La classe Lion fu una classe di navi da battaglia, progettata per conto della Royal Navy britannica alla fine degli anni 1930 ma rimasta infine allo stato di progetto non realizzato. Le Lion erano fondamentalmente una versione ingrandita e potenziata delle precedenti corazzate classe King George V, ma con la vistosa aggiunta di un armamento principale basato su nuovi cannoni in calibro 406 mm; se realizzate, le Lion sarebbero state le navi da battaglia più potentemente armate mai entrate in servizio nella Royal Navy.
Il requisito prevedeva la costruzione di sei unità classe Lion, e la prima coppia di navi fu messa in cantiere alla metà del 1938. Con lo scoppio della seconda guerra mondiale nel settembre 1939, tuttavia, il progetto venne rivisto: risorse e forza lavoro furono ben presto dirottate su altre priorità, e i lavori sulle due unità già impostate procedettero a rilento fino a essere del tutto sospesi nel maggio 1940 con le navi ancora largamente incomplete; la costruzione delle altre quattro unità fu cancellata senza che avesse avuto inizio.
Furono formulati vari piani di modifica del progetto originario, anche per tenere conto delle esperienze pratiche maturate nel corso del conflitto, ma alla fine la realizzazione delle Lion fu completamente annullata alla fine del 1942; le unità impostate furono quindi smantellate sullo scalo. Piani per la realizzazione di unità simili furono avanzati ancora nel 1944 e 1945, prima che la Royal Navy si rendesse conto dell'inutilità di simili navi negli scenari bellici successivi al conflitto mondiale.
Il progetto Studi preliminari La progettazione delle unità classe Lion fu influenzata dai termini imposti dai vari trattati internazionali in materia di controllo degli armamenti approvati nel corso degli anni 1920 e 1930. Il trattato navale di Washington del 1922 aveva imposto un blocco della durata di un decennio nella costruzione di nuove navi da battaglia, con solo alcune eccezioni specifiche; il trattato navale di Londra del 1930 estese il blocco nelle costruzioni di altri cinque anni, il che comportava che quasi tutte le navi dell'era della prima guerra mondiale avrebbero potuto essere sostituite in base alle regole del trattato di Washington solo una volta che il nuovo trattato fosse venuto a scadenza. Il governo britannico intendeva proseguire con questa tendenza e fare in modo che anche la seconda conferenza navale riunitasi a Londra nel 1935 portasse a un blocco delle costruzioni delle navi da battaglia, prevenendo lo scoppio di una corsa agli armamenti che il Regno Unito non era economicamente in grado di sostenere; il rifiuto dell'Impero giapponese di aderire al secondo trattato navale di Londra del 1936 vanificò questa speranza. Le uniche tre grandi potenze navali a siglare il nuovo trattato, ovvero Regno Unito, Francia e Stati Uniti d'America, annullarono il blocco delle nuove costruzioni in fatto di navi da battaglia, ma previdero per esse limiti in fatto di dimensioni e calibro dei cannoni principali: in particolare, le nuove corazzate dovevano avere un dislocamento standard massimo di long ton ( tonnellate) e cannoni principali non superiori al calibro di 14 pollici (356 mm). Il trattato prevedeva tuttavia una "clausola di escalation", in base alla quale le potenze firmatarie erano autorizzate ad armare le loro nuove navi da battaglia con cannoni da 16 pollici (406 mm) qualora il Giappone non avesse aderito all'accordo; visto il rifiuto di Tokyo, questa clausola entrò in vigore nell'aprile 1937..
Il Board of Admiralty britannico avviò quindi i primi studi circa la realizzazione di una nave da battaglia da long ton armata di cannoni da 16 pollici, e dopo un inizio promettente investì il Director of Naval Construction (DNC) del compito di stendere i primi progetti in merito. Per risparmiare tempo, i progettisti usarono come base il progetto delle nuove navi da battaglia classe King George V, la cui progettazione era in corso fin dal 1928, ma le dimensioni piuttosto limitate imposte dal trattato di Londra rappresentavano una vera sfida. Nel tentativo di rimanere nel limite delle long ton, il peso complessivo della corazzatura fu leggermente ridotto e due torrette gemelle di cannoni secondari da 133 mm, nonché gli idrovolanti da ricognizione imbarcati e le strutture per alloggiarli, furono eliminate; mantenere la stessa velocità, protezione e armamento secondario delle navi più vecchie installando però cannoni principali da 16 pollici e rimanendo entro i limiti del trattato si rivelò tuttavia impossibile..
I problemi causati ai progettisti dalle norme dei trattati ebbero fine il 31 marzo 1938, quando i firmatari del secondo trattato navale di Londra invocarono una nuova "clausola di escalation" in materia di dislocamento dopo che i giapponesi si rifiutarono di fornire alcuna informazione sul loro nuovo programma di costruzioni di navi da battaglia, che si riteneva avrebbe portato a corazzate superiori a qualunque unità già in servizio presso le potenze occidentali. A causa di limitazioni in materia di strutture di attracco, e per contenere il costo economico delle nuove navi, l'Ammiragliato britannico chiese come nuovo limite massimo la cifra di long ton ( tonnellate); il limite fu infine fissato a long ton ( tonnellate) perché gli statunitensi dichiararono che avrebbero accettato solo quella cifra o nessun'altra.. L'Ammiragliato stesso decise comunque di attenersi a un limite di long ton e nove cannoni da 16 pollici, visto che navi più grandi non avrebbero potuto alloggiare presso i maggiori cantieri navali della Royal Navy come Rosyth e Portsmouth.. In virtù del nuovo limite, un nuovo progetto venne steso prevedendo una maggiore corazzatura, macchine più potenti, le due torrette secondarie da 133 mm prima eliminate e le sistemazioni aeronautiche per operare quattro idrovolanti da ricognizione; l'Ammiragliato approvò il nuovo progetto il 15 dicembre 1938, e poco dopo fu avviata la richiesta di offerte per la realizzazione delle nuove unità..
Il progetto del 1938
Le corazzate previste dal progetto del 1938 avrebbero avuto uno scafo lungo al gallegiamento 237,7 metri e fuori tutto 239,3 metri, una larghezza massima di 32 metri. e un pescaggio massimo di 10,2 metri.. Il dislocamento standard sarebbe stato di long ton ( tonnellate), mentre quello a pieno carico di combattimento avrebbe toccato le long ton ( tonnellate). L'aspetto esteriore delle future Lion avrebbe ricordato da vicino quelle delle corazzate classe King George V, ma avrebbe incluso uno specchio di poppa per incrementare la manovrabilità alle alte velocità. L'equipaggio avrebbe dovuto comprendere una stima di circa ufficiali e marinai..
Al fine di risparmiare tempo nella progettazione, il sistema propulsivo a quattro alberi motore già sviluppato per le King George V fu duplicato anche per le Lion, con sala macchine e sale caldaia alternate. Le Lion sarebbero state equipaggiate con quattro gruppi di turbine a vapore della Parsons Marine Steam Turbines, alloggiate ciascuna in locali separati e azionanti altrettanti alberi motore; la potenza generata complessivamente dall'impianto raggiungeva i , dando una prevista velocità massima alle prove di 30 nodi (56 km/h). Le turbine sarebbero state alimentate da otto caldaie a tubi d'acqua a tre cilindri tipo "Admiralty", alloggiate in quattro sale caldaie; gli impianti potevano generare vapore alla pressione di e alla temperatura di 371 °C.. Di progetto le Lion avrebbero imbarcato tonnellate di olio combustibile, il quale avrebbe conferito un'autonomia di miglia alla velocità di crociera di 10 nodi ( km a 18,52 km/h). L'energia elettrica a bordo sarebbe stata fornita da sei turbogeneratori da 330 kiloWatt e da due generatori diesel sempre da 330 kiloWatt..
L'armamento principale delle Lion si sarebbe basato su nove cannoni BL 16-inch Mark II di nuovo tipo, da 406 mm e con canna lunga 45 calibri, collocati in tre torri triple manovrate idraulicamente di cui due a prua sovrapposte e una a poppa. L'elevazione massima delle torri avrebbe toccato i +40°, anche se i pezzi potevano essere ricaricati solo con un'elevazione massima di +5°. I cannoni avrebbero potuto sparare un proiettile da kg alla velocità alla volata di 757 m/s, il che avrebbe garantito una gittata massima di metri alla massima elevazione con un rateo di fuoco sui due colpi al minuto.; la riserva di munizioni prevedeva un massimo di 100 colpi da 406 mm per ogni cannone. L'armamento secondario si sarebbe composto di sedici cannoni QF 5.25-inch Mark I da 133 mm, a impiego duale antinave e antiaereo, alloggiati in otto torrette binate collocate a centro nave quattro per lato. I pezzi, già impiegati come armamento secondario nelle classe King George V, avevano una depressione massima di -5° e un'elevazione massima di +70°, e potevano sparare un proiettile da 36 kg alla velocità alla volata di 814 m/s; alla massima elevazione, i pezzi erano capaci di una gittata di metri, con un rateo di fuoco normale di 7-8 colpi al minuto.. La riserva di munizioni si aggirava sui 400 colpi da 133 mm per ogni cannone. Per la protezione antiaerea a corta distanza, infine, sarebbero state installate 48 sperimentate mitragliere Vickers-Armstrong QF 2 lb da 40 mm, in sei impianti ottupli: le mitragliere sparavano un proiettile da 0,76 kg alla velocità alla volata di 730 m/s, con una gittata massima di metri e un rateo di fuoco di 96-98 colpi al minuto.; la riserva prevedeva un totale di colpi da 40 mm per ogni bocca da fuoco.
Il sistema di protezione delle Lion era in pratica identico a quello delle King George V. La cintura corazzata, del tipo "cementata Krupp", al galleggiamento avrebbe avuto uno spessore di 373 mm e una lunghezza di 132 metri; la parte principale della cintura sarebbe stata alta 4,6 metri, ma un fasciame inferiore, alto 2,5 metri, si sarebbe esteso per altri 12,2 metri oltre le estremità della cittadella corazzata centrale. Lo spessore si sarebbe rastremato verticalmente da 373 a 140 mm lungo il bordo inferiore della cintura, mentre le piastre all'estremità della cintura avrebbero avuto uno spessore di 279 mm nella parte superiore. Paratie trasversali spesse 254–305 mm avrebbero chiuso ciascuna estremità della cittadella corazzata centrale della nave, con all'estremità posteriore del vano della timoneria una paratia trasversale da 100 mm. Le torri dei cannoni principali sarebbero state protette da piastre di corazzatura cementata spesse 381 mm sul fronte, ma i tetti sarebbero stati protetti da piastre non cementate spesse 152 mm e i fianchi da piastre spesse 180-250 mm. Le barbette delle torri principali avrebbero avuto una corazzatura spessa 305–381 mm sui fianchi.
Progettata per resistere agli impatti di bombe aeree perforanti da 450 kg sganciate da un'altitudine di metri, la protezione del ponte delle Lion era identica a quella delle King George V. Il ponte corazzato sarebbe stato spesso 152 mm sopra i magazzini delle munizioni, riducendosi a 127 mm sopra i locali macchine; la corazzatura continuava a prua e a poppa della cittadella al livello del ponte inferiore: in avanti si sarebbe rastremata fino a uno spessore di 64 mm vicino alla prua, mentre a poppa proteggeva il timone e gli alberi dell'elica con un'armatura spessa 114-127 mm. A differenza di tedeschi, francesi e statunitensi, i britannici non credevano fosse necessario proteggere la torre di comando con una spessa blindatura, ritenendo che la possibilità di colpirla in pieno fosse piuttosto ridotta: per tale motivo, il torrione delle Lion avrebbe avuto una corazzatura con spessori compresi tra 76 e 114 mm.