Il Werwolf o Wehrwolf era un'organizzazione di resistenza istituita e gestita dalle Schutzstaffel durante gli ultimi mesi della seconda guerra mondiale, per compiere atti di sabotaggio e di guerriglia contro gli Alleati.
L'organizzazione di queste unità venne affidata al comandante in capo delle SS Heinrich Himmler, che la pose sotto il comando del SS-Obergruppenführer Hans-Adolf Prützmann e del SS-Brigadeführer Karl Pflaumer.
Origini Il termine Werwolf significa in tedesco 'uomo lupo', 'lupo mannaro', 'licantropo'. Il termine Wehrwolf, che è pronunciato nello stesso modo, significa 'armata del lupo' o 'difesa del lupo' e richiama una vecchia tradizione di lotta non convenzionale in Germania. Difatti, un racconto scritto da Hermann Löns, pubblicato nel 1910, descrive la guerriglia dei contadini del nord della Germania durante la guerra dei trent'anniedizione italiana Ed. Herrenhaus, Seregno, 1999.
Il movimento di resistenza tedesco venne chiamato Werwolf sia per il particolare suono evocativo del nome sia perché un Wehrwolf Bund era già esistito intorno agli anni venti nell'area nazionalistaPeter von Heydebreck Wir Wehr-Wölfe, Uwe Berg Verlag 2007, Toppenstedt.
La costituzione Nell'autunno 1944 durante una riunione tra il capo della Gioventù hitleriana (Hitler-Jugend) Artur Axmann, Hans-Adolf Prützmann, il capo RSHA Ernst Kaltenbrunner e il Waffen-SS Obsturmbannführer Otto Skorzeny, Himmler espose il suo piano per il Werwolf.
Prützmann, nel 1943 capo delle SS per il settore sud orientale e l'Ucraina e dal 1944 generale SS della polizia, assunse la direzione dell'organizzazione ed il compito di reclutare volontari e di organizzare il loro addestramento che sarebbe stato poi messo in pratica dagli SS-Jagdverband (squadre di caccia) di Otto Skorzeny. Una volta addestrate, le unità Werwolf sarebbero passate dalla guida d'inesperti ragazzi della Hitlerjugend a quelle d'ufficiali veterani dell'esercito e della Waffen SS.
All'inizio del 1945, quand'era ormai chiaro che le forze tedesche non avrebbero potuto impedire agli Alleati di entrare in Germania, il ministro Goebbels proclamò ufficialmente la nascita della Werwolf, soprattutto attraverso i comunicati radio, annunciando che l'organizzazione avrebbe dato vita a gruppi autonomi di resistenza nazista contro sovietici e anglo-americani, in modo analogo ai vari gruppi di resistenza che erano sorti nei territori occupati dalla Germania.
Lo storico Perry Biddiscombe ha sostenuto che il Werwolf rappresentasse un ritorno della corrente più radicale e social-rivoluzionaria del Nazionalsocialismo, che era presente sin dalla nascita del movimento ma che era stata di fatto soppressa dopo la Notte dei lunghi coltelli.
Quartier generale Il quartier generale del Werwolf fu insediato nel castello di Hülchrath, vicino alla città renana di Erkelenz.
I primi duecento volontari reclutati erano membri assai giovani della Hitlerjugend, viste le difficoltà nel reclutare altri uomini abili oltre a quelli già massicciamente impiegati al fronte o nella Volkssturm. Alla fine di novembre gli uomini di Otto Skorzeny impartirono loro lezioni intensive sulle tecniche di sabotaggio, demolizione, uso di armi leggere, di sopravvivenza e radio comunicazioni.
Centri addestrativi Prützmann cercò anche di organizzare altri centri d'addestramento nei sobborghi di Berlino ed in Baviera, nelle cittadine di Hülchrath, Lübbecke, Eltville sul Reno, Neustrelitz e Quenz am See. Nello stesso periodo furono approntati bunker speciali vicino al fronte da usare come depositi d'armi e materiali del Werwolf prima di essere occupati dagli Alleati.
I membri della rete "Werwolf" furono muniti di documenti falsi forniti dalla Gestapo, per essere in grado di mescolarsi anonimamente alla popolazione civile e di assumere, dunque, la loro identità di combattenti clandestini solo durante le operazioni.
I compiti A questi ragazzi venne affidato un gran numero di compiti che comprendevano azioni di guerriglia e di sabotaggio; azioni di ricognizione, di camuffamento e di mimetizzazione per controllare i movimenti delle truppe Alleate, e la conseguente selezione di bersagli e obiettivi, uso di esplosivi e delle armi più sofisticate per il cecchinaggio ed il sabotaggio di strade e materiali.
L'opuscolo del Werwolf è stato ristampato in inglese nel 1999SS Werwolf Combat Instruction Manual, a cura di Michael Fagnon, Paladin Press, 1999 e conteneva le istruzioni per condurre la guerra di guerriglia con sabotaggi e attentati, sintetizzando così le ragioni di queste operazioni: «Il nemico dovrà sottrarre truppe dalla linea del fronte per difendere le altre strade. La capacità offensive del nemico sarà indebolita. Ogni cosa che riusciamo a distruggere dovrà essere sostituita. Ogni danno apportato al nemico aiuta le nostre truppe».
Azioni Zona d'occupazione britannica Le attività del Werwolf nelle zone di occupazione britannica furono circoscritte ad imboscate ed attentati. Quella più eclatante costò la vita al maggiore John Poston, impegnato in precedenza come aiutante di campo per il maresciallo Montgomery nel deserto, in Sicilia e nel nord dell'Europa.
Come ufficiale di collegamento tra i vari comandi, Poston spesso viaggiava per raccogliere informazioni per fornirle ai responsabili della pianificazione delle battaglie.
Nell'ultima settimana della guerra, Poston fu attaccato da una squadra di giovani del Werwolf, mentre guidava il suo mezzo in una tranquilla strada di campagna dirigendosi verso il quartier generale di Montgomery. Colpito una prima volta cercò di difendersi, ma fu finito da una scarica di mitragliatore.
Ci furono molti altri scontri a fuoco tra i giovani soldati e reparti britannici.
Zona d'occupazione americana Sul versante americano la resistenza Werwolf fu molto più intensa:
L'Operazione Carnevale Dopo sei settimane d'assedio il 21 ottobre 1944 Aquisgrana, completamente distrutta, passò in mano americana ed il 30 ottobre 1944 gli Alleati nominarono sindaco l'avvocato Franz Oppenhoff. Si trattava della prima autorità tedesca imposta dal nemico. Il Werwolf lo considerò un traditore, condannandolo a morte: per giustiziarlo l'organizzazione pianificò la Unternehmen Karneval (Operazione Carnevale) alla quale parteciparono Ilse Hirsch di 22 anni, il tenente delle SS (Untersturmführer) Wenzel, il suo operatore radio Sepp Leitgeb, Karl Heinz Hennemann, Eric Morgenschweiss di 16 anni e Heidorn. Per preparare l'operazione s'incontrarono nel castello di Hülchrath.
Il 24 marzo 1945 il commando Werwolf fu paracadutato nei sobborghi di Aquisgrana, città che Ilse conosceva perfettamente. Oppenhoff, 41 anni, sua moglie ed i tre figli vivevano nella Eupener Strasse al n. 251. Una volta davanti alla casa, bussarono alla porta, e Wenzel e Leitgeb lo freddarono. Mentre scappavano dalla città, Ilse Hirsch fu ferita dall'esplosione di una mina e una scheggia uccise Sepp Leitgeb. Curata in ospedale, la ragazza tornò nella sua casa di Euskirchen.
Tutti i membri del commando, ad eccezione del tenente Wenzel, furono catturati e processati dopo la guerra. Il “Processo Werwolf” tenuto ad Aquisgrana nell'ottobre del 1949 riconobbe colpevoli Henneman e Heidorn che ebbero da uno a quattro anni di carcere. Ilse ed Eric Morgenschweiss furono assolti per la loro età. Qualche tempo dopo, Ilse si sposò e visse ad un chilometro di distanza dal luogo dell'episodio più famoso della sua vita. Del tenente Wenzel si persero le tracce e s'ignora la sua sorte.
Oppenhoff fu una delle molte persone, accusate di collaborazionismo con il nemico, che caddero per mano dei “Lupi mannari”.
Penzberg La notte tra il 28 e il 29 aprile 1945, alla vigilia del suicidio di Hitler e a pochi giorni della capitolazione, un commando guidato dallo scrittore Hans ZöberleinLo scrittore tedesco Hans Zöberlein (1895-1964) (figlio di un ciabattino, laureato in architettura, eroe di guerra, membro del Corpo franco di Franz Epp aderisce alla NSDAP dal 1921, vedi anche ) pubblica, per la casa editrice ufficiale del partito Eher di Monaco, due romanzi di guerra monumentali: nel 1933 “Der Glaube an Deutschland. Ein Kriegserleben von Verdun bis zum Umsturz” “La fede nella Germania. Un'esperienza di guerra da Verdun fino alla difatta” e nel 1937 “Der Befehl des Gewissens. Ein Roman von den Wirren der Nachkriegszeit und der ersten Erhebung” “L'imperativo della coscienza. Un romanzo sulle turbolenze del dopoguerra e della prima sollevazione”)., effettua l'esecuzione di otto cittadini di Penzberg che avevano deposto il sindaco nazionalsocialista.
Sul luogo vengono lasciati volantini con questo scritto: «Monito a tutti i traditori ed amorevoli servitori del nemico! Il Werwolf dell'alta Baviera ammonisce ad ogni buon conto tutti coloro che favoreggiano il nemico tra i tedeschi e i loro parenti o che minacciano o vessano chi mantiene la sua fedeltà ad Adolf Hitler. Noi ammoniamo! Traditori e criminali del popolo che pagheranno con la loro vita e con quella della loro intera genìa. Le comunità dei villaggi che attenteranno alla vita dei nostri o esporranno la bandiera bianca, saranno annientati prima o dopo. La nostra vendetta è la morte! Il Werwolf»
Nel primo dopoguerra per quest'episodio si fece un processo (per una descrizione dei fatti processuali ). I protagonisti furono condannati a forti pene detentive o a morte. Lo scrittore ed eroe di guerra Hans Zöberlein, capo di una delle unità Werwolf che andarono a Penzberg per eseguire l'ordine di “impiccare funzionari e caporioni comunisti del KPD della città” dopo l'azione disse: “A Penzberg c'era un porcile che adesso è stato ripulito.”.
Condannato a morte e poi all'ergastolo fu liberato nel 1958 per gravi motivi di salute.
La repressione La paura del Werwolf si diffuse insieme con quella della creazione del ridotto alpino: l'idea di Goebbels di creare una sacca di resistenza permanente tra l'Austria e la Germania arroccandosi sulle montagne per continuare la lotta. La reazione degli Alleati fu durissima: fu ordinato che ogni combattente Werwolf catturato dovesse essere fucilato sul posto. Furono infatti considerati, per il diritto internazionale, non come membri di una milizia combattente partigiana, ma come spie (anche perché non agivano in divisa, come del resto la maggioranza dei partigiani), e quindi passibili di fucilazione immediata.Heinrich Wendig, Richtigstellungen zur Zeitgeschichte, Heft 8, Grabert, Tübingen 1995, p. 46.
La resa ufficiale Alla fine del 5 maggio 1945 l'ammiraglio Karl Dönitz fece la seguente proclamazione da Radio Copenaghen, Praga e Flensburg: «Il fatto che al momento sia in atto un armistizio significa che devo chiedere ad ogni tedesco, uomo o donna, di cessare ogni attività illegale nell'organizzazione Werwolf o altre dello stesso tipo nei territori occupati perché queste causerebbero solo danni al nostro popolo».
Aspetto spionistico dei Werwolf a est
Le reti spionistiche ad est furono dirette dal generale ombra, conosciuto anche come Volpe grigia, Reinhard Gehlen.
Reinhard Gehlen
Il generale Ghelen, capo del FHO o Fremde Heere Ost, il reparto informazioni del settore est dell'OKW, durante la ritirata dai territori sovietici e polacchi, aveva provveduto a lasciare dietro le linee sovietiche delle reti di agenti, detti reti Wally e reti Zeppelin, che man mano saranno tutte trasformate in reti R (da Rücken che significa "dietro la schiena"). Qualche anno dopo, durante la guerra fredda, tutte queste cellule spionistiche, vere e proprie unità Stay behind, risulteranno di importanza vitale per la CIA statunitense.
Fremde Heere Ost Quella che segue è la struttura del Fremde Heere Ost.
Gruppe I - Analisi e Reports Gruppe II - Statistiche e Studi IIa - Manodopera e Demografia IIb - Morale, Agricoltura, Istruzione e Questioni Politiche IIc - Unità Militari (oltre files) IId - Produzione Militare IIe - Armi e Tattiche Gruppe III - Interrogatori, Traduzioni e Documenti