Autrice di 25 libri di arte e di poesia, tradotti in sette lingue, le sue opere artistiche sono entrate nelle collezioni di importanti musei: Solomon R. Guggenheim Museum di New York, Museum of Modern Art (MoMA) di New York, Tate Modern di Londra, Museum of Fine Arts di Boston, Pérez Art Museum Miami (PAMM), Museo d'Arte Latinoamericana di Buenos Aires (MALBA) e Museo nazionale delle belle arti (MNBA) di Santiago del Cile, tra gli altri.

Biografia Cecilia Vicuña nasce a Santiago del Cile in una famiglia di artisti e intellettuali. Dal 1957 al 1964 studia inglese alla Saint Gabriel's School a Providencia e realizza le prime tele astratte. Nel 1966 costruisce i primi oggetti precari, le basuritas, con materiali di risulta. Sempre nel 1966 si iscrive alla Facoltà di architettura presso l'Università del Cile per poi passare alla Facoltà di belle arti. Nel 1967 fonda Tribu No, un gruppo di artisti e poeti che realizzano azioni artistiche collettive in tutta la città di Santiago. Nel 1968 il periodico messicano El Corno Emplumado pubblica il suo primo poema, definendolo «ultimo frutto dell'albero della poesia».El Corno Emplumado, n. 25, gennaio 1968. Nel 1971 presenta due esposizioni individuali presso il Museo nazionale delle belle arti di Santiago: Otoño e Pinturas, Poemas y Explicaciones, che sono anche le sue prime installazioni site-specific in un museo. Il direttore del Museo, Nemesio Antúnez, definì Otoño come arte concettuale. Nel 1972, dopo la laurea in Belle arti, con il sostegno del British Council, frequenta la Slade School of Fine Art di Londra.

In esilio

A seguito del colpo di Stato in Cile dell'11 settembre 1973, Vicuña fa richiesta di asilo per rimanere in Gran Bretagna al termine della borsa di studio, assistita dal National Council for Civil Liberties.M. Catherine de Zegher, The Precarious. The Art and Poetry of Cecilia Vicuña, University Press of New England, 1997, p. 7 I militari cileni bloccano la pubblicazione della sua prima raccolta di poesia Sabor a mí, quindi edita in Gran Bretagna da Beau Geste Press, scritta in difesa di Salvador Allende e del suo progetto socialista, ma anche poesie d'amore e un ritratto di Violeta Parra.

Nel maggio 1974 Cecilia Vicuña, John Dugger, David Medalla e Guy Brett fondano a Londra il gruppo Artists for Democracy (AFD) per raccogliere fondi per la Resistenza cilena e organizzano il Festival of Arts for Democracy in Chile, nel Royal College of Art, con la partecipazione di 320 artisti internazionali, tra i quali Roberto Matta, Julio Cortázar, Christo e Sol LeWitt, oltre a studenti e ad artisti emergenti. Con il Festival vengono denunciati i soprusi commessi contro il popolo e la cultura dalla dittatura militare di Pinochet, come pure quelli delle altre dittature dell'America Latina, e la violazione dei diritti umani.

Nel 1975 lascia Londra e si trasferisce a Bogotà, in Colombia, dove insegna storia dell'arte e poesia latinoamericana presso l'Università Jorge Tadeo Lozano, collabora con la Corporación Colombiana de Teatro, realizza scene per il Teatro La Candelaria, sviluppa laboratori di creazione artistica con la comunità guambiana della Valle del Cauca, esperienza che la porta ad approfondire il suo legame con la cultura indigena. Nel 1977 presenta Homenaje a Vietnam nella Fundación Gilberto Alzate Avendaño di Bogotà, dedicata alla fine della guerra del Vietnam. Nel 1979 partecipa al Concorso nazionale di poesia Eduardo Coté Lamus, ma le viene negato il premio a causa del suo tono erotico e irriverente; le conseguenti polemiche le hanno dato notorietà a cui sono seguite letture pubbliche della poesia censurata. Nel 1980 realizza il primo documentario, ¿Qué es para usted la poesía? (Cos'è per voi la poesia?), ora nella collezione del MoMA di New York.

Negli anni dell'esilio in Colombia (1975-1980), la principale opera di Vicuña sono le Palabrarmas, un neologismo che unisce le parole (palabra) con le armi (armas), le uniche armi consentite, che l'artista aveva già sperimentato a Londra nel 1974. Vicuña concretizza le Palabrarmas in vari media: disegno, collage, pittura su tela, performance e film come risposta poetica alla distorsione del linguaggio e alla violenza delle menzogne. Le sue prime pellícole, ¿Qué es para usted la poesía? e Sol y dar y dad, una palabra bailada, erano concepite come parte della ricerca costitutiva delle Palabrarmas.

Nel 1980 arriva negli Stati Uniti per una serie di letture delle sue poesie all'Università della Florida e a New York, dove incontra César Paternosto, che in seguito sposerà. A New York collabora con il periodico Heresies: A Feminist Publication on Art and Politics, leggendario gruppo di artiste e intellettuali femministe. Nel 1981 espone per la prima volta al MoMA, nella collettiva Latin American Video. Nel 1983 pubblica Precario/Precarious, sua seconda raccolta di poesie, che riceve il premio LINE II e realizza Paracas, film di animazione di un tessuto precolombiano di cultura Nazca realizzato circa duemila anni prima, ora al Museo d'arte di Lima. Nel 1984 pubblica a Buenos Aires PALABRARmas.

Negli altri anni del decennio Vicuña viaggia per l'America latina, in particolare Argentina, Colombia, Perú, Bolivia e Cile, per denunciare l'oppressione, rivendicare la propria identità femminile e riscrivere la storia della cultura indigena. Nel 1986 pubblica la raccolta Samara e nel 1988 cura alcuni volumi della collana di letteratura latinoamericana Palabra Sur per la Graywolf Press di Minneapolis.

Anni 1990 Nel 1990 pubblica la raccolta di poesie La Wik'uña e presenta la sua prima mostra personale negli Stati Uniti, Precario, alla Exit Art Gallery di New York.

Nel 1992 pubblica Unravelling Words & the Weaving of Water per Graywolf Press. Con questa pubblicazione, Vicuña inizia le sue performance poetiche in giro per gli Stati Uniti, ed espone le sue opere in America Latina, Stati Uniti ed Europa. Nel 1992 presenta El Ande Futuro al Berkeley Art Museum and Pacific Film Archive (BAMPFA), una installazione site-specific creata appositamente per il museo, in dialogo con i tessuti precolombiani selezionati dalla collezione del Museo di antropologia della stessa Università.

Nel 1995 tiene il suo primo seminario con la comunità rurale di Caleu, in Cile, per promuovere la riscoperta delle conoscenze ancestrali e della tradizione dei Bailes chinosDal 2014 Patrimonio culturale immateriale dell'UNESCO che era andata perduta 30 anni prima. Chino, in quechua, significa "servo della divinità". Questo seminario dà origine a un metodo di educazione decolonizzatrice che la Vicuña chiama Oysi. Nel 1996 pubblica la raccolta Palabra e hilo (Word & thread).

Nel 1997 esce la biografia The Precarious. The Art and Poetry of Cecilia Vicuña. Nel 1998-99 realizza la sua mostra multimediale Cloud-net, dedicata al riscaldamento globale e all'estinzione delle specie, accompagnata dall'omonimo libro; una mostra che è stata ospitata all'Hallwalls Contemporary Arts Center di Buffalo, alla DiverseWorks ArtSpace di Houston e all'Art in General di New York.<ref>Holland Cotter, ART IN REVIEW; Cecilia Vicuna -- 'Cloud-Net, The New York Times, 21 maggio 1999.</ref>

Anni 2000 Nell'anno 2000, Cecilia Vicuña presenta Semi ya, esposizione di semi autoctoni in via di estinzione, alla Galleria Gabriela Mistral di Santiago. Nel 2001 pubblica la raccolta di poesie El Templo, in dialogo con due dipinti di Manél Lledos. Nel 2002 realizza un'installazione site-specific insieme a César Paternosto, dal titolo Dis solving: threads of water and light, al The Drawing Center di New York. Sempre nel 2002 pubblica Instan (Kelsey St. Press, Berkeley), poi tradotto dalla stessa Vicuña con il titolo I tu (Buenos Aires, 2004).

Nel 2007, il suo primo libro, Saboramí, viene pubblicato in Cile, in una ristampa anastatica, 34 anni dopo la censura dell'originale. Nel 2009 pubblica a Lima l'antología V e presenta al Consiglio della cultura di Valparaíso la mostra La Noche de las Especies, La Mar Herida nos Mira, 40 metri di disegni dedicati all'estinzione delle specie marine e alla resurrezione dei batteri primitivi che hanno dato vita all'ossigeno planetario.

Anni 2010 Nel 2010, Cecilia Vicuña realizza il poema documentario autobiografico Kon Kon, nel quale la poetessa torna nella città costiera di Concón, luogo di origine della sua arte, dove il mare sta morendo e le tradizioni locali stanno scomparendo. Situato al ai piedi dell'Aconcagua, la montagna più alta dell'emisfero occidentale, Concón ha un patrimonio culturale millenario e nel quale si è evoluta una forma musicale unica: il sonido rajado (suono spezzato) dei Bailes chinos.

Sempre nel 2010, pubblica Soy Yos (LOM Ediciones), un'antologia di poesie scritte tra il 1966 e il 2006. Nel 2011, Vicuña e il poeta statunitense James O'Hern, fondano Oysi, un'organizzazione senza scopo di lucro ispirata dall'idea che «siamo tutti indigeni della famiglia umana, ma l'abbiamo dimenticato» e propone «di ascoltare coloro che hanno mantenuto vivo il ricordo dei nostri legami ancestrali» non scritti.

Nel 2012, esce Spit Temple: Selected Oral Performances di Cecilia Vicuña, nel quale la curatrice Rosa Alcalá trascrive nove improvvisazioni orali della poetessa e include la più importante analisi della sua opera poetica performativa. Spit Temple ha ricevuto il secondo premio nel 2013 PEN Award for Poetry in Translation.

Nel 2013 realizza una mostra personale presso la England & Co Gallery di Londra, nella quale espone parte del suo lavoro realizzato a Londra negli anni '70. La mostra comprendeva i dipinti Violeta Parra (1973), poi acquisito dalla Tate Modern di Londra nel 2017, e Karl Marx (1972), poi acquisito dal Solomon R. Guggenheim Museum di New York nel 2018. Nel 2013, sempre a Londra, partecipa alla mostra collettiva Friends of London, dedicata agli artisti latinoamericani che avevano lavorato a Londra tra il 1960 e il 1979, mentre in Cile usciva El zen surado, una raccolta di poesie censurate scritte tra il 1965 e il 1972, dedicata «alle studentesse che marciano nude o vestite per la giustizia. La poesia e il futuro dipendono da loro».

Del 2014 è l'esposizione Artists for Democracy: El archivo de Cecilia Vicuña, dedicata al movimento artistico di cui la Vicuña è stata co-fondatrice nel 1974, durante la dittatura militare cilena. La mostra si è svolta tra il Museo della memoria e dei diritti umani e il Museo nazionale delle belle arti, a Santiago del Cile.

Nel 2015 viene nominata Messenger Lecturer per il Dipartimento di Antropologia della Cornell University per contribuire all'«evoluzione della civiltà con lo scopo specifico di elevare lo standard morale della nostra vita politica, commerciale e sociale».

Nel 2017 Cecilia Vicuña è invitata a partecipare a documenta 14, una delle più importanti esposizioni d'arte contemporanea nel mondo. Vicuña installò due quipu monumentali, uno ad Atene e l'altro a Kassel, e tenne esibizioni collettive e seminari. A Kassel erano esposti anche i quadri delle serie Women Poets e Heroes of the Revolution, realizzati negli anni '60, '70 e '80. Per la sua partecipazione a documenta presenta il libro Read Thread, The Story of the Red Thread nel quale si evidenzia che la poesia e l'arte di Cecilia Vicuña sono profondamente legate alla funzione simbolica dei tessuti: il filo (thread), il nodo e il tessuto come linguaggio e, in particolare, il filo rosso (red thread). Dagli anni '70, il suo lavoro si è confrontato visivamente e poeticamente con i rituali dell'America latina, degli aborigeni australiani, del Sudafrica e dell'Europa paleolitica. Le sue esibizioni, installazioni site-specific, quipu, sculture, dipinti, disegni e testi legano il filo rosso al sangue mestruale e alla continuità della vita.