La chiesa di San Regolo è la parrocchiale di Vagli Sotto, in provincia e arcidiocesi di Lucca.; fa parte della zona pastorale della Garfagnana.
Storia La primitiva chiesa vaglina, filiale della pieve di Piazza al Serchio e compresa nella diocesi di Luni, sorse probabilmente nel terzo quarto del XIII secolo (tra il 1248, anno della conquista lucchese della Garfagnana e gli anni settanta, documentati come anni di crisi)Marco Frati, Scrigni di pietra. Edifici religiosi nella valle del Serchio tra XI e XIV secolo, in Arte nella Valle del Serchio. Tesori in Garfagnana e Mediavalle dall'Alto Medioevo al Novecento, Lucca, 2018, pagg. 20 - 21., mentre la prima citazione documentaria che ne certifica la presenza risale al 1296.
Negli anni ottanta del Cinquecento l'edificio venne rimaneggiato e ampliato; nel 1588 il vescovo Benedetto Lomellini, durante la sua visita pastorale, annotò che la chiesa aveva il doppio titolo di Santa Maria e San Regolo.
La parrocchiale fu interessata da un intervento di ingrandimento nel 1795, allorché si provvide, inoltre, anche all'innalzamento dei muri e al rifacimento delle decorazioni; nel 1954 venne posato il nuovo pavimento e negli anni settanta si procedette alla realizzazione del nuovo altare postconciliare rivolto verso l'assemblea.
Nel 2009 furono restaurate le decorazioni della chiesa e nel 2013 la struttura riportò dei danni causati dalla scossa di terremoto verificatasi il 23 gennaio.
Descrizione Esterno La chiesa si erge su un alto basamento a scarpa, una sorta di podio di ispirazione classicheggiante. La facciata a capanna della chiesa, rivolta a sudovest, è abbellita da fasce alternate in marmo bianco e in calcare cavernoso, rivestimento bicromo tipicamente lucchese realizzato solo sui lati rivolti verso lo spazio pubblico. Al centro si apre il portale d'ingresso lunettato, affiancato da piedritti monolitici e sormontato da una ghiera decorata con foglie nell'estradosso, altri elementi tipicamente lucchesi. Il rosone cordonato al di sopra presenta una simile decorazione pur in una versione decorativamente arricchita, che segnala sua realizzazione più tarda, già trecentesca.
Il fianco dell'edificio presenta monofore perfettamente romaniche, coronate da archivolti monolitici con differenti decorazioni, mentre in basso a destra è una bifora archiacuta la cui colonnina centrale sostiene un capitello a foglie d'acqua, di gusto gotico. Il portale laterale presenta una conformazione simile a quello in facciata, sebbene semplificata, ma presenta due lastre ai lati con rilievi con animali, di stile arcaizzante ma coevi alla costruzione dell'edificio.
Accanto alla facciata si erge il campanile a base quadrata, che presenta in basso un portale simile a quelli della chiesa, ma più semplice, ed una bifora con colonnina anch'essa con capitello a foglia d'acqua ma sostenente un arco a pieno centro. In alto la cella presenta su ogni lato un'apertura a tutto sesto ed è coperta dal tetto a quattro falde.
Interno L'interno dell'edificio si compone di un'unica navata, che consta di tre campate, sulla quale si affacciano le cappellette laterali e le cui pareti sono scandite da lesene sorreggenti il cornicione sopra il quale si imposta la copertura, che si compone di volte a botte e cupole ribassate alternate; al termine dell'aula si sviluppa la scarsella, ospitante l'altare maggiore.
Qui sono conservate diverse opere di pregio, tra le quali un Crocifisso del tipo 'doloroso' attribuibile al Maestro del crocifisso di Camaiore, un seguace di Giovanni Pisano in cui è, rispetto al maestro, la mancanza di un'organica concezione del corpo e un'espressività meno accesa, che si distingue, rispetto ad altri in Lucchesia o nella valle del Serchio, per un modellato più duro ed abbreviatoStefano Martinelli, La scultura dal Duecento alla metà del Quattrocento, in Arte nella Valle del Serchio. Tesori in Garfagnana e Mediavalle dall'Alto Medioevo al Novecento, Lucca, 2018, pag. 115., un'acquasantiera realizzata nel XV secolo, e due statue raffiguranti rispettivamente Cristo e la Beata Vergine Maria.
In sacrestia si trova un lavabo rinascimentale sostenuto da una mensola decorata da una testa di angelo con le ali aperte, il cui fronte presenta un rilievo con due profili maschili e al centro un anello con diamante avvolto da foglie di garofano, emblema di Ercole I d'Este. Il rilievo, che faceva forse parte di un sarcofago riutilizzato come lavabo, è opera di una bottega padana operante nella sezione nord-occidentale della ToscanaClaudio Casini, La scultura dalla seconda metà del Quattrocento al Settecento, in Arte nella Valle del Serchio. Tesori in Garfagnana e Mediavalle dall'Alto Medioevo al Novecento, Lucca, 2018, pagg. 169 - 170..
Note
Voci correlate Vagli Sotto Arcidiocesi di Lucca Parrocchie dell'arcidiocesi di Lucca Regione ecclesiastica Toscana
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