Per trent'anni fu a capo della congregazione austro-tedesca di Santa Maria dell'Anima a Roma e influente rappresentante della Chiesa cattolica austriaca.
Nel suo libro I fondamenti del nazionalsocialismo (1937), Hudal elogiò Adolf Hitler e le sue politiche e, seppur indirettamente, attaccò le politiche vaticane contrarie al capo del nazismo. Dopo la seconda guerra mondiale, contribuì a organizzare la cosiddetta ratline, un sistema di vie di fuga che consentì a importanti esponenti della Germania nazista e ad altri ex ufficiali e leader politici dell'Asse, tra cui presunti criminali di guerra, di sfuggire ai processi alleati e alla denazificazione.
Biografia Primi anni di vita e formazione Alois Hudal, figlio di un calzolaio, nacque a Graz il 31 maggio 1885. Compì gli studi teologici per il sacerdozio dal 1904 al 1908. Il 19 luglio 1908 fu ordinato presbitero.
Quando era parroco di Kindberg, Hudal divenne un noto specialista di liturgia, dottrina, spiritualità ed errori delle Chiese ortodosse orientali di lingua slava, dal punto di vista cattolico, sebbene non riuscisse a ottenere una cattedra all'Università di Vienna. Nel 1911, tuttavia, conseguì il dottorato in sacra teologia presso l'Università di Graz e, successivamente, entrò nel Collegio teutonico di Santa Maria dell'Anima a Roma. Qui fu cappellano dal 1911 al 1913, frequentando nello stesso tempo i corsi di Antico Testamento presso il Pontificio istituto biblico.
Nel 1914 conseguì il dottorato in Sacra Scrittura con una tesi intitolata "Die religiösen und sittlichen Ideen des Spruchbuches" (Le idee religiose e morali del libro dei Proverbi). Nel 1914 entrò nella facoltà di studi dell'Antico Testamento dell'Università di Graz. Durante la prima guerra mondiale fu cappellano militare. Nel 1917 pubblicò un libro di omelie ai soldati, Soldatenpredigten, in cui esprimeva l'idea che «la lealtà verso la bandiera è lealtà verso Dio», sebbene avvertisse i rischi di «sciovinismo nazionale».Godman (2004), p. 44
Austria o Germania? Nel 1922 il diplomatico austriaco Ludwig von Pastor presentò Hudal a papa Pio XI e raccomandò una sua pubblicazione sulla Chiesa nazionale serbo-croata al pontefice.. Il 5 febbraio 1923 lo segnalò per l'incarico di rettore del Collegio teutonico di Santa Maria dell'Anima, un seminario teologico di Roma per chierici tedeschi e austriaci, principalmente perché era austriaco. L'ambasciatore temeva che l'Austria, che aveva appena perso la prima guerra mondiale, avrebbe perso il rettorato del collegio a favore di un candidato tedesco, olandese o belga.. Il papa accettòVedi "Collegio Teutonico di Santa Maria dell'Anima"..
Hudal fu così nominato rettore del Collegio teutonico di Santa Maria dell'Anima in un'udienza privata con Pastor, il 24 febbraio 1923.. Divenne il principale referente nei rapporti tra l'episcopato austriaco e la Santa Sede, anche se i gruppi tedeschi tentarono di riconquistare la direzione del collegio.. Papa Pio XI sostenne Hudal, respingendo contemporaneamente una richiesta austriaca di subordinare la pastorale dei tedeschi a quella degli austriaci di Hudal..
Nel 1924, in una cerimonia alla presenza di papa Pio XI, del cardinale segretario di Stato Pietro Gasparri e di numerosi cardinali, Hudal pronunciò un discorso di elogio a Ludwig von Pastor, commemorando il 40º anniversario della pubblicazione della sua monumentale storia dei papi..
Nel 1930 il cardinale Rafael Merry del Val, che Hudal considerava un "gran signore della Chiesa", lo nominò consultore della Congregazione del Sant'UffizioHudal (1976), p. 41, citato da Chenaux (2003).
Il 1º giugno 1933 papa Pio XI lo nominò vescovo titolare di Ela. Ricevette l'ordinazione episcopale il 18 dello stesso mese dal cardinale Eugenio Pacelli, segretario di Stato della Santa Sede, co-consacranti l'arcivescovo Giuseppe Pizzardo, segretario della Congregazione per gli affari ecclesiastici straordinari, e Ferdinand Stanislaus Pawlikowski vescovo di Seckau.vedi Martin Lätzel (2003). "Hudal, Alois C.", in Bautz, Traugott (ed.). Biographisch-Bibliographisches Kirchenlexikon (BBKL). 21. Nordhausen: Bautz. cols. 687–692. ISBN 3-88309-110-3. e Godman (2004)
La promozione di Hudal a vescovo fu citata come prova che avesse stretti legami con i membri della Curia romana, in particolare con il cardinale Rafael Merry del Val (morto nel 1930) e con il cardinale segretario di Stato Eugenio Pacelli, il futuro papa Pio XII, che era stato nunzio apostolico in Germania.
Bolscevismo e liberalismo come nemici Hudal era un anticomunista impegnato, ma si oppose anche al liberalismo. Prima dell'ascesa del nazismo, si era già dimostrato critico nei confronti del governo parlamentare. Le sue idee erano simili a quelle politiche ed economiche di politici fascisti austriaci come Dollfuss e Kurt Schuschnigg, tedeschi come Franz von Papen e portoghesi come António de Oliveira Salazar. Secondo un autore, «Hudal si adattava perfettamente a una formula attuale, la categoria del fascismo clericale».Whitlock (2003)
Hudal era molto preoccupato dell'ascesa del movimento comunista internazionale e dei partiti dei lavoratori in Austria. La paura del bolscevismo era il suo punto di partenza, ma questa sensazione si trasformò in una dottrina politica aggressiva nei confronti dell'Unione Sovietica: «Essenziale per comprendere la politica di Hudal è la sua paura che le forze militari bolsceviche invadessero l'Italia attraverso l'Europa orientale o i Balcani e sarebbero stati inarrestabili fino a distruggere la Chiesa. Come molti fedeli, abbracciò la teoria del baluardo, che sperava in un forte scudo militare austro-tedesco per proteggere Roma. Per lui era urgente la necessità di creare un esercito cristiano nell'Europa centrale per invadere la Russia ed eliminare la minaccia bolscevica su Roma».
Tuttavia, il comunismo non era la sua unica preoccupazione per la Russia. Si preoccupava anche del cristianesimo orientale. Gli obiettivi a lungo termine di Hudal erano «la riunificazione con Roma della Chiesa ortodossa orientale e la conversione dei Balcani dalla Chiesa ortodossa serba al cattolicesimo». Si aspettava che l'invasione dell'Unione Sovietica da parte delle forze nazi-fasciste europee servisse anche a questi obiettivi. La Rivoluzione russa del 1917, che schiacciò la Chiesa ortodossa russa, venne considerata dai cattolici un'opportunità storica per aiutare i cristiani russi con l'aiuto «e la conversione». Roma era ansiosa di porre fine al millenario scisma che separava il cristianesimo.Stehle (1981)
Venti di nazionalismo e cospirazioni Dal 1933 in poi Hudal abbracciò pubblicamente il nazionalismo pan-germanico che aveva precedentemente condannato, proclamando che desiderava essere un «servitore e araldo della causa tedesca totale».Godman (2004), p. 45, che cita l'opera di Hudal Ecclesiae et nationi..., 1934.
Le sue invettive contro gli ebrei divennero più frequenti, collegando la cosiddetta "razza semitica" - che «cercava di distinguersi e dominare» - con i nefasti movimenti della democrazia e dell'internazionalismo e denunciò una presunta cospirazione di banchieri ebrei per diventare «maestri della finanza della Città Eterna».Godman (2004), p. 45, che cita l'opera di Hudal Vom deutschen Schaffen in Rom. Predigten, Ansprachen und Vorträge, 1933. La sua politica venne allo scoperto in diverse mosse che fece in quel periodo. Per esempio, nel 1935 scrisse una prefazione a una biografia italiana di Engelbert Dollfuss, senza menzionare che il politico austriaco era stato assassinato dai nazisti austriaci durante il tentativo di colpo di Stato dell'anno precedente.Godman (2004), p. 46
Nel 1935 Hudal era diventato influente nel creare un elenco proposto di "errori ed eresie" dell'"era", condannando diversi errori razzisti dei politici nazisti, le leggi di Norimberga e condannando anche diverse citazioni tratte direttamente dal Mein Kampf. Questa lista fu accettata da papa Pio XI come adeguata condanna, ma egli voleva anche un'enciclica piuttosto che un semplice programma.Wolf (2005), p. 1ff
Hudal criticava le opere di diversi ideologi nazisti, come Alfred Rosenberg o Ernst Bergmann, che disprezzavano il cristianesimo e lo consideravano «estraneo al genio germanico».Godman (2004), p. 51, che cita l'opera di E. Bergmann Die deutsche Nationalkirche (La Chiesa nazionale tedesca), Breslau, 1933 La condanna da parte del Sant'Uffizio de Il mito del XX secolo di Rosenberg nel 1934 e, poco dopo, de La Chiesa nazionale tedesca di Bergmann era basata sulla valutazione di Hudal di entrambe le opere.Godman (2004)
Nel 1935, ancor prima di scrivere I fondamenti del nazionalsocialismo, Hudal aveva detto a proposito di Rosenberg: «Se il nazionalsocialismo vuole sostituire il cristianesimo con le nozioni di razza e sangue, dovremo affrontare la più grande eresia del ventesimo secolo. Deve essere respinto dalla Chiesa in modo decisivo come, se non più gravemente [...] dell'Action française, con cui condivide alcuni errori. Ma la dottrina di Rosenberg è più permeata di negazione e creò, soprattutto nella gioventù, un odio contro il cristianesimo maggiore di quello di Nietzsche».A. Hudal, Das deutsche Volk und christliches Abendland, p. 24, citato da Whitlock (2003)
La reazione di Rosenberg alle idee di Hudal fu violenta e la circolazione del libro fu limitata in Germania. «Non permettiamo che i fondamenti del movimento siano analizzati e criticati da un vescovo romano», affermò Rosenberg.Citato da Aarons & Loftus (1991), p. 31 Nonostante le restrizioni imposte al suo libro, e nonostante le restrizioni nazionalsocialiste contro i monasteri e le parrocchie tedesche e i tentativi del governo nazista di vietare l'educazione cattolica nelle scuole, arrivando fino a vietare il crocifisso nelle classi e in altre aree pubbliche (è celebre la lotta del crocifisso di Oldenburg del novembre del 1936), e nonostante lo scioglimento e la confisca da parte dei nazisti dei monasteri austriaci e il divieto ufficiale di giornali e associazioni cattolici in Austria, che da quando era unita alla Germania nazista aveva preso il nome di Ostmark, Hudal rimase vicino ad alcuni funzionari nazisti, poiché era convinto che il nuovo ordine nazista sarebbe prevalso nonostante tutto in Europa grazie alla sua "forza".
Hudal era particolarmente vicino a Franz von Papen. Egli in qualità di ambasciatore del Reich a Vienna preparò l'accordo tedesco-austriaco dell'11 luglio 1936, che alcuni sostengono aprì la strada all'Anschluss. Questo accordo fu sostenuto da Hudal sulla stampa austriaca, contro la posizione di diversi vescovi austriaci.Chenaux (2003)
Nazionalsocialismo "buono" e "cattivo" Si dice che Hudal abbia ricevuto il distintivo d'oro di appartenenza al Partito Nazista,Karlheinz Deschner, Ein Jahrhundert Heilsgeschichte, vol. II, Leck, 1983, pp. 135, 139. ma ciò è contestato.
Nel 1937 a Vienna, Hudal pubblicò un libro intitolato I fondamenti del nazionalsocialismo, con un imprimatur del cardinale Theodor Innitzer. L'opera era in sostanza un'approvazione entusiasta di Adolf Hitler. Hudal inviò a Hitler una copia con dedica scritta a mano nella quale definiva il dittatore come "il nuovo Sigfrido della grandezza della Germania".Klee (1991)
Il libro non fu autorizzato a circolare in Germania dai nazisti, anche se non fu mai ufficialmente vietato. Durante i processi di Norimberga, Franz von Papen dichiarò che il libro di Hudal aveva «molto impressionato» Hitler, i cui "consiglieri anticristiani" sarebbero stati accusati di non aver concesso un'edizione tedesca gratuita. «Tutto quello che ho potuto ottenere era il permesso di stampare copie, che Hitler voleva distribuire tra i principali membri del Partito per uno studio del problema», ha affermato von Papen.Nuremberg Trials Proceedings (vol. 16, p. 285) , yale.edu; URL consultato il 14 gennaio 2016.