__NOTOC__ La seconda stagione della serie televisiva Màkari, composta da 3 episodi, è stata trasmessa in prima visione e in prima serata su Rai 1 dal 7 al 21 febbraio 2022.

nº Titolo Prima TV 1 Il delitto di Kolymbetra 7 febbraio 2022 2 Il lato fragile 14 febbraio 2022 3 Il lusso della giovinezza 21 febbraio 2022

Il delitto di Kolymbetra Suleima (che ha scoperto di non essere davvero incinta, essendosi trattato di un falso allarme) vive a Milano da ormai un anno e la relazione con Saverio comincia a soffrire per questa distanza, ma per motivi lavorativi torna in Sicilia per qualche giorno. La ragazza viene accolta ad Agrigento da Saverio e Peppe, e si presenta in compagnia del suo geniale e affascinante capo, l'architetto Teodoro Bettini, il che rende Saverio gelosissimo.

Nel frattempo, al giardino della Kolymbetra nella Valle dei Templi, viene ritrovato il cadavere del noto archeologo Demetrio Alù; Saverio e Peppe lo avevano conosciuto nei giorni precedenti insieme all'assistente Vittoria Ferrini, al ricercatore Stefano Sapienza e al professore associato Antonio Moncada. Saverio capisce subito che il movente del delitto ha a che fare con il responso che avrebbe dovuto dare Alù circa il più grande enigma della Valle, ossia dove si trovino i resti del Teatro Antico di Agrigento, mistero dal quale adesso dipendono interessi enormi. Negli ultimi tempi Sapienza aveva fortemente inasprito i rapporti col professore, che in un modo o nell'altro faceva sì che fosse lavorativamente dipendente da lui, impedendogli di fare carriera. Dopo la commemorazione funebre, Stefano spiega a Saverio e Peppe che da adolescente strinse una forte amicizia con Giuseppe, figlio di Alù, e che durante un pomeriggio di pesca subacquea alle Eolie Giuseppe morì annegato: questa tragedia legò per sempre Stefano e il professore, che lo prese sotto la sua ala ma lo trattò con durezza e intransigenza, e nonostante ciò non se la sentiva di andarsene.

Vittoria racconta che Alù ostacolava non solo Stefano ma anche Antonio, il quale però è ambizioso e vuole il suo spazio; quando Saverio accenna a una possibile passata relazione tra lei e il professore, a causa della sua vicinanza e del fatto che egli teneva incastonato nel bastone da passeggio una dracma di Gela regalatagli da lei, se ne va stizzita. Successivamente Stefano afferma che molto tempo prima i due sono stati amanti, ma che Alù interruppe la relazione per non addolorare la moglie, già troppo sofferente per la morte del figlio; malgrado fosse corteggiata da molti colleghi, Vittoria si dedicò completamente al professore, precludendosi una vita sentimentale. Un messaggio anonimo e alcune lettere che dimostrano una nuova recente relazione di Alù compromettono la posizione della Ferrini, la quale però dichiara che il rapporto tra lei e il professore si basava esclusivamente sul rispetto e la stima reciproci.

Una sera Teodoro racconta che Antonio (conosciuto a una master class in Spagna) aspira a tutti i finanziamenti possibili: Moncada presentava i progetti e Alù li garantiva con la sua autorevolezza. Più tardi l'uomo si confida con Saverio rivelandogli di essere molto legato alla Sicilia perché era la terra d'origine di sua madre, morta sette anni prima; questo colpisce Saverio, che ha perso la madre quando era poco più che ventenne. Saverio origlia una discussione tra Ylenia, receptionist dell'hotel Villa Athena, e il suo fidanzato Lillo. Tramite una ricerca su Internet, Suleima scopre che una fondazione italo-canadese si occupa di finanziare con 5 milioni di dollari dei progetti archeologici, e in finale c'è Moncada (bravissimo ad accaparrarsi finanziamenti e concorsi), il cui progetto è appunto sulla Valle dei Templi.

Saverio e Peppe scoprono che Lillo lavora come contadino nei giardini della Kolymbetra, perciò potrebbe aver visto qualcosa; inoltre la fidanzata Ylenia lavora alla reception dell'hotel, dove si trova la stampante da cui è spuntato il criptico messaggio. Salvatore, padre di Lillo, rivela che è stato proprio suo figlio a trovare per primo il cadavere di Alù, ma che non ha detto niente alla Polizia per paura di essere messo in mezzo. In camera della Ferrini viene trovata la dracma e viene portata in Questura. Salvatore, Lillo e Ylenia decidono di parlare con Saverio: una mattina, mentre stava lavorando, Lillo vide Moncada uccidere Alù con una grande pietra, mettersi in tasca la dracma e gettare lontano il bastone (poi recuperato e nascosto negli sgabuzzini dell'hotel) e la pietra; il messaggio stampato era stato scritto da loro due per ricattarlo e usare i soldi per scappare in Belgio da Calogero, zio materno di Lillo, dato che Ylenia ha scoperto di essere incinta e suo padre è assolutamente contrario alla sua relazione con Lillo. Saverio promette ai ragazzi che il vicequestore Randone capirà il motivo del loro gesto e che saranno al sicuro.

Si scopre che il finanziamento della fondazione italo-canadese è vincolata all'esibizione di prove che confermino l'ubicazione del Teatro: la mappa del progetto presentato da Moncada contiene un errore perché i nuovi scavi suppongono invece un ritrovamento a 3 kilometri di distanza da quanto ipotizzato: se Alù avesse avallato la tesi del nuovo sito, il progetto di Moncada sarebbe divenuto carta straccia e avrebbe perso il finanziamento da 5 milioni di dollari. Moncada viene arrestato all'aeroporto e condotto in Questura: il progetto con il Canada lo avrebbe reso finalmente noto a livello internazionale, il sogno di una vita e la ricompensa per i tanti sacrifici fatti, ma Alù non voleva e ha iniziato a interessarsi al Teatro Greco per ostacolarlo e ribadire il suo potere su di lui; eppure sarebbe bastato un mese per ottenere i finanziamenti per poi apportare le modifiche al progetto, ma Alù godeva a ribadire il suo potere, rischiando di renderlo lo zimbello di tutti gli archeologi. Moncada (che aveva messo la dracma nella stanza della Ferrini pensando che se ne avesse avuto bisogno avrebbe potuto depistare le indagini) non sopportava l'idea di tornare a essere uno zerbino come Sapienza.

Intanto Noemi, nipote di Peppe, e suo marito Simone Cannizzaro hanno avuto problemi con la mafia, sono finiti sotto protezione, e né Peppe né sua cognata Lina sanno dove si trovino: Peppe vuole portare loro del denaro e accertarsi delle loro condizioni. Filippo, il fratello di Simone, spiega ai due che da quando i suoi familiari sono finiti nei guai anche la sua vita è diventata un inferno, e dà la colpa al fratello per essere stato costretto a licenziare moltissimi dipendenti dalla ditta di luminarie. Riescono a organizzare un incontro con Noemi e Simone: quest'ultimo spiega che tempo prima avevano fatto dei lavori per una ditta di Siculiana, senza però ricevere alcun compenso, così, dopo un decreto ingiuntivo, la ditta finì nel mirino della Guardia di Finanza, che scoprì che la ditta era controllata dalla mafia, sequestrandola. Viene organizzato un secondo incontro per consegnare a Noemi e Simone i soldi, e durante il quale arriva la Polizia; inaspettatamente, Filippo estrae un coltello e minaccia Saverio, ma viene disarmato da un tiratore scelto. Il vicequestore Randone spiega a Saverio che tutto era una manovra di Filippo ai danni del fratello Simone, compresi i finti agenti di scorta che in realtà sono balordi amici suoi: con la scusa della minaccia mafiosa, aveva preso tutto in mano, stava dilapidando l'azienda e derubando Simone, che si sarebbe ritrovato in un mare di debiti.

Suleima comunica a Saverio e a Peppe che potrà rimanere in pianta stabile a Macari perché Teodoro ha intenzione di creare delle iniziative e degli spazi per investire sui giovani, creando così una sorta di villaggio il cui nome sarà "La Città del Sole".

Tratto da: Il delitto di Kolymbetra (romanzo, 2018). Altri interpreti: Maurizio Bologna (Accursio Miragno), Ennio Coltorti (Demetrio Alù), Massimo Reale (Antonio Moncada), Alessandra Costanzo (zia Rosina), Elvira Camarrone (Ylenia), Federica Girardello (Vittoria Ferrini), Alessandro Carbonara (Filippo Cannizzaro), Maribella Piana (Marichiedda), Teodoro Giambanco (Stefano Sapienza), Nicoletta Cifariello (Noemi Piccionello), Fulvio Emanuele (Simone Cannizzaro), Alberto Rossi (Lillo), Giuseppe Battiloro (Salvatore), Giuseppe Giacalone (Mimì), Maurizio Prollo (custode della ditta). Ascolti: telespettatori – share 25,4%.

Il lato fragile Il rapporto tra Saverio e Suleima non migliora: la ragazza è molto impegnata a co-dirigere con Teodoro l'innovativo progetto de "La Città del Sole". Suleima sta crescendo e cambiando, e Saverio teme che tutto questo la allontanerà irrimediabilmente da lui. Per distrarsi l'uomo accetta l'invito di un vecchio amico, don Franco Pitrone, a un convegno di "Onestà e Giustizia", un'importante associazione che lotta contro la mafia. In Saverio, accompagnato da Peppe, si riaccende la passione per il mondo del giornalismo, che aveva deciso di buttarsi alle spalle, una tentazione così forte da poterlo strappare via da Macari; al convegno incontra nuovamente Marina Tadde, accompagnata dalla collega giornalista Angela Pezzella, che inizia a provarci spudoratamente con lui.

Al convegno viene assassinato a coltellate Simone Triassi, illustre giornalista e scrittore, con il quale Saverio e Franco erano colleghi quando tutti e tre lavoravano nel giornalismo nella cronaca nera. Nella camera di Triassi non c'è alcun segno di colluttazione e i piedi non presentano abrasioni, perciò l'uomo deve essere uscito da solo, scalzo e in pigiama, ed incontrato un ospite del convegno, che poi l'avrebbe ammazzato. Il vicequestore Randone fa arrestare Giulio Racano, l'ex sottosegretario che licenziò in tronco Saverio per un comunicato stampa sbagliato, perché, analizzando il computer portatile di Triassi, hanno scoperto che stava scrivendo un articolo proprio su Racano in cui lo accusava di corruzione, peculato, abuso d'ufficio, traffico di influenze, eccetera; inoltre c'è una testimone, Alida, che ha visto Racano e Triassi discutere in corridoio poco dopo mezzanotte.

Kevin, uno dei volontari dell'associazione di don Franco, informa Saverio che l'assassino, membro di Cosa nostra, ha inviato al sacerdote una lettera anonima, l'ultima di una lunga serie di minacce: nella missiva c'è scritto che la colpa è di don Franco, il quale non doveva occuparsi del convento che gli era stato assegnato e cancellare il convegno. Sebbene la lettera sia autentica come le altre, Randone vuole verificare che lo sia anche la rivendicazione dell'omicidio, perché per la mafia accreditarsi il delitto di Triassi costituirebbe una dimostrazione di grande forza. A Racano viene concesso un colloquio con Saverio: l'uomo dichiara che non può essere stato lui l'omicida perché tutte le notti assume dei sonniferi, di aver incontrato Triassi per caso mentre stava andando a prendere dell'acqua, di averci parlato per due minuti per poi tornare in camera, inoltre sostiene che le accuse mosse nei suoi confronti da Triassi erano infondate. Le indagini si complicano quando l'esame autoptico sul pube e sul pigiama di Triassi rileva tracce di liquido seminale.