Le ideologie antivacciniste hanno avuto ampia diffusione in tutto il mondo. Diversi studi hanno riscontrato che dubbi riguardo all'efficacia e alla sicurezza dei vaccini siano genericamente espressi trasversalmente nella popolazione, indipendentemente dal livello di educazione e da quello socio-economico.

Antivaccinismo in Africa

Nigeria All'inizio del primo decennio del 21º secolo, i leader religiosi conservatori nel nord della Nigeria, sospettosi della medicina occidentale, consigliarono ai loro seguaci di non far vaccinare i propri figli con il vaccino orale contro la poliomielite. Il boicottaggio è stato approvato dal governatore dello stato di Kano, e l'immunizzazione è stata sospesa per diversi mesi. Successivamente, la polio è ricomparsa in una dozzina di paesi vicini alla Nigeria, precedentemente liberi dalla polio, e i test genetici hanno mostrato che il virus era lo stesso che ha avuto origine nel nord dello Stato. La Nigeria era diventata un esportatore della polio verso i Paesi confinanti. È stato riferito che le persone negli stati settentrionali diffidano anche di altre vaccinazioni e la Nigeria ha riportato oltre 20.000 casi di morbillo e quasi 600 decessi per morbillo da gennaio a marzo 2005. Nella Nigeria settentrionale è credenza comune che la vaccinazione sia una strategia creata dagli occidentali per ridurre la popolazione dei nordisti. Come risultato di questa convinzione, un gran numero di nordisti rifiuta la vaccinazione. Nel 2006 la Nigeria ha rappresentato oltre la metà di tutti i nuovi casi di polio nel mondo. Varie epidemie continuarono da allora in poi; per esempio almeno 200 bambini sono morti in un'epidemia di morbillo alla fine del 2007 nello stato di Borno.

Kenya Nel 2014 il governo ha respinto le accuse della Chiesa cattolica del Paese secondo cui un vaccino contro il tetano può causare sterilità nelle donne. Anche il Dottor Stephen Karanja sostenne attraverso la sua associazione una campagna contro il vaccino anti-tetano alle donne, ritenendola una campagna di sterilizzazione.

Nel 2021 Stephen Karanja morì dopo aver contratto la COVID-19 dopo che si dichiarò contrario alla sua somministrazione proponendo l'inalazione di vapori come tecnica di cura.

Anche il Dr. Wahome Ngare si dichiarò contrario a tale vaccino. Nel 2019 egli si dichiarò contrario anche alla vaccinazione delle giovani studentesse contro il papilloma virus perché a suo dire non necessario durante un'intervista alla BBC.

Antivaccinismo in Asia

Afghanistan Nel 2017 i casi di polio erano scesi in tutto a 22. L’instabilità politica ha però ostacolato le vaccinazioni facendo risalire i casi a 176 nel 2019 e 140 nel 2020. Secondo uno studio della rivista Lancet un milione di bambini afgani non ha avuto accesso alla vaccinazione anti-polio dal 2018 al 2021. Alla ripresa del potere da parte dei talebani ad agosto 2021, essi vietarono il vaccino contro la COVID 19.

Filippine La controversia sulla Dengvaxia nelle Filippine ha coinvolto un programma di vaccinazione gestito dal Dipartimento della Salute filippino (DOH). Il DOH ha vaccinato degli scolari con il vaccino contro la dengue Dengvaxia di Sanofi Pasteur contro la febbre dengue. Ad agosto 2019, oltre 600 persone (per lo più bambini) che avevano ricevuto almeno una singola dose del vaccino erano morte, anche se non necessariamente a causa del vaccino stesso. Da allora il DOH ha vietato l'uso e la vendita del vaccino. Lo spavento causato dalla controversia ha generato perdita di fiducia del Paese nei vaccini e disinformazione, con conseguente crisi di malattie infettive nel paese nel 2019, inclusa un'epidemia di morbillo.

India Shiva Ayyadurai (2 dicembre 1963) è un ingegnere indo-americano, politico, imprenditore, attivista anti-vaccinista e promotore di teorie del complotto, pseudoscienza e affermazioni mediche infondate. Durante la pandemia di COVID-19, Ayyadurai è diventato famoso per aver messo in atto una campagna di disinformazione sui social media sul COVID-19 e sui relativi vaccini, diffondendo cure non scientificamente riconosciute.

Kazakistan In Kazakistan i casi di paralisi flaccide acute (una delle possibili conseguenze della polio) che si sono manifestati nel 2010 sono stati 54. Quell'anno il ministro della Salute ha lanciato una campagna di vaccinazione contro la poliomielite con il sostegno dell’UNICEF, dell’Oms e dell’Agenzia americana per lo sviluppo internazionale (Usaid). Sempre nel 2010 anche in Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan sono stati trovati casi di polio.

Giappone È circolata la falsa notizia secondo cui nel 1975 il Giappone interruppe le vaccinazioni pensando che le morti in culla fossero causate da esse e i decessi calarono del 75% a prova del fatto che i vaccini sarebbero pericolosi.

Mongolia È stato erroneamente sostenuto che un'epidemia di morbillo del 2016 in Mongolia (per l’OMS morbillo free dal 2014) avesse casi con il 99% di copertura vaccinale a prova del fatto che il vaccino sarebbe inefficace e l'immunità di gregge non esisterebbe. In realtà i casi citati nella notizia si riferivano a bambini ancora troppo piccoli per essere vaccinati.

Pakistan Nel 2015 le autorità pakistane arrestarono circa 500 genitori che si erano rifiutati di far vaccinare i figli contro la polio, in risposta alle resistenze della popolazione e a varie minacce giunte dai Talebani. Nel paese, a partire dal 2012, sono morte più di sessanta persone facenti parte di team per la vaccinazione antipolio. Il Pakistan nel 2014 è stato il paese con il maggior numero di nuovi casi di polio al mondo, 327 sui 413 totali. Nel gennaio del 2016, un attentato suicida con un'autobomba presso un centro di vaccinazione presso Quetta causò 15 vittime. La CIA gestì una finta clinica di vaccinazione nel tentativo di localizzare Osama bin Laden. Come diretta conseguenza, ci sono stati diversi attacchi e morti tra gli addetti alla vaccinazione. Diversi predicatori islamisti e gruppi militanti, comprese alcune fazioni dei talebani, considerano la vaccinazione un complotto per uccidere o sterilizzare i musulmani. Gli sforzi per eradicare la polio sono stati inoltre interrotti dagli attacchi dei droni americani. Questo è uno dei motivi per cui il Pakistan e l'Afghanistan sono gli unici paesi in cui la polio è rimasta endemica nel 2015.

Antivaccinismo in Europa

Austria Nel 2017 l'Austria aveva la più bassa copertura vaccinale d'Europa e i casi di morbillo erano molto elevati. Nel 2019 in Carinzia raddoppiarono i casi di morbillo e il Land ha indetto la “lunga notte delle vaccinazioni” ossia un orario serale straordinario per le vaccinazioni. In quell'anno i casi di pertosse erano aumentati da 1 ogni 100.000 abitanti a 18,5 a causa della diminuzione delle vaccinazioni.

Francia Roman K. Gherardi e altri ricercatori dellUniversité Paris Est Créteil (UPEC) hanno lanciato un avvertimento a livello mondiale alla fine del 2016 sull'alluminio usato nei vaccini come adiuvante pubblicato sulla rivista Toxicology. Le Parisien ha pubblicato uno studio condotto dall’équipe di Gherardi in cui si sostiene che l’alluminio contenuto nei vaccini raggiunga il cervello e crei danni (tra cui la embriopatia da micofenolato mofetile) e che l’alluminio possa essere sostituto con il fosfato di calcio. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha fatto chiarezza sui risultati di questo studio e ha concluso che non c'è nessuna prova della relazione tra embriopatia da micofenolato mofetile (o altre complicanze) e i sali di alluminio (componente importante poiché aumentano l’efficacia del vaccino).

In Francia vi furono segnalazioni di insorgenza di casi di sclerosi multipla (SM) alcune settimane dopo la vaccinazione di massa contro l'epatite B a metà degli anni '90: Il 1º ottobre 1998 il governo francese sospese temporaneamente la vaccinazione per epatite B degli adolescenti per studiare se ci fosse una possibile correlazione tra il vaccino e la sclerosi multipla. La decisione francese generò una paura generalizzata che si diffuse ad altri Paesi e creò disinformazione, nonostante tale correlazione risulti non sussistente.

Durante la pandemia influenzale del 2009 è scoppiata una controversia significativa sulla sicurezza del vaccino antinfluenzale H1N1 del 2009, soprattutto in Francia. Numerosi gruppi antivaccinisti francesi hanno pubblicamente criticato il vaccino come potenzialmente pericoloso, venendo tuttavia smentiti.

Nel 2018 la Francia ha introdotto 11 vaccini obbligatori.

In occasione della campagna vaccinale contro la COVID-19, il movimento dei gilet gialli ha organizzato manifestazioni contro il Green Pass. Anche Marine Le Pen si è espressa contro tale misura.

Irlanda A seguito della controversia sul vaccino MMR nel 1999, si è verificata un'epidemia di morbillo nel nord di Dublino. All'epoca, il livello di immunizzazione nazionale era sceso al di sotto dell'80% e in alcune parti del nord di Dublino il livello era intorno al 60%. Ci sono stati più di 100 ricoveri ospedalieri su oltre 300 casi. Tre bambini sono morti e molti altri erano gravemente malati, alcuni dei quali avevano bisogno di ventilazione meccanica.

L'Irish Freedom Party è un partito politico di estrema destra euroscettico lanciato l'8 settembre 2018. Durante la pandemia di COVID-19 nel 2020, un certo numero di rappresentanti dell'Irish Freedom Party ha parlato a una manifestazione contro le vaccinazioni e contro il lockdown.

Italia Nel 2014 in Italia si è creato allarmismo e disinformazione per alcune morti erroneamente attribuite al vaccino Fluad che portò l'AIFA a ritirare due lotti di esso. Successivamente il Comitato di valutazione dei rischi per la farmacovigilanza (Prac) della European Medicines Agency (Ema) ha concluso che non vi è alcuna prova che Fluad abbia causato i decessi.

Diverse polemiche scoppiarono successivamente alla pubblicazione di uno studio uscito il 1º luglio 2015 sulla rivista Science Translational Medicine e ad un comunicato stampa emesso dall’Università di Siena il 2 luglio 2015 che riguardò il vaccino Pandemrix, impiegato in Europa per l’influenza pandemica H1N1 del 2009, che suggeriva una possibile correlazione tra l’utilizzo del vaccino e lo sviluppo di alcuni casi di narcolessia (teoria già apparsa in un altro studio svedese nel 2013). Il tema fu ripreso da gruppi "no vax" e da un'interrogazione parlamentare presentata dalla senatrice del Movimento 5 stelle Elena Fattori all'allora ministro della Sanità Beatrice Lorenzin, a cui hanno fatto seguito una serie di discussioni in Rete. Quel vaccino in Italia però non è mai stato usato e nello stesso comunicato si afferma che “il rischio di sviluppare narcolessia è molto maggiore a seguito di infezione influenzale rispetto a quello conseguente alla vaccinazione, nei soggetti geneticamente suscettibili alla malattia”.