La tangenziale Est di Roma è un arco di strada a scorrimento veloce interna alla città di Roma, a due corsie per senso di marcia, che collega le vie intorno a Porta Maggiore nella zona orientale con l'area settentrionale (in particolare la zona del Foro Italico e il quartiere Trionfale), attraversando diverse e importanti aree urbane, varie strade consolari e il tratto urbano dell'autostrada A24. Assieme al Grande Raccordo Anulare, al viadotto dei Presidenti, a via Cristoforo Colombo e alle stesse consolari, è un'importante arteria per la viabilità della Capitale.
Pur venendo comunemente indicata da segnaletica e informazioni stradali con il toponimo di Tangenziale Est l'arteria non ha mai ufficialmente assunto questa denominazione, essendo l'unione logica di più tratti viari, con toponimi e tempi di realizzazione differenti.
Caratteristiche
Pur trattandosi dell'unione di più strade le cui caratteristiche (larghezza delle carreggiate, presenza o meno di corsia d'emergenza e limiti di velocità) variano a seconda del tratto, la tangenziale Est di Roma nel suo insieme è classificata tecnicamente come strada urbana di scorrimento e amministrativamente come strada comunale; è interdetta ad alcune categorie di veicoli (mezzi non motorizzati, ciclomotori e, in alcuni tratti, motocicli non superanti i 150 cc, autobus e veicoli per trasporto merci con massa complessiva di oltre 3,5 tonnellate).
Segmentazione Il tracciato include sei assi viari. A partire da nord-ovest questi sono: Galleria Giovanni XXIII, detta anche Passante a Nord Ovest, interamente sotterranea: collega il Policlinico Gemelli e i quartieri adiacenti con il Foro Italico. Via del Foro Italico, detta anche via Olimpica: collega il Foro Italico e l'area di Ponte Milvio con la via Salaria. Circonvallazione Salaria: prosegue dalla via omonima sino a via Nomentana costeggiando il quartiere Africano. Circonvallazione Nomentana: sottopassa l'omonima via consolare e raggiunge l'area della stazione di Roma Tiburtina, dove è presente un imponente svincolo multiplanare che consente l'intersezione con la via TiburtinaLa tangenziale Est di Roma, pag. 36. Nuova Circonvallazione Interna: all'interno del tratto precedente, sostituisce il vecchio tracciato con una lunga galleria compresa tra lo svincolo di via della Batteria Nomentana e l'allaccio con l'autostrada A24. Circonvallazione Tiburtina: costeggia il cimitero del Verano (all'altezza del quale è presente l'allaccio con la A24) e, con un tratto sopraelevato che parte da largo Settimio Passamonti, sovrappassa l'area ferroviaria che include lo scalo merci di San Lorenzo e lo snodo ferroviario per la stazione Termini, per poi ridiscendere su viale Castrense.La tangenziale Est di Roma, pag. 32La tangenziale Est di Roma, pag. 38-41
Divieti di transito notturni Per tutelare la vivibilità dei cittadini che abitano negli edifici a ridosso della Tangenziale in alcuni tratti della stessa è stato confermato fino al 30/06/2017 il divieto di transito 7 giorni su 7 dalle 23 alle 6 per i mezzi privati, il divieto non riguarda i veicoli la cui targa è collegata a un contrassegno disabili, i mezzi ATAC e Cotral, i mezzi di soccorso, quelli AMA, i taxi e gli NCC.
Le nuove gallerie della nuova Circonvallazione Interna che si trovano, una per senso di marcia, tra l'A24 e Batteria Nomentana, sono transitabili senza alcuna restrizione anche di notte. Dal dicembre 2013 inoltre, non è più in vigore il divieto notturno, percorrendo il vecchio tracciato della Tangenziale, tra Nomentana e Tiburtina, in entrambi i sensi di marcia.
I tratti attualmente soggetti a chiusura notturna in entrambi i sensi di marcia sono: da Largo Passamonti a Viale Castrense (compresi gli accessi da Via Prenestina e Viale Castrense) da Ponte delle Valli a via Nomentana (uscita obbligatoria a "Viale Libia" in direzione Passamonti e a "Nomentana" in direzione Foro Italico)
Il divieto è presidiato con telecamere fisse poste a: Viale Castrense (altezza Via Acireale) Via Prenestina (altezza Via Colleoni) Largo Passamonti (altezza Viale dello Scalo di San Lorenzo e Circonvallazione Tiburtina)
Tabella delle uscite
Carreggiata interna Carreggiata esterna ↓km↓ ↑km↑ Notevia della Pineta Sacchetti015viale Cortina d'Ampezzovia Mario Fanivia Pieve di Cadorevia della Camillucciasolo interna0,3***solo esternavia Trionfale***14,3via Mario Fanivia Mario Fanivia Pieve di Cadoreviale Cortina d'Ampezzovia della Camilluccia113,3L'accesso all'uscita su carreggiata interna è consentito ai soli mezzi di soccorso. Stadio OlimpicoPonte Milviosolo interna3***solo esterna Stadio Olimpicoviale dello Stadio Olimpicopiazzale Clodiopiazzale degli Eroi***12 via Cassia via Flaminiacorso di Francia4,110,9 via Flaminiaviale di Tor di QuintoPonte Milvio via Flaminiaviale di Tor di QuintoPonte Milvio4,69,9via dei Campi SportiviCampi Sportivi Stadio FlaminioParioli5,69,3viale della MoscheaMonte Antenne solo interna6,2*** via Salaria Grande Raccordo Anularevia dei Prati Fiscali77,5piazza VescovioPrato della Signorasolo interna7,5***viale Libiaviale Somaliacorso Triestevia delle ValliConca d'Oroval Melaina8,56,1Uscita obbligatoria in direzione Passamonti dalle ore 23 - alle ore 6 per inizio tratto con chiusura notturnaviale Etiopiavia delle Vallivia Nomentanaviale Etiopiaviale Libiacorso Trieste9,15,8Tratto con chiusura notturna 23 - 6 Via Nomentanavia Batteria NomentanaMonte Sacro(Vecchio tracciato tangenziale)via NomentanaMonte Sacro9,35,5Uscita obbligatoria in direzione Foro Italico dalle ore 23 - alle ore 6 per inizio tratto con chiusura notturnavia dei Monti Tiburtini Ospedale Sandro Pertini10,24,4 via Tiburtina Stazione di Roma Tiburtina via Tiburtina Stazione di Roma Tiburtinapiazza Bologna(Vecchio tracciato tangenziale)11,72,5 L'Aquila - Teramo Grande Raccordo Anulare12,52,1largo Settimio PassamontiPorta Maggiorepiazzale del Verano13,51,2Uscita obbligatoria in direzione Passamonti dalle ore 23 - alle ore 6 per inizio tratto con chiusura notturna via Prenestina via Casilina14,50,3Tratto con chiusura notturna 23 - 6viale Castrensepiazza Lodi150Tratto con chiusura notturna 23 - 6
Storia Le origini e la via del Foro Italico (1960-1962) Già il piano regolatore del 1909 redatto da Edmondo Sanjust di Teulada prevedeva la costruzione di un ampio viale di circonvallazione largo 60 metri e lungo 25 km che collegasse i quartieri di San Giovanni a Sud, piazza Bologna a Est, piazza Mazzini e il Flaminio a Nord, Villa Pamphili e gli insediamenti sulla Portuense a Ovest, costituendo altresì il limite all'espansione del tessuto urbano.
Le origini della Tangenziale Est, come oggi concepita, risalgono agli anni cinquanta quando, in concomitanza con lo sviluppo urbanistico del secondo dopoguerra, si iniziò a ipotizzare la costruzione di un asse viario a scorrimento veloce che potesse collegare i quartieri settentrionali a quelli meridionali di Roma. Già nel 1946 un comitato di urbanisti costituito presso il Comune di Roma aveva tracciato un'ipotesi di grande viabilità che, allontanandosi dalle previsioni dell'allora vigente piano regolatore del 1931, prevedeva due assi di scorrimento tangenziali al centro cittadino, uno a Ovest e l'altro a Sud.Italo Insolera: Roma moderna, Einaudi, prima edizione 1962, ultima edizione 2011 con i contributi di Paolo Berdini. Il secondo, appunto, ricalca in parte il tracciato dell'attuale Tangenziale Est. Nel 1960, in occasione delle Olimpiadi tenutesi a Roma, fu costruita un'arteria a scorrimento veloce che collegava la via Salaria con l'area del Foro Italico e dello Stadio Olimpico attraversando Monte Antenne, Tor di Quinto, Ponte Milvio e le colline della Farnesina. Tale strada, realizzata sfruttando l'area di sedime e le gallerie originariamente destinate per l'arco settentrionale del progettato anello ferroviario attorno alla città,Morando, Ricordi di Rotaie (Ns Roma 17/27) denominata via del Foro Italico ma più nota come via Olimpica,La strada faceva parte di un'operazione promossa dal Comune di Roma con il finanziamento del Ministero dei lavori pubblici, che prevedeva la realizzazione di una serie di infrastrutture viarie a servizio degli impianti sportivi. La proposta "via Olimpica" - in realtà anche questa denominazione, in maniera del tutto analoga a quanto è vero per la Tangenziale est, non entrò mai ufficialmente in uso - ricomprendeva alcuni tratti stradali già esistenti (ad esempio le circonvallazioni Clodia e Trionfale, viale Cipro, circonvallazione Gianicolense, via Oderisi da Gubbio, viale Marconi etc.), la ristrutturazione di quelli esistenti (lo snodo tra via Anastasio II e via Aurelia e tra viale Marconi e viale Cristoforo Colombo, il cavalcavia di via Quirino Maiorana etc.) e la creazione di nuovi assi di scorrimento (via del Foro Italico, via Leone XIII). Cfr. Italo Insolera, Roma moderna, Einaudi, prima edizione 1962, nuova edizione 2011 con i contributi di Paolo Berdini; e costituì il primo tratto di quella circonvallazione urbana che in seguito sarebbe stata identificata come Tangenziale Est. Il tracciato eseguito fu poi recepito dal Piano Regolatore Generale del 1962.
La costruzione (1963-1975) Il Piano Regolatore del 1962La Tangenziale Est di Roma, pag. 31 prevedeva la prosecuzione della circonvallazione urbana fino alla zona di Porta San Giovanni, con diverse interconnessioni con la viabilità esistente o in progetto.In realtà, per quanto riguarda il prosieguo della Tangenziale dalla via Salaria fino alla via Nomentana, si trattava di previsioni in linea di massima già presenti in alcuni strumenti urbanistici attuativi predisposti dal Comune di Roma tra il 1953 e il 1962 per l'attuazione del piano regolatore del 1931. Tra il 1960 e il 1965, nelle more dell'approvazione del nuovo piano regolatore, il Comune di Roma inizierà a predisporre gli atti che porteranno all'esproprio delle aree occorrenti. È da notare che il piano regolatore del 1962 non prevedeva il potenziamento della Tangenziale dall'attuale galleria dietro al Ministero degli Esteri fino a piazzale Clodio, operazione che si tenterà di mettere sulla pista di lancio in occasione del Campionato mondiale di calcio 1990 e che sarà poi abbandonata per la ristrettezza dei tempi a disposizione. Ma essa costituiva un elemento complementare di una ben più ampia azione di sviluppo e recupero urbanistico della Capitale, inserita contestualmente in quel Prg, che - almeno nelle intenzioni - avrebbe dovuto portare ad una poderosa riqualificazione della periferia est. Ciò sarebbe avvenuto grazie allo Sdo (Sistema Direzionale Orientale) che, realizzando il decentramento della città con il trasferimento di ministeri ed altri uffici, avrebbe rigenerato quella parte di città piagata dalla cementificazione selvaggia avvenuta tra il dopoguerra e la fine degli anni cinquanta. Nel 1986, il «progetto Sdo» fu affidato ad uno dei più grandi urbanisti mondiali del Novecento, il giapponese Kenzo Tange, che individuò quattro grandi assi stradali di scorrimento "fluidi", cioè privi di attraversamenti a raso. Ma quell'idea-cardine, la cui piena applicazione avrebbe comportato la creazione di un complesso e vasto reticolo di incroci multi-livello ed anelli intercarreggiata di inversione, fu subito attenuata in un meno impegnativo obiettivo tendenziale del Sistema (che in compenso aggiungeva una quinta "corda" verticale esterna). L'unica direttrice per la quale non si ammettevano deroghe all'idea portante era quella definita ufficiosamente Tangenziale Est, quasi un sottile omaggio "fonetico" verso Tange, e che si segnalava per essere la più interna ed al contempo - essendo lunga oltre 25 km - la più estesa del progetto Sdo.