Sportivo dalle ottime prospettive, si distinse negli anni 1870 come uno dei migliori giocatori britannici di tennis, disciplina allora ancora agli albori. Gareggiò nel singolare maschile del torneo di Wimbledon del 1879 arrivando in finale, ma venne battuto da John Hartley. Le continue sconfitte successive lo portarono infine ad abbandonare lo sport nel giro di pochi anni.

Influenzato anche dalla moglie Marie, si diede in seguito all'alcolismo, agli stupefacenti e al gioco d'azzardo. Recatisi insieme a Monte Carlo per tentare di sbancare l'iconico casinò, s'indebitarono con una ricca vedova svedese, Emma Levin. Per non doverle restituire i soldi che le spettavano i Goold ne escogitarono l'omicidio, cruentemente perpetrato il 4 agosto 1907.. Dopo una breve fuga, i due vennero catturati e processati dalle autorità francesi. Riconosciuto complice dell'omicidio, Vere St. Leger Goold venne incarcerato sull'isola del Diavolo, nella remota e insalubre Guyana francese, dove poi si tolse la vita meno di due anni dopo.

Biografia Carriera tennistica

Inizi Vere Goold nacque nel 1853 in Irlanda,Non c'è tuttavia certezza sul luogo della sua nascita; molte fonti riportano che fosse nativo di Waterford (Cfr. , e ), altre invece di Clonmel (Cfr. e ). in un'agiata famiglia cattolica della piccola nobiltà anglo-irlandese. Il padre era George Ignatius Goold, fratello di Henry Valentine Goold, III barone Goold,. mentre la madre era Clara Webber Smith, figlia del generale James Webber Smith. Morta nel 1870 quando il figlio più giovane aveva solo diciassette anni, l'evento fu per Vere Goold molto traumatico. Il padre, un magistrato, gli fece ottenere una posizione in una commissione agraria di Dublino;. inoltre Vere Goold affermava di ricevere 400 sterline annue dal conte di Cork. Durante la giovinezza studiò al Trinity College di Dublino. L'agiatezza della famiglia lasciava al giovane rampollo molto tempo libero: Vere si diede dunque molto presto all'attività sportiva, eccellendo nella boxe e soprattutto nel tennis, sport in rapida ascesa nella società vittoriana..

Scelse infine di dedicarsi al tennis forse per vanità, poiché credeva che la boxe avrebbe finito per rovinargli l'aspetto avvenente. Era particolarmente forte nei colpi a volo,. mentre peccava nella precisione dei tiri, cosa che lo portava a concedere molti punti agli avversari.. Spesso usava lo pseudonimo "St. Leger" per giocare nei tornei. Nel giugno 1879 vinse la prima edizione dell'Irish Open, massimo torneo tennistico irlandese,. sconfiggendo in finale Charles David Barry per due set a zero (8-6, 8-6) e aggiudicandosi il premio in palio di 20 sterline.Al netto dell'inflazione, più di sterline attuali (ottobre 2023). Cfr. Acclamato come uno dei tennisti più forti del periodo, decise di partecipare all'ancora relativamente nuovo torneo di Wimbledon per consolidare la sua carriera..

Wimbledon 1879

Appena un mese più tardi Vere Goold partecipò al singolare maschile di Wimbledon come favorito per la vittoria finale, passando agevolmente i primi due turni e incontrando maggiori difficoltà nel terzo e ai quarti di finale.Affrontò principalmente dilettanti: nel primo turno sconfisse F. Durant (6-1, 6-2, 6-3), nel secondo James Vans Agnew (6-3, 6-2, 6-1), nel terzo A. J. Mulholland (6-4, 2-6, 6-1, 6-4) e ai quarti di finale G. Tabor (6-2, 6-3, 5-6, 6-3). Cfr. , e Dopo aver saltato le semifinali per via del numero dispari dei partecipanti di quell'anno, raggiunse direttamente la finale del torneo confrontandosi con John Hartley, un reverendo anglicano dello Yorkshire. Il campione in carica Frank Hadow, non si era presentato per difendere il titolo come prevedeva la formula di Wimbledon dell'epoca perché non più interessato a giocare a tennis. L'incontro tra Goold e Hartley rappresentava quindi la vera finale del torneo.Lo stesso Vere Goold fu anche prossimo a vincere la finale a tavolino, poiché Hartley era tornato nello Yorkshire per officiare la messa domenicale della sua parrocchia e non era affatto certo un suo ritorno in tempo per disputare la partita. Cfr.

Goold, partendo come favorito e sicuro di una facile vittoria, aveva passato la notte precedente a far baldoria, e giocò la partita del tutto deconcentrato a causa dei postumi dell'ubriachezza (e anche per la notizia della morte del padre, deceduto da poco).. Si ritrovò invece di fronte un avversario agilissimo e difficile da battere, e perse i primi due set per 2-6 e 4-6. Nel terzo e ultimo set, stremato, riuscì a ottenere solo due giochi contro i sei dell'avversario, concedendogli così la vittoria del torneo.

Nonostante la sconfitta finale, Vere St. Leger Goold rimase lo sportivo irlandese di maggior successo del torneo maschile di Wimbledon fino alle vittorie di Joshua Pim nelle edizioni 1893 e 1894 (nel tennis femminile invece Lena Rice vinse il singolare del 1890). Dopo la sconfitta contro Hartley, Vere Goold poté comunque prendersi una parziale rivincita nella finale per il secondo posto contro Cecil Francis Parr, che riuscì a sconfiggere in cinque combattuti set per tre a due (4-6, 6-2, 5-6, 6-4, 6-4).

Declino e ritiro La sconfitta contro Hartley fu fatale per le prestazioni di Goold, che da quel momento cominciarono a calare in maniera drastica e costante.

Qualche mese più tardi gareggiò nel primo torneo tennistico tenutosi a Cheltenham, raggiungendo anche qui la finale del singolare maschile. Perse ancora, in un combattutissimo incontro con William Renshaw, più tardi pluricampione di Wimbledon. La partita terminò per tre set a due (4-6, 3-6, 6-5, 6-5, 4-6), dopo che nel set decisivo Goold aveva raggiunto un vantaggio di 4-1, per poi crollare e concedere cinque giochi consecutivi all'avversario.

L'anno successivo non riuscì a difendere l'unico titolo vinto all'Irish Open, perdendo nuovamente in finale contro Renshaw (1-6, 4-6, 3-6). Nello stesso anno arrivò l'ultima vittoria significativa, ottenuta in una tripla amichevole in doppio tra rappresentanti inglesi e irlandesi, con Vere Goold e W. H. Darby che si imposero per due partite a una su Herbert Lawford e A. J. Mulholland. Pareva tuttavia che Goold avesse cominciato a sopravvalutare le proprie doti atletiche, bevendo prima degli incontri e subendo così un drastico calo delle prestazioni, cosa che lo portò a perdere sempre più spesso. Queste sconfitte lo demoralizzarono, causando una spirale discendente che inficiò sempre più i suoi risultati sportivi. Incapace di competere ancora a livello agonistico, nel 1883 si ritirò da tutte le competizioni.

Il matrimonio Marie Girodin

Dopo l'abbandono del tennis la salute e la psiche del giovane declinarono rapidamente.. Vere Goold perse del tutto il controllo di sé, dandosi al bere, agli stupefacenti (soprattutto all'oppio) e al gioco d'azzardo.. Cominciò a sperperare a piene mani il patrimonio familiare e venne per questo diseredato. Abbandonò allora l'Irlanda per trasferirsi in pianta stabile a Londra, vivendo per alcuni anni in solitudine e con la sola compagnia di alcuni gatti randagi, sostenuto da donazioni di amici che speravano si rimettesse in sesto.. Divenne tuttavia una conoscenza di Scotland Yard, venendo occasionalmente multato o arrestato per ubriachezza e disturbo della quiete pubblica.

Presto conobbe Marie Girodin,Pare che a volte si facesse chiamare "Violet", come riportano anche alcuni giornali dell'epoca e gli atti processuali francesi del 1907. Cfr. , , e . proprietaria di una sartoria a Londra. La donna, di origine francese, residente in Inghilterra e già due volte vedova,Kingston, parlando dei suoi due precedenti matrimoni, afferma che sfruttò e infine derubò i mariti, lasciando intendere che le loro morti siano giunte sempre al momento giusto per lei e che quindi potrebbe avervi avuto qualcosa a che fare. Cfr. e . sebbene non fosse particolarmente bella, aveva una personalità molto forte e un grande carisma.. Attratta dalle sue origini nobili, non le fu difficile sedurre il già provato Goold e i due si sposarono il 22 agosto 1891.. Marie era una donna dai gusti costosi, amava il lusso e la bella vita: il matrimonio con Vere Goold era per lei l'occasione di ascendere all'alta società. Rimase estremamente contrariata nello scoprire il reale stato delle finanze di Goold, ormai privato del patrimonio familiare. Vere Goold era talmente sottomesso alla moglie che questa, a quanto pare, non si faceva scrupoli a sfruttarlo e ad abusare di lui,. mandandolo perfino a mendicare per le strade.

Il vizio del gioco Lo stile di vita della coppia era troppo costoso per i loro mezzi e i due finirono presto con l'indebitarsi pesantemente. A lungo andare la sartoria di Marie si rivelò un insuccesso, non solo come conseguenza alla bancarotta dell'azienda di modisteria da cui la coppia si riforniva., ma soprattutto perché la proprietaria aveva il vizio di chiedere frequenti prestiti ai propri clienti... Sommersi dai debiti, per evitare guai, nel 1897 i Goold emigrarono in Canada, a Montréal,. dove aprirono un'altra sartoria. Cominciarono a presentarsi come "Sir" e "Lady" Goold, millantando titoli nobiliari che in realtà non possedevano.

Fu proprio a Montréal che i Goold divennero fortemente dipendenti dal gioco d'azzardo, esaurendo nel giro di poco tempo i lauti proventi della loro attività nei casinò canadesi. Perseguitati dai creditori, dapprima tentarono di inscenare la morte di James Goold, IV barone Goold, fratello maggiore di Vere,. per far credere di essere in procinto di ottenere una grossa eredità. Lasciarono infine il Canada per trasferirsi nuovamente in Inghilterra tra il 1903 e il 1904, cedendo il negozio di Montréal in gestione a una conoscente, Charlotte Shranz di Ottawa, che sarebbe in seguito divenuta una delle fonti del New York Times quando il giornale indagò sulla vita della coppia.

Per mantenersi aprirono una lavanderia a Liverpool, ma nemmeno questa ebbe successo. Per sfuggire ai debiti sempre più pressanti, i Goold lasciarono che fosse un'impiegata a gestire le loro attività e presero a spostarsi continuamente da un luogo all'altro, mettendo anche in giro la falsa voce della morte di Marie ad Algeri. Come affermò dopo essere stato arrestato, Goold e la moglie risiedettero per un periodo anche nei Paesi Bassi, sopravvivendo grazie agli aiuti finanziari di una sorella di lui. Tra il 1904 e il 1905, la coppia risiedette per la prima volta a Monte Carlo..

Il delitto del baule di Monte Carlo A Monte Carlo

Già durante il soggiorno canadese Vere Goold aveva tentato di elaborare un sistema per vincere alla roulette, ma senza successo.. Nel 1907 la signora Goold persuase il marito a tornare a Monte Carlo per provare a sbancare il locale casinò, convincendolo di aver escogitato un metodo vincente per la roulette. Bloccati a Parigi per mancanza di fondi, riuscirono a partire per Monte Carlo ottenendo altri prestiti e impegnando illegalmente un diamante.. Portarono con sé anche una nipote di Marie, Isabelle Girodin, che aveva già vissuto con loro in Canada, e presero alloggio a Villa Menesini.; sfoggiando i titoli fasulli di Sir e Lady, i Goold parvero integrarsi alla perfezione nel piccolo principato,. che basava la propria economia proprio sulle entrate derivanti dal gioco d'azzardo.. Il loro sistema dapprima parve funzionare, ma già dopo pochi giorni i Goold dilapidarono tutti i loro averi e si ritrovarono senza fondi.

Al casinò incontrarono una ricca ereditiera svedese, Emma Levin,Talvolta scritto Liven (Cfr.), e per alcuni era invece danese (Cfr. e ). vedova di un agente finanziario di Stoccolma.. La signora Levin aveva già un'amica del posto, madame Castellazi, e madame Goold si aggiunse alla loro compagnia con l'intento di farsi prestare del denaro per continuare a giocare d'azzardo.. Marie Goold riuscì a convincere Emma Levin a prestarle una certa somma (almeno alcune decine di franchi, ma secondo alcuni addirittura ), così come alcuni gioielli che i Goold diedero in pegno per altri soldi da sperperare al gioco.