I Giustiniani Bandini sono stati una dinastia italiana che fu fondata nel 1815 con il matrimonio di Carlo Bandini del ramo di Camerino e di Cecilia Giustiniani, ultima discendente del ramo romano della famiglia principesca dei Giustiniani.

La famiglia ottenne per eredità dei Giustiniani i titoli di Duca di Mondragone e Conte di Carinola, avendo Cecilia Giustiniani ereditato tali titoli nel 1863 per successione alla cugina Maria Rosa Grillo, essendo essa stessa figlia di Andrea Vincenzo VI Giustiniani e di Nicoletta Grillo, figlia a sua volta del duca Domenico Grillo di Mondragone; inoltre, avendo Benedetto II Giustiniani sposato nel 1757 la nobildonna Cecilia Carlotta Mahony, erede della Contea di Newburgh, per eredità Giustiniani confluirono nella nuova dinastia anche i titoli di Conte di Newburgh, di Visconte Kynnaird e di Barone Livingston della Paria di Scozia. Inoltre, per eredità dei Bandini, la famiglia ottenne anche il titolo di Marchese di Lanciano e Rustano.

L'ultima della sua stirpe fu Donna Maria Sofia Giustiniani Bandini, contessa di Newburgh, viscontessa Kynnaird e baronessa Livingston, che morì senza prole nel 1977 e facendo così estinguere anche in linea femminile diretta la famiglia, che si era già estinta in linea maschile con la morte senza prole dei suoi fratelli e poi con quella di suo padre Carlo nel 1941. I titoli italiani su Mondragone e Carinola si estinsero con la linea maschile, mentre i titoli scozzesi della Contea di Newburgh vennero ereditati per parentela dalla famiglia Rospigliosi.

Storia Origini delle famiglie Bandini e Giustiniani La dinastia dei Giustiniani Bandini fonda le sue radici sulle storie distinte di due antiche casate italiane, i Giustiniani del ramo di Roma ed i Bandini del ramo di Camerino.

La famiglia Bandini era originaria della Toscana, precisamente delle città di Firenze e Siena, ma risulta stabilita anche a Camerino già dal XIV secolo ed è proprio da questo ramo che discese la casata in questione. La famiglia si distinse per arti e attività pubbliche e a partire dal XVIII secolo ingrandì i suoi possedimenti, come Rocca Varano nel 1721 e i feudi di Lanciano e Rustano nel 1753, con quest'ultimi che vennero elevati a Marchesato.

Invece, l'originaria famiglia genovese dei Giustiniani non discende da una stirpe comune, ma nacque dalla fusione di varie famiglie distinte che si unirono sotto un unico cognome nel 1362 per costituire un consorzio e in tal modo amministrare la Maona di Chio, una maona costituita per sfruttare le risorse dell'Isola di Chio, da loro conquistata pochi anni prima. Il dominio dell'Albergo dei Nobili genovesi, che per qualche tempo interessò anche altre isole dell'Egeo e di Focea, perdurò per oltre due secoli, fino a quando nel 1566 una brutale e sanguinosa repressione da parte dei Turchi Ottomani non mise fine a questo piccolo stato autonomo. Tra i Giustiniani si distinsero diversi personaggi illustri, che fecero carriera nella politica, nel commercio, nella chiesa, nelle armi e nelle arti: diedero i natali a diversi Dogi della Repubblica di Genova. Anche dopo l'abolizione degli alberghi i Giustiniani conservarono il nome comune e durante la loro storia era per loro usuale la pratica dell'endogamia, ovvero l'uso di contrarre matrimoni all'interno dello stesso gruppo sociale e quindi in questo caso all'interno dell'albergo stesso, contribuendo in tal modo a formare un'unica famiglia a tutti gli effetti nel susseguirsi delle generazioni, dove tutti erano consanguinei e tutti si sentivano parenti l'uno con l'altro. Si divisero in molteplici rami e quello romano fu uno dei più ricchi ed influenti, con i suoi membri che furono a stretto contatto con la corte pontificia e si distinsero come mecenati dell'arte; nel 1595 acquistarono le vicine terre di Bassano Romano, che nel 1605 fu elevato a Marchesato e nel 1644 a Principato. Fu proprio dal ramo dei Principi di Bassano che discese la casata in questione.

Il legame tra le due casate si deve a Carlo Bandini e a Cecilia Giustiniani che, tramite il loro matrimonio, fondarono la nuova casa Giustiniani Bandini.

Cecilia Giustiniani e Carlo Bandini La principessa Cecilia Giustiniani (1796–1877) era l'unica figlia superstite e legittima di Andrea Vincenzo VI Giustiniani, VI principe di Bassano, e di Nicoletta Grillo, quest'ultima figlia a sua volta del duca Domenico Grillo di Mondragone; Cecilia era così l'ultima discendente ed erede della sua stirpe, ovvero di tutto il ramo romano dei Giustiniani. La nobildonna portava molti titoli: Duchessa di Mondragone e Contessa di Carinola dal 1863; VII Contessa di Newburgh, Viscontessa Kynnaird e Baronessa Livingston (titoli scozzesi riconosciuti nel 1858 dalla Commissione per i Privilegi della Camera dei Comuni); Patrizia Genovese e Nobile Romana. Infatti Cecilia vantava importanti ascendenze e parentele, ovvero: era erede dei Duchi di Mondragone in quanto cugina dell'ultima duchessa Maria Rosa Grillo, essendo Cecilia figlia della già nominata Nicoletta Grillo di Mondragone, ed era anche erede dei titoli scozzesi legati alla Contea di Newburgh, in quanto i suoi nonni paterni erano il nobile Benedetto II Giustiniani, V principe di Bassano, e la contessa Cecilia Carlotta Mahony, a sua volta figlia del conte John Joseph James Mahony e di Lady Anne Clifford dei Baroni Clifford di Chudleigh; quest'ultima era l'erede della Contea di Newburgh e dei titoli sussidiari ad essa annessi in quanto era la maggiore delle due figlie dell'Hon. Thomas Clifford e di Lady Charlotte Maria Livingston, suo jure III contessa di Newburgh. Bisogna dire che i titoli scozzesi passarono inizialmente alla famiglia Radclyffe in quanto Lady Charlotte si risposò con l'Hon. Charles Radclyffe, V conte titolare di Derwentwater, dal quale ebbe sei figli tra cui il primogenito l'Hon. James Bartholomew Radclyffe, che divenne IV conte di Newburgh e VI conte titolare di Derwentwater; a quest'ultimo gli successe il figlio l'Hon. Anthony James Radclyffe come V conte di Newburgh, ma morì senza prole nel 1814. A questo punto il titolo passò legalmente alla famiglia italiana ma risulta necessario ricordare che, alla morte del V Conte di Newburgh, il Principe Giustiniani non si adoperò per affermare il proprio diritto sulla Contea di Newburgh, consentendo così alla famiglia Eyre di assumere incontrastata il titolo ed i suoi membri si auto-designarono come Conti di Newburgh (gli Eyre erano discendenti di Francis Eyre e di Lady Maria Francesca Guillelma Radclyffe, sorella del IV Conte di Newburgh).

Carlo Bandini (1779–1850), invece, era membro del ramo dei Marchesi di Lanciano e Rustano, facenti parte della più grande famiglia dei Bandini di Camerino. Egli stesso portava i titoli di IV Marchese di Lanciano e Rustano, Patrizio di Macerata, Nobile di Camerino e Nobile di Nocera Umbra. La sua famiglia aveva unito al proprio cognome Bandini quello dei Collaterali sin dalla prima metà del XVIII secolo ed era proprietaria, tra gli altri, del complesso e degli enormi terreni dell'Abbazia di Chiaravalle di Fiastra, che nel 1773 fu ceduta dal Papa in enfiteusi al marchese Alessandro Bandini-Collaterali e che divenne realmente di proprietà della famiglia nei primi anni del XIX secolo tramite il versamento da parte loro di 100.000 scudi d'argento alla Santa Sede.

Carlo e Cecilia si unirono in matrimonio nel 1815 ed ebbero cinque figli, tra cui l'unico figlio maschio Sigismondo.

Nascita dei Giustiniani Bandini Sigismondo sarà il primo a fregiarsi del cognome Giustiniani Bandini e volle anche inquartare lo stemma con quello Giustiniani ed ereditare il titolo materno di "Principe" e ciò fece scoppiare una serie di tormentate vicende. Infatti la famiglia Giustiniani di Roma si sarebbe estinta con la morte di Donna Cecilia nel 1877, ma s'era già estinta in linea maschile con la morte degli ultimi uomini della famiglia, ovvero il cardinale Giacomo e il cavaliere Lorenzo (entrambi deceduti nel 1843), lasciando erede di tutti i loro beni il giovane Sigismondo. Ma l'eredità del titolo, dei beni e del fedecommesso venne reclamata sia da Sigismondo che dal marchese Alessandro Giustiniani-Recanelli di Genova. Infatti, prima della morte senza prole del ricco e celebre collezionista Vincenzo Giustiniani nel 1637, che aveva ereditato dal padre il feudo di Bassano e vi era stato creato marchese da papa Paolo V nel 1605, questi aveva istituito un fedecommesso nel 1631 per il quale nominava suo erede universale Andrea Giustiniani, figlio di Cassano Giustiniani de Banca, che nel 1644 verrà creato principe di Bassano. Da allora si susseguirono vari principi fino ad arrivare al principe Vincenzo VI Giustiniani, padre di Cecilia, che aveva dissipato le notevoli ricchezze degli avi e così ridotto il fedecommesso, che, alla morte di tutti gli eredi maschi diretti del ramo romano, pervenne al marchese Pantaleo del ramo genovese e da lui al marchese Alessandro (prima del ramo Giustiniani-Recanelli, il fedecommesso passò a Leone Giustiniani-Negro, che però morì senza prole, così come i suoi fratelli, estinguendosi così anche il ramo dei Giustiniani-Negro).

Inizialmente il giovane Sigismondo adottò il cognome Bandini Giustiniani ma il pontefice Pio IX, esaudendo il desiderio di Sigismondo di invertire l'ordine dei casati in Giustiniani Bandini, lo innalzò alla dignità principesca con Breve Papale datato al 27 gennaio 1863, attribuendogli così il rango e gli onori già spettanti ai Principi Giustiniani. La vicenda indispettì il marchese Alessandro, che infine porterà il principe Sigismondo innanzi al Tribunale di Roma nel 1880 per fargli smettere di utilizzare il cognome Giustiniani e le insegne del casato; soltanto nel 1891 si arrivò alla sentenza definitiva che autorizzò i Bandini a fregiarsi del titolo di Principi Giustiniani, mentre il fedecommesso tornava al ramo genovese dei Giustiniani-Recanelli. A riguardo di questa storia possono risultare interessanti le analisi fatte dall'avvocato Vittorio Scialoja, che, richiesto dal principe Sigismondo il suo "parere per la verità", nel 1889 pubblicò il libro Sul diritto al nome ed allo stemma: nella causa tra il principe Sigismondo Giustiniani Bandini e il marchese Alessandro Giustiniani.

Quindi, ottenuto il rango principesco, adottato il cognome Giustiniani ed inquartate le insegne di quest'ultimi a quelle dei Bandini, nacque ufficialmente la nuova casata dei Giustiniani Bandini.

Titoli e patrimonio Per eredità Bandini e per eredità Giustiniani, che racchiudeva anche quelle dei Grillo e dei Mahony, Sigismondo ottenne vari titoli e venne ufficialmente riconosciuto con Decreto Ministeriale datato al 9 giugno 1893 (Roma), quindi iscritto nel Libro d'Oro e nell'Elenco Ufficiale della Nobiltà Italiana, come Principe Giustiniani Bandini, Duca di Mondragone e Conte di Carinola, Marchese di Lanciano e Rustano, Conte di Newburgh, Visconte Kynnaird, Barone Livingston, Patrizio di Macerata, Nobile di Camerino, Nobile di Nocera Umbra, Nobile Romano.