Deputato alla Camera dal 30 maggio 2001, ricoprendo svariati incarichi parlamentari, è stato presidente della Provincia di Salerno dall'8 giugno 2009 al 22 ottobre 2012 e candidato presidente per la coalizione di centro-destra alle elezioni regionali in Campania del 2025, perdendo contro Roberto Fico.

Biografia Nato a Nocera Inferiore (Salerno), figlio di un ufficiale dell'esercito, nel 1980 è stato ammesso come allievo del 193º corso alla Scuola militare "Nunziatella" di Napoli, dove consegue la maturità scientifica nel 1983. Successivamente frequenta l'Accademia militare di Modena e la Scuola ufficiali carabinieri di Roma, conseguendo la laurea in giurisprudenza all'Università di Parma, la laurea in scienze politiche e la laurea specialistica in scienze della sicurezza interna ed esterna all'Università di Salerno.

È ufficiale dell'Arma dei Carabinieri in aspettativa per via del mandato parlamentare, ora in congedo. Ad ottobre 2020 ottiene la promozione onorifica al grado di generale di Brigata. È consigliere della Fondazione Italia USA.

Attività politica Consigliere regionale della Campania Alle elezioni regionali in Campania del 1995 si candida con Alleanza Nazionale (AN), a sostegno del candidato presidente di centro-destra Antonio Rastrelli, risultando eletto con 15.893 preferenze nel collegio di Salerno in consiglio regionale della Campania (il secondo più suffragato nella regione). Alle regionali campane del 2000 viene confermato, nel medesimo collegio sebbene con 15.616 preferenze, consigliere regionale della Campania, ottenendo l'incarico di questore in Consiglio regionale. .

Elezione a deputato Alle elezioni politiche del 2001 viene candidato alla Camera dei deputati nel collegio elettorale di Nocera Inferiore, sostenuto dalla coalizione di centro-destra Casa delle Libertà in quota Alleanza Nazionale, risultando eletto deputato con il 40,89% dei voti e superando i candidati de L'Ulivo Vincenzo Casalino (37,69%), di Democrazia Europea Luigi Cremone (12,69%) e della Lista Di Pietro Domenico Cassano (4,94%), dimettendosi da consigliere regionale il successivo 16 giugno. Nel corso della XIV legislatura ha fatto parte della 4ª Commissione Difesa (2001), della 2ª Commissione Giustizia (2001-2003), di cui è stato anche capogruppo per AN (2003), e della 3ª Commissione Affari esteri e comunitari (2003-2006), oltre a far parte del comitato direttivo e ricoprire l'incarico di vice-capogruppo del gruppo parlamentare di AN alla Camera (2003-2006).

Nel 2005 si è fatto promotore di una controversa legge di riforma del codice penale riguardo ai termini della prescrizione e le pene per i reati di associazione mafiosa e usura che, portando il suo nome e venendo poi sconfessata dallo stesso, a causa delle profonde e non condivise modifiche apportate dal Parlamento, ad oggi è indicata con il nome di ex Cirielli. Tra marzo e luglio dello stesso anno è stato anche assessore nella giunta comunale di Nocera Superiore (Salerno) guidata dal forzista Gaetano Montalbano.

Rielezione alla Camera Alle elezioni politiche del 2006 viene ricandidato alla Camera, tra le liste di Alleanza Nazionale nella circoscrizione Campania 2 in terza posizione, venendo confermato a Montecitorio. Nella XV legislatura della Repubblica è stato segretario della 2ª Commissione Giustizia, oltre a presentare 103 progetti di legge.

Alle elezioni politiche del 2008 viene candidato alla Camera dei deputati, tra le liste del Popolo della Libertà (lista elettorale che univa principalmente AN e Forza Italia) nella medesima circoscrizione in ottava posizione, risultando confermato come deputato. Nel corso della XVI legislatura è stato presidente della 4ª Commissione Difesa, oltre a presentare nel 2011 una proposta di legge costituzionale volta a separare il territorio salernitano dal resto della Campania per istituire una nuova regione autonoma, risultando nella classifica finale di legislatura dell'indice produttivo dei parlamentari stilata da Openpolis come l'ottavo in assoluto.

Presidente della Provincia di Salerno Nel 2009 aderisce alla confluenza di AN nel Popolo della Libertà (PdL) come partito, con cui alle elezioni amministrative del 2009 viene candidato alla presidenza della Provincia di Salerno, sostenuto da una coalizione di centro-destra formata da PdL, Unione di Centro (UdC), Movimento per l'Autonomia, Nuovo PSI, UDEUR, Alleanza di Centro, Democrazia Cristiana di Giuseppe Pizza, Azione Sociale, Movimento per l'Italia, La Destra - Fiamma Tricolore e le liste Democrazia Federalista - Lista Lubritto, Forza Provincia, Alleanza per Cirielli, Alleanza per le Libertà, Centro per la Libertà, M.E.D.A. e Lega Sud Ausonia, venendo eletto al primo turno con il 55,61% dei voti e superando il presidente uscente di centro-sinistra Angelo Villani (43,83%).

Decadenza da presidente della Provincia Il 9 ottobre 2012 viene approvata in consiglio provinciale di Salerno, come quello di altre province italiane, una mozione che dichiara l'incompatibilità di Cirielli tra gli incarichi di presidente di Provincia e parlamentare; il testo è stato appoggiato dalla maggioranza che sostiene Cirielli mentre l'opposizione si è schierata contro. Dopo l'approvazione del testo Cirielli è stato dichiarato decaduto come presidente della Provincia, giustificando tale manovra con la volontà di polemizzare contro i pesanti tagli imposti dal governo Monti agli enti provinciali e con la volontà di ricandidarsi alle politiche del 2013 incarico per cui scatta l'incompatibilità con quello di presidente di Provincia. Con l'approvazione della mozione sostenuta dalla maggioranza di centrodestra, il 24 ottobre 2012 Cirielli viene dichiarato decaduto, e non sfiduciato, garantendo così la permanenza in carica sia del consiglio provinciale che della giunta, che sarà presieduta ad interim dal vicepresidente della Provincia Antonio Iannone.

Segretario della Camera dei deputati Il 20 dicembre 2012 partecipa alla scissione del PdL guidata da Giorgia Meloni, Ignazio La Russa e Guido Crosetto che porta alla nascita di Fratelli d'Italia (FdI), di cui entra a far parte dell'ufficio di presidenza e con cui alle elezioni politiche del 2013 viene ricandidato alla Camera, come capolista nella circoscrizione Campania 2, venendo riconfermato a Montecitorio. Nella XVII legislatura della Repubblica è stato segretario dell'ufficio di presidenza della Camera, vicepresidente del Comitato permanente sugli italiani nel mondo e la promozione del sistema paese, tesoriere del gruppo parlamentare Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale a Montecitorio dal 2016, membro e capogruppo per FdI nella 3ª Commissione Affari esteri e comunitari, nella 1ª Commissione Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni e nella Commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito, componente del Comitato permanente sull'attuazione dell'agenda 2030 e gli obiettivi di sviluppo sostenibile, del Comitato permanente africa e questioni globali, del Comitato permanente sui diritti umani, del Comitato permanente sulla politica estera e relazioni esterne dell'unione europea, del Comitato di vigilanza sull'attività di documentazione, del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa e del Comitato permanente sulla riforma delle strutture istituzionali della politica estera dell'Italia. A dicembre 2016 viene indicato come il parlamentare più produttivo della regione Campania, secondo il dossier redatto da Openpolis sulla XVII legislatura, riconoscimento che viene confermato nel febbraio 2018 per il periodo 2013-2018.

A settembre 2017 viene eletto membro del consiglio d'amministrazione della Fondazione Alleanza Nazionale. .

Questore della Camera dei deputati A gennaio 2018 viene eletto presidente/coordinatore della Direzione Nazionale di Fratelli d’Italia. Alle elezioni politiche di quell'anno viene candidato alla Camera sia nel collegio uninominale Campania 2 - 07 (Scafati), sostenuto dalla coalizione di centro-destra, che come capolista di FdI nel collegio plurinominale Campania 2 - 03, risultando eletto per la quinta volta deputato nel secondo, mentre nel primo raccoglie il 34,13% dei voti e viene sconfitto dalla candidata del Movimento 5 Stelle (M5S) Virginia Villani (44,84%). Nel corso della XVIII legislatura ha fatto parte della 3ª Commissione Affari esteri e comunitari, della Delegazione italiana all'Assemblea parlamentare della NATO, dei Comitati permanenti sugli italiani nel mondo e la promozione del sistema paese, sui diritti umani nel mondo, sull'attuazione dell'agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e sul commercio internazionale, ricoprendo gli incarichi di segretario dell'ufficio provvisorio di presidenza della Camera, questore dell'ufficio di presidenza (facendo anche parte dei comitati per gli affari del personale, di vigilanza sull'attività di documentazione, per la sicurezza e per la comunicazione e l'informazione esterna), vicepresidente del del Comitato permanente sulla politica estera e le relazioni esterne dell'Unione Europea e segretario del Comitato permanente sulla politica estera per l'America latina.

Nel 2020 ha presentato un disegno di legge che introdurrebbe il divieto di «costituzione, sotto qualsiasi forma, di partiti» che «si propongano l’instaurazione di regimi totalitari di ideologia comunista».

Viceministro degli affari esteri Alle elezioni politiche anticipate del 2022 viene ricandidato alla Camera, come capolista di Fratelli d'Italia nel collegio plurinominale Campania 2 - 02, venendo rieletto a Montecitorio. Nella XIX legislatura è membro della 3ª Commissione Affari esteri e comunitari, venendo sostituito per l'incarico di governo che occupa da Elisabetta Gardini, e ha presentato diverse proposte di legge, tra cui l'istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta sulla vicenda dei marò arrestati in India nel 2012, due testi in materia di misure cautelari e responsabilità civile dei magistrati, la richiesta di istituire "un Servizio nazionale militare di volontari per la mobilitazione" e "una fondazione per la promozione e la tutela del collezionismo minore" e di ripristinare il carcere per atti osceni e nudità in luogo pubblico.

Con la nascita del governo presieduto da Giorgia Meloni, il 31 ottobre 2022 Cirielli viene indicato dal Consiglio dei Ministri quale viceministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale nel governo Meloni, entrando in carica dal 2 novembre e affiancando il ministro e vicepremier Antonio Tajani, ottenendo poi le deleghe alla cooperazione allo sviluppo, difesa e sicurezza (Filiera industriale), export di armamenti e beni dual use, spazio e aerospazio e monitoraggio dei bilanci militari stranieri. Durante il suo mandato ha assunto una posizione filo-azera sul conflitto nell'Artsakh, contestato con un notevole zelo le prese di posizione dell'Unione Europea e i pronunciamenti a favore dell'Armenia da parte del Parlamento europeo, polemizzando nel merito anche col governo francese, facendo anche in maniera inusuale pressione sul Senato della Repubblica affinché indirizzasse il dibattito a favore in tal senso, creando imbarazzo sia nel suo partito che nella maggioranza di governo.

Ad agosto 2026 ha dichiarato di auspicare un futuro governo insieme a Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, scatenando l'immediata frenata ufficiale di FdI.

Candidatura alla presidenza della Campania