La rivolta tibetana del 1959 () o ribellione tibetana del 1959 () iniziò il 10 marzo 1959 in seguito allo scoppio di una rivolta a Lhasa, la capitale del Tibet, all'epoca sotto l'effettivo controllo della Repubblica popolare cinese (RPC) in seguito all'accordo dei 17 punti del 1951.

Storia All'inizio del 1956, nelle regioni del Kham e dell'Amdo, sottoposte a riforme socialiste, erano già scoppiati conflitti armati tra la guerriglia tibetana e l'Esercito Popolare di Liberazione.La rivolta del 1959 si concluse nel marzo 1959, mentre la guerriglia tibetana proseguì in alcune aree fino ai primi anni Settanta (circa 1974. Nel frattempo Mao Zedong e il Partito Comunista Cinese avevano lanciato la Campagna anti-destra nel 1957 e il Grande balzo in avanti nel 1958. L'incidente di Xunhua del 1958 è considerato da alcuni storici uno dei fattori che contribuirono ad aumentare le tensioni prima della rivolta.

La rivolta iniziò nel 1959 in un contesto di tensioni generali fra cinesi e tibetani, inasprite inoltre dal timore dei manifestanti tibetani che il governo comunista cinese potesse arrestare Tenzin Gyatso, il 14º Dalai Lama. Le proteste furono alimentate anche dal crescente sentimento anticinese e dalle richieste di autonomia o indipendenza del Tibet. All'inizio la rivolta consisteva in proteste per lo più pacifiche, ma gli scontri scoppiarono rapidamente. L'Esercito Popolare di Liberazione Cinese alla fine ricorse alla forza per controllare i manifestanti, alcuni dei quali erano armati. L'opposizione aumentò notevolmente il 10 marzo 1959. Le ultime fasi della rivolta videro pesanti combattimenti, con elevate perdite fra i civili e i militari. Il 14º Dalai Lama fuggì da Lhasa con un piccolo gruppo di accompagnatori e raggiunse l'India; nei mesi successivi circa 80 000 tibetani si rifugiarono anch'essi in India., ricchi, poveri, monaci e laici, rifugiandosi in India, e la città tornò sotto il controllo delle forze di sicurezza cinesi il 23 marzo 1959. Migliaia di persone furono uccise, anche se il numero esatto non è certo. Alcune stime suggeriscono che siano stati uccisi tibetani e che siano stati distrutti fino a monasteri e santuari.

Ogni anno, il 10 marzo, anniversario della rivolta, viene celebrato dagli esuli tibetani come la "Giornata della rivolta tibetana" e la "Giornata della rivolta delle donne". Il 19 gennaio 2009, come "contropropaganda", il corpo legislativo della Regione Autonoma del Tibet, controllato dalla RPC, ha scelto il 28 marzo come anniversario della "Giornata dell'emancipazione dei servi".

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