Biografia Pioniere dell'aviazione

Come pioniere dell'aviazione a lunga distanza, Cukurs ottenne il plauso nazionale per i suoi voli in solitaria negli anni '30 (Lettonia-Gambia e Riga-Tokyo). Fu insignito del premio Harmon Trophy per la Lettonia nel 1933 e fu considerato un eroe nazionale, in modo analogo a Charles Lindbergh.Operation Last Chance: One Man's Quest to Bring Nazi Criminals to Justice, by Efraim Zuroff, Macmillan, Nov 10, 2009 p. 117

Cukurs costruì almeno tre velivoli di sua progettazione. Nel 1937 riuscì a compiere un tour di 45000 chilometri visitando Giappone, Cina, Indocina e India, pilotando il monoplano di legno C 6 "Trīs zvaigznes" (registrazione YL-ABA) di sua creazione. L'aereo era alimentato da un motore De Havilland Gipsy. Cukurs progettò anche il prototipo di bombardiere in picchiata Cukurs C-6bis nel 1940.

Partecipazione nel Commando Arājs

Durante l'occupazione della Lettonia da parte della Germania nazista nell'estate del 1941, Cukurs divenne un membro del famigerato Commando Arajs, responsabile di molti dei crimini contro l'umanità sotto la direzione della SD, il servizio di sicurezza e di intelligence nazista. Molti lettoni e baltici infatti non erano considerati slavi ma razzialmente tedeschi e ariani, e volontariamente si misero al servizio del Reich. Lo stesso gerarca Alfred Rosenberg era un tedesco del Baltico e si adoperò per la pulizia etnica e la germanizzazione con il Generalplan Ost. Cukurs, anticomunista e antisemita, dopo che l'operazione Barbarossa liberò la Lettonia dell'occupazione sovietica del 1940, spontaneamente si arruolò in questa organizzazione paramilitare delle SS.

Nel suo libro The Holocaust in Latvia, 1941-1945, lo storico lettone Andrew Ezergailis scrive che Cukurs svolse un ruolo di primo piano nelle atrocità commesse nel ghetto di Riga in concomitanza con il massacro di Rumbula il 30 novembre 1941. Also available in English as: Andrew Ezergailis, The Holocaust in Latvia, 1941–1944: The Missing Center (1996), . Dopo la guerra, i testimoni sopravvissuti riferirono che Cukurs fu presente durante lo sgombero del ghetto e che sparò sui civili ebrei.

Secondo alcuni testimoni oculari, Cukurs fu l'uomo lettone della SD maggiormente riconoscibile sulla scena del massacro di Rumbula. Ezergailis afferma che: "sebbene gli uomini di Arājs non fossero gli unici alla fine dell'operazione nel ghetto, nella misura in cui hanno partecipato alle atrocità, la responsabilità principale ricade sulle spalle di Herberts Cukurs".Ezergailis, The Holocaust in Latvia, at pages 192 and 267, n.55 Cukurs fu descritto come segue:

In seguito, Ezergailis ritrattò queste interpretazioni, dicendo che, alla luce dei nuovi documenti, sarebbe sbagliato affermare che Cukurs avesse partecipato al massacro di Rumbula o all'incendio delle sinagoghe di Riga. Durante le interviste con la stampa, Ezergailis affermò che non ci furono prove che Cukurs fosse stato a Rumbula e che non fu dimostrato che Cukurs fosse "il più impaziente tiratore contro gli ebrei in Lettonia".

Secondo un altro racconto, Cukurs partecipò anche all'incendio delle sinagoghe di Riga. Secondo l'autore Bernard Press, nel suo libro L'assassinio degli ebrei in Lettonia, Cukurs diede alle fiamme la sinagoga in via Stabu, ma solo dopo aver trascinato gli ebrei fuori dalle case vicine e averli rinchiusi al suo interno:

La rivista Time riferì che, al momento della morte di Cukurs nel 1965, i suoi crimini includevano l'incendio delle sinagoghe di Riga, l'annegamento di 1200 ebrei in un lago e la sua partecipazione all'omicidio di 10'600 persone il 30 novembre 1941 in una foresta vicino a Riga.

Fuga e assassinio nel dopoguerra Cukurs si ritirò in Germania con le forze tedesche, ma dopo la guerra preferì emigrare per garantirsi maggiore sicurezza nel Brasile retto dal dittatore Getúlio Vargas attraverso le ratlines. Il 18 dicembre 1945 il Consolato brasiliano a MarsigliaVisa number 42575 issued by Brazilian Consulate in Marseilles France on 18 December 1945. rilasciò il visto per la residenza permanente. Il visto non riportò il nome della moglie, Milda Berzups (1908-1989?) ma identificò tre figli minori: Gunārs (1931-2010), Antinea (1934) e risulta nato in Brasile, a Niterói, un altro figlio: Mintants Ralph Richard Cukurs (1955-2009) che diverrà pilota degli idrovolanti "Seabee". Una volta in Brasile, Cukurs stabilì un'attività a San Paolo, pilotando il Republic RC-3 Seabee per voli panoramici. La famiglia e discendenti ancora oggigiorno continuano a gestire l'attività degli idrovolanti e natanti fondata da Herberts.

Individuo brillante, in Lettonia, la sua patria, Cukurs costruì almeno 3 aerei di sua progettazione. Nel 1937 fece un tour di 45.000 km visitando Giappone, Cina, Indocina, India e Russia, volando su un monoplano in legno C.6 (immatricolato "YL-ABA") di sua creazione. L'aereo era alimentato da un motore Gipsy da 135 CV. Per questo tour gli fu assegnata l'"Harmon Trophy" No. 6, premio emesso dalla francese Ligue International d'Aviation.

Durante la seconda guerra mondiale, Cukurs pilotò pure i Bristol Bulldog e i Gloster Gladiator. Dopo la guerra, andò con la sua famiglia in Brasile (prima a Rio de Janeiro, poi a Santos e infine a San Paolo) e ottenne l'immunità dal governo brasiliano. In Brasile, nel 1948, avviò la sua attività di aerotaxi con idrovolanti, pilotando i Seabee's e noleggiando piccole imbarcazioni ai turisti.

Suo figlio Gunārs continuò le operazioni di aerotaxi Seabee fino al 1996, quando andò in pensione, accumulando più di 12.000 ore di volo con gli idrovolanti.

Mentre viveva in Sud America, il padre, Herberts, non si nascose né cercò di occultare la sua vera identità.

Nel 1965 Cukurs fu raggiunto e assassinato dagli agenti del Mossad: alcuni di essi lo persuasero a recarsi in Uruguay, dove era più facile prenderlo di mira secondo i calcoli dell'intelligence (in Brasile era protetto dal governo e dalla comunità tedesca, avendo anche detto ai suoi famigliari di essere innocente, come risulta da un articolo del giornale "Folha", con la scusa di avviare un'attività imprenditoriale di aviazione. Dopo che si seppe che non sarebbe mai stato processato per la sua partecipazione all'Olocausto, dato che né il nuovo Brasile della dittatura militare né l'Uruguay democratico avevano l'estradizione o avrebbero collaborato, il Mossad fu autorizzato dal governo israeliano a ucciderlo (visto anche il clamore e le polemiche del rapimento illegale di Eichmann per processarlo e giustiziarlo a Gerusalemme pochi anni prima).

Il capo del Mossad, all'epoca Meir Amit, autorizzò il comandante dell'unità chiamata "Mifratz" (denominata in seguito "Cesarea"), Yosef Yariv, a localizzare Cukurs e ad assassinarlo.

Yariv scelse personalmente l'agente Yaakov Meydad ("Mio") incontrandolo a Parigi a settembre 1963. Per una settimana, Meydad si fece passare per un uomo d'affari austriaco in Europa, chiamato "Anton Künzle" e inizialmente volò in Brasile da solo. Dopo circa una settimana di permanenza, prenotò un volo turistico su un idrovolante presso l'azienda di Cukurs, per avvicinarlo, conoscerlo e cercare di stringere rapporti amichevoli facendo credere di essere interessato a investire denaro in concreti progetti turistici nella zona. Cukurs aveva messo in piedi ultimamente una ditta che affittava barche, canoe e idrovolanti. Per guadagnarsi la fiducia di quest'ultimo, Meydad gli raccontò di aver combattuto come tenente nell'esercito tedesco e di essere stato ferito sul fronte orientale, mostrando persino la cicatrice della ferita, che in realtà era una cicatrice dovuta a un intervento chirurgico eseguito in Israele.

A quel punto, come verrà riferito dalle memorie, invitò Meydad a casa sua dove gli mostrò la sua collezione di pistole. Durante un altro giro nella sua fattoria improvvisamente un chiodo uscì dalla scarpa di Meydad (Anton Künzle) e Cukurs gli porse la pistola in modo che potesse colpire il chiodo con il calcio e rimetterlo dentro. Nei mesi successivi il rapporto fra i due si consolidò tanto che l'agente del Mossad offrì a Cukurs un posto come consulente, ma nonostante questo la diffidenza e i sospetti prevalsero più del fiuto per gli affari tanto che fece una foto di "Künzle" dandola alla moglie allo scopo di richiedere informazioni poi alla locale polizia. I due uomini comunque mantennero contatti anche quando Meydad ritornò in Europa.

Intanto la squadra del Mossad oramai era pronta per l'operazione finale. Formata da Menachem Barbash (1917-2006): quest'ultimo già inviato da parte del Mossad in sud-America e da tempo sul posto per osservare e studiare i movimenti di Cukurs; Ze'ev Amit (1927-1973, soprannome Slotsky); Yosef Yariv (1925-1998); Eliezer Sudit (1925-2011); Moshè Levin (1936-1994) e naturalmente il più motivato e determinato come capo-squadra: Yaakov Meydad, soprannome Mio che si presenterà sempre a Cukurs come "uomo d'affari austriaco" con la falsa identità (e documenti) di "Anton Künzle".

Meydad (1919-2012), risultava essere un'agente di grande esperienza visto che (come già detto in precedenza) fu scelto per fare parte della squadra per rapire Adolf Eichmann a Buenos Aires nel maggio del 1960 quando a sera tarda stava tornando verso casa, col bus, dalla filiale Mercedes-Benz ove lavorava.. Si dedicò anche in Ghana alla ricerca del medico delle SS Horst Schumann poi estradato l'anno dopo questa operazione (1966) in Germania e poi processato.

Dopo averlo avvicinato già in Brasile, telegrafò a Cukurs da Montevideo. Quest'ultimo giunse in Uruguay sbarcando all'aeroporto di Montevideo dove trovò il Meydad alias Künzler. Si presentava calvo, viso tondo, occhiali con la montatura spessa, folti baffi e con una Volkswagen Maggiolino presa in affitto con la quale lo condusse prima in albergo, all'Hotel Victoria Plaza, oggigiorno Radisson-Victoria Plaza, dove gli aveva prenotato la stanza 1719.

Probabilmente il giorno seguente il suo arrivo ci fu il tragitto verso una villetta (quella fatale) denominata "Casa Cubertini" che si trova in Calle Columbia Balneario, quartiere Parque Carrasco, dipartimento di Canelones, all'epoca era un remoto sobborgo della città, oggi con l'espansione urbanistica è divenuta una zona residenziale medio-alta e che dal 1994 facente parte di Ciudad de la Costa. La villetta fu anch'essa presa in affitto dal signor Künzler (si presenterà sempre a tutti definendosi "un uomo viennese"). . Tutte le fonti e testimonianze concordano nel fissare il delitto con la data della mattinata di martedì 23 febbraio 1965 Cukurs scese dall'auto guidata da Meydad-"Künzle" allo scopo di vedere insieme "potenziali siti per progetti turistici" su cui investire e consigliare. La Volkswagen prima però si fermò per fare rifornimento in una stazione di servizio vicino alla casa, in verità si trattava del segnale da fornire "all'osservatore" (l'agente di vedetta Menachem Barbash) che l'operazione stava "procedendo correttamente". Nel frattempo, davanti alla casa c'erano nascosti alla vista gli altri membri della squadra vestiti solamente di biancheria intima (allo scopo dopo la prevista lotta di indossare vestiti puliti, soprattutto senza presenza di tracce di sangue).