Il conflitto della zona demilitarizzata coreana, talvolta indicato anche come seconda guerra di Corea, fu un conflitto a bassa intensità che interessò la regione della zona demilitarizzata coreana (ZDC) tra l'ottobre 1966 e il dicembre 1969, nel pieno del periodo della guerra fredda.

Il conflitto nacque dal tentativo del governo della Corea del Nord di sfruttare a proprio vantaggio il coinvolgimento degli Stati Uniti d'America nella contemporanea guerra del Vietnam: con le forze armate statunitensi impegnate in un grande conflitto in Asia, i nordcoreani puntarono a mettere sotto pressione la tenuta dell'alleanza tra Stati Uniti e Corea del Sud fino a portare a una sua rottura. Per fare ciò, invece che impegnarsi in un'invasione convenzionale che si presentava come troppo rischiosa per la disparità delle forze in campo, i nordcoreani mirarono a causare vittime e perdite alle forze statunitensi schierate a presidio della zona demilitarizzata, l'area di demarcazione tra le due Coree lascito della precedente guerra, tramite imboscate e attacchi terroristici da parte di piccoli gruppi di incursori delle forze speciali; il tasso di perdite avrebbe infine convinto gli statunitensi a rinunciare al loro impegno in Corea perché ormai troppo gravoso. Sfruttando il malcontento generato dall'insediamento a Seul del dittatoriale regime del generale Park Chung-hee, i nordcoreani puntavano anche a organizzare un movimento guerrigliero anti-governativo in Corea del Sud, che avrebbe portato al rovesciamento dell'esecutivo e alla sua sostituzione con uno più favorevole a Pyongyang.

La campagna di attacchi non convenzionali della Corea del Nord portò a una pronta risposta del Comando delle Nazioni Unite in Corea: le forze statunitensi e sudcoreane elaborarono nuove dottrine tattiche e nuovi apprestamenti per fronteggiare la guerriglia nordcoreana, rafforzando il presidio della zona demilitarizzata, creando e addestrando nuove unità di controguerriglia e varando azioni di sostegno alla popolazione civile e di controllo del territorio per eliminare alla radice qualunque appoggio i nordcoreani potessero raccogliere nelle zone rurali. I nordcoreani misero a segno alcune azioni eclatanti, come un fallito attacco nel gennaio 1968 alla residenza personale del presidente sudcoreano e il sequestro della nave-spia statunitense , ma la loro campagna di attacchi non approdò a niente e dovette essere abbandonata nel dicembre 1969 a causa delle troppe perdite subite.

Antefatti L'eredità della guerra di Corea

La guerra di Corea imperversò lungo la penisola coreana dal 25 giugno 1950 al 27 luglio 1953 prima che l'armistizio di Panmunjeom ponesse fine agli scontri con un sostanziale nulla di fatto, stabilendo una nuova linea di demarcazione tra la Corea del Nord e la Corea del Sud lungo la cosiddetta "zona demilitarizzata coreana" (ZDC). Il conflitto era stato devastante tanto per i nordcoreani quanto per i sudcoreani, e sebbene nessuna delle due parti avesse rinunciato ai suoi propositi di riunificazione della penisola sotto il proprio controllo esse non erano in grado di ottenere tale riunificazione con la forza; l'influenza delle due principali potenze alleate dei contendenti (la Cina per Pyongyang, gli Stati Uniti d'America per Seul), poco desiderose di riprendere la lotta, contribuiva a moderare le intenzioni delle due parti..

Subito dopo la conclusione della guerra nel 1953, la Corea del Sud rimase una delle nazioni più povere del pianeta almeno per un decennio: nel 1960 il prodotto interno lordo pro-capite sudcoreano raggiungeva i 79 dollari, risultando più basso che nella maggior parte delle nazioni dell'America Latina e perfino di qualche Stato dell'Africa subsahariana. La Rivoluzione d'aprile del 1960 portò alla destituzione a Seul del presidente Syngman Rhee, al potere con metodi dittatoriali fin dall'indipendenza della nazione, ma il breve e turbolento periodo di governo democratico che ne seguì fu interrotto nel maggio 1961 dal colpo di Stato che portò alla presidenza il generale Park Chung-hee. A dispetto di questi dissesti politici, il periodo di governo di Park sulla Corea del Sud fu caratterizzato da uno sviluppo economico accelerato., trainato da un settore industriale in rapidissima espansione: se nel 1964 il prodotto interno lordo pro-capite sudcoreano era di 100 dollari, nel 1977 questa cifra si era decuplicata raggiungendo i dollari..

Park fu molto attivo anche sul piano diplomatico, e nel giugno 1965 la Corea del Sud siglò un trattato per ristabilire normali relazioni con la vecchia potenza coloniale che aveva dominato la penisola coreana, il Giappone: il trattato incluse la previsione di un pagamento da parte dei giapponesi di riparazioni per i danni dell'occupazione nonché la concessione di prestiti a basso interesse a favore di Seul, portando a un incremento dei commerci e degli investimenti tra le due nazioni. La proposizione della Corea del Sud come potenza economica emergente portò a un rafforzamento delle relazioni con il resto della comunità internazionale, e nel 1966 il numero di Stati che riconoscevano il nuovo governo sudcoreano raddoppiò; nel giugno dello stesso anno Seul fu sede di un incontro del Consiglio dell'Asia-PacificoUn forum di cooperazione economica comprendente anche Giappone, Taiwan, Malaysia, Filippine, Vietnam del Sud, Thailandia, Australia e Laos.. Sul piano militare, la Corea del Sud consolidò i suoi legami con gli Stati Uniti: dopo che, nel marzo 1965, truppe da combattimento terrestri statunitensi iniziarono a essere coinvolte negli scontri della guerra del Vietnam, anche la Corea del Sud prese a inviare un proprio contingente militare a sostegno del governo del Vietnam del Sud nella sua lotta contro le forze comuniste locali; entro l'ottobre 1966, circa soldati sudcoreaniOvvero due divisioni di fanteria e una brigata del corpo dei marine sudcoreani. erano impegnati in azione nel Vietnam. Nel luglio 1966 Corea del Sud e Stati Uniti siglarono un nuovo accordo di cooperazione militare (Status of Forces Agreement), stabilendo una relazione più egualitaria tra i due Stati e confermando la garanzia statunitense sulla protezione della Corea del Sud da attacchi da parte dei suoi vicini settentrionali...

Nel frattempo, in Corea del Nord, la partenza delle ultime truppe alleate cinesi nell'ottobre 1958 portò il leader nordcoreano Kim Il-sung a consolidare la sua base di potere tramite una serie di purghe discrete che colpirono gli alti ranghi del Partito del Lavoro di Corea; Kim fondò il proprio potere assoluto sul paese sfruttando un miscuglio di paura del nemico, orgoglio nazionale ed esaltazione di una (pretesa) autosufficienza della Corea del Nord.. Per ricostruire la nazione, devastata dalla guerra, venne promosso un programma di sviluppo economico accelerato ("Movimento Chollima") di ispirazione cinese, basato sulla collettivizzazione del settore agricolo e su un rapido incremento del settore industriale; per quanto il programma fu efficace nel rafforzare l'economia nordcoreana, il paese continuava a essere dipendente dagli aiuti dei suoi principali alleati, in particolare dall'Unione Sovietica in materia di assistenza tecnologica ma anche dalla Cina in fatto di forniture agricole. Il paese si ritrovò quindi in una difficile posizione quando, nei primi anni 1960, tra Mosca e Pechino si aprì un periodo di forti tensioni diplomatiche e militari: Pyongyang tentò di barcamenarsi per non perdere il supporto di entrambi i suoi alleati, ma nel dicembre 1962 i sovietici interruppero i loro aiuti al paese sostenendo che la dirigenza nordcoreana si era spostata su posizioni troppo filo-cinesi..

Il governo di Kim Il-sung non aveva mai rinunciato all'idea di unificare la penisola coreana con la forza, ma la crescente disparità data dalle difficoltà della Corea del Nord e dal boom economico della Corea del Sud obbligava a rivedere i piani della dirigenza di Pyongyang. La questione sembrava assumere una certa urgenza: agli occhi dei nordcoreani, il nuovo governo del generale Park, composto da ex militari, sembrava possedere una visione strategica di maggiore profondità rispetto a quello di Syngman Rhee, e i suoi programmi di sviluppo industriale apparivano come un modo per dotare la Corea del Sud della forza necessaria a intraprendere un'offensiva verso nord per riunificare la penisola sotto di sé.. Non contribuiva a rasserenare gli animi la precedente decisione degli Stati Uniti di dotare le loro forze in Corea di armamenti nucleari, presa dall'amministrazione del presidente Dwight D. Eisenhower nel giugno 1957: la decisione costituiva una violazione del paragrafo 13(d) del trattato di armistizio, che vietava a entrambe le parti in conflitto di introdurre in Corea armamenti di nuovo tipo diversi da quelli già impiegati nella guerra, ed era stata assunta da Washington tramite un'unilaterale abrogazione del paragrafo stesso; gli armamenti schierati comprendevano razzi a testata nucleare MGR-1 "Honest John", ancora piuttosto rudimentali, nonché i cannoni pesanti M65 Atomic Cannon capaci di sparare un proiettile a testata atomica. La Corea del Nord denunciò l'abrogazione del paragrafo 13(d) come un tentativo di rompere l'intero accordo di armistizio da parte degli Stati Uniti e trasformare la Corea in una zona di guerra nucleare; fu avviato un massiccio programma di costruzione di fortificazioni militari sotterranee capaci di resistere a un attacco nucleare, e le forze nordcoreane furono schierate più vicino al confine con la Corea del Sud in modo da rendere pericoloso per gli stessi statunitensi e sudcoreani l'uso delle armi atomiche. Nel 1963 i nordcoreani chiesero all'Unione Sovietica l'aiuto necessario ad avviare un proprio programma di sviluppo di armamenti nucleari, andando però incontro a un rifiuto..

Il precipitare del conflitto

Il 10 dicembre 1962, Kim Il-sung si presentò alla riunione del quinto plenum del comitato centrale del Partito del Lavoro con un nuovo piano strategico per affrontare il conflitto dato per imminente: pur riaffermando la necessità di addestrare alle armi l'intera popolazione nordcoreana, sviluppare l'industria bellica locale e dotare le forze armate di armamenti moderni, l'interruzione degli aiuti sovietici rendeva ora molto più difficile intraprendere una campagna di tipo convenzionale; pertanto, l'indirizzo strategico delle forze armate andava riformato su linee orientate alla guerriglia e alla guerra non convenzionale. La presa del potere a opera di Park e i suoi programmi di sviluppo economico accelerato non erano avvenuti senza generare una certa opposizione interna, e questo sembrava dare la possibilità ai nordcoreani di scatenare rivolte a sud del confine tramite l'appropriata attuazione di azioni di agitazione e propaganda; l'avvio delle operazioni più significative doveva tuttavia essere rimandato a dopo il completamento del piano economico settennale appena avviato, previsto non prima del 1967.

Vari fattori portarono a un'accelerazione dei piani di Kim. Dopo la deposizione di Chruščëv nel 1964, l'Unione Sovietica decise di riallacciare i suoi rapporti economici con la Corea del Nord e, dal maggio 1965, i rifornimenti di armamenti moderni sovietici ripresero ad affluire alle forze armate nordcoreane.. Più importante ancora, l'invio di forze da combattimento terrestri statunitensi prima e sudcoreane dopo in Vietnam apriva nuovi scenari strategici nella penisola: l'attenzione degli statunitensi in Asia si era ora spostata dalla Corea a un'altra regione, e per la prima volta le stesse forze armate sudcoreane avevano distolto parte del loro apparato per intraprendere una missione diversa dal presidio della frontiera con la Corea del Nord..