Di famiglia aristocratica, sposatasi all'età di 17 anni contro la volontà dei genitori, venne in seguito rinchiusa in un convento, accusata di adulterio e privata delle due figlie. Nel 1916 riuscì a fuggire a Buenos Aires e ad affermarsi come scrittrice, per poi raggiungere l'Europa, dove visse a contatto con i più importanti intellettuali e artisti dell'epoca.
Morì suicida a Parigi all'età di ventotto anni nel 1921.
In vita, nell'arco di tre anni, pubblicò quattro libri di prosa poetica e uno di racconti, mentre i suoi diari sono stati dati alle stampe dopo la sua morte..Alcune pagine dei diari vennero pubblicate nel 1921, dopo la sua morte, nella rivista Nosotros, cui collaborò; il testo integrale nel 1994, curato dalla biografa Ruth González-Vergara. Le sue vicende biografiche, i suoi amori e la sua particolare avvenenza, immortalata dai pittori Anselmo Miguel Nieto, Julio Romero de Torres e celebrata da Valle-Inclan, Huidobro, Guillermo de Torre e Gómez de la Serna, il suo destino errabondo che la portò, giovanissima, a lasciare per sempre il Cile e a viaggiare fra due continenti, il suo temperamento anticonformista ed inquieto, in contrasto con le convenzioni sociali del tempo, l'hanno resa famosa presso i contemporanei, spesso nella veste di femme fatale.
Famosi e riconosciuti intellettuali del tempo, fra cui Valle-Inclan e Juan Ramón Jiménez, ne tesserono le lodi, ma dopo la sua morte per molti decenni la sua importanza come figura letteraria venne del tutto oscurata.
Nel 1993, in occasione del centenario della sua nascita, la pubblicazione della sua biografia, seguita da quella integrale della sua opera, hanno avviato un percorso di riscoperta di Teresa Wilms Montt da parte della critica. A partire dal primo decennio del XXI secolo, grazie anche ad un film ispirato alla sua vita, la sua produzione letteraria è stata riportata alla luce da diversi editori europei, permettendo ad un pubblico più vasto di farne conoscenza.In Italia nel luglio 2008 la rivista Poesia (Crocetti editore) le ha dedicato la copertina e un lungo articolo con diversi brani tradotti dai suoi libri. Cfr.:
Biografia Teresa Wilms Montt nacque a Viña del Mar, in Cile, da Luz Victoria Montt y Montt, catalana, imparentata con tre presidenti della Repubblica del Cile (Manuel Montt 1851-1861, Jorge Montt, 1891-1896, Pedro Montt 1906-1910) e Federico Guillermo Wilms y Brieba, discendente della dinastia reale prussiana degli Hohenzollern.. Era la seconda figlia della coppia e aveva sette sorelle. Il padre, desideroso di un figlio maschio, mascolinizzò il suo nome chiamandola con l'appellativo "mi Tereso".. In linea con quanto riservato alle figlie delle famiglie dell'alta società, il cui destino era quello di essere preparate ad un matrimonio di rango, venne educata da governanti e precettori privati; ricevette lezioni di musica (suonava il piano, la cetra e la chitarra), canto, ballo, buone maniere, imparò il francese, l'inglese, l'italiano, il portoghese..
Fin da bambina manifestò uno spirito ribelle; diversamente dalle sorelle che si dilettavano nelle tradizionali attività riservate alle fanciulle, Teresa trascorreva il suo tempo immersa nella lettura, per lo più di scrittori e poeti francesi, come Flaubert, Baudelaire e Verlaine, rimproverata per questo dalla madre che la accusava di perdere tempo inutilmente. Amava la solitudine, suonare al pianoforte le arie di Tosca, Madama Butterfly e delle altre eroine di Puccini. Un giorno la governante la obbligò a copiare cento volte il verbo obbedire. Nei suoi diari annotò, usando la terza persona: «L'infelice Teresa passa la vita a copiare il verbo obbedire; lo conosce molto bene grammaticalmente, senza aver pensato mai di praticarlo».
Nel 1910, all'età di 17 anni, contro la volontà di entrambe le famiglie, sposò in una cerimonia segreta Gustavo Balmaceda Valdés, un funzionario del fisco, orfano di madre, di stirpe aristocratica ma dotato di scarse risorse economiche, che aveva conosciuto nell'estate dell'anno precedente durante uno dei tanti ricevimenti dati a villa Wilms. Dopo questo matrimonio i genitori di Teresa non vollero più incontrarla..
All'indomani delle nozze emersero i primi contrasti all'interno della coppia, stabilitasi nella capitale cilena. Teresa partecipava al vivace ambiente intellettuale di Santiago; frequentava poeti e amici, gli spettacoli all'Opera, recitava, suonava e cantava durante i ritrovi, diventando il centro dell'attenzione nelle tertulias e nel Club de la Unión. Il Capodanno del 1911 recitò davanti a un pubblico ammirato una ballata de La Bohème.. Il marito, sempre più geloso di lei, iniziò a manifestare atteggiamenti aggressivi nei suoi confronti, facendo scenate in pubblico; ben presto si rifugiò nell'alcol. Tra il 1911 e il 1914, periodo durante il quale nacquero le due figlie, Elisa "Chita" e Sylvia Luz, la coppia si trasferì da Santiago ad altre città del paese. Alla fine del 1911 si stabilì a Valdívia, una città del sud. Nei suoi diari Teresa registrò i suoi momenti di profonda solitudine, ma anche le nuove amicizie, avviate nei circoli letterari con i quali venne a contatto.
Dalla bohème al convento
Dal 1912 a metà 1915 visse a Iquique, una città del nord capitale della regione di Tarapacá, resa prospera dalla scoperta, a fine Ottocento, di giacimenti di salnitro, ma anche teatro di grandi tensioni sociali, culminate nel 1907 nell'eccidio della scuola Santa María nel quale vennero uccisi dall'esercito migliaia di lavoratori durante uno sciopero generale.
Centro economico nevralgico del paese, Iquique era diventata nei primi decenni del XX secolo una città cosmopolita, meta di intellettuali e artisti di diversa provenienza, a cui Teresa Wilms Montt si avvicinò, frequentando i circoli e i luoghi tradizionali di ritrovo, allora poco aperti ad un pubblico femminile. Conobbe, fra gli altri, il poeta Víctor Domingo Silva e pubblicò i suoi primi testi sulla stampa locale sotto lo pseudonimo di Tebal.Questo pseudonimo, secondo Alejandra Costamagna, deriverebbe dalla fusione dei nomi abbreviati di Teresa (Te) e del marito Balmaceda (Bal), e sarebbe da leggersi come un atto di autonomia e nello stesso tempo di subordinazione della scrittrice argentina nei confronti del proprio coniuge. Cfr.:
Strinse amicizia con Luis Emilio Racabarren, il padre del movimento operaio rivoluzionario cileno, e aderì agli ideali femministi e anarchici propugnati dalla femminista spagnola Belén de Sárraga, in visita in Cile nel 1913. Quest'ultima, amica di Victor Domingo Silva, alloggiava all'Hotel Phoenix, lo stesso in cui risiedeva Teresa Wilms Montt, e fu lì probabilmente che le due donne si incontrarono, complice anche la loro comune amicizia con il poeta cileno. Il marito di Teresa, Gustavo Balmaceda, in questa occasione si distinse invece per la sua opposizione alla presenza della femminista spagnola a Iquique, da lui definita nella stampa locale, una "conferenziera giacobina"..
Teresa Wilms Montt si avvicinò anche alla Massoneria, diventando, con orrore del marito, una "libera pensatrice".. Così Teresa dipinse nei suoi Diari il periodo trascorso a Iquique:
La relazione con il marito, già difficile, peggiorò progressivamente. Balmaceda, geloso della moglie e contrario ad assecondarne le aspirazioni letterarie, aumentò il risentimento nei suoi confronti, sottoponendola a continui maltrattamenti.. In un romanzo pubblicato nel 1917, intitolato Desde lo alto (Dall'alto), nel quale Balmaceda raccontò le sue vicende matrimoniali attraverso i personaggi di Mariano Echagüe e della moglie Ester Krause, così definì Teresa/Ester: «In quell'anima smarrita, pervertita da letture assorbite senza disciplina e a cottimo, si produsse un'aridità molto poco femminile, un ateismo di quelli devastanti e travolgenti».
Quando nel 1915 egli scoprì, attraverso alcune lettere, la relazione amorosa che Teresa intratteneva con il cugino Vicente Zañartu Balmaceda, affidò al giudizio di un consiglio di famiglia le sorti della donna. Il 18 ottobre 1915 Teresa venne fatta rinchiudere nel Convento de la Preciosa Sangre di Santiago nel quale venivano recluse le donne con problemi mentali e quelle allontanate per volere della famiglia; le sue figlie vennero poste sotto la tutela dei nonni paterni..
Del triste periodo trascorso tra le mura del convento Teresa diede testimonianza nel suo diario, in parte rivolto, con soprannomi e licenza poetica, al cugino Vicente, in parte a registrare lo stato di isolamento e di prostrazione che la portò il 29 marzo 1916 a tentare per la prima volta il suicidio..
Fuga a Buenos Aires
Nel giugno 1916 il poeta cileno Vicente Huidobro, suo amico d'infanzia, con l'aiuto del padre di Teresa che probabilmente le fornì il denaro, preferendo la fuga all'estero della figlia alla sua imbarazzante e inquietante presenza vicino a casa, organizzò la sua fuga dal convento, travestendola da vedova per mescolarsi fra coloro che assistevano quel giorno alla messa..
Prima di fuggire, Teresa scrisse nel suo diario: «Sono determinata a guadagnarmi da vivere come donna, senza macchiarmi, e a conquistare un nome, poiché lascerò il mio. Sarà orribile partire, lasciare le mie figlie, ma [...] io non sono degna di loro e non potrei mai averle al mio fianco».. Enclaustramiento en el Convento de la Preciosa Sangre La fuga di Teresa sollevò notevole scandalo negli ambienti della capitale, all'interno dei quali perse ogni credito; la sua famiglia, anzitutto la madre che avrebbe in seguito rifiutato ogni contatto con lei, anche di tipo epistolare, la cancellò dalla sua vita..
Con l'amico Huidobro varcò i confini del paese prendendo il treno transandino che lo zio Pedro Montt aveva inaugurato nel 1910 e raggiunse Buenos Aires, in Argentina, dove il poeta doveva partecipare a una conferenza all'Ateneo Hispano. Il circolo intellettuale cosmopolita della città, cui l'amico poeta la introdusse, ebbe un effetto positivo su di lei. Conobbe gli scrittori Victoria Ocampo, Jorge Luis Borges e la femminista "Pele" Pelegrina Pastorino; iniziò la sua collaborazione nella rivista Nosotros, in cui scrissero, fra gli altri, Gabriela Mistral, Huidobro, Unamuno, Azorín, Valle-Inclán. Così Joaquín Edwards Bello, come Teresa figlio ribelle di una famiglia aristocratica cilenaSul comune background sociale ed economico di Joaquín Edwards Bello, Vicente Huidobro, Teresa Wilms Montt, che li portò tuttavia a prendere posizione contro le loro famiglie e le istituzioni dominanti, facendo "della propria vita un manifesto", vedi , avrebbe scritto di lei qualche anno dopo averla conosciuta a Buenos Aires:
L'anno successivo pubblicò il suo primo libro, Inquietudes Sentimentales, una raccolta di cinquanta poesie che fu molto ben accolta negli ambienti intellettuali di Buenos Aires,. e pochi mesi dopo Los Tres Cantos, descritto dalla critica come una "miscela di erotismo e spiritualità".
In un'intervista concessa ad una rivista della capitale, Teresa manifestò tutta la sua distanza dal paese natale, giudicato culturalmente arretrato, e l'ammirazione per l'Argentina che l'aveva accolta:.
Il suo soggiorno in Argentina si sarebbe però ben presto concluso. Il 26 agosto 1917 a Buenos Aires uno dei suoi corteggiatori, il ventenne Horacio Ramos Mejía, membro di una delle famiglie aristocratiche più influenti e rispettate dell'Argentina, perdutamente innamorato di lei, ritenendo che il suo amore non fosse corrisposto come sperava, si suicidò davanti ai suoi occhi tagliandosi le vene..
New York-Madrid