Letà paleo-babilonese è una fase storica del Regno di Babilonia, frutto di una periodizzazione operata dai moderni.

La storia della Babilonia, regno e poi regione storica della Mesopotamia che prende il nome da Babilonia, il suo centro più importante, nasce verso la fine del III millennio a.C., con il crollo della cosiddetta Terza dinastia di Ur (Ur III), l'ultimo stato dominato dai Sumeri. Sotto Ur III, la città di Babilonia era un centro tra altri, che partecipava ad un sistema di tassazione (bala) concepito perché i vari centri contribuissero alla prosperità della capitale dell'impero, Ur.

Dopo il crollo di Ur III, le varie città che avevano partecipato al bala iniziarono a guerreggiare tra di loro. Tutti questi centri erano città-stato e il loro potere giungeva poco oltre le mura di cinta, ma dietro questi piccoli conflitti la prospettiva era sovra-regionale e andava dalla Siria all'altopiano iranico. In particolare, la futura regione della Babilonia, alcune parti della Mesopotamia settentrionale e la regione del medio Eufrate appartenevano ad un'unità linguistico-culturale amorrea: gli Amorrei erano una popolazione semita seminomade che si trovava in Mesopotamia già nel III millennio..

Nel II millennio a.C., gli Amorrei si fusero via via con le antiche popolazioni accadiche e amorrei furono alcuni re di diverse città-stato mesopotamiche, inizialmente nel nord dell'alluvio, poi anche nella Bassa Mesopotamia.

Nella parte meridionale della Mesopotamia, dopo il crollo di Ur III, si affermò la Seconda dinastia di Isin (Isin II). Fu un re di questa dinastia, Lipit-Ishtar, a far realizzare il primo "codice" babilonese, riprendendo una tradizione che rimontava ai tempi di Ur-Nammu, fondatore di Ur III. Sempre nel sud, si affermò poi la casa reale di Larsa, il cui ultimo re, Rim-Sin, riuscì infine a conquistare Isin. Fu negli ultimi anni di Rim-Sin che il sesto re della dinastia amorrea della città-stato di Babilonia, Hammurabi (1792-1750), giunse ad espandere la propria area di influenza e a fondare il regno di Babilonia: ai propri inizi, il nuovo regno si estendeva dal Mare inferiore (il Golfo Persico) alla città di Mari sul medio Eufrate..

Periodizzazione Il periodo che va dal crollo della Terza dinastia di Ur alla fine della I dinastia babilonese, della durata di circa 400 anni (2004-1595), è generalmente indicato come età paleo-babilonese. La prima parte di questo periodo prende il nome di "Prima età paleo-babilonese" o di Periodo di Isin-Larsa, dal nome dei due centri che nel "paese interno" ereditarono la centralità che era stata di Ur. È indicato invece come "Tarda età paleo-babilonese" il periodo che va dal 1711 al 1595, cioè il periodo successivo ai regni di Hammurabi e del figlio di questi, Samsu-iluna..

La Mesopotamia prebabilonese Periodo Protodinastico

Le prime notizie propriamente storiche dell'area della futura regione babilonese risalgono al Periodo Protodinastico (2900-2350 a.C.)..

Per lungo tempo, la produzione scribale si limitò a liste lessicali e alla registrazione di transazioni. Le prime iscrizioni reali rimontano al 2600, così come le prime forme di testo letterario (da Shuruppak e da Abu Salabikh, città il cui nome antico è ignoto). È solo a partire dall'ultimo secolo del Protodinastico (2450-2350) che in Mesopotamia si producono testi che rappresentano fonti utili per la storiografia moderna e comunque quasi esclusivamente in relazione alla città di Lagash.. La letteratura mesopotamica posteriore, in particolare quella di Ur III e quella paleo-babilonese, produrrà testi centrati su questa fase protodinastica, come la Lista reale sumerica, la Cronaca del Tummal e i cicli epici sui mitici re sumeri degli inizi, quelli su Enmerkar (Enmerkar e il signore di Aratta e Enmerkar e Enshuhgirana), quelli sul suo successore Lugalbanda (Lugalbanda nella grotta della montagna e Lugalbanda e l'uccello Anzu) e sul figlio di questi, Gilgamesh (lEpopea di Gilgamesh). Tali testi diverranno oggetto di studio ed esercitazione nelle scuole scribali, ma si tratta di testi avari di reali informazioni storiche..

Il Protodinastico IIIb viene anche indicato come "fase proto-imperiale", perché tra i re dell'epoca tende ad affermarsi una propensione universalistica: tra i sovrani la cui egemonia si presenta assai più significativa rispetto al passato si segnalano Lugalannemundu, re di Adab, e Lugalkiginedudu, un re di Uruk che dichiara di essersi impossessato della città di Ur.. Il culmine di questo processo di unificazione (o regionalizzazione) del potere nell'area è rappresentato dall'operato di Lugalzaggesi, re di Uruk, che avrebbe sottomesso tutta la Bassa Mesopotamia e che si attribuì il titolo di lugal kamala ('re del paese')., tanto da poter essere considerato il primo fondatore di un "impero".

Di norma, la ricerca storica sul Periodo Protodinastico ignora il ruolo che ebbe in quella fase la città di Babilonia. Esiste tuttavia una possibile traccia della sua esistenza nel Protodinastico, ovvero un'iscrizione in lingua paleo-accadica su pietra calcarea conservata nella Babylonian Collection dell'Università di Yale, che si suppone della fase IIIa (2600-2450 ca.). In essa si parla di un re di "Babbir", il cui nome non ci è pervenuto, figlio di Ahu-ilum e costruttore del tempio di Marduk (dAMAR.UTU).. Questo re di Babbir (ENSI BAR.KI.BAR) può agevolmente essere interpretato come "re di Babilonia" se si sposta il determinativo per toponimi KI alla fine (BAR.BAR.KI), cosa possibile se si tiene in conto la relativa libertà nell'ordine dei logogrammi che ci si riservava durante il Protodinastico nei testi delle iscrizioni monumentali. La duplicazione dei logogrammi normalmente veicolava una sottile differenza fonetica, di modo che letture come Babbar, Babra o Babbara sono possibili. Babbar o Babbir potrebbero essere stati antichi nomi della città e Babbil è un esito probabile (con scambio delle consonanti liquide /r/ e /l/).

L'Impero di Akkad

Le imprese di Lugalzaggesi segnano la fine del Periodo Protodinastico. Egli si trovò però presto ad affrontare un altro dinasta, Sargon (Šarru-kīn, 'il re è legittimo'), un homo novus che la tradizione posteriore indicherà come coppiere del re di Kish Ur-Zababa.. Sargon era un semita, membro di una popolazione nomade, proveniente, secondo la tradizione, dal deserto siro-arabico, che dal nome della capitale da lui fondata, Akkad (Agade), verrà ricordata con il nome di "Accadi". Genti accadiche erano presenti in Mesopotamia fin dal Proto-Dinastico II e III (2750-2350 a.C.). Gli Accadi rappresentano la vistosa manifestazione storica di un fenomeno di lungo periodo, cioè la "coabitazione", in ambito mesopotamico, di popolazioni semite e sumere, fenomeno che risale almeno al IV millennio a.C.

La storia della dinastia di Akkad si impresse con molta forza nell'immaginario collettivo dell'epoca e la figura di Sargon, così come quella del nipote Naram-Sin, fu oggetto di numerosissime composizioni letterarie mesopotamiche:.. Sargon diventerà un modello per i successivi re mesopotamici..

Fondamentale per la storia babilonese e mesopotamica futura risulta la diffusione della lingua accadica, una lingua semitica orientale che si affermò nel tempo come lingua dell'amministrazione e delle iscrizioni reali.

Dopo Sargon, il re più importante della dinastia accadica risulta suo nipote Naram-Sin. Il suo regno fu caratterizzato da una scelta fondamentale, quella di farsi dio, accompagnata dall'inserimento nelle iscrizioni del dingir (il determinativo per le divinità) in capo al suo nome..

In un suo nome di anno ( 118 rev., ricostruito sulla base di nomi di anno dello stesso re, 86, 87 e 124.), Shar-kali-sharri, figlio di Naram-Sin, celebra una vittoria su una popolazione dei Monti Zagros, i Gutei, e sul loro re, Sharlak (Sarlag). Nello stesso testo, il re accadico dichiara di aver promosso la costruzione di due templi nella città di Babilonia. Il nome di anno recita così: «L'anno in cui Shar-kali-sharri pose [le fondamenta] [del] tempio di Anunitum [e del] tempio di Ilaba a Babilonia, e in cui sconfisse Sharlak, re di Gutium»..

Questo nome di anno è la più antica menzione pervenutaci della città di Babilonia, nel testo indicata come KÁ.DINGIR, che sarà poi una delle forme più comuni di scrittura del nome della città. Poiché babu in accadico significa 'porta' (KÁ in sumero) e ilu significa 'dio' (DINGIR in sumero), l'antico nome della città (Babilu o Babili) diede occasione per uno di quei giochi di parole di cui gli antichi erano soliti godere. Un dotto gioco di parole, poiché l'interpretazione del nome della città come "porta degli dèi" era giudicata una paretimologia.. La forma originale del nome della città (Babbar o Babbir) avrà invece significato 'bianca', 'luminosa'.. Il testo parla della costruzione di due templi, anche se spesso i re sumeri e babilonesi per 'costruzione' intendevano piuttosto 'restauro' o, al più, 'ricostruzione'. In ogni caso, il testo implica che in quel tempo ci fosse già un terzo tempio, dedicato alla divinità poliade di Babilonia, cioè Marduk.

Al regno di Shar-kali-sharri seguì un periodo di caos, che la Lista reale sumerica dipinge con emblematiche parole («chi era re? chi non era re?»). È il tramonto della dinastia accadica, che la tradizione attribuirà alle sortite dei Gutei.

L'età neo-sumerica e la Terza dinastia di Ur

Dopo Shar-kali-sharri (2217-2193 a.C.), l'ultimo importante re accadico, seguì un periodo di frammentazione politica.. Conclusasi l'esperienza accadica e con l'emergere del dominio guteo, le città del paese di Sumer ottennero un nuovo spazio di manovra. Particolarmente rilevanti sono i testi letterari e le statue votive relativi a Gudea, che risulta il re sumerico più noto..

Bastò un singolo scontro militare perché le città-stato sumere si liberassero del giogo guteo: fu l'unico re della Quinta dinastia di Uruk, Utu-hegal (2120-2112), a sconfiggere i Gutei di Tirigan. Utu-hegal poté così ritagliarsi un potere egemonico su Sumer. Venne poi scalzato da Ur-Nammu (2112-2095), ensi di Ur (inizialmente per conto dello stesso Utu-hegal), che la Lista reale sumerica colloca in testa alla potente Terza dinastia di Ur (Ur III)..

A Ur-Nammu succedette il figlio Shulgi (2094-2047), il cui regno durò 47 anni e fu caratterizzato da un'intensa attività militare. Ciononostante, egli intrattenne rapporti pacifici con Mari.. Obbiettivo delle sue iniziative militari era essenzialmente la difesa dell'Impero di Ur dai "barbari" montanari di lingua hurrita e la difesa delle vie commerciali classiche: verso Susa e l'altopiano iranico, verso l'Assiria e l'Anatolia a nord, e verso Mari e la Siria.. Intorno alla metà del suo regno, Shulgi sviluppò una profonda riforma amministrativa, che peraltro già Ur-Nammu aveva avviato. Il monarca divise il paese di Sumer e Akkad (o "paese interno".) in diverse province (poco più di venti) e in ciascuna pose un ensi (questo titolo significava ormai nulla più che 'governatore', anche se all'incarico venivano di norma destinati maggiorenti locali).

L'ultimo re della dinastia, Ibbi-Sin, ricevette il regno (o "impero") ancora intatto, considerato che un cinquantennio di pace interna e di omogeneizzazione amministrativa aveva reso il "paese interno" (Sumer e Akkad) un'entità etnicamente e culturalmente compatta, in cui Sumeri e Semiti coabitavano e gli unici nemici erano i barbari.

Babilonia al tempo della Terza dinastia di Ur Si sa molto poco della città di Babilonia nel III millennio; essa appare invece con una buona frequenza nei documenti amministrativi della Terza dinastia di Ur (2112-2004 a.C.).... Sappiamo che a quei tempi essa era governata da un ensi e partecipava cospicuamente al sistema del bala, che prevedeva un servizio obbligatorio e periodico da parte delle diverse città, chiamate a sostenere economicamente la capitale con imposte.