Osasio (Osas in piemontese) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Torino in Piemonte, che dista dal capoluogo circa 30 chilometri a sud.Ha una superficie di 4,5 chilometri quadrati per una densità abitativa di 201,97 abitanti per chilometro quadrato e sorge a 241 metri sopra il livello del mare.
Geografia fisica Territorio
Le fertili terre che circondano Osasio sono percorse da due corsi d'acqua, le "bealere" Angiale o Gitana e Chisone. L'Angiale, le cui sorgenti sono site nella zona a sud di Vigone, nel territorio di Carignano prenderà il nome di Rivo Vuotasacca e sfocerà nel Po, così come il Chisone. Nel 1455, durante le opere di bonifica del territorio, Ludovico d'Acaja fece scavare il canale della Pancalera, alimentato dalle acque dell'Angiale. Queste canalizzazioni sono ancora fornite di interessanti opere idrauliche, che regolano il deflusso delle acque, realizzate con elementi in pietra e in muratura: chiuse (saraie) e partitori (spartiai). L'Angiale, viene chiamato dagli osasiesi Bialera del Mulin, poiché la sua acqua era sfruttata per il funzionamento di un mulino sito in località Borgonuovo e attivo fino alla metà degli anni '50. Il centro del paese è costituito dall'elegante piazza Castello.
Storia Le notizie più antiche riguardanti Osasio, in origine noto come Olsazio, risalgono ai secoli XI e XII, quando fu feudo della Sacra di San Michele in Val di Susa. Si trova pressoché al confine tra le province di Torino e di Cuneo: allora era collocato al margine tra i possedimenti dei Conti di Savoia e il Marchesato di Saluzzo. Il Po rappresentava la linea di demarcazione tra i due stati. Intorno alla metà del Duecento, quando il Conte di Savoia fu feudatario del comune di Asti per i territori in prossimità del Po compresi tra Vigone e Carignano, Osasio appartenne alla famiglia astigiana dei Bolla. In questo periodo i passaggi di proprietà del territorio osasiese si inseriscono nel quadro delle lotte tra i Savoia e il comune di Asti. Probabilmente, fu in seguito alla pace stipulata nel 1265 fra il conte Pietro II e gli astigiani, quando Carignano ritornò sabauda, che Osasio diventò feudo della famiglia carignanese dei Provana, fedeli vassalli di casa Savoia. Dal 1295, Osasio fu parte del Feudo di Filippo di Savoia, futuro Principe d'Acaja, che comprendeva una vasta zona del Piemonte a sud di Torino e alla sinistra del Po.Nella prima metà del XV secolo il territorio osasiese era ancora prevalentemente paludoso e Ludovico d'Acaja, divenutone tenutario, affidò i terreni a ventiquattro famiglie con l'obbligo di bonificarle e di sfruttarne il raccolto in cambio di 300 ducati d'oro. Tale contratto, ancora conservato nell'archivio comunale, risale al 17 marzo 1440 ed è considerato l'atto di nascita del comune di Osasio. Tra gli assegnatari di appezzamenti si trovano i nomi di Michele Serassio, Giovanni Accastello, Amedeo Oberto, Giovanni Grella, Giovanni Vaudagna, Antonio Lezardi, Giovanni Ferrero, Antonio Cerutti, Giovanni Rossi, famiglie i cui discendenti ancora oggi vivono nel paese. Verso la fine de XVI fu signore di Osasio anche Pietro Granetto Signore di Costigliole Saluzzo. Nel corso dell'Ottocento, il territorio osasiese passò per via di discendenza femminile ai conti Verrua, dai quali lo acquistarono in seguito i marchesi Amoretti di Envie.A partire dal 1928, per diciotto anni durante il regime fascista, Osasio dipese dal vicino comune di Pancalieri; dal 1946 è tornato ad essere un comune autonomo.
Simboli
Il gonfalone è un drappo di azzurro.
Monumenti e luoghi d'interesse Chiesa parrocchiale della Santissima Trinità
Una chiesa o cappella doveva già essere presente in Osasio sin dal XIII secolo, perché è citata nel lungo elenco di processi sottoposti da papa Innocenzo V, nel 1245, all'abbazia di S. Michele della Chiusa. Un documento del 1440 sanciva il diritto delle famiglie osasiesi di possedere una chiesa. Fino al XV secolo, la chiesa di Osasio non doveva avere dignità di prevostura, che era assegnata solo alle chiese che possedevano un consistente patrimonio ed amministravano più strutture sul medesimo territorio. Ad esempio, la prevostura di Carignano aveva diritti sulla chiesa di Osasio.
Nel 1456, questa chiesa fu conferita a un monaco dietro presentazione del proposto di S. Remigio. Ma già agli inizi del XVI secolo la chiesa ebbe titolo di parrocchia autonoma perché il 17 novembre 1508, a seguito di una bolla di papa Giulio II, il vescovo di Torino la unì a quella più potente di Pancalieri.
Nel 1744, la parrocchia di Osasio, come si deduce dagli atti della visita patronale, era distinta e separata da altre parrocchie vicine. Essa fu sottoposta alla giurisdizione della Sacra di San Michele fino al 1801 quando fu aggregata alla diocesi di Torino. Nel 1797, infatti, nei territori annessi alta Francia nel corso delle campagne napoleoniche, furono applicate le leggi francesi sulla soppressione degli ordini religiosi e sulla costituzione civile del clero. Tali leggi coinvolsero anche la Sacra, quale perdette, insieme ai beni materiali, anche la giurisdizione spirituale, che passò nei 1801 ai vescovi diocesiani. Nel 1811 monsignor Giacinto della Torre conferì il titolo di vicario foraneo per le parrocchie di Carignano, Lombriasco e Osasio al prevosto di Carignano.
Non è nota la data di erezione del primo edificio, tuttavia un documento rinvenuto negli archivi parrocchiali, risalente al 1632, indica alcuni particolari di estrema importanza. In quell'anno, come dettato dalle disposizioni del concilio di Trento, anche Osasio fu visitata dal vicario generale dell'abate di San Michele della Chiusa, per descrivere lo stato di conservazione degli edifici ecclesiastici e per esprimere un giudizio sull'attaccamento degli osasiesi al culto. Dal documento risulta che già esisteva una chiesa, più piccola di quella attuale. Si può ipotizzare che le dimensioni corrispondessero circa a quelle dell'attuale navata. Il verbale riporta infatti l'invito da parte del vicario di ingrandire l'edificio, ormai troppo piccolo per la necessità di culto dell'accresciuta comunità, ampliando posteriormente il coro nella zona dove allora sorgeva il cimitero, circa dove oggi vi è l'edificio delle scuole elementari. Si deduce che l'ampliamento della struttura risalga alla fine del Cinquecento o ai primi decenni del Seicento.
L'edificio attuale dovrebbe corrispondere a quello descritto nel documento del 1632. Infatti, esso rispecchia ancora i canoni architettonici della fine del XVI secolo, che seguivano le indicazioni del cardinale Carlo Borromeo per gli edifici religiosi lombardi: aula unica, altare maggiore centrale e in bella evidenza, cappelle laterali scarsamente visibili all'ingresso del fedele nell'edificio. La navata unica imponeva che l'attenzione dei fedeli si focalizzasse sull'altare maggiore e sulla celebrazione del sacramento, senza essere distratta dalle devozioni minori, cui erano dedicati gli altari laterali.
La facciata in mattoni a vista presenta una struttura lineare a due ordini sovrapposti, scanditi da lesene. Essa è completata da un frontone triangolare affiancata da due pinnacoli; il portale è sovrastato da una finestra serliana. La facciata della chiesa di Osasio, pur sviluppatosi in età barocca, recupera tratti tipici del tardomanierismo, quindi è pensabile che la sua impostazione risalga al XVII secolo.
L'attuale abside risale al 1730, negli stessi anni va collocata anche la costruzione del campanile. Si tramanda che questo sia stato edificato con i mattoni del distrutto castello medievale. Risale invece ai decenni successivi l'ultimo ampliamento, che portò alla costruzione delle sacrestie. Nel 1760 la chiesa fu dedicata alla Santissima Trinità.
Nel resoconto di una nuova visita pastorale di monsignor Gabriele Ignazio Bogino, vicario del cardinal Giacomo Millio, abate commentario di S. Michele della Chiusa (1744), è descritto un edificio che corrisponde a grandi linee alla configurazione odierna. L'altare maggiore possedeva una mensa e un tabernacolo di marmo, con porta d'argento; dietro il presbiterio, chiuso da una balaustra, era collocato il coro; esisteva un organo a sei registri. I quattro altari minori, di fattura semplice, realizzati in laterizio e dipinti a modo di marmo, erano dedicati alla Madonna del Rosario, alla Natività di Maria, a S. Giuseppe e a S. Elisabetta. A ciascuno di essi faceva capo una compagnia religiosa, rispettivamente la compagnia del SS. Rosario, la compagnia del Suffragio, la compagnia della Dottrina Cristiana e la compagnia delle Umiliate. Ogni compagnia interveniva finanziariamente per abbellire la propria cappella.
Gli altari attuali, in stile neobarocco, sono frutto di interventi novecenteschi che hanno in gran parte sostituito gli arredi originali. La stessa intonazione delle cappelle laterali fu variata nel corso del XIX e XX secolo: oggi gli altari sono dedicati alla Madonna Addolorata, al Sacro Cuore di Gesù e alla Consolata, mentre è rimasta invariata l'intitolazione del S. Rosario.
Per quanto riguarda la decorazione pittorica all'interno, rilevanti sono gli affreschi della cupola e dei pennacchi sul presbiterio, risalenti al 1858 e attribuiti al pittore Crippa; essi raffigurano un coro di angeli con strumenti musicali e, nei pennacchi, i quattro Evangelisti.
Nel coro dietro l'altare maggiore è posta una tela di Stefano Chiantore, datata 1835 e firmata dall'autore: essa rappresenta la Santissima Trinità che veglia su Osasio. Chiantore è anche l'autore della pala del primo altare di destra, raffigurante Maria tra santa Elisabetta e san Giovanni Nepomuceno. La pittura purtroppo fu alterata nel 1940 dal pittore Antonio Nicola, che vi sovrappose in alto una riproduzione della Madonna della Consolata. Pregevole è il quadro posto a destra della balaustra, che raffigura la Vergine che schiaccia il serpente tentatore: l'opera di autore ignoto risalirebbe al XVIII secolo.
Nel 2008 si sono conclusi importanti lavori di restauro che hanno riportato l'interno dell'edificio all'aspetto originario, recuperando i colori originali che erano stati ricoperti da interventi successivi. Durante tale intervento è stata creata anche una cappella nella quale vengono celebrare alcune funzioni religiose ed è stato installato un nuovo altare in muratura realizzato secondo moderne linee architettoniche.
Piazza Castello
Il centro del paese è costituito dall'elegante piazza Castello, così denominata perché, secondo una tradizione orale, non comprovata da notizie documentarie certe, sul suo sito sorgeva il distrutto castello degli Acaja. In quanto fulcro della vita comunitaria del paese, presenta un aspetto alquanto anomalo, raramente riscontrabile in altri centri urbani: è una vasta area verde, circondata da tigli. Tuttavia, proprio questo carattere peculiare ne costituisce il pregio. Intorno ad essa e nelle vie adiacenti, si possono trovare diverse ville sei-settecentesche perfettamente restaurate. Alcune tra le principali vie del paese portano i nomi delle famiglie che hanno scritto la storia di Osasio, quali i Breme, i conti Verrua e i principi D'Acaja. Nei primi anni del XXI secolo è stata intitolata una nuova via a don Bartolomeo Sandri, che per cinquant'anni ha prestato servizio nella locale chiesa parrocchiale.
Questa piazza rappresenta il centro del paese nonché il luogo di ritrovo della vita paesana, ad essa si affaccia la chiesa parrocchiale e nei dintorni vi sono situate le scuole elementari ed il Palazzo comunale. Una volta l'anno viene svolta la festa della Santissima Trinità, nella quale si ritrovano in piazza molti osasiesi o abitanti dei paesi vicini per mangiare e festeggiare insieme. La festa cade in primavera, la domenica successiva alla Pentecoste e dunque dopo il periodo pasquale.
Chiesa dei Battuti o chiesa dello Spirito Santo