Per oscenità, dal latino obscenitatem, si intende principalmente un malaugurio; secondariamente è passato ad indicare un atto o azione la cui qualità principale è l'essere contro il senso comune.
Etimologia La parola oscenità ha alla base la parola osceno. Tale termine, seguendo il Vocabolario Etimologico della Lingua Italiana, deriverebbe dal latino obscenum (da "ob", prefisso negativo, e "scaevus", cioè "sinistro, funesto, maldestro") e risalirebbe alla lingua augurale dei latini, per cui significava qualcosa di cattivo presagio. Già in latino, come dimostra il vocabolario di lingua latina Castiglione-Mariotti, la parola obscenus o obscaenus ha etimo sconosciuto. Oltre al DELI, i maggiori vocabolari della lingua italiana come il GRADIT, il GDLI e il vocabolario Treccani, concordano sull'incertezza dell'etimo.
Ancora, come riporta Treccani, tale aggettivo viene usato principalmente nella sua accezione di qualcosa che secondo il senso o sentimento comune offende il pudore. Da qui, l'aggettivo è passato ad indicare qualcosa di cattivo aspetto, cioè qualcosa che questa volta offende il gusto o il senso comune. L'etimologia è tuttora contesa nel dibattito linguistico.
Descrizione In molti casi, tutto ciò che è considerato osceno è circoscritto negli ambiti della sessualità e in alcune rappresentazioni della nudità. Nonostante ciò, il materiale a scopo didattico, medico, e scientifico che raffigura parti del corpo nude è raramente da considerarsi osceno. Nel Regno Unito di epoca vittoriana erano considerate oscene tutte le raffigurazioni di nudo quando esplicite. La maggior parte delle opere d'arte raffiguranti nudi non vengono considerate oscene. Negli Stati Uniti, il materiale considerato osceno può essere censurato da leggi apposite. Gli ambiti non sessuali che in qualche modo possono urtare la sensibilità includono la violenza, il linguaggio scurrile, e la blasfemia. Nella lingua italiana invece, l'oscenità ha rappresentato un bacino da cui molti autori nel corso dei secoli hanno attinto; ma anche un bacino semantico da cui i parlanti traggono imprecazioni ed eufemismi nell'uso quotidiano dell'italiano.
Note
Bibliografia
Voci correlate Atti osceni Lascivia Morale Pudore Rappresentazione della nudità Sessualità Volgarità
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