Susa (Susa in piemontese; Souiza, Suèiza, Suza o Susa in francoprovenzale, Suse in francese, Segusium in latino) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Torino in Piemonte.
Da millenni crocevia dei diversi itinerari transalpini fra Italia e Francia, è contraddistinta da considerevoli monumenti romani e medioevali. Si trova al centro dell'omonima valle. Nell'antichità fu capitale del Regno dei Cozii, punto di partenza della Via Domizia e della Via Cozia e posto tappa dellItinerarium burdigalense e della Via Francigena.
Geografia fisica Distante circa 53 chilometri ad ovest dal capoluogo Torino, Susa è situata nel tratto terminale della pianeggiante Bassa Valle di Susa, alla confluenza del torrente Cenischia con la Dora Riparia, dove la val di Susa si biforca: verso nord la profonda insenatura della val Cenischia, verso ovest il salto di quota dell'Alta Val di Susa. Luogo strategico dal punto di vista viario in questo settore alpino, essendo all'incrocio tra gli itinerari, sfruttati anche dalla Via Francigena, per i passi del Moncenisio (tramite la Val Cenischia) e del Colle Clapier (tramite la Val Clarea) entrambi in direzione della Francia del Nord, del Monginevro tramite l'Alta Valle Susa, in direzione di Francia del Sud e Spagna, e il Colle delle Finestre verso la confinante Val Chisone.Dominano il centro storico a ovest la collina del Castello della Contessa Adelaide, a nord lo sperone roccioso su cui sorgeva il Forte della Brunetta; a nord svetta panoramicamente sulla città il Monte Rocciamelone, 3538 metri, che appartiene al territorio del vicino comune di Mompantero. Terminano alle spalle della città le "Gorge", profondo canyon in cui scorre la Dora Riparia nel tratto tra Exilles e Susa.
Origini del nome Chiamata Segusium in epoca romana, diventò poi Segusia, Secusia e infine Susa. Il toponimo è formato dal radicale gallico sego che significa forte.Comuni della provincia di Torino, Consiglio Regionale del Piemonte, 2009.
Storia Difficile stabilire l'epoca in cui la città fu abitata per la prima volta e le popolazioni che l'abitarono. Certamente tra esse ci furono i Liguri e in seguito arrivarono i Celti (500 circa a. C.) che si fusero con le prime popolazioni. Poi giunsero i Romani guidati da Giulio Cesare che combatterono con le popolazioni locali e stabilirono con Donno, il loro re, un patto di alleanza, in modo da garantire un transito sicuro verso la Gallia a truppe e merci dai valichi del vicinissimo Colle ClapierHannibal in the Alps: Stanford Alpine Archaeology Project 1994-2006. e del più lontano Colle del Monginevro. I buoni rapporti continuarono per un lungo periodo, sanciti dalla costruzione dell'arco di Augusto. La città allora si chiamava Segusium e fu la capitale del Regno dei Cozii, nella provincia detta delle Alpi Cozie.
Nel III secolo la città si dotò di una cinta muraria. Ciò nonostante fu assediata e incendiata dalle truppe di Costantino nel 312. Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente (476) iniziò per Susa un periodo di decadenza. Dopo la morte di Odoacre, Susa divenne parte del Regno ostrogoto di Teoderico. Con la fine guerra gotica, Susa divenne parte della Prefettura del pretorio d'Italia sino alla conquista da parte delle truppe di Alboino, che l'annessero al Regno longobardo.
Piazza Savoia, la piazza principale, fu costruita sopra l'antica città, tanto che vi si ritrovano reperti archeologici dell'epoca romana e la Porta Savoia del IV secolo. Approfittando del periodo d'anarchia seguito alla morte di Clefi, il merovingio Gontrano, re dei Franchi d'Orléans, sconfisse i longobardi, annettendosi Aosta e Susa nel 575. Essendo importanti punti di accesso per l'Italia, Aosta e Susa costituirono sempre una spina nel fianco per i Longobardi. A seguito della conquista del regno longobardo da parte di Carlo Magno nel 774, Aosta e Susa seguirono le sorti del regno d'Italia.
Del Medioevo rimangono diversi complessi monumentali, come il castello della Contessa Adelaide, la pieve battesimale di Santa Maria Maggiore con gli edifici annessi, l'abbazia di San Giusto, il convento di S. Francesco e i suoi chiostri, le case medioevali porticate, la casa De Bartolomei, due torri nel centro della cittadina. Fu Napoleone a conferirle il titolo di città. Di tale epoca sono ancora visibili due iscrizioni scolpite nel marmo di un edificio nell'attuale corso Francia, l'una "rue impériale", e l'altra "place di prince Camille gouverneur général". Nel 1854 Susa venne raggiunta dalla ferrovia, con la linea Torino-Susa, inaugurata il 22 maggio e di cui rimane quasi intatta la stazione di testa. Fra il 1868 e il 1871 Susa fu interscambio con la Ferrovia del Moncenisio a Sistema Fell, che valicava il Colle a 2000 metri circa e faceva parte della cosiddetta Valigia delle Indie; il tutto mentre erano in costruzione la nuova linea Bussoleno-Modane e il Traforo del Frejus, che favorirono la costruzione del Deposito Ferroviario a Bussoleno anziché a Susa.
La città, dalla presenza valdese, ha una Chiesa Cristiana Evangelica Valdese.
Nel centro storico della città risiede una comunità immigrata da Paola, in Calabria, con cui è gemellata.
Simboli Lo stemma è così descritto nello statuto comunale:
Lo stemma è molto antico e presumibilmente risale al periodo di Adelaide e Oddone di Savoia. Nei secoli fu oggetto di piccole modifiche ma rimase costante il simbolo delle due torri che ricordano Porta Savoia, accompagnate dall'emblema sabaudo e sormontate dalla corona marchionale. Il motto latino fa probabilmente riferimento all'incendio causato dal Barbarossa o ad altre devastazioni patite dalla città di Susa.
Il gonfalone è un drappo di rosso scuro con al centro lo stemma comunale.
Onorificenze
Monumenti e luoghi d'interesse
Susa presenta un numero notevole di edifici e luoghi di interesse storico, molti dei quali sono monumento nazionalepag. 90 di https://www.monumentinazionali.it/edifizi_monumentali/Elenchi_1902_monumenti_015_107.pdf, soprattutto se considerati in rapporto alle dimensioni relativamente contenute dell'abitato. La città vanta inoltre due musei di riferimento per il territorio di valle, il Museo civico e il Museo diocesano di arte sacra.
La cittadina alpina presenta una notevole stratificazione di epoche, con manufatti di epoca romana ancora ottimamente conservati (Porta Savoia, Arco di Augusto, Arena romana, Mura romane), case urbane medioevali, tre complessi religiosi dalla differente identità (la cattedrale di San Giusto — anticamente abbazia benedettina, il complesso di Santa Maria Maggiore — canonicato agostiniano capofila della Bassa Valle, San Francesco, primo convento francescano in Piemonte), il castello e i resti di un poderoso forte, la "Brunetta". La città è stata oggetto di molteplici studi da parte delle Soprintendenze, ricomprendenti anche gli antichi passaggi sotterranei presenti in abitazioni private, spesso citati pure nella tradizione orale dagli abitanti di SusaSara Inzerra, La «verifica e la dichiarazione culturale» dei beni architettonici: l'esperienza campione in Valle di Susa, pp. 26-27, in Vaudetti, Minucciani, Canepa (a cura di), Mostrare l'archeologia. Per un manuale-atlante degli interventi di valorizzazione, Torino 2013, link ebook Allemandi: .
Resti archeologici Anfiteatro romano di Susa (Arena romana), riscoperta negli anni '60. Arco di Augusto, monumento marmoreo situato sull'antica acropoli cittadina Acquedotto romano Tempio del Foro, scavo archeologico di Piazza Savoia
Architetture militari Porte romane di Susa Porta Savoia (epoca romana), tra le meglio conservate di questo tipo in Piemonte Mura romane di Susa, ben conservate e dalla caratteristica pianta triangolare Castello della Contessa Adelaide, sorto sui resti del Praetorium Forte della Brunetta, fortezza scavata nella roccia nel XVIII secolo, inviolata dagli eserciti Caserma Clemente Henry, attualmente sede della Guardia di Finanza
Architetture religiose Complesso della Cattedrale di San Giusto, fondata come Abbazia benedettina all'inizio dell'XI secolo dalla dinastia arduinica Complesso della Pieve battesimale di Santa Maria Maggiore, canonicato agostiniano, la più antica e importante chiesa battesimale di Susa e della Valle (precedente alla cattedrale di San Giusto) da cui dipendevano numerose chiese di altri paesi Complesso del convento di San Francesco, fondazione francescana nel primo quarto del XIII secolo Chiesa di San Saturnino, fondata su un antico tempio romano Chiesa di Sant'Evasio, seconda parrocchia della città Chiesa della Madonna del ponte, sede del Museo diocesano d'arte sacra, conserva le collezioni diocesano e il Tesoro della cattedrale Chiesa di Santa Maria delle Grazie, opera di Carlo Andrea Rana.
Architetture civili Ospedale degli infermi Casa de Bartolomei Arche di Piazza San Giusto Portici medioevali Affreschi sul Palazzo del Tribunale Casa Blais, in borgo dei Nobili Casa Buffa Casa Marchiandi Casa Tournon Casa Gonella Casa Chiampo
Musei Museo civico, ove dall'anno 2017 è in corso di riapertura l'allestimento delle collezioni e di un centro di interpretazione del territorio della Valle di SusaMaria Pia Dal Bianco, La valorizzazione e l'allestimento del Parco Archeologico della Rocca e del Museo al Castello della Contessa Adelaide a Susa, pp. 268-271 in Vaudetti, Minucciani, Canepa (a cura di), The archaeological musealization, Torino 2012, link ebook Allemandi: Museo diocesano d'arte sacra (Susa) che conserva il Tesoro della cattedrale di San Giusto e le opere d'arte più preziose della diocesi di Susa
Immagini storiche Fondo Gabinio Fond. Torino Musei
Aree protette Arnodera - Colle Montabone Riserva naturale dell'Orrido di Foresto
Società Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 593 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano: Albania 275 4,06% Romania 135 1,99% Marocco 122 1,80%
Associazioni culturali La città è anche sede di associazioni culturali senza fini di lucro, tra le quali la Segusium, Società di Ricerche e di Studi Valsusini, che anche attraverso l'omonima Rivista ha ripetutamente approfondito le vicende storico-artistiche della città, ad esempio in occasione del convegno internazionale di studi su Enrico da Susa detto il Cardinale Ostiense (Susa - Embrun, 1972), del Convegno: “Susa - centro storico - studi sul passato - prospettive di recupero” del 1987, sulla contessa Adelaide (1991) e sul bimillenario dell'Arco di Augusto (1992). Attive sono poi le associazioni "Amici del Castello della contessa Adelaide", "I chiostri di San Francesco", "Liuteria piemontese", "Il ponte", "A SusA", "Compagnia della Libreria", "Centro Culturale Diocesano", il gruppo fotografico "L'Idea", il Gruppo Folkloristico e il Gruppo Sbandieratori, i tre Cori "Primavera", "Alpi Cozie" e "Gruppo vocale e strumentale S. Evasio", mentre nel teatro vi sono "Teatro Insieme" e "I nani sulle spalle dei giganti"; la "Associazione Astrofili Segusini" per la divulgazione astronomica oltre alla pro loco e ai sei borghi partecipanti al Torneo storico dei borghi comunemente noto come Palio di Susa.
Economia Dal passato fino alla fine del secolo XX L'economia della città si è sempre retta sulla presenza delle vie di transito: la via napoleonica prima, le statali poi, oggi l'autostrada ed in un ipotetico futuro la linea ad alta velocità (TAV).