Biografia Pedro de Urrea o de Urieta, nelle fonti italiane noto come Pietro Urries, nato in Spagna, era il cugino del viceré di Sicilia Lope III Ximénez de Urrea y de Bardaixi (che governò durante il regno di Alfonso V)José María Doussinague, Fernando el Católico y el cisma de Pisa, 1946, p. 192. ed era inoltre l'ambasciatore di Spagna presso il papa. Il 6 febbraio 1517 venne consacrato vescovo di Siracusa, ma trovandosi ancora a Roma, poté governare la chiesa siracusana solo tramite vicari. Il vescovo era stato scelto dallo stesso re Carlo il 28 settembre 1516,Miguel Ángel Ochoa Brun, Historia de la diplomacia española, vol. 5, 1999, p. 102. Vd. anche Alessio Narbone, Epoca cristiana. Primi otto secoli dell'era volgare, vol. 5, 1856, p. 13. dopo che la sede episcopale siracusana era rimasta vacante in seguito alla morte di Ramón Centelles, deceduto durante il viaggio che lo doveva condurre a Siracusa., Cesare Gaetani, Annali di Siracusa, vol. I, f. 298.

Carlo per Urries andò contro i dettami del cardinale Francisco Jiménez de Cisneros, il quale, dall'ottobre del 1516, manifestava la sua contrarietà alla presenza del nominato vescovo siracusano presso la Santa Sede, perché esso riteneva che nel contesto della neonata unificazione spagnola Urries rappresentasse gli aragonesi a Roma ma non i castigliani.Sulla vicenda vd. Walter Brandmüller, Remigius Bäumer, Internationale Zeitschrift Für Konziliengeschichtsforschung, vol. 3-7, 1974, pp. 204-205.)

A Urries il papa Leone X scrisse il 15 maggio 1517 il celebre breve apostolico, per i siracusani, che definiva la loro chiesa come la prima figlia di San Pietro e la seconda dedicata a Cristo dopo la chiesa di AntiochiaGiuseppe Agnello, Santi Luigi Agnello, Il Duomo di Siracusa ed i suoi restauri: discorso letto il 14 gennaio 1927 nel Salone Torres del Palazzo Arcivescovile di Siracusa, 1996; (frase destinata a creare varie discussioni tra i teologi moderni). Così come Ramón Centelles, nemmeno Pietro Urries poté mai occupare la cattedra di Siracusa, poiché egli morì repentinamente a Roma il 15 marzoEscuela Española de Arqueología e Historia, Rome, Cuadernos de trabajos, Volúmenes 1-5, 1924, p. 83. (o il 10 aprileMiguel Ángel Ochoa Brun, Historia de la diplomacia española, 1999, p. 102.) 1518.

Lo spagnolo Cristóbal Escobar (Lucio Cristoforo Scobar nei documenti italiani), canonico prima di Agrigento e poi di Siracusa («andaluso di nascita ma siciliano d'adozione»Istituto dell'Atlante linguistico italiano, Bollettino, 2004, p. 62.) dedicò a Pietro Urries, nel 1519, il vocabolario latino-castellano tradotto nel dialetto siciliano, originariamente scritto da Antonio de Nebrija, del quale Escobar in Spagna fu allievo. A Escobar Siracusa deve, inoltre, la prima opera scritta in epoca moderna con lo scopo di desriverne la storia (egli infatti conosceva anche il greco, oltre al latino, e poté così consultare gli scritti degli antichi sui fasti siracusani)Francesco Benigno, Nicoletta Bazzano, Il tessitore di Antequera: storiografia umanistica meridionale, 2001, p. 279; Antonio Lerra, Il libro e la piazza: le storie locali dei Regni di Napoli e di Sicilia in età moderna, 2004, p. 323. e il primo catalogo dei suoi vescovi.Alessio Narbone, Istoria della letteratura siciliana, vol. 7, 1857, p. 231.

Genealogia episcopale La genealogia episcopale è: Cardinale Guillaume d'Estouteville, O.S.B.Clun. Papa Sisto IV Papa Giulio II Cardinale Raffaele Riario Papa Leone X Vescovo Pietro Urries

Note

Collegamenti esterni

Categoria:Vescovi e arcivescovi di Siracusa