La Forza e Coraggio Avezzano A.S.D., nota semplicemente come Avezzano o FC Avezzano, è una società calcistica italiana con sede nella città di Avezzano, in Abruzzo. Milita in Eccellenza, quinta serie del campionato italiano di calcio.

Ufficialmente fondata nel 1919, ha assunto per la prima volta la denominazione Avezzano Calcio negli anni trenta. Il club ha vinto due campionati interregionali, la Serie D 1990-1991 e la Serie C2 1995-1996, oltre alla Coppa Italia Dilettanti 1986-1987 a livello nazionale. Nel 2025, in seguito alla mancata iscrizione in Serie D dell'Avezzano Calcio e all'acquisizione del titolo sportivo del Capistrello, club del comune limitrofo, la società è stata rifondata come Forza e Coraggio Avezzano. Guidata da diversi giovani imprenditori della Marsica, è la prima realtà calcistica cittadina, nonché la destinataria de facto della tradizione sportiva. I colori sociali sono il bianco e il verde, il simbolo è il lupo marsicano; dal 1990 disputa stabilmente le gare interne allo stadio dei Marsi-Sandro Cimarra.

Storia Le origini

La pratica del calcio ad Avezzano risale tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del XX secolo. Nel 1902, in occasione del completamento dello zuccherificio di Avezzano, si disputò in località Prato della Signora la prima amichevole tra l'Audace Roma e una squadra locale. LUnione Sportiva Marsicana, sotto la direzione di Tobia Ferrini, fu costituita in forma ufficiale nel 1909 dai conti Resta.. Il simbolo societario era, con ogni probabilità, costituito da un distintivo di colore azzurro con impresso il nome della società sportiva, sovrastato da cinque stelle, e le scritte latine "Fortissimus Umbro" e "Ave Ianum", raffigurante al centro un busto con due volti posti di profilo.

Nella primavera del 1919, pochi anni dopo il terremoto della Marsica del 1915 e successivamente alla prima guerra mondiale, venne fondata la società calcistica cittadina Forza e Coraggio Avezzano Football Club, la cui presidenza fu affidata al ventiquattrenne Giovanni Evandro.

Nel settembre del 1920 in seguito allo smantellamento del campo di concentramento di Borgo Pineta l'onorevole Camillo Corradini ottenne la cessione gratuita di gran parte dei terreni e di alcuni edifici in favore del municipio di Avezzano. Nel 1921 venne realizzato il primo progetto dello stadio dei Pini che sarebbe dovuto diventare il primo campo da gioco ufficiale della S.S. MarsicaComunicato stampa del Municipio di Avezzano a firma del delegato speciale Francesco Benigni, 11 settembre 1920, Sezione di Archivio di Stato di Avezzano., altra società avezzanese che successivamente risultò di fatto confluita nel principale club cittadino..

La squadra biancoverde, la cui maglia fu indossata da personaggi come Fulvio Bernardini, Aldo Fraschetti, Carlo Nesi e Silvio Piola, disputò negli anni venti alcuni tornei estivi di carattere regionale con le compagini Aternum e Ursus, antesignane del Pescara, , , Pratola Peligna, Pro Carseolis, Sulmona, Torre de' Passeri, Vastese e Virtus Lanciano. Nel 1923 vinse la "Lucente settimana abruzzese", competizione disputata tra il 19 e 26 agosto a Pescara e Castellammare Adriatico.

Anni 1930-1940 Agli inizi degli anni trenta la formazione marsicana partecipò insieme ad altre realtà calcistiche abruzzesi ad alcuni campionati di Seconda Divisione, all'epoca il massimo livello calcistico regionale, debuttando in una competizione ufficiale nel 1931-32 sotto la guida tecnica di Franco Ottolini che adottò lo schema di gioco della Piramide di Cambridge. Il club che partecipò come Società Sportiva Marsica non ratificò per il torneo successivo l'affiliazione e venne rifondata come Società Sportiva Avezzano adottando i colori biancoverdi. La squadra, guidata dal giocatore-allenatore bolognese Armando Santolini e composta da calciatori maturati nel locale campionato uliciano, si classificò in quarta posizione alle spalle delle compagini di Chieti, Penne e Francavilla al Mare..

Prima della fine della seconda guerra mondiale il sodalizio prese parte al torneo misto abruzzese classificandosi terzo, dietro al Pescara e al Chieti.

Forza e Coraggio in Serie C L'esordio nel campionato nazionale vero e proprio avvenne nel 1945 allorché la squadra, ridenominata Forza e Coraggio, fu inserita in Serie C, torneo organizzato dalla Lega Nazionale Centro-Sud e in seguito dalla Lega Interregionale Centro in cui militò per tre stagioni. Nella stagione 1945-46, sotto la guida tecnica di Giuseppe Cavanna, già portiere del Napoli e della nazionale campione del mondo nel 1934, i biancoverdi parteciparono al girone umbro-laziale-abruzzese, classificandosi settimi insieme a e Viterbese. Vinse il torneo la squadra dell'Alba Roma.

Nel 1946-47 il patron Raffaele Marini conferì la carica di presidente onorario a Ignazio Silone. mentre alla guida tecnica venne riconfermato Cavanna che ottenne con una compagine composta da tutti giocatori marsicani l'ottavo posto. Il torneo fu vinto dal Civita Castellana, seguito da Spoleto e ..

Nel secondo dopoguerra, grazie anche all'impegno del presidente Giuseppe Corradi e del commendatore Raffaele Tomassetti che portarono a termine i lavori di ampliamento e adeguamento dello stadio dei Marsi., la passione per il calcio in città aumentò.. Nel 1947-48 però, nonostante il quarto posto e l'affidabilità di elementi come Rolando Appolloni, Dante Cataldi e Dante Lacorata, la squadra fu retrocessa in Promozione anche a causa di una riforma restrittiva del campionato di Serie C..

A partire dalla stagione 1948-49 il club disputò quattro campionati interregionali in Promozione giocando le gare casalinghe nel ristrutturato stadio dei Marsi., classificandosi secondo dietro alla Fermana e sfiorando la scalata in Serie C nel 1949-50.

Anni 1950 Nella stagione successiva fu terzo dietro a e Pescara, prima di essere retrocesso nel 1951-52 anche a causa della riforma dei campionati con cui fu istituita la IV Serie. L'anno successivo arrivò una seconda retrocessione dal campionato di Promozione alla Prima Divisione che rischiò di compromettere il futuro societario. Tuttavia il club fu riorganizzato e sotto la guida tecnica dell'ex terzino biancoverde Giovanni Breno e di Bruno Cataldi vinse il campionato 1953-54 davanti all'Audace Tagliacozzo. Contro la Pro Vasto la squadra perse il doppio confronto intergirone valido per il titolo regionale di categoria. Tornata in Promozione, elevato al massimo livello regionale, vi militò per tre stagioni fino al 1956-57, quando diretta da Dante Lacorata e condotta in campo da giocatori d'esperienza come De Nuntiis, Ermes Medici, Livio Da Col, Carlo Tozzi, il bomber Orazio Stentella e nella seconda parte del torneo dal centrocampista Alberto Piccinini, si classificò prima e fu ammessa insieme all'Ortona nel campionato di IV Serie. Torneo nazionale che vide tra i protagonisti biancoverdi l'allenatore Aroldo Collesi e le colonne Bepi e Rolando Appolloni..

Anni 1960

Negli anni sessanta la Forza e Coraggio militò stabilmente nel ridenominato torneo di Serie D. Dopo un quinquennio di buoni piazzamenti seguì una flessione di risultati che portò alla retrocessione in Prima Categoria, che in quel periodo rappresentò in alcune regioni, tra cui l'Abruzzo, il massimo livello regionale. La squadra fece registrare la pronta risalita in Serie D nel 1965-66, dopo aver vinto allo stadio Adriatico di Pescara, grazie ad un gol di Manzi, lo spareggio decisivo con la Pro Vasto vincitrice dell'altro girone. Nel 1966-67 i biancoverdi mantennero la categoria in una stagione in cui non vi furono retrocessioni a causa dell'allargamento dei quadri per la stagione successiva nella quale la salvezza arrivò in extremis. Retrocessione e immediata risalita si verificarono anche tra i campionati 1968-69 e 1969-70.. Nel torneo regionale infatti l'Avezzano concluse davanti a Cliternum Celano e Sulmona. I biancoverdi persero lo spareggio intergirone con il ma vennero ripescati in Serie D a completamento degli organici. Tra i protagonisti della risalita figurano Francesco Andreetti, Filippo Cannavacciuolo e Francesco Laurenzi..

Anni 1970

Nel 1970-71 in seguito alle gravi difficoltà economiche, un gruppo di facoltosi capuani guidati dal commendatore Italo Buglione, imprenditore nel settore della caffetteria, rilevò la società, portando sulla panchina l'ex giocatore del Torino e del Napoli, Juan Carlos Tacchi. La cosiddetta "operazione Vesuvio" si rivelò sin da subito fallimentare, con tecnico e diversi giocatori che rinunciarono al mandato a campionato in corso, tanto che la squadra, imbottita di giovani e inesperta, non poté evitare la retrocessione in Promozione. Nei seguenti tornei regionali i biancoverdi si trovarono a fronteggiare, oltre alle formazioni abruzzesi, le marsicane Angizia Luco, Carsoli, Cliternum Celano, Fucense Trasacco, Tagliacozzo e anche la seconda squadra cittadina, la consorella A.C. Avezzano, erede del club Aquilotti (ex Aquilorione.) in cui esordì negli anni sessanta Bruno Jacoboni, successivamente portiere della Reggina per sette stagioni in Serie B e tecnico biancoverde..

Al termine della Promozione Abruzzo 1971-1972, durante l'estate del 1972, la Forza e Coraggio si fuse con gli arancioneri dell'A.C. Avezzano dando vita ad un nuovo sodalizio guidato da Toto Di Lorenzo. che prese il nome di Football Club AvezzanoAbbreviato in F.C. Avezzano con le prime due iniziali che rimandavano al nome storico del club cittadino Forza e Coraggio mantenendo i colori sociali biancoverdi..

Dopo un paio di buoni piazzamenti, nel 1974-75 l'Avezzano di Carlo Facchin si classificò al secondo posto ad un solo punto dal Francavilla con cui diede vita ad un interminabile testa a testa. Agli adriatici fu però revocata la promozione in seguito ad una penalizzazione inflitta per illecito sportivo commesso da alcuni suoi tesserati. Un ruolo determinante nella vicenda che riportò i biancoverdi in Serie D lo ebbero l'accompagnatore Serafino Volpe e il dirigente Angelo Passalacqua. L'anno successivo la squadra spinta da elementi di esperienza come Luigi Asnicar, Claudio Cappelli, Giuseppe "Sandro" Cimarra, Michele Di Francesco, Francesco Oddo e Ciccio Speranza sfiorò la doppia promozione assestandosi nuovamente al secondo posto alle spalle della Paganese. Il capocannoniere di quella stagione fu il biancoverde Roberto Durazzi. Nel 1976-77 la squadra arrivò quinta nel girone G., dietro a , Palmese, e Lanciano.

F.C. Avezzano in Serie C2

Nel 1977-78 la FIGC varò una riforma dei campionati con lo sdoppiamento della Serie C in due livelli e la creazione della Serie C2, in cui sarebbero state promosse le prime quattro classificate di ogni girone del massimo torneo dilettantistico. L'Avezzano del presidente Ugo Graziani. e del tecnico Piero Grasselli si ritrovò a lottare per la vetta della classifica dove in conclusione si piazzò al terzo posto, dietro ad Almas Roma e Lupa Frascati. Fu così che, grazie ai gol di bomber come Franco Marescalco, "l'uragano" Ioris Gasbarra, Sergio Catarinacci, all'esperienza del centrocampista Giuseppe Tamborini e alla difesa meno battuta del girone, tornò tra i professionisti dopo trent'anni dall'ultima apparizione. Per festeggiare l'evento, il 4 giugno 1978 i biancoverdi affrontarono in amichevole la Lazio del presidente Umberto Lenzini, allenata da Roberto Lovati, pareggiando 1-1 allo stadio dei Pini con gol di Marescalco.

In C2 l'Avezzano alternò buone prestazioni a campionati di bassa classifica riuscendo tuttavia a mantenere la categoria per un lustro. Nella prima stagione il club retrocesse insieme a Frosinone e Pro Vasto ma venne successivamente ripescato grazie all'esclusione del Gallipoli per inadempienze finanziarie.

Anni 1980