Primogenito delle seconde nozze di Filippo V di Spagna con Elisabetta Farnese, era durante l'infanzia solo terzo nella linea di successione al trono spagnolo, cosicché sua madre si adoperò per dargli una corona in Italia rivendicando l'eredità dei Farnese e dei Medici, due dinastie italiane prossime all'estinzione. Grazie a un'efficace combinazione di diplomazia e interventi armati, la Farnese riuscì a ottenere dalle potenze europee il riconoscimento dei diritti dinastici di Carlo sul Ducato di Parma e Piacenza, di cui egli divenne duca nel 1731, e sul Granducato di Toscana, dove l'anno seguente fu dichiarato gran principe (cioè principe ereditario).
Nel 1734, durante la guerra di successione polacca, al comando delle armate spagnole conquistò il Regno di Napoli e l'anno successivo quello di Sicilia, sottraendoli alla dominazione austriaca. Nel 1735 fu incoronato re di Sicilia a Palermo, e nel 1738 fu riconosciuto sovrano dei due regni dai trattati di pace, in cambio della rinuncia agli stati farnesiani e medicei in favore degli Asburgo e dei Lorena. Capostipite della dinastia dei Borbone delle Due Sicilie, inaugurò un nuovo periodo di rinascita politica, ripresa economica e sviluppo culturale.
Alla morte del fratellastro Ferdinando VI nel 1759, fu chiamato a succedergli sul trono di Spagna, dove, allo scopo di modernizzare il paese, fu promotore di una politica riformista che gli valse la fama di monarca illuminato. In politica estera raccolse tuttavia diversi insuccessi a causa dell'alleanza con la Francia, sancita dal terzo patto di famiglia borbonico, che lo portò a contrapporsi con sorti alterne alla potenza marittima della Gran Bretagna.
Biografia Ambizioni della Spagna alla nascita di don Carlo
Il trattato di Utrecht, che nel 1713 contribuì a concludere la guerra di successione spagnola, ridusse enormemente il peso politico e militare della Spagna, il cui impero restò il più vasto esistente, conservando le colonie americane, ma fu fortemente ridimensionato dalla perdita dei numerosi domini europei. I Paesi Bassi del Sud, il Regno di Napoli, il Regno di Sardegna, il Ducato di Milano e lo Stato dei Presìdi passarono all'Austria; il Regno di Sicilia fu ceduto ai Savoia; mentre l'isola di Minorca e la rocca di Gibilterra, terre della madrepatria iberica, furono occupate dalla Gran Bretagna.
Il re Filippo V, che al prezzo di queste perdite territoriali aveva ottenuto il riconoscimento dei suoi diritti al trono, era intenzionato a restituire alla Spagna il prestigio perduto. Nel 1714, dopo la morte della sua prima moglie Maria Luisa di Savoia, il prelato piacentino Giulio Alberoni gli combinò un vantaggioso matrimonio con un'altra principessa italiana: Elisabetta Farnese, nipote e figliastra del duca di Parma e Piacenza Francesco Farnese.Elisabetta era figlia di Odoardo II Farnese e Dorotea Sofia di Neuburg. Dopo la morte di Odoardo, Dorotea ne sposò il fratello minore Francesco, che quindi era allo stesso tempo zio e patrigno di Elisabetta. La nuova regina, donna energica, autoritaria e ambiziosa,Queste qualità della Farnese, contrapposte al carattere instabile di Filippo, indussero lo storico Michelangelo Schipa ad affermare che Carlo era nato «da un principe francese, che valeva men di una donna e da una principessa italiana, che valeva assai più di un uomo» (; ). acquistò rapidamente una grande influenza sulla corte e insieme all'Alberoni, nominato primo ministro nel 1715, fu fautrice di una politica estera aggressiva, mirante a riconquistare gli antichi possedimenti spagnoli in Italia.
Nel 1716, dopo poco più di un anno di matrimonio, la Farnese diede alla luce l'infante don Carlo, che sembrava non aver molte possibilità di occupare il trono spagnolo, poiché nella linea di successione era preceduto dai fratellastri Luigi e Ferdinando. Da parte di madre poteva invece aspirare a ereditare il Ducato di Parma e Piacenza dai Farnese, dinastia che volgeva ormai al tramonto, perché il duca Francesco non aveva figli, così come il suo unico fratello Antonio. Essendo inoltre una pronipote di Margherita de' Medici, la regina Elisabetta portava al suo primogenito anche dei diritti sul Granducato di Toscana, dove l'anziano granduca Cosimo III aveva come unico possibile erede il figlio Gian Gastone, privo di discendenti e noto per la sua omosessualità.
Trattati di Londra, dell'Aia, di Vienna e di Siviglia
La nascita di don Carlo avvenne nel momento in cui il progetto spagnolo di mettere in discussione l'ordine stabilito a Utrecht rappresentava la più grave minaccia all'equilibrio europeo.. Per fronteggiare l'espansionismo della Spagna borbonica, Gran Bretagna, Francia e Province Unite nel 1717 formarono una coalizione antispagnola denominata Triplice alleanza, ma nonostante ciò Filippo V e l'Alberoni decisero l'occupazione della Sardegna austriaca e della Sicilia sabauda, nel tentativo di riannettere le due isole alla corona iberica.
Il 2 agosto 1718, attraverso il trattato di Londra, anche il Sacro Romano Impero aderì alla coalizione contro la Spagna, che prese quindi il nome di Quadruplice Alleanza. Come condizione di pace le quattro potenze imposero a Filippo V di aderire al trattato di Londra, che prevedeva la sua rinuncia a ogni pretesa sugli stati italiani; ma il sovrano spagnolo rifiutò, dando così inizio alla guerra della Quadruplice Alleanza. Il conflitto si concluse con una nuova sconfitta spagnola, e a pagarne le conseguenze politiche fu soprattutto l'Alberoni, che fu esautorato ed espulso dalla Spagna. Infine, con la pace dell'Aia del 1720, Filippo V fu costretto ad accettare le disposizioni del trattato di Londra.
Per quanto riguardava i diritti dinastici di don Carlo sul Granducato di Toscana e sul Ducato di Parma e Piacenza, il trattato stabiliva che, in caso di estinzione delle linee maschili dei Medici e dei Farnese, poiché sia Elisabetta Farnese sia l'imperatore Carlo VI d'Asburgo li rivendicavano, questi sarebbero stati considerati feudi maschili del Sacro Romano Impero, ma nel caso in cui anche la linea maschile della casa imperiale si fosse estinta, la successione sarebbe spettata al primogenito della regina di Spagna in qualità di feudatario dell'imperatore, che s'impegnava a concedergli l'investitura.Articolo 5 del trattato di Londra (). Traduzione in italiano in .
Dopo la guerra, la Spagna si avvicinò alla Francia attraverso tre fidanzamenti: al re francese Luigi XV, di undici anni, fu promessa l'infanta Marianna Vittoria, sua cugina, di tre anni; il principe delle Asturie Luigi, erede al trono spagnolo, e l'infante don Carlo, erede ai ducati italiani, avrebbero invece sposato due figlie del reggente Filippo II d'Orléans, rispettivamente Luisa Elisabetta e Filippa Elisabetta. Il principe Luigi sposò infatti Luisa Elisabetta nel 1722, e due anni dopo Filippo V abdicò in suo favore, ma dopo appena sette mesi di regno il nuovo re di Spagna morì di vaiolo, costringendo suo padre a riprendere la corona. Elisabetta Farnese, tornata a essere la regina consorte, divenne in questo periodo ancor più influente perché suo marito, oppresso da una forte depressione, la lasciò di fatto padrona della corte spagnola.: «Elisabetta ritornò sul trono, più potente che mai, perché più che mai padrona del marito, alla morte del figliastro, stato re sette mesi».
Nel 1725 i francesi ruppero il fidanzamento di Luigi XV con l'infanta Marianna Vittoria, e per rappresaglia gli spagnoli sciolsero anche quello tra don Carlo e Filippa Elisabetta, che fu rimandata in Francia insieme alla regina vedova sua sorella..
La Farnese decise allora di trattare con l'Austria, che, diventata grazie al trattato di Utrecht la nuova potenza egemone in Italia, era il principale ostacolo per l'espansione spagnola nella penisola.
La pace tra le due potenze fu stipulata con il trattato di Vienna del 1725, che sancì la definitiva rinuncia dell'imperatore Carlo VI al trono spagnolo,Carlo VI era stato il contendente di Filippo V durante la guerra di successione spagnola. mentre Filippo V rinunciò ai suoi diritti sugli ex possedimenti spagnoli in Italia e nei Paesi Bassi. Il plenipotenziario della Spagna, Johan Willem Ripperda, si spinse fino a chiedere la mano dell'arciduchessa Maria Teresa, primogenita di Carlo VI, in nome di don Carlo..
Tale intesa si ruppe in seguito alla guerra anglo-spagnola (1727-1729), quando l'imperatore negò il suo consenso al fidanzamento, spingendo Filippo V a rompere i patti con l'Austria e a stipulare il trattato di Siviglia con Gran Bretagna e Francia. Quest'ultimo accordo garantì a don Carlo il diritto di occupare Parma e Piacenza anche con la forza delle armi.Articoli 9-13 del trattato di Siviglia ().
Fine dei Farnese e arrivo in Italia
Alla morte del duca Antonio Farnese, avvenuta il 20 gennaio 1731, il conte Daun, governatore austriaco di Milano, ordinò l'occupazione del ducato farnesiano in nome di don Carlo, feudatario dell'imperatore in virtù del trattato di Londra. Tuttavia il defunto duca di Parma nel suo testamento aveva nominato come erede il «ventre pregnante» della moglie Enrichetta d'Este, da lui a torto creduta incinta, e istituito un consiglio di reggenza, che protestò per l'occupazione del ducato, perché, se la duchessa vedova avesse partorito un maschio, questo avrebbe scavalcato il primogenito di Elisabetta Farnese nella linea di successione al trono ducale. Esaminata da un gruppo di medici e levatrici, Enrichetta fu dichiarata incinta di sette mesi, ma molti, tra cui la regina di Spagna, consideravano il suo stato interessante una messinscena.; .
Papa Clemente XII cercò a sua volta di far valere gli antichi diritti feudali della Santa Sede sul ducato, e a questo scopo ne ordinò l'occupazione al suo esercito, che fu però preceduto da quello imperiale. Il pontefice scrisse allora lettere di protesta alle maggiori corti cattoliche d'Europa per far valere le sue ragioni, e inviò a Parma monsignor Giacomo Oddi in qualità di commissario apostolico, per rivendicare il ducato qualora la gravidanza della duchessa vedova si fosse rivelata inesistente. Poiché la corte imperiale rimase insensibile alle proteste di Roma, il papa richiamò da Vienna il cardinale Grimaldi, suo nunzio apostolico in Austria..
Il 22 luglio la Spagna aderì al secondo trattato di Vienna, col quale ottenne dall'imperatore l'assenso per l'arrivo dell'infante in Italia, e in cambio riconobbe la Prammatica Sanzione del 1713, documento che avrebbe permesso all'arciduchessa Maria Teresa di succedere al padre sul trono asburgico.La Prammatica Sanzione doveva esser riconosciuta da tutte le potenze europee per avere efficacia. Per questo motivo la politica estera di Carlo VI, deciso ad assicurare un futuro alla sua dinastia, fu finalizzata a ottenere l'approvazione internazionale del documento (). Il 20 ottobre, a Siviglia, dopo una solenne cerimonia in cui suo padre Filippo V gli regalò una preziosa spada appartenuta a Luigi XIV,Luigi XIV l'aveva donata a suo nipote Filippo prima d'inviarlo alla conquista della Spagna. Carlo la tramandò poi a suo figlio Ferdinando IV durante la cerimonia in cui lo nominò suo successore come re di Napoli il 6 ottobre 1759. Ferdinando la donò a sua volta all'ammiraglio britannico Horatio Nelson nel 1799, come ringraziamento per la riconquista del regno (). don Carlo partì finalmente alla volta dell'Italia. Viaggiò via terra fino ad Antibes sulla costa francese, di qui s'imbarcò per la Toscana, e arrivò a Livorno il 27 dicembre 1731.