Il governo Ciucă è stato il ventiseiesimo esecutivo della Repubblica di Romania dopo la rivoluzione romena del 1989, il secondo della IX legislatura, nonché il primo del paese ad essere vincolato da un accordo di rotazione.
Cronologia del mandato Incarico Nell'ottobre 2021, in seguito alla sfiducia al governo Cîțu, si aprì una crisi politica per la definizione di una maggioranza in grado di sostenere un nuovo esecutivo.
In seguito a consultazioni con i partiti parlamentari, l'11 ottobre il presidente della Romania Klaus Iohannis incaricò il leader dell'Unione Salvate la Romania (USR), Dacian Cioloș, di formare un nuovo governo. Il primo ministro designato espresse la propria intenzione di ricostituire l'alleanza con Partito Nazionale Liberale (PNL) e Unione Democratica Magiara di Romania (UDMR) che aveva sostenuto il precedente governo, ma i negoziati tra le tre forze che ebbero il luogo il 13 ottobre si conclusero senza un accordo. Il 15 ottobre il leader del PNL Florin Cîțu ribadì che il PNL non avrebbe convalidato un governo con a capo Cioloș. Vista l'impossibilità di ricucire i rapporti tra i due partiti, Cioloș decise di presentarsi in parlamento per la fiducia a un governo monocolore di minoranza USR. Il risultato della votazione delle camere confermò la mancanza di una maggioranza a sostegno del presidente dell'USR, che il 20 ottobre ottenne 88 voti favorevoli e 184 contrari.
La bocciatura prolungò la crisi politica, mentre Cîțu si dimostrò disponibile ad intavolare discussioni con tutte le forze parlamentari, ad eccezione dell'AUR, per formare un governo composto dai soli rappresentanti del PNL con l'appoggio esterno degli altri partiti. Il nuovo giro di consultazioni con il capo di Stato del 21 ottobre portò alla designazione quale nuovo primo ministro di Nicolae Ciucă (PNL). Le trattative con il Partito Social Democratico (PSD) e l'USR, tuttavia, non portarono ad un'intesa per via del rifiuto delle due formazioni di sostenere esternamente un primo ministro del PNL senza partecipare al governo. Il 29 ottobre il PNL convalidò la lista dei ministri che Ciucă avrebbe sottoposto al parlamento per l'investitura del suo governo, ma il 1º novembre il premier designato rinunciò all'incarico per via dell'impossibilità di costituire una maggioranza parlamentare.
Tra il 3 e il 4 novembre la dirigenza del PNL incontrò nuovamente quelle di PSD e USR per confrontarsi sulla possibilità di formare un governo di coalizione. Il 4 novembre il capo di Stato dichiarò che avrebbe convocato nuove consultazioni solamente quando i partiti avrebbero potuto garantire la costituzione di una maggioranza stabile.
L'8 novembre l'ufficio politico nazionale del PNL deliberò con 48 voti a 22 l'avvio delle trattative con il PSD e l'UDMR, escludendo una nuova alleanza con l'USR. I negoziati iniziarono il giorno successivo. Dai primi accordi emerse l'ipotesi di un premier a rotazione tra PNL e PSD, ma entrambi i partiti provarono ad imporre un proprio rappresentante come primo ministro iniziale, elemento che rallentò le trattative. Il 18 novembre 2021 l'ufficio esecutivo del PNL indicò all'unanimità Nicolae Ciucă quale propria proposta per la posizione di primo ministro. I negoziati con il PSD, quindi, ripresero sotto la sua conduzione.
Il 22 novembre la direzione del PSD accettò la concessione al PNL del primo ministro per il primo periodo della durata di un anno e mezzo fino al 2023. Nella stessa giornata le delegazioni di PNL, PSD e UDMR si presentarono congiuntamente alle consultazioni convocate dal presidente Iohannis, mentre l'USR preferì rinunciare ai colloqui con il capo di Stato. Al termine degli incontri il presidente della Romania designò ancora una volta Nicolae Ciucă, premier concordato dai tre partiti della nuova maggioranza.
Il premier designato trasmise alle camere il programma e la squadra di governo il 23 novembre, mentre i ministri sostennero i colloqui con le commissioni parlamentari il giorno seguente. Nella mattina del 25 novembre i tre partiti della maggioranza e i parlamentari delle associazioni delle minoranze etniche firmarono il protocollo di collaborazione che definiva i criteri di funzionamento dell'alleanza, ribattezzata "Coalizione nazionale per la Romania".
Il governo Ciucă ricevette il voto di investitura da parte del parlamento il 25 novembre 2021 (318 favorevoli e 126 contrari) e prestò giuramento di fronte al presidente della Romania nel corso della stessa giornata.
Rispetto al governo precedente il nuovo esecutivo aveva due ministeri in più. Il PNL espresse nove ministri (di cui uno l'indipendente Bogdan Aurescu), oltre al premier, il PSD otto e l'UDMR tre. L'unica donna era Gabriela Firea. Dal governo Cîțu furono confermati otto ministri, cinque per il PNL (Dan Vîlceanu passò dall'economia ai progetti europei) e tre per l'UDMR.
Inizio mandato Dopo il giuramento del governo il presidente della Romania Iohannis indicò le priorità dell'esecutivo: «La crisi politica si è conclusa, ma le altre crisi no e neanche gli altri problemi sono scomparsi. La pandemia non si è conclusa. La crisi energetica non si è conclusa, prende nuove forme» e sull'alleanza commentò: «Nessuno immagina che sia stato facile riunire in una coalizione tra partiti che fino a ieri lottavano uno contro l'altro. È stato necessario superare l'orgoglio per trovare i punti comuni per arrivare al voto di fiducia di oggi».
Il 23 dicembre 2021 il parlamento approvò la legge di bilancio per il 2022 preparata dal governo. Il provvedimento prevedeva una crescita economica del 4,6% e un'inflazione annuale stimata al 6,5%.
A meno di un mese dall'assunzione dell'incarico, il 15 dicembre 2021 il ministro della ricerca Florin Roman presentò le proprie dimissioni in conseguenza di una serie di inchieste giornalistiche che mettevano in dubbio la veridicità delle informazioni sul suo curriculum. In sua sostituzione il PNL indicò ad interim Virgil Daniel Popescu e poi quale titolare Marcel Boloș.
Nel gennaio 2022 un'inchiesta giornalistica di Emilia Șercan su un presunto plagio della sua tesi di dottorato investì anche il primo ministro Ciucă, ma i procedimenti contro il premier furono bloccati in sede giudiziaria.
Nuovi ministri dei fondi europei e dell'agricoltura
Nell'aprile 2022 il ministro per i progetti europei Dan Vîlceanu si dimise in segno di solidarietà con il presidente del PNL Florin Cîțu, obbligato a lasciare la leadership del partito su richiesta del suo ufficio esecutivo. Il 10 aprile il congresso del partito nominò il premier Nicolae Ciucă quale nuovo presidente del PNL.
Marcel Boloș assunse l'incarico ministeriale inizialmente ad interim e successivamente come ministro titolare. La posizione lasciata vacante al ministero della ricerca fu colmata il 3 maggio 2022 da Sebastian Burduja.
Nel giugno 2022 esplose uno scandalo intorno al ministro dell'agricoltura Adrian Chesnoiu, coinvolto in un'indagine della Direzione nazionale anticorruzione, che lo accusava di aver truccato un concorso. Decise perciò di dimettersi e sospendersi dal PSD. Sorin Grindeanu coprì temporanemante la posizione fino alla nomina di Petre Daea dell'8 luglio 2022
Dimissioni di ministri nell'autunno 2022 Nel settembre 2022 la giornalista Emilia Șercan presentò un'inchiesta in cui dimostrava che il ministro dell'educazione Sorin Cîmpeanu si fosse attribuito la paternità di tredici capitoli di un corso monografico del 2006, che in realtà risultavano copiati da altre pubblicazioni. Pur negando le accuse, il 29 settembre rassegnò le proprie dimissioni. Fu sostituito da Ligia Deca.
Nel mese di ottobre l'opposizione presentò una mozione semplice contro il ministro degli interni Lucian Bode, ritenuto colpevole di aver assegnato senza bando un appalto di quasi 100 milioni di lei (pari a 20 milioni di euro) per l'acquisto di nuove vetture per la polizia. La mozione fu respinta in parlamento dalla maggioranza.
Il 24 ottobre 2022 il ministro della difesa Vasile Dîncu si dimise dal ruolo, lamentando l'impossibilità di collaborare con il capo di Stato Iohannis, che si era espresso negativamente su un'intervista rilasciata da Dîncu in cui dichiarava che era necessario negoziare un trattato di pace con la Russia nel contesto della crisi russo-ucraina. Lo stesso premier Ciucă lo sostituì ad interim fino alla nomina di Angel Tîlvăr il successivo 31 ottobre.
Dimissioni del governo Dopo aver annunciato, il 24 maggio 2023, l’intenzione di farlo in prossimità della scadenza concordata, il governo si è ufficialmente dimesso, in seguito a numerosi rinvii dovuti allo sciopero dei sindacati dell'istruzione, il 12 giugno 2023, al fine di permettere l’insediamento del nuovo Governo Ciolacu.
Provvedimenti e dibattiti intrapresi Abolizione della Sezione speciale d'inchiesta per la giustizia Tra le prime azioni, su iniziativa del ministro della giustizia Cătălin Predoiu, la coalizione riprese le procedure per l'abolizione della Sezione speciale d'inchiesta per la giustizia (SIIJ), sulla quale anche la Commissione europea si era espressa negativamente. Il progetto, pur promosso già nel 2019 dal governo Orban, non aveva fatto significativi passi in avanti negli anni successivi a causa di divergenze politiche.
Nel gennaio 2022 il guardasigilli presentò il proprio progetto che, però, fu criticato dall'opposizione. I leader dell'Unione Salvate la Romania lamentavano la mancanza del coinvolgimento di Direzione nazionale anticorruzione (DNA) e Direcția de Investigare a Infracțiunilor de Criminalitate Organizată și Terorism (DIICOT), che secondo l'opposizione erano le uniche procure specializzate in fatti di corruzione, e i criteri di selezione dei magistrati, che sarebbero stati scelti dall'assemblea del Consiglio superiore della magistratura (CSM) e non dalla sua sezione procuratori. Pur criticata dalla DNA e dalle associazioni della magistratura, il progetto ricevette il parere positivo del CSM.
La legge fu approvata dalla camera dei deputati il 21 febbraio e dal senato il 28 febbraio. Il presidente della Romania la promulgò l'11 marzo, dopo che la Corte costituzionale aveva rigettato i ricorsi presentati da USR e AUR.
La legge adottata dal parlamento prevedeva l'abolizione della sezione speciale, mentre le sue competenze erano trasferite alla procura generale e alle procure delle varie corti d'appello.
Il 22 marzo la Commissione di Venezia criticò parte dell'atto, poiché il provvedimento non risolveva le deficienze nelle indagini su eventuali fatti di corruzione commessi da rappresentanti della giustizia.
Invasione russa dell'Ucraina Misure interne L'invasione russa dell'Ucraina del febbraio 2022 rallentò le attività del governo in tema di gestione della pandemia di COVID-19, crisi energetica e compimento dei punti del Piano nazionale di ripresa e resilienza. La conseguente crescita dei prezzi a livello globale spinse il governo a cercare rimedi di riequilibrio.
Nel mese di aprile il governo propose il pacchetto "Sostegno per la Romania" ("Sprijin pentru România") che, valutato 17,3 miliardi di lei (pari a 3,5 miliardi di euro), di cui 9 miliardi di fondi europei, prevedeva aiuti per le fasce vulnerabili e per la piccola e media impresa. Tra le misure si annoveravano la maggiorazione dei buoni pasto, voucher sociali mensili per i meno abbienti e i pensionati (categoria cui veniva riconosciuto anche un bonus una tantum di 700 lei) e la crescita delle allocazioni giornaliere per gli ospiti di orfanotrofi, ospizi e altre strutture assistenziali. La norma entrò in vigore il 1º luglio 2022.