Il Libro di Syntipas, o di Sindbad, è una raccolta di novelle, in lingua greca bizantina, composte tra l'XI e il XII secolo da Michele Andreopulo.
Si tratta della traduzione di una raccolta di novelle originariamente redatte in area orientale (probabilmente siriaca), nota in Occidente come Libro de' sette savi.
Contenuti Nella versione bizantina, la raccolta è inserita in una cornice narrativa.
Un re persiano, di nome Ciro, dopo innumerevoli tentativi andati a vuoto, riuscì ad avere un figlio; l'educazione del pargolo venne affidata a Syntipas, un eminente filosofo, che lo portò con sé in un viaggio di sei mesi, durante il quale gli impose i propri insegnamenti. Ma proprio la notte precedente al rientro a corte, Syntipas lesse negli astri una sinistra profezia circa il destino del giovane, motivo per il quale gli impose un silenzio di sette giorni. Tornati al palazzo del re, il principe non rispose ad alcuna delle domande poste dal padre, e si chiuse nel mutismo più assoluto.
Una delle giovani mogli del re avanzò allora al principe una proposta oscena: di renderla sua concubina, uccidere il re e prendere possesso del trono. Il principe rifiutò, e la donna, stracciatesi le vesti, lo accusò di aver tentato di usarle violenza e di cospirare contro il sovrano. Questi condannò a morte il principe, ma i sette saggi consiglieri di corte riuscirono a convincere il re ad ascoltare, ogni sera, due racconti, narrati a turno da uno dei consiglieri, aventi come tema l'inaffidabilità e la malignità delle donne; la giovane moglie, da parte sua, rispose ogni sera con una novella sull'ignobiltà dei visir.
Giunto il settimo giorno, il principe poté rompere il silenzio e difendersi da sé, intercedendo poi col padre perché alla donna venisse inflitta una pena ridotta.
Caratteristiche La traduzione di Michele AndreopuloCostui era un erudito e un traduttore dal siriaco in greco, autore tra l'altro della versione di una serie di 62 favole siriache (ma di origine greca) che nella tradizione manoscritta viaggiano assieme al Syntipas (da cui l'equivoco di un Syntipas compilatore della raccolta). Vd. Le 62 favole tradotte da Andreopulo sono edite in è preceduta da un prologo in dodecasillabi, nel quale egli presenta la propria fatica:
Domenico Comparetti identificò la «città che prende il nome dal miele» con Melitene e il citato «Gabriele» con Gabriele Horil, che di quella città fu (dukas, nel senso di «governatore») alla fine del secolo XI.; ; . La definizione di Andreopulo deriva da una paraetimologia dovuta alla somiglianza tra il nome della città e il greco μέλι (méli, «miele»), vd. .
Circa un secolo dopo la traduzione di Andreopulo, cominciò a circolarne una riduzione, in lingua greca più vicina alla lingua demotica, e contenente inserti moraleggianti.Analizzata da P. Nikitin nella introduzione di . Vd. e ; da ultimo, . La versione demotizzante è edita anch'essa da , in calce alla versione di Andreopulo.
Trasmissione del testo L'edizione critica più moderna, curata dal bizantinista russo Victor Jernstedt, si basa sui seguenti manoscritti:
Mosca, Biblioteca del Patriarcato, ms. 298, XIV-XV secolo, ff. 251-302La sezione che contiene il Syntipas è del XIV secolo, vd. . (A). Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, gr. 335, XIV-XV secolo, ff. 58-116 (B). Monaco di Baviera, Bayerische Staatsbibliothek, ms. 525, XIV secolo, ff. 51-66Il testo è incompleto: parte da . (C).
Il testo della versione demotizzante (definita da Jernstedt retractatio), invece, è basato sui tre seguenti codici:
Parigi, Bibliothéque nationale, suppl. gr. 105, XV secolo (D). Parigi, Bibliothéque nationale, gr. 2912, XV secolo (E). Vienna, Österreichische Nationalbibliothek, hist. Gr. 120, XV secolo (F).
Un quattro manoscritto della retractatio è stato segnalato nel 1927:.
Urbana, University of Illinois Library, PRE-1650 MS 0003 olim X. 398.2-Si. 6. GR olim 181.5 Sy 7c, XV-XVI secolo (U).
Secondo gli studiosi che hanno reso noto il manoscritto americano, i quattro manoscritti si dividono in due gruppi: da un lato D, dall'altro EFU; all'interno di quest'ultimo sottogruppo, è possibile identificarne un altro, e cioè E da un lato e FU dall'altro..
Note
Bibliografia
Edizioni
Studi
Ed. inglese aggiornata:
Voci correlate
Le mille e una notte Letteratura bizantina Libro de' sette savi