Il primo palazzo Bianchi è un edificio di architettura eclettica neo rinascimentale a La Spezia, in via Nino Bixio 84Secondo la numerazione civica attuale. In origine e fino agli anni '60 del XX secolo era il civico 14., all'angolo con via Torino.

Progettato dall'ingegnere Carlo Piaggio e costruito tra il 1894 e il 1896, è il primo dei tre palazzi adiacenti che l'imprenditore Edoardo BianchiOriginario di Levanto, Edoardo Bianchi fu industriale per la produzione di pasta ed alimantari.fece erigere in città alla fine del XIX secoloIl suo secondo palazzo, in stile liberty (Gerolamo Piaggio, 1904-1906), si trova anch'esso in via Bixio, al numero 96. Il terzo palazzo (Vincenzo Bacigalupi, 1904-1906), oggi denominato Bianchi Cavalli dal nome del secondo proprietario, è in via Fiume 61, (D.Savani , I palazzi spezzini tra Belle Epoque e Liberty, 2017).

Descrizione A quattro piani, oltre il piano rialzato e allo scantinato, l'edificio è rivestito da un paramento a bugnato liscio in cui si apre un ricco portale di marmo di Carrara. La lunetta sopra il portone di legno, con chiave di volta scolpita con composizioni di fiori e frutta ed aperta per dare aria e luce all'atrio di accesso, è chiusa dalla grata tipica dei palazzi spezzini dell'epocaPiù propriamente il termine tecnico per questo tipo di serramento a forma di ventaglio è rosta, vocabolo di derivazione longobarda.. Già di gusto liberty composta a girali in ferro battuto, la grata al suo centro reca le iniziali E B del primo proprietarioUna bella fotografia della lunetta è riportata nel volume di Diego Savani, Dentro i palazzi spezzini tra Belle Epoque e Liberty, Ed.Giacché, 2021, La Spezia, pag.62.

Il primo piano è caratterizzato da timpani curvilinei sulle finestre e da un lungo balcone in marmo sostenuto da mensole scolpite. La prima fascia marcapiano è decorata con motivi a greca. Gli ulteriori tre piani recano trabeazioni di vario genere e balconi, anche se meno importanti. Una seconda fascia marcapiano, tra il terzo ed il quarto piano è decorata con gocciolatoi. Il cornicione, fortemente aggettante, è sostenuto da mensole scanalate.

L'atrio di accesso, pavimentato in marmo, è costituito da un ampio vano con le pareti decorate da tondi con ritratti femminili eseguiti ad affrescoGià coperti da imbiancatura gli affreschi sono stati recuperati anche se poco leggibili. Una loro riproduzione è riportata nel volume di Diego Savani dedicata alla Belle Epoque e Liberty alla Spezia.. Al fondo dell'atrio, ai lati di una nicchia con sedile in marmo, due opposte rampe di scale a tenaglia salgono per riconvergere e divergere ad ogni mezzo piano e che alla sommità ricevono luce naturale da un lucernaio.

Curiosità Alla destra del portone è ancora l'originale lapide marmorea provvista di apposito campanello per richiedere i servizi di una levatrice.

Note

Bibliografia F.Marmori, Riflessioni sull’Architettura spezzina della fine dell’Ottocento e dell’inizio del secolo, in La Spezia, Rassegna municipale, Anno IX, La Spezia, 1991 D.Savani, Dentro i palazzi spezzini tra Belle Epoque e Liberty, Artisti, artigiani e architetti all'opera (1890-1923), Ed.Giacché, 2017 ISBN 9788863820928

Voci correlate Quartiere umbertino

Bianchi Categoria:Architetture eclettiche della Liguria