Nella città di Siracusa, in Sicilia, sono visibili numerose tracce di quelli che il mondo accademico appella cart ruts (i solchi di carro), localmente meglio noti con il nome di carraie greche o, più raramente, binari di pietra.

Contesto generale dei cart ruts

In Sicilia la città di Siracusa rappresenta il luogo dove il fenomeno dei cart ruts risulta maggiormente esteso, ma esso è presente anche nei suoi dintorni: nei pressi di Augusta e nei pressi di Vendicari ed Eloro (Noto), dove ufficialmente i solchi sono noti come «carraie ellenistiche»www.virtualsicily.it; www.elorodistrict.com.. Tale fenomeno tocca inoltre il litorale agrigentino, con la Valle dei TempliImmagini dei solchi agrigentini: www.cartruts.de - Sizilien/Agrigent., nella Sicilia centrale (dove i solchi prendono il nome di «canali d'acqua»Die unerklärten Felsengleise der Alten Welt ), e si può osservare altresì nella punta occidentale di Sicilia: nel trapanese (essenzialmente nei pressi di Marsala, comprese le sue isole).

Intorno alla Sicilia, sia a sud che a nord-ovest, i cart ruts sono presenti: in Sardegna, dove sono diffusi in vaste aree da nord a sud dell'isola, e nell'arcipelago maltese: i solchi dell'isola di Malta sono particolarmente famosi nel mondo accademico e spesso vengono presi come metro di comparazione per il resto dei cart ruts distribuiti altrove. Data anche la stretta vicinanza geografica che vi è tra i maltesi e i siracusani, sono numerose le analogie fatte tra i rispettivi siti archeologici delle due regioni fisiche.

Anche nella parte continentale della penisola italiana si possono riscontrare i cart ruts (se pur in pochi punti della stessa): in Puglia, nei pressi di Monopoli, tra il Lazio e la Toscana: esattamente nella Maremma, e infine nel Trentino-Alto Adige, a Bressanone,Immagini dei solchi a Bressanone: www.cartruts.de Trentino/Bressanone. e in Valle d'Aosta, nella località di Donnas.Immagini della strada solcata e del muro inciso di Donnas: www.cartruts.de Valle d'Aosta/Donnas. Varcati i confini nazionali da nord, i cart ruts affiorano in numerose parti d'Europa, abbracciando più paesi come Germania, Francia, Svizzera, Spagna, Regno Unito e altri ancora. Essi sono visibili anche in Turchia e in Crimea (come nel sito archeologico di Eski-Kermen, nella punta occidentale della regione che si affaccia sul mar Nero, dove i solchi affiancati alle tombe, risalti si pensa al VI secolo a.C.,Datazione sugli info-point ufficiali del sito archeologico. ricordano molto il contesto siracusano, dove si riscontrano delle similitudini nella cosiddetta Via dei Sepolcri).

Solchi sono altresì osservabili in alcune zone costiere dell'Africa e persino nelle Americhe,Ad esempio questo è un video dei cart ruts in Texas, negli Stati Uniti d'America: Curious Historic Tracks at Bull Creek Austin Texas, USA cambiando appellativo e datazione a seconda del luogo nei quali vengono riscontrati (negli Stati Uniti d'America, come ad esempio in Colorado, essi prendono il nome di «wagon ruts» o «wagon tracks» e, nonostante sembrino mostrare la medesima antichità di quelli europei, la loro edificazione viene datata a non prima del XIX secoloVisibili qui delle immagini dei curt ruts del Colorado con la loro datazione e la loro storia risalente al XIX secolo: THE NORTHERN BRANCH OF THE Old Spanish Trail was a part of an extensive trade route established in the 1829... ).

Per quel che riguarda i solchi europei e ancor più nello specifico quelli mediterranei, essi hanno delle precise caratteristiche in comune: il solco, la carraia o binario, può sfociare in una serie di incroci molto complessi in quanto le due linee parallele che normalmente scorrono dritte o curvano all'unisono, vanno a intersecarsi con numerose altre coppie di solchi, prendendo ciascuna una direzione diversa e spesso interrompendosi senza apparente ragione tutte insieme; ciò è particolarmente visibile sia a Malta che in Sardegna e anche a Siracusa (in contrada Targia). I più noti solchi maltesi prendono il nome di «Clapham Junction»,Gordon E. Weston, Clapham Junction: 3000 Years of Maltese Heritage , 2015. a Misraħ Għar il-Kbir, volendo sottolineare la loro somiglianza con lo snodo ferroviario britannico dell'omonima stazione.Nei seguenti link è visibile una comparazione dall'alto tra i siti a più binari di Malta, Siracusa e Sardegna: Clapham Junction maltese, coppie di solchi paralleli a Su Crocifissu Mannu, coppie di solchi paralleli a Siracusa.

Altra caratteristica comune a tanti cart ruts è la presenza nelle immediate vicinanze, o addirittura tra i solchi stessi, di necropoli: l'isola di Sardegna, in tal senso, con le sue vaste e rilevanti tracce archeologiche, non coperte da un successivo strato urbano dettato dal susseguirsi di civiltà (come piuttosto è accaduto a Siracusa), rappresenta un importante esempio per cercare di meglio comprendere le dinamiche nelle quali si svilupparono i cart ruts.;

Ipotesi sulla loro funzione e datazione L'ipotesi delle carraie: carro trainato da animali

L'ipotesi principale, elargita negli anni passati con assoluta certezza, per quanto riguarda i solchi siracusani, è che essi siano carreggiate, o carraie, d'epoca greca, solcate e quindi modellate dalle ruote dei carri, trainati da animali.Infopoint - Siracusa nord; Sicilia: arte e archeologia dalla preistoria all'unità d'Italia, 2008, p. 55.

D'altronde, le tante cave di pietra disseminate nei paraggi dei solchi sembrerebbero confermarlo naturalmente: buona parte dei solchi accompagna difatti il perimetro delle antiche mura dionigiane, fatte fabbricare sotto il comando del tiranno Dionisio I di Siracusa tra il V secolo a.C. e il IV secolo a.C., quando la polis sentì il bisogno di fortificarsi erigendo vaste mura dopo essere scampata alla tentata conquista degli Ateniesi. Secondo Diodoro Siculo vi lavorarono 70.000 schiavi e 6.000 buoi; suddivisi in squadre da 200 uomini ciascuna, che con i carri sarebbero stati in grado di estrarre circa 300 tonnellate di pietra al giorno. Se pur i numeri di Diodoro risultino probabilmente esagerati (sempre più si tende a misurare con occhio critico le parole degli antichi oratori Greci, ritenuti eccessivamente eccentrici in ciò che riguardava il loro ethnosVd. Le lunghe mura di Dionigi a Siracusa in La Sicilia dei due Dionisî: atti della Settimana di studio (a cura di), Agrigento, 24-28 febbraio 1999, 2002, p. 232.), un tale sforzo avrebbe giustificato la comparsa di numerose carreggiate sulla tenera pietra calcarea. Ma i solchi di Siracusa non sorgono solo nei punti vicino alle mura.

Molto probabilmente non vi sarebbe il ben che minimo motivo di mettere in dubbio la loro funzione e datazione, collocandola con sicurezza negli anni più fiorenti della Siracusa greca, o tutt'al più uno o due secoli indietro (non prima dell'VIII secolo a.C., quando i Corinzi sbarcarono per la prima volta sulle rive ortigiane), se non esistessero altri esempi di carraie così simili a quelle aretusee (due esempi lampanti di ciò sono il sito maltese di Clapham Junction e quello sardo di Su Crocifissu Mannu), situate in luoghi che in quei secoli poco o nulla avevano a che vedere con la colonizzazione greca e con la presenza siracusana in loco, eppure ripetendo lo schema dei solchi siciliani in maniera sorprendentemente fedele, emulandolo egregiamente.

Il paragone naturale è con i solchi che segnano l'isola di Malta (la più vicina geograficamente all'area siracusana): secondo diversi studiosi Malta venne colonizzata migliaia di anni fa dalle popolazioni della Sicilia, non meglio specificate, che diedero inizio all'età del bronzo nell'arcipelago maltese. Secondo tale principio, i templi megalitici di Malta (che vengono generalmente considerati i più antichi al mondo: precedettero la costruzione di Stonehenge, ad esempio), sarebbero opera di quell'antica gente che giunse sull'isolotto dalla Sicilia.Barbara Ann Kipfer, Encyclopedic Dictionary of Archaeology , 2000, p. 331. E poiché molti cart ruts maltesi sorgono nei pressi di quei templi, è stato ipotizzato che i solchi siano il risultato per il trasporto su carro di quegli enormi massi, inoltre, essendo i templi maltesi datati dal 5000 a.C. al 2000 a.C., anche i suoi cart ruts, di conseguenza, acquisirebbero l'antichissima datazione.Kevin Walsh, The Archaeology of Mediterranean Landscapes: Human-Environment Interaction from the Neolithic to the Roman Period , Cambridge University Press, 2014, p. 221. Ciò tuttavia comporterebbe due seri enigmi legati a questa ipotizzata connessione di matrice siciliana: il primo è che in Sicilia, soprattutto nell'area di Siracusa (dove i cart ruts sono più sviluppati e più simili a quelli maltesi), non vi sono tracce considerevoli di opere megalitiche (nel siracusano sono del tutto assenti, se si accettua il cosiddetto dolmen di Avola, la cui collocazione è comunque dubbia e soprattutto si trova in un luogo non interessato dai cart ruts), il secondo dilemma consisterebbe nel fatto che mentre i cart ruts siracusani vengono generalmente datati intorno ai primi secoli avanti Cristo, quelli maltesi sembrano collocarsi, in base a ciò che li circonda, in un tempo molto più antico, creando un divario come minimo di oltre 1000 anni tra le due rispettive aree archeologiche, nonostante esse mostrino le medesime, chiare, caratteristiche in comune.

Ciononostante, vi è tra gli studiosi chi pensa che i cart ruts maltesi si siano sviluppati piuttosto indipendentemente dai templi megalitici e lo abbiano fatto in un arco di tempo molto più vicino a quello siracusano: intorno all'VIII o VII secolo a.C. ad opera di popolazione giunte o dall'est della Grecia oppure dalla FeniciaBarbara Ann Kipfer, Encyclopedic Dictionary of Archaeology (EN) , 2000, p. 331.: il popolo dei fenici aveva colonizzato Malta intorno al IX secolo a.C., in seguito i punici di Cartagine (anch'essa colonia fenicia), nel IV secolo a.C. si impossessarono delle isole maltesi, annoverandole tra i propri domini commerciali.Rossana De Simone, Sicilia e Malta in età fenicia e punica: problemi e prospettive.

Altri studiosi ancora, come l'archeologo maltese Anthony Bonanno, datano i cart ruts in epoca romana e, dicendoli vie stradali solcate dai carri, le attribuiscono all'opera edilizia dell'Impero romano; tuttavia, tale tesi riscontra numerosi interrogativi, soprattutto in Sicilia: i cart ruts, infatti, rappresenterebbero una sorta di "involuzione" per la civiltà romana, costruttori di ponti e di strade pavimentate.<ref>Claudia Sagona, Land use in prehistoric Malta. A re‐examination of the Maltese 'cart ruts''' , p. 46.</ref> Inoltre, gli antichi Romani non spesero mai tempo o denaro per costruire arterie stradali nella loro provincia di Sicilia, affidandosi piuttosto a quelle principali che trovarono già tracciate dagli antichi Greci.