kochanski, pp. 59-66

L'esercito tedesco avanzò rapidamente in territorio polacco con le sue divisioni corazzate. L'aviazione iniziò ad attuare bombardamenti di massa che colpirono indiscriminatamente anche la popolazione civile. Le forze armate tedesche, sotto ordine di Hitler, si comportavano in modo crudele.Davies Victory, pp. 229-230 L'esercito polacco era scarsamente dotato dei moderni equipaggiamenti e ben poco poté contro l'assalto tedesco.Czubiński historia Polski, pp. 174-177

Le cinque forze armate tedesche erano accompagnate da un gruppo speciale incaricato di terrorizzare la popolazione polacca. Alcuni polacchi di nazionalità tedesca si prodigarono a facilitare al compito, diventando una sorta di "quinta colonna". Oltre diecimila tedeschi vennero internati dal governo polacco dopo il 1º settembre. Obbligati a marciare verso Kutno, duemila di loro vennero assassinati. Nonostante ciò i crimini di guerra della Wehrmacht furono assai maggiori.Kochanski, pp. 69-76

La Germania dispiegò 58 divisioni, tra cui corazzate.Davies Victory, p. 215 La Germania aveva a disposizione un milione e mezzo di uomini, 187 000 veicoli motorizzati, quindicimila pezzi di artiglieria, 2 600 carri armati, 1 300 veicoli corazzati, 52 000 mitragliatrici e 363 000 cavalli. La Luftwaffe contava 1 390 aeroplani. La marina aveva 53 navi.Brzoza Sowa Historia Polski 1918–1945, pp. 499–504

La Polonia era riuscita a mobilitare 1,2 milioni di soldati. L'esercito polacco possedeva 3 600 pezzi d'artiglieria, seicento carri armati, di cui 120 del modello 7TP. L'aviazione comprendeva 422 veicoli, tra cui 160 PZL P.11c, 31 PZL P.7a e 20 P.11a, 120 PZL.23 Karaś, e 45 PZL.37 Łoś. Gli aeroplani polacchi erano obsoleti rispetto a quelli tedeschi.Kochanski, pp. 52-56 La marina polacca, consistente principalmente in quattro cacciatorpediniere, una posamine, cinque sottomarini e alcuni vascelli, prese parte in misura minore alla guerra, poiché un consistente numero di mezzi partì per l'Inghilterra per sfuggire alla distruzione e aggregarsi alla Royal Navy britannica.