La battaglia di Kochi, anche nota come Secondo assedio di Kochi, fu una serie di scontri svoltisi tra marzo e luglio 1504, combattuti per terra e per mare, principalmente tra la guarnigione portoghese di Kochi, alleata del Trimumpara Raja, e gli eserciti dello Zamorin di Calicut e dei suoi vassalli del Malabar.

Il celebre eroismo della minuscola guarnigione portoghese, guidata da Duarte Pacheco Pereira, ha respinto un esercito invasore diverse centinaia di volte più grande. Fu una sconfitta umiliante per lo Zamorin che non solo non riuscì a sottomettere Kochi, suo vassallo, ma perse anche di credibilità davanti al resto dei suoi vassalli e alleati. In seguito, lo Zamorin perse gran parte della sua tradizionale autorità sugli Stati del Malabar. La difesa di Kochi assicurò invece ai portoghesi la base per una loro stabile presenza in India che di lì a pochi anni venne sancita dalla creazione del Vicereame indiano-lusitano.

Antefatto

Dalla frammentazione dello Stato di Chera nel X secolo, il sovrano della città-Stato di Calicut (pt. Calecute; oggi Kozhikode), noto come Zamorin (Samoothiri Raja, lett. "Signore del mare") fu generalmente riconosciuto come signore supremo dalla maggior parte dei piccoli Stati della costa del Malabar (India). Sotto il dominio di Zamorin, Calicut crebbe come città commerciale, emergendo quale principale emporio di smercio del pepe del Kerala nonché di altre spezie spedite dall'Oriente (vedasi "Rotta delle spezie").

La Prima Armata d'India (Gama, 1497) puntò dritta su Calicut ove Vasco da Gama tentò di ottenere un trattato commerciale con lo Zamorin che però, per nulla impressionato dal potenzizle bellico degli europei, si limitò a concedere loro l'accesso ai suoi mercati senza largheggiare in concessioni. La successiva Seconda Armata d'India (Cabral, 1500) arrivò meglio preparata. Morto nel frattempo il vecchio Zamorin, Pedro Álvares Cabral negoziò un trattato con il nuovo Zamorin ed eresse una feitoria a Calicut. Nel giro di un paio di mesi, scoppiarono però liti tra agenti portoghesi e commercianti arabi stabiliti nella città, in cui lo Zamorin si rifiutò di intervenire. Nel dicembre 1500 scoppiò una rivolta e la feitoria fu invasa e numerosi portoghesi massacrati. Incolpando lo Zamorin per l'incidente, Cabral chiese un risarcimento e l'espulsione di tutti i commercianti arabi dalla città. Quando lo Zamorin rifiutò, Cabral bombardò la città.

Iniziò così la guerra tra il Portogallo e Calicut.I portoghesi trovarono rapidamente alleati locali tra alcune delle città-Stato del Malabar stanche del dominio di Calicut: Kochi (Cochim), Cannanore (Canonor, Kannur) e Quilon (Coulão, Kollam) aprirono prontamente i loro porti ai lusitani. Le successive spedizioni portoghesi in India presero a bombardare regolarmente Calicut, predando le sue navi e allontanando il traffico commerciale dalla città. Lo Zamorin apprese rapidamente che non aveva molto senso sfidare le flotte portoghesi in mare riporta di lettere del 1502 dello Zamorin ai suoi vassalli nelle quali illustra come nello scontro navale con la risicata flotta di João da Nova del 1501 le navi di Calicut furono "incapaci di recar loro alcun danno e pertanto non riteneva appropriato esporsi ulteriormente", il divario tecnologico nelle navi e nei cannoni era semplicemente troppo grande ma a terra la differenza non era così sbilanciata. Dopotutto, la presenza portoghese in India consisteva solo in una manciata di agenti commerciali. Essendo i portoghesi giunti per le spezie, lo Zamorin comprese che privandoli della possibilità di comprarne li avrebbe costretti a una pace ragionevole.. Ciò significava costringere i riottosi vassalli di Kochi, Cannanore e Quilon a chiudere i loro mercati ai portoghesi. riferisce delle lettere inviate nel 1502 dallo Zamorin a Kochi ed altri signori del Malabar nelle quali li spronava ad unirsi in un boicottaggio anti-portoghese per assicurarsi che i lusitani non trovassero "spezie in tutta l'India a qualsiasi prezzo" (pt. "não lhes darem especiarias em toda an India por preço alguem"). In linea di principio, il piano dello Zamorin era valido. I portoghesi si erano inimicati alcuni abitanti della costa del Malabar. Le loro flotte avevano infatti lasciato un brutale biglietto da visita, fatto richieste assurde ai governanti, interrotto il commercio e la vita quotidiana lungo tutta la costa. Non doveva essere troppo difficile convincere le città di Malabar a partecipare, almeno temporaneamente, a un generale boicottaggio del commercio portoghese. Kochi, però, respinse le richieste dello Zamorin. riporta che il Trimumpara Raja di Kochi rispose alle lettere dello Zamorin che "aveva già negoziato la pace ed un molto vantaggioso commercio con i portoghesi e che pertanto nulla avrebbe fatto contro l'accordo." (pt. "ja tinha ajustado paz e commercio mui vantajosamente com os Portuguezes, e por isso nada podia fazer em contrario.")

Battaglia di Kochi (1503) La città-stato di Kochi era un polo commerciale in crescita arroccata sul bordo della laguna di Vembanad. Il principe indù al potere, Unni Goda Varma, il Trimumpara Raja, non era sicuro della sua posizione. Formalmente, era un principe minore assoggettato ad un clan nobiliare incentrato a Edapalli (Repelim) che dominava la Laguna. In effetti, è molto probabile che Trimumpara fosse nel bel mezzo di una lite familiare e originariamente cercasse l'alleanza portoghese per rafforzare la propria posizione contro i parenti.Lo status del Trimumpara Raja è oggi oscuro. Secondo il signore di Kochi era il re di Edapalli, dalla laguna alla terraferma, e che la penisola di Kochi con capitale Perumpadappu era stata ad un certo punto trasformata in appannaggio di un figlio che aveva poi distaccato quale appannaggio per un suo figlio la città di Kochi vera e propria. Questi appannaggi non erano stati donazioni permanenti ma erano intesi come "pratica di governo" per futuri eredi al trono. Ne consegue che il sovrano di Kochi era il secondo erede del trono di Edapalli. Alla morte del re di Edapalli, il primo erede avrebbe lasciato la penisola per sedere sul trono di Edapalli, liberando il trono di Perumpadappu ed assegnando quello di Kochi per il suo secondo erede. All'arrivo dei portoghesi, questo sistema era entrato in crisi perché la crescente prosperità di Kochi aveva fomentato sogni d'emancipazione nel principe regnante. Fu però solo grazie alla protezione del Portogallo che il signore di Kochi divenne un re vero e proprio e che il "trono" della laguna, sia fisicamente sia concettualmente, si spostò da Edapalli a Kochi.

La popolazione di Kochi era in gran parte contraria ai portoghesi. La città non era autosufficiente dal punto di vista alimentare e la popolazione aveva sofferto molto per la generale interruzione del commercio lungo la costa del Malabar. Inoltre, Kochi aveva una significativa popolazione musulmana - sia arabi espatriati sia mappila locali - verso la quale i portoghesi non avevano nascosto la loro ostilità e che nei fatti monopolizzava il commercio cittadino. Percependo il risentimento popolare, il Trimumpara Raja fece alloggiare nel suo palazzo il fattore portoghese Diogo Fernandes Correia e i suoi assistenti, Lourenço Moreno e Álvaro Vaz, e si assicurò che fossero sempre scortati da guardie fedeli quando passeggiavano per i mercati della città. L'influenza degli Zamorin sull'entroterra del Kerala aveva però prosciugato gran parte delle scorte di pepe di Kochi, spingendo i portoghesi a guardare ad altre città (es. Quilon) per i loro bisogni, con grande rammarico del Trimumpara. I consiglieri di Trimumpara si opposero all'alleanza portoghese e lo esortarono a perseguire una riconciliazione con lo Zamorin, avvertendolo che la lealtà dei Nair di Kochi non doveva essere data per scontata in caso di guerra. Tuttavia, il Raja si rifiutò di abbandonare i lusitani.

Nel marzo 1503, non appena la Quarta Armata d'India (Gama, 1502) salpò per Lisbona, lo Zamorin avviò un'operazione intimidatoria ai danni del Trimumpara Raja. I portoghesi avevano lasciato dietro di sé una piccola pattuglia costiera, per aiutare a difendere Kochi ma il cui comandante Vicente Sodré respinse le voci sui preparativi militari dello Zamorin e decise di spostare la pattuglia alla foce del Mar Rosso per pirateggiarvi i legni musulmani. Non tornarono fino alla fine dell'estate. Ad aprile, lo Zamorin guidò un esercito di circa soldati contro Kochi. Lungo la strada, doveva essere raggiunto dai signori alleati Malabari, in particolare i governanti di Edapalli. Il figlio di Trimumpara, Narayan, si precipitò con una forza di uomini a bloccare il passaggio dell'esercito di Calicut su un guado vicino a Edapalli (Repelim). Narayan respinse valorosamente due assalti di Calicut ma alla fine le forze dello Zamorin, con la corruzione e il sotterfugio, riuscirono a staccare molti dei Nair dal principe che, nel successivo assalto, fu sopraffatto e ucciso insieme ai fedeli rimastigli. La coraggiosa azione di Narayan diede a suo padre e ai suoi ospiti portoghesi abbastanza tempo per fuggire da Kochi sull'isola di Vypin (Vaipim) con un piccolo nucleo di leali guardie. Lo Zamorin s'impadronì di Kochi e chiese a Trimumpara di consegnare gli agenti portoghesi ma questi rifiutò. Le difese naturali di Vypin e il peggioramento del tempo impedirono l'assalto all'isola da parte dello Zamorin che, frustrato, dovette contentarsi di bruciare Kochi e nell'attesa che il miglioramento del clima permettesse la ripresa delle ostilità attive. Prima di bruciare Kochi, lo Zamorin rimosse un'antica pietra sacra, sulla quale gli antichi re Chera erano celebrati come signori del mare e signori su tutti gli stati del Malabar. La pietra sacra era stata originariamente custodita presso l'antica capitale di Kodungallur (po. Cranganore) salvo essere spostata a Kochi ed ora, per volere dello Zamorin, a Edapalli..

L'esercito di Calicut tornò a Kochi in agosto e nuovamente il Trimumpara Raja ed i portoghesi si rifugiarono a Vypin. Lo Zamorin e i suoi alleati stavano preparando un assalto anfibio quando avvistarono sei navi portoghesi armate al comando di Francisco de Albuquerque - l'avanguardia della Quinta Armata d'India (Albuquerque, 1503) - in avvicinamento. Gli alleati dello Zamorin presero a disertare, costringendolo a togliere l'assedio e tornarsene a Calicut.

Preparativi

Kochi era stata salvata appena in tempo ma gli eserciti dello Zamorin sarebbero sicuramente tornati in primavera, non appena la V Armata fosse partita per Lisbona. Così i portoghesi organizzarono prontamente la difesa della città alleata in assenza della flotta.