Un (in italiano divino maestro di cerimonia)pronunce alternative jinshu e in passato kamunushidetto anche (in italiano impiegato di un kami), è una persona responsabile della conduzione di un santuario shintoista e della guida al culto di un determinato spirito o divinità kami.

Storia

Originariamente i kannushi erano intermediari dei kami e ne trasmettevano le volontà agli esseri umani: si trattava di persone particolarmente pie o in grado di compiere miracoli, che grazie alla pratica dei riti purificatori erano in grado di agire come medium. Successivamente il termine si è evoluto sovrapponendosi a quello di shinshoku, un uomo che lavora in un santuario e vi tiene le cerimonie religiose.

Anticamente, stante la sovrapposizione tra i poteri politico e religioso, a guidare gli altri membri di un clan durante le funzioni religiose erano il capo stesso o un'altra figura dotata di un ruolo di comando. Sia l'imperatore Sujin sia l'imperatrice Jingū vengono indicati quali kannushi negli antichi testi Kojiki e Nihon shoki del VII e VIII secolo. Nello specifico, il Nihon shoki narra che l'imperatrice Jingū, scelto un giorno favorevole, sia entrata nello Iwai no miya diventando così kannushi, mentre secondo il Kojiki fu l'imperatore Sujin a farsi kannushi durante i riti dedicati a Ōtataneko no mikoto.

Descrizione In unico santuario possono convivere più kannushi dedicati a differenti attività, come avviene ad esempio presso il santuario Ōmiwa di Sakurai e quello di Ise: in questo caso i kannushi assumono denominazioni diverse, quali , o . I kannushi possono contrarre matrimonio e vi è l'usanza che i figli ereditino il loro ruolo, per quanto tale successione non abbia basi legali. Anche la vedova di un kannushi può succedere al marito nel ruolo, che può in generale essere ricoperto sia da donne sia da uomini.

Gli abiti indossati dai kannushitra i quali il jōe, l'eboshi e il kariginunon rivestono un significato religioso: sono indumenti utilizzati ufficialmente presso la corte imperiale in epoche passate, a simboleggiare lo stretto legame tra il culto dei kami e la figura dell'imperatore. Tra gli strumenti di lavoro dei kannushicoadiuvati nel loro ruolo da giovani donne definite mikovi sono inoltre un bastone rituale denominato shaku e una bacchetta chiamata ōnusa, decorata da shide.

Per diventare kannushi, un novizio deve completare gli studi in un'università approvata dall'Associazione dei santuari shintoisti, come gli atenei Kokugakuin di Tokyo e Kogakkan di Ise, o in alternativa superare un esame che certifichi la sua preparazione.

Note

Voci correlate Gūji Jinja Miko Shintoismo

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