Sofia (; , ) è la capitale e la più grande città della Bulgaria. È il principale centro amministrativo, industriale, culturale e dei trasporti del Paese, di cui costituisce un distretto a sé stante. Con una popolazione di abitanti al 2025, è anche la città più estesa e densamente popolata della Bulgaria.
Affonda le sue radici nell'epoca dei Traci, che la chiamarono Serdica. Passò poi sotto il dominio romano, bizantino, bulgaro e ottomano, che influenzarono profondamente il suo carattere architettonico, prima di affermarsi come capitale del neonato Principato di Bulgaria nel 1878. Restò capitale del Regno di Bulgaria, della Repubblica Popolare di Bulgaria e dell'attuale Repubblica di Bulgaria.
È situata nella parte occidentale del Paese, nel Bacino di Sofia, che è circondato da numerose montagne fra cui il monte Vitoša. La città occupa una posizione centrale nella Penisola balcanica, con diverse strade principali che la collegano alle altre regioni della penisola: attraverso il monte Vacarel con la Tracia e Istanbul, attraverso il Passo di Dragoman con Belgrado e l'Europa centrale, lungo la valle dello Struma verso la Grecia e la Macedonia del Nord, attraverso alcuni passi nei Monti Balcani con la Bulgaria settentrionale e la Romania. Il fiume Iskăr passa a est della città ed essa viene attraversata da molti dei suoi piccoli affluenti.
Oggi Sofia è il principale centro amministrativo, industriale, dei trasporti, culturale e d'istruzione del Paese dove si concentra della produzione industriale della Bulgaria. Qui si trovano anche l'Accademia bulgara delle scienze, le sedi centrali della Televisione Nazionale Bulgara, della Radio Nazionale Bulgara, dell'Agenzia Telegrafica Bulgara, molte università, teatri, cinema, la Galleria Nazionale d'Arte, musei archeologici, storici, di scienze naturali e altri ancora. I monumenti archeologici visibili di epoca romana sono conservati in vari luoghi del centro della città.Красен Николов, , mediapool.bg, 14.07.2006 г. Sofia conta 21 università, tra cui l'Università di Sofia, fondata nel 1889. Inoltre è sede di una diocesi ortodossa bulgara e di una diocesi cattolica. Tra le principali attrazioni vi sono la chiesa di Bojana (inserita nel Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO nel 1979), la chiesa di San Giorgio, la basilica di Santa Sofia e la cattedrale di Aleksandr Nevskij.
Etimologia Il nome più antico dell'attuale città di Sofia risulta essere Serdonpolis (),Ad esempio nelle iscrizioni IGBulg IV, №№ 1902, 1917, 1919, 1982, 1989, 1992, 1993, 1999, 2000, 2002, 2005, 2009, 2012, 2024, 2033. un nome grecizzato la cui variante latina sarebbe civitas Serdensium,Nell'iscrizione ILBulg № 211, eseguita nel 152 dall'imperatore Antonino Pio. ossia "la città dei Serdi". La prima menzione della città infatti proviene da un'iscrizione ateniese del I secolo a.C., che attestava: Astu ton Serdon, cioè città dei Serdi.Емил Коцев,"
Secondo Cassio Dione, secondo documenti del II secolo d.C., i Serdi probabilmente abitarono la zona già nel I secolo a.C.Михайлов, Георги, „Траките“, София, 1979 (Mihailov, Georgi, I Traci, Sofia, 1979), p. 71: "I ritrovamenti archeologici dimostrano oltre ogni dubbio che i Serd furono un popolo celtico. L'ipotesi precedentemente espressa sulla loro presunta origine tracia non è basata su alcun fatto e non resiste alle critiche scientifiche"Попов, Димитър, Древна Тракия, p. 44 (Popov, Dimitar, La Tracia antica): “I dati provenienti dall'archeologia e dall'onomastica sottolineano l'appartenenza dei Serdi alla famiglia celtica“The Cambridge Ancient History, Volume 3, Part 2: The Assyrian and Babylonian Empires and Other States of the Near East, from the Eighth to the Sixth Centuries BC by John Boardman, I. E. S. Edwards, E. Sollberger, and N. G. L. Hammond, ISBN 0-521-22717-8, 1992, p. 600: „Al posto degli scomparsi Treres e Tilataei troviamo i Serdi di cui non si hanno testimonianze prima del I secolo a.C. Per molto tempo si è supposto, su basi linguistiche e archeologiche convincenti, che questa tribù fosse di origine celtica.“ Tuttavia, molti autori si sono posti delle domande su di loro: "Questo etnonimo [Serdi] è ancora un fantasma." (Aleksandǎr Fol).Фол, Александър. История на българските земи в древността – Изд. ТанграТанНакРа, София, 2008. (Fol, Alessander. Storia delle terre bulgare nell'antichità - Ed. TangraTanNakRa, Sofia, 2008) Anche il legame "Serdica - Serdi" ha sollevato delle domande: "Allora, chi battezzò chi? Gli abitanti della città o la città - i suoi abitanti?" (Hristo Gencev).Генчев, Ст.н.с.I ст. д-р арх. Христо Христов. „София, мислена в пространството и отвъд времето“, Второ допълнено издание, изд. „Фондация ЕХГ“, София 2012. (Genchev, Ph.D. Hristo Hristov. "Sofia, pensiero nello spazio e oltre il tempo", seconda edizione integrata, ed. "Fondazione EHG", Sofia 2012.) Esistono inoltre diverse ipotesi sull'etimologia del nome "Serdi". Vaclav Tomašek lo fa derivare dalla parola indoeuropea çardh ("stabile", "testardo"), mentre Stefan Mladenov e Gavril Kacarov lo fanno derivare dalla stessa radice, ma nella forma çardhas ("gregge"), collegandolo al sostentamento della regione. Radu Vulpe invece, lo fa derivare dalla radice serd ("cuore", "mezzo"), che è anche associato al successivo nome slavo di Sredec.Ани Данчева-Василева 2017, История на Средновековна София (IV–XIV в.), p. 457 (Ani Dančeva-Vasileva)
L'imperatore Traiano (nato Marco Ulpio Traiano) diede ufficialmente alla città il suo nome, chiamandola Ulpia Serdica,Irina Florov, Nicholas Florov (2001). Three-thousand-year-old Hat. Michigan University: Golden Vine Publishers. p. 303 in seguito spesso abbreviato in Serdica (). Il nome fu spesso scritto e pronunciato Sardichì (). Nelle fonti narrative di lingua greca fu quasi sempre usata la forma , mentre nelle iscrizioni rupestri locali, anche in greco, predominò la forma , e nelle fonti latine, con poche eccezioni, che furono spesso traduzioni dal greco, fu usata la forma Serdica.Данчева-Василева 2017, pp. 454 – 456. Entrambe le forme, Serdonpolis e Ulpia Serdica, si trovano sulle monete coniate nella città in epoca romana.
Il nome Serdica continuò ad essere utilizzato anche dopo l'annessione della città al Primo Impero bulgaro all'inizio del IX secolo, ad esempio nell'iscrizione di Hambarlii (un'iscrizione proto-bulgara dell'813 scritta in greco e scoperta nei pressi del villaggio di Malomirovo).idem, pp. 456 – 457. Il nome fu successivamente sostituito dalla forma slava Sredec (in lingua slava ecclesiastica antica Срѣдьць, Срѣдець, Стрѣдьць), il cui primo utilizzo è attestato in due testi apocalittici in antico bulgaro della seconda metà dell'XI secolo, ma si presume che possa aver avuto origine già nell'VIII-IX secolo.idem, pp. 458 – 459 Sredec potrebbe essere visto come un'interpretazione bulgara altomedievale del nome Sardica/Serdica, riflettendo allo stesso tempo il significato di "mezzo", a causa della posizione centrale della città nel bacino di Sofia, così come potrebbe significare una città mediocentrale della popolazione circostante.Генчев, Христо. София, мислена в пространството и отвъд времето, Второ допълнено издание. София, изд. „Фондация ЕХГ“, 2012.
Nelle fonti in lingua greca dopo la seconda metà del X secolo, per la città viene utilizzato anche il nome Triaditsa, più raramente nella forma Tralitsa (questa variante fu trasformata nel libro arabo di Muhammad al-Idrisi in Atralissa). Secondo l'opinione prevalente si tratta di una trascrizione greca di Стрѣдьць, con la "с" iniziale eliminata poiché interpretata come la preposizione indipendente 'ς. Secondo un'altra ipotesi, sostenuta da autori come Vasil Gyuzelev e Vesselina Vačkova, il nome deriverebbe dalla Santissima Trinità (in greco ), associata alla basilica di Santa Sofia.Ани Данчева-Василева 2017, История на Средновековна София (IV–XIV в.), pp. 459 – 461 (Ani Dančeva-Vasileva)
Nelle cronache occidentali delle crociate dei secoli XI-XII, la città fu chiamata con varie trascrizioni di Sredec e Triaditsa/Tralitsa - Sternits, Stralits, Stralicium.Idem, p. 462 Nelle cronache ungheresi del XII-XIV secolo vennero usati i nomi Scereduci e Scarbicium.Idem, p.464
Il nome Sofia fu registrato per la prima volta nella copia del Vangelo di Sredec del 1329, ma come nome della basilica di Santa Sofia, chiamata "Metropolia di Sredec". L'origine è nella parola greca sophía (, "saggezza"). I primi documenti in cui comparve questo nome furono la Carta di Vitoša - un crisobolla rilasciato in dono dallo zar Ivan Šišman al monastero di Dragalevci tra il 1371 e il 1382, la copia del Vangelo di Sredec già menzionato, un dialogo tra due venditori ragusani intorno al 1359 e gli appunti di un mercante ragusano del 1376. (25 ed.). Pennsylvania State University: Grolier Incorporated. 1999, p. 878 In quei documenti la città fu chiamata Sofia, ma, allo stesso tempo, la regione e gli abitanti della città vennero ancora chiamati "di Sredec" (in slavo ecclesiastico: срѣдечьскои), cosa che continuò fino al XX secolo. Nel corso del tempo "Sofia" si affermò come nome ampiamente utilizzato, anche ufficiale, della città, ma anche "Sredecs" e la nuova forma "Sardachia" continuarono ad essere usati come sinonimi. Gli Ottomani invece, iniziarono a favorire il nome Sofya (صوفيه).
Dopo la Liberazione della Bulgaria nel 1878, con decisione dell'amministrazione comunale, la città ripristinò il nome bulgaro Sredec, ma poco dopo, su insistenza del governo provvisorio russo, le fu restituito il nome Sofia. Nel 1879 ci fu una disputa sul nome, con i cittadini che crearono un comitato di figure eminenti che sostenevano il ripristino del nome storico Sredec. Questa idea fu sostenuta anche dall'Accademia bulgara delle scienze, la cui pubblicazione ufficiale tra il 1882 e il 1899 menzionò Sredec come luogo di pubblicazione. A poco a poco si arrivò a un compromesso, l'ufficializzazione di Sofia per le istituzioni nazionali, e Sredec per le istituzioni amministrative ed ecclesiastiche, prima che quest'ultimo venisse abbandonato nel corso degli anni.
Stemma, motto e festa
Il motto della capitale è “Cresce, ma non invecchia” (). Fu scritto nel 1911 sullo stemma di Sofia, creato nel 1900; nel 1928 lo stemma fu decorato con rami di alloro su entrambi i lati. Lo stemma comprende una corona muraria situata sopra lo scudo; i merli simboleggiano le montagne che circondano la città di Sofia. Lo scudo è diviso in quattro campi. Nel campo superiore a sinistra è raffigurata una testa femminile sormontata da una corona muraria con due torri merlate, simbolo della città (Ulpia Serdica) fin dall'antichità, nel campo superiore a destra la basilica di Santa Sofia, nel campo inferiore a sinistra il Monte Vitoša e nel campo inferiore a destra - un padiglione con la statua di Apollonius Medicus (Apollo Guaritore), personificazione delle terme minerali curative di Sofia. Al centro è posta l'immagine del "Leone bulgaro" - il legame tra l'antico stato bulgaro e la modernità.Софийски градско-общински съвет. II-а Извънредна сесия. Протокол № 19, София, 17-й Март 1900 година // София – 130 години столица на България. Сборник със статии, посветени на София. Научен форум „София – 130 години столица на България“ 31 март 2009. pp. 138 – 139Тачев, Хараламби К. За герба на град София // София – 130 години столица на България. Сборник със статии, посветени на София. Научен форум „София – 130 години столица на България“ 31 март 2009. p. 143
La festa della città cade di 17 settembre, quando la Chiesa ortodossa bulgara commemora le sante martiri Sofia e le sue figlie Fede, Speranza e Amore. La data è stata fissata come Festa di Sofia con il decreto del Consiglio comunale del 25 marzo 1992.
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