Sacerdote alla corte reale del re Ladislao IV d'Ungheria, al potere dal 1272 al 1290, il primo momento in cui Simone viene menzionato risale al 1270-1271, quando recando il titolo di «maestro» (magister) partecipò a una missione diplomatica guidata da Sisto di Esztergom. Anche lo storico e diplomatico Andrea d'Ungheria faceva parte di questo gruppo di ambasciatori. Il motivo dell'invio si dovette ai ringraziamenti che il re Stefano V d'Ungheria intendeva elargire a Carlo I di Sicilia per il ritorno di quest'ultimo dall'ottava crociata. La delegazione viaggiò, partendo via mare da Napoli, fino a Catona prima e a Messina poi nei mesi di dicembre e gennaio. Il ritorno avvenne in compagnia di Carlo fino a Roma a febbraio.

La principale opera realizzata da Simone di Kéza restano le Gesta Hunnorum et Hungarorum, scritte in latino intorno al 1282. In essa, l'autore fornisce una vivida descrizione della storia degli Unni e degli Ungari (che considerava legati antropologicamente), dagli inizi leggendari fino al periodo contemporaneo. In veste di segretario personale del monarca, lavorò negli archivi reali e raccolse il suo materiale dalle cronache più antiche lì conservate.

L'opera fu pubblicata per la prima volta sotto forma di documento stampato nel 1782 a Buda. Nel XIX secolo fu tradotta in ungherese e divenne un'opera popolare che aiutò lo sviluppo della coscienza nazionale.

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