La riforma ortografica della lingua francese del 1835 corrisponde alla pubblicazione della sesta edizione del Dizionario dell'Accademia di Francia. Rese obsolete numerose grafie e conferì al francese moderno il suo aspetto attuale, compiendo il passaggio «dal françois al français». In molti casi la riforma semplifica o regolarizza l'ortografia, oppure la rende più aderente alla pronuncia; per altri versi ripristina tuttavia forme etimologiche più complesse, con l'impiego dei digrammi ph, rh, th e simili, come in rhythme e aphthe — modifica sulla quale l'edizione del 1878 tornerà in parte indietro, adottando rythme e aphte.

Modifiche I due mutamenti principali sono il passaggio del dittongo oi ad ai in innumerevoli parole, quelle in cui tale era ormai divenuta la pronuncia, e la sistematizzazione in -nts del plurale delle parole in -nt, che si formava ancora in -ns (molti plurali, come dents o ponts, lo facevano però già così). Sul piano tipografico, e non ortografico, scompare inoltre l'uso della e commerciale «&» in luogo di et nella prosa corrente. Viene soppressa anche la s lunga.

Prima del 1835 Ma foi, je connois le françois & les savans, les dents de mes parens, &c. Dopo il 1835 Ma foi, je connais le français et les savants, les dents de mes parents, etc.

Oggi pronunciata «ua» nel francese standard, la grafia oi ha rappresentato a lungo — e spesso rappresenta ancora — pronunce diverse, come «uè» (di cui restano tracce nel francese del Quebec) o «e». Ne è testimonianza il fossile vivente connoisseur, tuttora esistente in inglese, che al momento del prestito, verso il 1710, si pronunciava già «connaisseur». Con un secolo d'anticipo sulla riforma Voltaire aveva invano chiesto il passaggio da oi ad ai, mettendolo anzi in pratica nella prima edizione della sua opera del 1751 Le Siècle de Louis XIV., sezione «L'orthographe de Voltaire dans la première édition du Siècle de Louis XIV

La pubblicazione della sesta edizione è anche l'occasione per sopprimere il supplemento alla quinta edizione del 1798, che raccoglieva le «parole nuove in uso dopo la Rivoluzione».

Applicazione Secondo Ferdinand Brunot, il controllo esercitato dal potere sulla società, e in particolare sull'università, permise una rapida diffusione della nuova ortografia. Lo studioso osserva che dopo l'edizione del 1835 non rimase che l'innocua protesta del Journal des débats e della Revue des Deux Mondes, ostinati a scrivere prenans anziché prenants, a ricordare un tempo in cui ciascuno scriveva a suo piacimento senza per questo passare per persona priva d'istruzione.

La Revue des Deux Mondes resistette in effetti al cambiamento fino al 1919.André Goosse, Histoire de la langue et histoire de l'orthographe, intervista in . Il mutamento sembra essere avvenuto già nel 1918: nel fascicolo del 15 giugno si legge belligérants (p. 723), mentre in quello del 31 maggio compare ancora délirans de fureur (p. 472). Lo stesso Chateaubriand rifiutò di applicare i plurali in -ants e continuò a scrivere oi e non ai.Renée Honvault-Ducrocq, L'orthographe du français, une histoire de réformes académiques, in .

Note

Bibliografia

Voci correlate Riforma ortografica della lingua francese del 1878 Storia della lingua francese

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