La fortezza di Tighina (), nota anche come fortezza di Bender (, )., è una costruzione militare parzialmente dismessa adibita a museo e parco cittadino ubicata nell'omonima città della Transnistria, sulla riva destra del fiume Dnestr.
Il nucleo originario venne eretto dagli Ottomani nel XVI secolo su progetto attribuito all'architetto Sinān, in un luogo ove era già presente una precedente fortificazione; oggetto di ampliamenti nei secoli successivi, la fortezza passò nel 1812 all'Impero russo in seguito al trattato di Bucarest, perdendo progressivamente la propria funzione strategica. Nel XX secolo fu utilizzata come caserma dal Regno di Romania e quindi dall'Unione Sovietica, per poi affermarsi in quello successivo quale principale attrazione turistica della Transnistria.
La struttura è composta di tre sezioni, delle quali le due più antichecittadella e fortezza inferioresono le meglio preservate, conservando mura, torri e alcuni edifici interni. A queste si aggiunge l'ampia fortezza esterna edificata in stile alla moderna, del cui perimetro e fabbricati restano tracce minori.
L'intero complesso architettonico e le vicende storiche in cui è stato coinvolto hanno collettivamente lasciato numerose testimonianze nella produzione artistica e nell'iconografia di diversi paesi europei.
Storia
Scavi archeologici condotti nell'area della fortezza negli anni 1960 identificarono la presenza di una fortificazione in legno e terra battuta risalente al XV secolo., che potrebbe corrispondere a un posto di guardia in corrispondenza del punto doganale moldavo di Tighina, menzionato per la prima volta in un documento del 1408, oppure a un forte costruito da popolazioni tatare già nel XIV secolo.. Proprio i Tatari del Khanato di Crimea ottennero nel XV secolo il controllo de facto della dogana di Tighina, costruendovi secondo fonti antiche una torre in pietra., prima che l'area entrasse nell'influenza dell'alleato Impero ottomano, in guerra con la Moldavia. Fu quindi il sultano Solimano il Magnifico a far erigere nel 1538 il nucleo originario della fortezza. (costituito da una cittadella che inglobò anche la precedente torre in pietra), la cui realizzazione è attribuita sin da tempi antichi a Sinān.. I nuovi occupanti cambiarono inoltre il nome del luogo in "Bender", termine turco di derivazione persiana che significa "porto" oppure "passaggio fortificato"..
La struttura fu soggetta a diversi assedi da parte di boiardi moldavi e Cosacchi, incluso quello del 1583 in cui venne penetrata dagli incursori e parzialmente distrutta.. Nel 1584 il sultano Murad III ordinò l'ampliamento della fortezza, affidandone la realizzazione al principe moldavo a lui fedele Petru Șchiopul che ampliò il fossato e creò il nuovo sistema di torri e cortine della fortezza inferiore. Un successivo assedio (1595) fallì e per la fortezza di Bender si avviò un periodo di crescente importanza politica, caratterizzato anche dal nuovo ampliamento voluto dal sultano Ahmed I che fece creare tra il 1617 e il 1619 la fortezza esterna: un sistema di larghi fossati protetti da bastioni in terra cruda che ricomprese al suo interno anche i caseggiati costruiti esternamente alla fortezza inferiore. Nel 1657 la struttura venne visitata e descritta dallo scrittore ottomano Evliya Çelebi, mentre nel 1683 fu soggetta a un infruttuoso assedio nuovamente mosso da moldavi e cosacchi..
Ulteriori lavori vennero svolti nel primo decennio del XVIII secolo su incarico del sultano Ahmed III dai principi danubiani Constantin Brâncoveanu e Antioh Cantemir: sotto la guida di ingegneri francesi furono allargati i fossati e rivestite in pietra le opere di difesa di quello superiore, create nuove corti, rafforzati i bastioni ed erette nuove postazioni per l'avvistamento., facendo assumere alla struttura il tipico assetto di una fortificazione alla moderna, dando vita a una commistione di stili a causa del mantenimento della connotazione esotica del settore interno della fortezza. Nel 1709 la struttura venne raggiunta dal re di Svezia Carlo XII e dalle sue truppe, in rotta dopo la sconfitta patita dal Regno russo nella battaglia di Poltava: il sovrano straniero venne inizialmente accolto, per poi essere arrestato e brevemente detenuto nella fortezza nel 1713, prima di fare ritorno in patria..
Nel 1770, nell'ambito della guerra russo-turca del 1768-1774, un contingente russo guidato dal generale Pëtr Panin conquistò la fortezza di Bender dopo due mesi di assedio, ma il successivo trattato di Küçük Kaynarca del 1774 la restituì all'Impero ottomano. Nel 1789, durante il conflitto russo-turco del 1787-1792 tra le due potenze fu il generale Grigorij Potëmkin a impadronirsi ancora della struttura dopo quattro mesi di assedio., facendo successivamente convertire in chiese quattro delle moschee qui presenti. Con il trattato di Iași del 1792 la fortezza di Bender tornò nuovamente agli ottomani e il sultano Selim III fece ripristinare le moschee, oltre a incaricare l'ingegnere e cartografo francese François Kauffer di svolgere lavori di rafforzamento dei bastioni della fortezza, condotti dal 1793 al 1795.. L'Impero russo riprese la struttura nel 1806, quando i suoi occupanti si arresero senza combattere all'armata del generale Feofil Meyendorf., acquisendone definitivamente il possesso con il trattato di Bucarest del 1812.
Nel periodo in cui fu parte dell'Impero russo, con conseguente ridenominazione in Bendery, la fortezza subì importanti trasformazioni: le strutture civili vennero in larga parte demolite e sostituite dalla fondazione di una moderna città esterna alle mura, le strutture militari furono ripristinate e nel 1833 venne inaugurata all'interno della fortezza una chiesa dedicata ad Aleksandr Nevskij.. L'intero complesso cominciò tuttavia a rivelarsi inadeguato ad avere un ruolo difensivo: nel 1880 venne rimosso dall'elenco di quelli strategicamente importanti per l'Impero russo e nel 1894 il ministero della guerra valutò l'opportunità di dismetterlo, deliberando infine l'anno seguente per il mantenimento delle strutture difensive e dell'artiglieria.. Nel 1912, in occasione del centenario della battaglia di Borodino, venne eretto all'interno un monumento in onore dei soldati che combatterono contro l'esercito di Napoleone Bonaparte, mentre nel 1916 vi venne creato un padiglione reale, sito a fianco della chiesa di Aleksandr Nevskij, in occasione della visita in città dell'imperatore Nicola II.
Gli eventi che seguirono la Rivoluzione russa del 1917 portarono all'occupazione armata della struttura da parte dell'esercito del recentemente costituitosi Regno di Romania: la città riprese l'antico nome di Tighina, la fortezza venne intitolata a Ștefan III cel Mare e il monumento all'interno della stessa modificato in chiave nazionalista rumena.. L'inglobamento dell'area e la nascita della Grande Romania vennero ratificati dal trattato di Parigi del 1920, non riconosciuto dalla RSFS Russa. Nell'ambito della successiva seconda guerra mondiale, la fortezza venne dapprima occupata dall'Armata Rossa dell'Unione Sovietica (nazione che aveva raccolto l'eredità dell'Impero russo), quindi dalle truppe dell'Asse romeno-tedesche e infine nuovamente da quelle sovietiche nel 1944. I trattati di Parigi del 1947 ufficializzarono il passaggio all'Unione Sovietica e la città di Bendery, che aveva ripreso il nome russo, nominò il sito "monumento architettonico e storico". La struttura mantenne la destinazione a caserma e la chiesa di Aleksandr Nevskij divenne un circolo per i soldati; il monumento del 1912 venne dapprima restaurato e, negli anni 1960, collocato esternamente alla fortezza. Nel 1975 anche il comitato centrale del Partito Comunista della Moldavia riconobbe la fortezza quale "monumento storico", ma questo non impedì il prosieguo degli importanti interventi architettonici che portarono al parziale riempimento del fossato, alla distruzione dei bastioni nord-orientali e di alcune porte, nonché alla costruzione di nuovi edifici interni.
Con la dissoluzione dell'Unione Sovietica la fortezza venne coinvolta nel 1992 nella guerra di Transnistria, al termine della quale la struttura si trovò in territorio riconosciuto internazionalmente quale parte della Moldavia, ma di fatto controllato dall'indipendente Transnistria. Lo stato di conservazione della fortezza a inizio XXI secolo era particolarmente carente, fino a che nel 2008 venne istituito il "Complesso storico militare-commemorativo fortezza di Bendery", con allestimento di un museo, organizzazione di visite guidate, conduzione di ricerche storiche e archeologiche e avvio di attività di restauro in più fasi, ricomprendente anche la chiesa di Aleksandr Nevskij tornata nel 2011 alla sua funzione originaria di edificio di culto. Una parte della fortezza esterna venne nel 2018 sistemata a parco e dedicata ad Aleksandr Nevskij, diventando un'area per l'organizzazione di eventi all'aperto. Al 2022 sono in corso ulteriori lavori di ristrutturazione il cui termine è previsto per il 2023.
Descrizione La struttura, considerata la principale attrazione turistica della Transnistria, è situata alla periferia settentrionale della città di Tighina in posizione elevata sulla riva destra del Dnestr, nei pressi di un'ansa del fiume e dei ponti stradale e ferroviario. Le tre sezioni che la compongono occupano un'area di circa e sono state edificate in fasi successive., attraversando nel tempo notevoli variazioni architetturali sia nelle fortificazioni sia nella costruzione di edifici interni, che nel 2017 ammontavano complessivamente a 40.
Cittadella
La cittadella è la sezione più antica della fortezza, fatta costruire dal sultano Solimano il Magnifico negli anni 1538-1539, su progetto attribuito a Sinān: ha pianta quadrilatera di dimensione circa con il lato lungo disposto in direzione nord-sud ed è delimitata da un muro perimetrale merlato intervallato da otto torri alte tra gli e i e con un diametro o diagonale tra i e i . La corte interna è accessibile attraverso la torre della portaubicata al centro del muro meridionaleche ospitava al suo interno la moschea di Solimano risalente al XVI secolo, della quale è preservato il miḥrāb sito al primo piano della struttura. La torre, restaurata nel XVIII secolo, portava affissa l'antica iscrizione relativa alla costruzione della cittadella ed è dotata di tetto con minareto.
Procedendo dalla torre della porta in senso orario si incontra la torre mediana, così chiamata perché ubicata in un punto equidistante dai margini della fortezza esterna, a pianta circolare e priva di copertura, dotata di accesso diretto dalla corte interna. Le torri successive sono l'occidentale, la nord-occidentale e la settentrionale: la prima e l'ultima a pianta quadrata, con copertura e accesso dalla corte interna, l'altra priva di queste due caratteristiche e a pianta circolare. Vi è quindi la torre armena, l'unica della cittadella a pianta ottagonale, che secondo una fonte antica sarebbe stata costruita dai Tatari tra il 1512 e il 1520 e poi inglobata nella fortezza; è dotata di copertura, ha accesso diretto dalla corte interna e dal 2012 ospita il museo della tortura. Completano il periplo la torre della prigionea pianta quadrata, con copertura e priva di accesso direttoe la torre sud-orientale, a pianta circolare, con copertura e accesso diretto dalla corte, che tra il 1918 e il 1919 fu utilizzata dall'esercito francese.. Oltre che con funzione difensiva, alcune torri erano utilizzate a scopo residenziale: è il caso dell'occidentale, della nord-occidentale e dell'armena.