In the Mood for Love (; , conosciuto anche con il titolo originale cantonese Faa yeung nin wa) è un film del 2000 scritto, diretto e prodotto da Wong Kar-wai, ispirato al romanzo breve Un incontro (noto anche come Intersection) di Liu Yichang.
Doveva originariamente essere il capitolo di un film a episodi dedicato al cibo, ma durante la sua lavorazione l'idea originale si è evoluta progressivamente fino a prendere la durata di un lungometraggio a sé stante. La trama narra una storia d'amore universale, ma calata negli anni sessanta durante il periodo della progressiva occidentalizzazione di Hong Kong e del crollo degli imperi coloniali, così da assumere una funzione metaforica rappresentando il cambiamento irreversibile causato dalle decisioni prese nella propria vita.
La pellicola è al secondo posto della lista I 100 migliori film del XXI secolo secondo la BBC ed è al quinto posto nella lista dei 100 film migliori di tutti i tempi secondo la rivista Sight and Sound.
Trama La storia si apre in una comunità di Shanghai in esilio a Hong Kong nel 1962. Chow, caporedattore di un giornale, e Su, segretaria di una compagnia di navigazione, si trasferiscono lo stesso giorno nello stesso palazzo in due appartamenti attigui. Ognuno ha un coniuge che lavora e spesso li lascia soli durante i turni di straordinario. La vita sociale nel palazzo è molto vivace e gli inquilini spesso si ritrovano tutti insieme a mangiare e giocare a Mah Jong con la signora Suen, amichevole ma invadente padrona di casa, tranne Chow e Su che si trovano spesso soli nelle loro stanze. Le loro vite si intersecano spesso nelle situazioni quotidiane, in particolare quando scendono al mercato di strada a comprare da mangiare, a volte incrociandosi senza vedersi.
Chow e Su iniziano a sospettare che i loro rispettivi coniugi abbiano una relazione clandestina quando si accorgono di aver ricevuto da loro gli stessi regali che loro si erano fatti a vicenda, quasi fossero stati comprati doppi. Si chiedono per quale motivo sia iniziato il loro rapporto e come si svolga.
Chow presto invita Su ad aiutarlo a scrivere un serial di arti marziali per il suo giornale, ma i loro vicini iniziano a notare le assenze prolungate di Su dal suo appartamento, e nel contesto socialmente conservatore della Hong Kong anni sessanta quest'amicizia viene vista in malo modo. Chow allora affitta una stanza d'albergo lontano dall'appartamento, dove lui e Su possono lavorare insieme senza attirare l'attenzione. La relazione tra Chow e Su è del tutto platonica, in quanto ritengono che se consumassero si degraderebbero moralmente allo stesso livello dei loro coniugi fedifraghi. Col passare del tempo, tuttavia, riconoscono di aver sviluppato sentimenti reciproci. Chow decide di lasciare Hong Kong per un lavoro a Singapore e chiede a Su di andare con lui: Chow la aspetta a lungo nella camera d'albergo, ma se ne va proprio mentre Su corre giù per le scale del suo appartamento, arrivando infine nella stanza d'albergo ormai vuota, troppo tardi per unirsi a Chow.
L'anno successivo, Su va a Singapore e visita l'appartamento di Chow, ma non lo trova. Chiama Chow, che sta lavorando per un giornale di Singapore, ma rimane in silenzio quando Chow risponde. Più tardi, Chow si rende conto che lei ha visitato il suo appartamento dopo aver visto un mozzicone di sigaretta macchiato di rossetto nel suo posacenere. Mentre cena con un amico, Chow racconta che nei tempi antichi una persona che aveva un segreto che non poteva essere confessato andava in cima a una montagna, faceva un buco nel tronco di un albero, sussurrava il segreto in quel vuoto e poi lo sigillava con del fango.
Tre anni dopo, Su fa visita alla sua ex padrona di casa, la signora Suen. La signora Suen sta per emigrare negli Stati Uniti d'America e Su chiede se l'appartamento è disponibile per l'affitto. Qualche tempo dopo, Chow torna a visitare i suoi vecchi proprietari, i Koo, ma scopre che sono emigrati nelle Filippine. Chiede della famiglia Suen della porta accanto e il nuovo proprietario gli dice che una donna e suo figlio ora vivono lì. Se ne va senza rendersi conto che la signora che vive lì è Su.
Il film termina a Siem Reap, in Cambogia, dove Chow visita Angkor Wat. Nel sito di un monastero in rovina, sussurra per qualche tempo in una cavità in un muro e poi la sigilla con della terra.
Produzione La trilogia originaria Il progetto originario, intitolato Tre storie di cibo, consisteva nel «filmare tre storie che descrivessero il modo in cui il cibo influisce sulla vita della comunità cinese di Hong Kong e come innovazioni quali il bollitore per il riso, le tagliatelle istantanee e il fast food hanno cambiato la vita degli asiatici, sconvolgendo le loro relazioni sociali. [...] come il ruolo dell'uomo e della donna è cambiato a causa delle abitudini alimentari»Lezioni di cinema, 2007, pp. 135-136.. Un collegamento al film successivo della trilogia si ha nel numero della porta di una camera ripresa durante il film (la camera dove i due personaggi si incontrano): è 2046, in riferimento alle riprese del film successivo con lo stesso titolo.
Sceneggiatura Nonostante la trama molto articolata, il film non ha una vera e propria sceneggiatura, e molte scene furono improvvisate dagli attori sul canovaccio dato dal regista, esattamente come era successo nel precedente film Happy Together.
Le riprese, che si prolungarono per quindici mesi, vennero effettuate a Bangkok e in Cambogia per gli esterni e a Hong Kong per gli interni. Dietro la cinepresa si alternarono due direttori della fotografia: Christopher Doyle, che abbandonò il set a un terzo della lavorazione lasciando in eredità il suo gusto per i colori acidi, e Mark Lee, celebre per le collaborazioni con Hou Hsiao-hsien, che porta con sé la predilezione per le inquadrature dentro le inquadrature.
Al contrario delle precedenti opere del regista, In the Mood for Love non si avvale dell'uso della macchina a mano o di luci naturali, che danno allo spettatore l'impressione di essere parte del film, ma al contrario si fa ampio uso di tecniche di ripresa stranianti come carrellate, ralenti, frammenti racchiusi fra dissolvenze al nero e primissimi piani così ravvicinati da essere quasi astratti, il tutto con luci particolarmente innaturali. Come dichiarato dallo stesso regista, le inquadrature che esaltano linee architettoniche inusuali e la narrazione attraverso sottrazioni ed ellissi narrative rivelano l'ispirazione da Michelangelo Antonioni e da Robert Bresson.
Montaggio
Il montaggio originale di circa due ore è stato ridotto a poco più di un'ora e mezzo: furono eliminate scene degli incontri all'hotel, alcune situazioni a Singapore, una sequenza ambientata nel 1972 e un finale alternativo nel tempio dove i due si vedevano casualmente per l'ultima volta. La scelta di eliminare progressivamente ogni passaggio, lasciando vuoti di memoria, rappresenta la vera anima del film. L'incanto di questo tempo ignoto dove tutto deve rimanere nascosto, sotterraneo, svanisce lentamente a ogni esitazione, a ogni parola non detta. Dapprima impotenti, congelati in un'intenzione amorosa che non si compie, stretti in corridoi claustrofobici, bagnati dalla pioggia, i corpi riprendono a vivere e a invecchiare anche se con un intimo, doloroso sentimento di perdita. Quel che si vuole sottrarre a questa fatale erosione, si affida a una vecchia leggenda, al sacro di un luogo indifferente al tempo: il tempio cambogiano a cui Chow consegna il suo segreto perché non sia mai scoperto da nessuno.
Colonna sonora
La colonna sonora mescola influenze orientali ed occidentali, affidandosi in particolare alle canzoni di Nat King Cole, a un tema di valzer di Shigeru Umebayashi tratto dal film giapponese Yumeji di Seijun Suzuki del 1991, e a temi nuovi di Michael Galasso. La colonna sonora è stata distribuita in download digitale e CD a partire da venerdì 10 novembre 2000.
Tracce
Shigeru Umebayashi – Yumeji's Theme – 2:29 Unknown Artist – Mo-wan's Dialogue – 0:09 Michael Galasso – Angkor Wat Theme I – 2:12 Michael Galasso – ITMFL I – 2:09 Nat King Cole – Aquellos Ojos Verdes – 2:12 Deng Bai Ying – Shuang Suang Yan – 2:53 Michael Galasso – ITMFL II – 1:03 Zhou Xuan – Radio Zhou Xuan Announcement / Hua Yang De Nian Hua – 3:18 Nat King Cole – Quizas, Quizas, Quizas (Perhaps, Perhaps, Perhaps) – 2:45 Rebecca Pan – Bengawan Solo – 2:51 Michael Galasso – ITMFL III – 1:32 Tan Xin Pei – Si Lang Tan Mu – 0:21 Zhang Yun Xian e Hou Li Jun – Shuang Ma Hui – 1:13 Michael Galasso – Blue – 5:44 Zheng Jun Mian e Li Hong – Hong Niang Hui Zhang Sheng – 1:58 Nat King Cole – Li-zhen's Dialogue / Te Quiero Dijiste (Magic Is The Moonlight) – 2:42 Michael Galasso – Angkor Wat Theme II – 2:05 Chiu Wai Ping – Yue Er Wan Wan Zhao Jiu Zhou – 3:10 Michael Galasso – Cassanova's Flute – 2:18 Shigeru Umebayashi – Yumeji's Theme / Li-zhen's Dialogue – 2:29 Michael Galasso – Angkor Wat Theme Finale – 2:44
Distribuzione Data di uscita Le date di uscita internazionali nel corso del 2000 sono state: 20 maggio in Francia al Festival di Cannes 12 settembre in Canada al Toronto Film Festival 26 settembre in Spagna al San Sebastián Film Festival (Deseando amar) 29 settembre ad Hong Kong (Faa yeung nin wa) 11 ottobre in Islanda al Reykjavik Film Festival 21 ottobre in Corea del Sud 27 ottobre in Gran Bretagna e in Italia 28 ottobre a Taiwan 30 ottobre in Giappone (Kayô nenka) 8 novembre in Belgio e in Francia (Les silences du désir) 30 novembre in Germania (In the Mood for Love - Der Klang der Liebe) e in Malaysia 29 dicembre in Portogallo (Disponível Para Amar)
Edizioni home video In Italia, l'edizione speciale in due DVD fu distribuita a partire dal 20 novembre 2001 dalla Eyescreen Home video: il disco 1 contiene il film, i trailer e un commento sulla colonna sonora, mentre il disco 2 contiene un'intervista a Wong Kar-wai, un dietro-le-quinte, scene inedite, e il finale alternativo lungo 34 minuti e suddiviso in quattro capitoli: Il segreto della camera 2046, Singapore, Gli anni '70 e Angkor Wat, tutti con il commento del regista. L'edizione a un DVD singolo venne distribuita in Italia dall'etichetta LuckyRed e Medusa DVD.
Accoglienza Incassi Complessivamente, In the Mood for Love ha incassato dollari negli Stati Uniti e dollari nel resto del mondo, per un totale di dollari.
Critica L'aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes riporta che il 91% di 138 critici campionati ha dato le recensioni positive di film, che ha ottenuto una media di voto di 7,9 su 10. Il consenso della critica presente sul sito riporta: «questa storia d'amore sobria, con buone interpretazioni dei suoi protagonisti, è sia visivamente bella che emotivamente commovente». Su Metacritic, la pellicola riporta un punteggio di 85 su 100, basato su 28 recensioni.
Riconoscimenti L'autorevole rivista del British Film Institute Sight & Sound l'ha inserito tra i trenta film chiave del primo decennio del XXI secolo.
Nel 2016, il canale audio-televisivo britannico BBC ha compiuto un sondaggio tra 177 critici cinematografici da 36 paesi. Lo scopo è stato quello di individuare il più grande film del 21º secolo (tra quelli distribuiti in sala tra il 2000 e il 2015). Il film In the Mood for Love si è guadagnato il secondo posto in classifica, dopo Mulholland Drive (al primo posto) e prima de Il petroliere (al terzo posto).
2000 – Festival di Cannes Miglior attore a Tony Leung Chiu-Wai Grand Prix tecnico a Christopher Doyle, Mark Lee Ping Bin, William Chang Candidato per la Palma d'oro 2000 – Asia-Pacific Film Festival Miglior fotografia a Christopher Doyle, Mark Lee Ping Bin Miglior montaggio a William Chang 2001 – Hong Kong Film Awards Miglior attore a Tony Leung Chiu-Wai Miglior attrice a Maggie Cheung Migliore direzione artistica a William Chang Migliori costumi e trucco a William Chang Migliore montaggio William Chang Candidato a miglior film Candidato a miglior regia a Wong Kar-wai