Candidato del Partito Repubblicano alle elezioni presidenziali del 2025, membro della nota famiglia Kast, è stato deputato della Camera dei Deputati dal 2002 al 2018, rappresentando i distretti di Peñalolén e La Reina (2002-2014) e San Bernardo (2014-2018). È stato consigliere comunale di Buin dal 1996 al 2000 ed ha fatto parte dell'Unione Democratica Indipendente (UDI) fino al 2016, ricoprendo il ruolo di segretario generale dal 2012 al 2014. Nel 2017 si è candidato come indipendente alle elezioni presidenziali. Nel 2018 ha fondato il movimento Acción Republicana e nel 2019 ha creato il Partito Repubblicano e il "think tank" Republican Ideas. Nel 2021 si è nuovamente candidato alle elezioni presidenziali, vincendo il primo turno con il 27,91% dei voti, ma perdendo al ballottaggio contro il candidato di sinistra Gabriel Boric. Dal 2021 ha moderato alcune posizioni controverse, ma rimane una figura di spicco del populismo di destra in Cile.
Dal 2022 al 2024 è stato presidente della rete conservatrice internazionale Political Network for Values. Kast è sposato con María Pía Adriasola, con la quale ha nove figli. È un cattolico praticante e membro del Movimento Apostolico di Schönstatt. Il suo patrimonio lo rende un multimilionario in dollari.
Biografia Famiglia José Antonio Kast proviene da una famiglia tedesca emigrata in Cile dopo la seconda guerra mondiale. Suo padre, Michael Kast, fu membro del Partito Nazista e servì come ufficiale nella Wehrmacht durante quel conflitto. È il più giovane di nove figli; suo fratello, Miguel Kast, economista dei Chicago Boys, è stato ministro del lavoro dal 1980 al 1982 e direttore della Banca Centrale del Cile per alcuni mesi durante la dittatura militare di Augusto Pinochet, ed è morto prematuramente nel 1983. Sua madre, Olga Rist Hagspiel, e due dei suoi fratelli, Miguel e Barbara, arrivarono in Cile nel 1951. La famiglia fondò nel 1962 l'azienda di salumi Cecinas Bavaria, che costituì la base della loro ricchezza. Kast è zio del senatore del Partito di Evoluzione Politica, Felipe Kast, figlio di Miguel, che è stato ministro nel primo governo di Sebastián Piñera.
Attività professionale Dopo aver studiato legge alla Pontificia Università Cattolica del Cile, Kast ha fondato uno studio legale nel 1991, dal quale si è ritirato nel 2002, dopo l'elezione in parlamento. Negli anni '90 è stato anche direttore di una società immobiliare di proprietà della sua famiglia. Nel 2019 è stato accusato di aver trasferito denaro a diverse società a Panama, un paradiso fiscale, senza dichiararle. Riconosce l'esistenza di queste società, ma nega di esserne il proprietario, affermando che appartengono a suo fratello Christian.
Carriera politica Nell'UDI Fu eletto nel 1996 concejal (consigliere comunale) nel comune di Buin e lo restò fino al 2000. Nel 2001 fu eletto deputato alla Camera dei Deputati, rappresentando il 30º distretto di San Bernardo, fino al 2014, e successivamente, dal 2014 al 2018, il 24º distretto (Peñalolén e La Reina). Nel 2010 si candidò alla presidenza dell'UDI, ottenendo il 33% dei consensi in consiglio nazionale. Nel 2011 divenne capogruppo del suo partito alla Camera dei Deputati. Ha assunto la carica di segretario generale dell'UDI il 30 marzo 2012, ricoprendola per un biennio. È rimasto parlamentare fino al 2018.
Durante il suo mandato alla Camera dei Deputati, Kast ha ricevuto il sostegno del vescovo della diocesi di San Bernardo, Juan Ignacio González Errázuriz, che in un documento di quattro pagine ha invitato la sua diocesi a sostenere i politici contrari alla contraccezione d'emergenza e ai matrimoni tra persone dello stesso sesso. Il sostegno del vescovo ha avuto un ruolo chiave nella costruzione della carriera politica di Kast, e la sua posizione contro la contraccezione ha contribuito significativamente ad aumentare il suo consenso.
Elezioni presidenziali 2017
Ha lasciato l'UDI nel 2016 per candidarsi come indipendente alle elezioni presidenziali del 2017. Il 18 agosto 2017 si è ufficialmente registrato come candidato indipendente, presentando 43.461 firme. Ha difeso posizioni conservatrici sulle questioni sociali e neoliberali su quelle economiche, promuovendo "tasse più basse, governo minimo, protezione della vita fetale". Ha sostenuto programmi governativi contro l'immigrazione illegale e ha suscitato polemiche difendendo l'eredità della dittatura militare di Augusto Pinochet, proponendo, tra l'altro, l'amnistia per i prigionieri sopra gli 80 anni con malattie legate all'età, inclusi quelli condannati per violazioni dei diritti umani. Ha ricevuto il sostegno di gruppi di destra, conservatori, libertari, nazional-conservatori e militari in pensione. Al primo turno ha ottenuto il 7,93% dei voti (523.213), classificandosi al quarto posto, nonostante i sondaggi gli attribuissero solo il 2-3% di consensi. Ha ottenuto i migliori risultati tra i militari e le classi sociali superiori. Al ballottaggio ha sostenuto il candidato di Chile Vamos, Sebastián Piñera, partecipando alla sua campagna, che si è conclusa con una vittoria.
Nel Partito Repubblicano e le presidenziali 2021
Nel 2018 ha fondato il movimento Acción Republicana, che nel giugno 2019 ha trasformato nel Partito Repubblicano. Come candidato alle elezioni presidenziali del 2021, ha sfondato nei sondaggi poche settimane prima del primo turno, beneficiando della debole campagna del candidato della destra liberale Sebastián Sichel, indebolito da casi di corruzione che hanno colpito la sua coalizione e dall'impopolarità del presidente Sebastián Piñera, oltre che dalla radicalizzazione di parte dell'elettorato di destra in reazione alle proteste sociali del 2019-2020 e all'afflusso di migranti da Colombia, Haiti e Venezuela. Cercando di raccogliere consensi oltre l'estrema destra, ha adottato un discorso meno radicale rispetto al 2017, smettendo in particolare di presentarsi come l'erede di Pinochet. Con la coalizione Frente Social Cristiano, al primo turno delle presidenziali di novembre 2021 si è classificato al primo posto con il 27,91% dei voti, accedendo al ballottaggio. Ha ottenuto il sostegno di altri partiti di destra e centro-destra: Unión Demócrata Independiente, Evolución Política, Renovación Nacional e Partido de la Gente. È stato sconfitto al ballottaggio dal candidato di sinistra Gabriel Boric, eletto presidente. Il 19 dicembre 2021 Kast ha riconosciuto la sconfitta e ha promesso una "collaborazione costruttiva".
Presidente di Political Network for Values (2022-2024)
Dal marzo 2022 al dicembre 2024 Kast è stato presidente della rete conservatrice internazionale Political Network for Values.
Elezioni del Consiglio costituzionale 2023
Prima delle elezioni, il partito si opponeva alla creazione del Consiglio costituzionale dopo la vittoria dell'opzione "No" nel referendum precedente. Tuttavia, il partito riteneva che il processo non potesse essere fermato e considerava importante parteciparvi senza un referendum preliminare. Nel 2023 è stato istituito il Consiglio costituzionale per redigere una nuova costituzione. Il Consiglio era composto da 51 membri, e i cileni, a maggio di quell'anno, hanno eletto 34 membri di destra (23 del Partito Repubblicano e 11 di Chile Vamos) e 16 di sinistra. A novembre, la leadership del partito ha deciso di sostenere l'opzione "A favore" nel referendum di dicembre, ma l'opzione "Contro" ha prevalso. Dopo la sconfitta, José Antonio Kast ha ammesso il fallimento della campagna.
Presidente del Cile
Nel novembre 2024 il Partito Repubblicano ha confermato che José Antonio Kast sarà il suo candidato al primo turno delle elezioni presidenziali in Cile del 2025, rifiutando di partecipare alle primarie con Chile Vamos o altri candidati dei partiti dell'opposizione come l'Unione Democratica Indipendente.
Al primo turno delle presidenziali, il 16 novembre 2025 ottiene il 23,93% dei voti e va al ballottaggio come secondo classificato. Con la coalizione di destra, Cambiamento per il Cile sostenuta anche dagli altri candidati di centrodestra alle presidenziali, Johannes Kaiser e Evelyn Matthei (mentre Franco Parisi propone il voto nullo), al secondo turno di votazione, tenutosi il 14 dicembre, Kast è eletto con il 58,16% delle preferenze a discapito dell'avversaria Jeannette Jara, giunta precedentemente prima con il 26,85%, e fermatasi in quest'occasione al 41,84%. E' risultato il presidente eletto con il maggior numero di voti nella storia del Cile.
L'insediamento come presidente del Cile si è svolto l'11 marzo 2026. Ha insediato il governo composto dalla coalizione Chile Vamos, dal partito repubblicano e da indipendenti. Sono 24 i ministri, di cui 11 donne e 13 uomini.
In conformità con la sua posizione critica nei confronti dell'immigrazione irregolare in Cile, si è iniziato a scavare una trincea in aree strategiche per il controllo dei confini cileno-peruviano e cileno-boliviano.
Posizioni politiche José Antonio Kast ha avuto in gioventù come mentore, alla facoltà di giurisprudenza dell'Università Pontificia Cattolica del Cile, Jaime Guzmán, fondatore del gremialismo e consigliere di Pinochet, redattore della Costituzione del 1980 che fu assassinato nel 1991 da un'organizzazione comunista.
Si è inizialmente richiamato alla dittatura e, durante la sua candidatura alle elezioni presidenziali del 2017, ha affermato che Pinochet avrebbe votato per lui se fosse stato vivo. Ha anche elogiato il bilancio di Pinochet in termini di diritti umani. Ha fatto visita in carcere a persone condannate per crimini contro l'umanità commessi durante la dittatura. Durante la sua seconda campagna presidenziale, nel 2021, ha poi preso le distanze dall'eredità del regime. Tuttavia, nel 2022, celebra l'anniversario del colpo di Stato affermando: «L'11 settembre 1973 il Cile ha scelto la libertà e il Paese che abbiamo oggi lo dobbiamo agli uomini e alle donne che si sono ribellati per impedire la rivoluzione marxista nella nostra terra».
José Antonio Kast ha fatto della lotta alla criminalità e all'immigrazione illegale due dei punti forti del suo programma. Propone di autorizzare i civili a portare armi e il diritto di sparare ai ladri. È favorevole all'amnistia per i militari condannati per torture o omicidi commessi durante la dittatura. Si oppone all'aborto in tutte le circostanze, impegnandosi a revocare la legge del governo di Michelle Bachelet che autorizza l'aborto nei casi di stupro o di pericolo per la vita della madre. È anche contrario al matrimonio tra persone dello stesso sesso. Ha proposto di reintrodurre le lezioni di religione nelle scuole, sostenendo che "i cileni hanno bisogno di Dio e lo stato dovrebbe promuovere la religione nelle scuole". In politica estera, vuole chiudere la frontiera con la Bolivia, credendo che questa misura aiuterebbe a combattere più efficacemente il traffico di droga.
Kast rifiuta il consenso scientifico sul cambiamento climatico, minimizzandone i pericoli e negando il contributo dell'umanità.
Sulle questioni economiche, propone di ridurre la spesa pubblica, tagliare le tasse, dare la massima libertà ai mercati finanziari. Citando come modello l'economista americano Milton Friedman, che ha ispirato i Chicago Boys in Cile, ritiene che la riduzione delle disuguaglianze sociali non dovrebbe essere una priorità, poiché "una società che favorisce l'uguaglianza sulla libertà non avrà nessuna delle due".
Vita privata Kast è sposato con María Pía Adriasola e ha nove figli. È un cattolico praticante e membro del Movimento Apostolico di Schönstatt. Suo nipote Felipe Kast, figlio di Miguel, è stato ministro nel primo governo di Sebastián Piñera.
Onorificenze cilene In qualità di Presidente del Cile dall'11 marzo 2026
Note
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