Il colpo di Stato giapponese in Indocina fu messo in atto il 9 marzo 1945, in piena seconda guerra mondiale. Il possedimento coloniale dell'Indocina francese, rimasto isolato dalla madrepatria a seguito dell'invasione tedesca della Francia, era caduto nel settembre 1940 sotto il controllo dell'Impero giapponese: le forze nipponiche estorsero il permesso di insediare truppe nella regione e occupare alcune strategiche basi militari, ma le autorità coloniali francesi, le quali avevano proclamato la fedeltà al governo di Vichy solidale con le Potenze dell'Asse, rimasero in carica per l'amministrazione corrente del possedimento. Questo co-dominio in Indocina si protrasse per alcuni anni, ma alla fine del 1944, con la liberazione della Francia a opera degli Alleati e il collasso del governo di Vichy, i giapponesi iniziarono a guardare con sospetto alla fedeltà delle autorità francesi e prepararono quindi un loro rovesciamento.
Nel marzo 1945 i giapponesi sferrarono quindi un attacco a sorpresa contro le sparpagliate e indebolite guarnigioni di truppe francesi in Indocina: nonostante una certa resistenza, le deboli unità francesi furono rapidamente sconfitte e disperse; alcune colonne in ritirata riuscirono a fuggire a nord oltre il confine con la Cina, ma migliaia di soldati francesi e indocinesi furono presi prigionieri o giustiziati dopo la cattura. I giapponesi destituirono l'amministrazione coloniale francese e, con l'appoggio di alcuni leader nazionalisti locali, insediarono al suo posto una serie di governi fantoccio a loro asserviti come l'Impero del Vietnam, il Regno di Cambogia e il Regno del Laos.
Antefatti
Stabilita nel 1887, l'Indocina francese era una federazione di possedimenti della Francia composta dalla colonia della Cocincina e dai protettorati del Tonchino, dell'Annam, del Laos e della Cambogia. Nel corso della seconda guerra mondiale, dopo che nel giugno 1940 la Francia era caduta sotto i colpi dell'offensiva tedesca, l'amministrazione coloniale dell'Indocina era rimasta fedele al Governo di Vichy nel frattempo insediatosi in patria; l'Impero giapponese aveva rapidamente deciso di sfruttare la situazione per estendere la sua area di influenza nel Sud-est asiatico, e nel luglio 1940 il governatore generale dell'Indocina, l'ammiraglio Jean Decoux, fu costretto a intavolare trattative con i giapponesi circa la cessione di basi militari nella regione. Alla fine di settembre 1940, dopo alcuni brevi scontri di frontiera, i giapponesi estorsero infine ai francesi la cessione di alcune basi aeree nel Tonchino e il permesso di stazionare truppe nella regione; nel luglio del 1941 l'accordo fu ulteriormente ritoccato a favore dei giapponesi, consentendo loro l'uso degli aeroporti e delle basi navali anche nella parte meridionale dell'Indocina oltre ad alcune concessioni economiche. L'amministrazione coloniale francese rimase ufficialmente al potere in Indocina, ma fu di fatto ridotta al ruolo di regime fantoccio dei giapponesi..
Per la fine del 1944 l'andamento della guerra del Pacifico si era ormai chiaramente ritorto contro il Giappone, e le vittoriose offensive degli Alleati sul fronte della Birmania e nelle Filippine sembravano far presagire un'imminente trasformazione della stessa Indocina in un teatro di operazioni. A questo punto del conflitto i giapponesi nutrivano più di un sospetto nei confronti dei francesi: nell'agosto 1944 le truppe alleate avevano liberato Parigi dall'occupazione tedesca, il che sollevava ulteriori dubbi su dove risiedesse la lealtà dell'amministrazione coloniale di Saigon. Con la liberazione della Francia il regime di Vichy si era virtualmente dissolto, ma la sua amministrazione coloniale in Indocina era ancora ufficialmente al potere; tuttavia, l'ammiraglio Decoux aveva provveduto ad avviare immediati contatti segreti con il Governo provvisorio della Repubblica francese di Charles de Gaulle, insediatosi a Parigi dopo la liberazione: Decoux ricevette un'accoglienza fredda da de Gaulle e fu privato dei suoi poteri di governatore generale, ma gli fu ordinato di mantenere il suo posto al fine di ingannare i giapponesi su quale fosse la reale situazione nella colonia. Il generale Eugène Mordant, comandante delle forze armate francesi in Indocina, fu segretamente designato da de Gaulle come nuovo governatore generale del possedimento, e ricevette l'ordine di avviare attività di resistenza nei confronti delle truppe giapponesi occupanti; le attività di Mordant si rivelarono però prive di cautela, e i servizi d'informazione della potente polizia militare giapponese (Kempeitai) scoprirono ben presto il complotto ordito dai francesi..
Nel tardo 1944 i servizi di intelligence britannici iniziarono a paracadutare in Indocina diversi operativi francesi dell'unità Force 136, incaricata di organizzare la resistenza clandestina nei territori asiatici occupati dal Giappone; con l'appoggio delle autorità locali, questi operativi iniziarono a raccogliere informazioni d'interesse per i comandi militari alleati, in particolare circa i movimenti navali giapponesi al largo delle coste dell'Indocina.. Tra il 10 e il 20 gennaio 1945 le forze navali della United States Navy organizzarono un'imponente incursione aeronavale nel bacino del Mar Cinese Meridionale (operazione Gratitude), colpendo duramente i convogli mercantili giapponesi nella zona e bombardando porti e basi aeree lungo la costa dell'Indocina. L'incursione fu occasione di nuovi attriti tra francesi e giapponesi: sei piloti statunitensi abbattuti sopra Saigon furono presi in consegna dalle autorità francesi e rinchiusi nella prigione cittadina; i giapponesi pretesero che i prigionieri fossero loro consegnati ma i francesi opposero un netto rifiuto e, quando le truppe nipponiche si prepararono ad assaltare la prigione, i piloti furono liberati di nascosto e trasportati in incognito al confine con la Cina libera.. Il comandante delle forze giapponesi in Indocina, generale Yuitsu Tsuchihashi, prese l'episodio come un chiaro segnale del fatto che non ci si poteva più fidare dell'autorità di Decoux per controllare i suoi subordinati e chiese ordini in merito a Tokyo; l'alto comando giapponese era riluttante ad aprire un altro fronte di guerra in una situazione bellica già così difficile, ma diede comunque ordine a Tsuchihashi di offrire a Decoux un ultimatum e, se questo fosse stato respinto, a sua discrezione sarebbe stato autorizzato ad attuare un colpo di Stato contro l'amministrazione francese.. Con questo colpo di Stato i giapponesi pianificarono di rovesciare l'amministrazione coloniale e internare o distruggere le forze armate francesi in Indocina; diversi governi fantoccio amichevoli sarebbero quindi stati istituiti nella regione al fine di ottenere il sostegno delle popolazioni indigene..
Forze in campo All'inizio del 1945 la guarnigione francese dell'Indocina disponeva ancora di una superiorità numerica sulle unità giapponesi stanziate nella colonia, annoverando circa effettivi: di questi, erano truppe locali dei Tirailleurs indochinois, composte da militari indocinesi inquadrati da ufficiali francesi.., mentre i restanti appartenevano alle unità di regolari francesi delle Troupes coloniales e a tre battaglioni della Legione straniera; una forza separata di gendarmeria (la Gardes indochinois) forniva altri uomini dotati di addestramento militare. Sin dalla capitolazione della Francia nel giugno 1940, tuttavia, nessun rimpiazzo o rifornimento era giunto alle forze francesi in Indocina dalla madrepatria, il che aveva fatto scadere notevolmente le capacità belliche della guarnigione: nel marzo 1945 solo circa soldati francesi potevano essere considerati come truppe pronte al combattimento, mentre il resto degli effettivi poteva al più essere impiegato in ruoli di difesa statica o di supporto.
All'inizio del 1945, il comando del generale Tsuchihashi in Indocina, designato come 38ª Armata, era ancora una forza relativamente sotto organico, annoverando circa effettivi in armi; a questi si aggiunsero però consistenti rinforzi giapponesi tratti dalle unità stanziate nelle vicine Birmania, Thailandia e Cina, pari a circa uomini, i quali mossero in Indocina nei mesi seguenti l'avvio del colpo di Stato..
Il colpo di Stato L'avvio
All'inizio di marzo 1945 le truppe giapponesi iniziarono a rischierarsi andando a concentrarsi attorno alle principali città di guarnigione francesi in lungo e il largo per l'Indocina; questo movimento di truppe attirò l'attenzione degli ufficiali francesi, e diverse guarnigioni furono poste in stato d'allerta. L'inviato giapponese presso l'amministrazione indocinese, l'ambasciatore Shunichi Matsumoto, comunicò all'ammiraglio Decoux che, essendo ormai prossimo uno sbarco delle truppe degli Alleati in Indocina, il quartier generale di Tokyo desiderava stendere al più presto piani per una "difesa comune" della regione; Decoux resistette a questa proposta affermando che un simile piano congiunto sarebbe stato un catalizzatore per un'invasione alleata, ma suggerì che il controllo giapponese sarebbe stato accettato quando gli Alleati avessero effettivamente invaso la colonia. Questo non era abbastanza per i giapponesi, e il generale Tsuchihashi accusò Decoux di stare solo prendendo tempo
Il 9 marzo, dopo un ulteriore stallo nei colloqui con Decoux, Tsuchihashi emise un formale ultimatum chiedendo il disarmo completo delle truppe francesi in Indocina; Decoux inviò un messaggio a Matsumoto chiedendo l'avvio immediato di altri negoziati, ma il messaggio non fu consegnato in tempo e Tsuchihashi, ritenendo che la mancata risposta all'ultimatum equivalesse a un suo rigetto da parte dei francesi, ordinò immediatamente l'inizio del colpo di stato.. Quello stesso pomeriggio le truppe giapponesi iniziarono a muovere sui presidi francesi dislocati nei principali centri urbani dell'Indocina; in vari casi le truppe francesi si opposero al disarmo imposto dai giapponesi, il che diede luogo a diversi scontri armati a Saigon, Hanoi, Haiphong, Nha Trang e lungo il confine settentrionale con la Cina.. I giapponesi formularono richieste al governo dell'alleata Thailandia perché sigillasse il confine con l'Indocina e arrestasse tutti i residenti francesi e indocinesi presenti nel suo territorio; invece, il governo thailandese iniziò a negoziare con i giapponesi sul corso d'azione da attuare, e alla fine di marzo non aveva ancora pienamente soddisfatto le richieste dei nipponici. Dōmei Tsushin, l'agenzia di stampa ufficiale dell'Impero giapponese, annunciò che in Tonchino organizzazioni indipendentiste favorevoli ai giapponesi avevano formato una federazione per promuovere la causa di una Indocina indipendente e alleata del Giappone.
Gli scontri armati
L'11eme Régiment d'infanterie coloniale francese, acquartierato alle caserme "Martin de Pallieres" di Saigon, fu circondato e disarmato dopo che il suo ufficiale comandante, il tenente colonnello Moreau, era stato arrestato dalle truppe giapponesi. A Huế nell'Annam si verificarono scontri sporadici: le unità della Garde indochinoise che proteggevano la residenza del locale governatore francese combatterono per 19 ore contro le truppe giapponesi, prima che la loro caserma venisse sopraffatta e distrutta. Trecento uomini, di cui un terzo francesi, riuscirono a eludere l'accerchiamento dei giapponesi e a lasciare Huế rifugiandosi nella vicina valle di A Sầu; tuttavia, nel corso dei successivi tre giorni, molti di loro cedettero alla fame e alle malattie o furono vittima di tradimenti, e solo una manciata di uomini riuscì a farsi strada fino nel Laos. Nel mentre, nel Tonchino il generale Mordant riuscì a organizzare la difesa di Hanoi contendendo per diverse ore la città ai giapponesi, prima di essere costretto infine a capitolare.