Biografia Ha studiato Storia dell'arte sotto la guida di Paola Barocchi alla Scuola Normale Superiore a partire dal 1981, laureandosi nel 1984 e ottenendo il dottorato nel 1995.
Ha cominciato a scrivere guardando il cinema del passato e riannodando il documento testuale con la voglia di ricostruire la storia della Galleria di Villa Borghese a Roma, di cui ha pubblicato i documenti relativi al passaggio dai principi allo Stato italiano tra la fine del XIX e gli inizi del XX secolo.La perizia dei quadri Borghese documentata nell'Archivio della Galleria. Adolfo Venturi e altri tra scienza dell'arte e interessi ministeriali, in «Ricerche di Storia dell'Arte», n.23, 1984, pp. 45-72.
Negli stessi anni ha scoperto l'archivio privato di Adolfo Venturi, presso la nipote romana, che ha fatto donare alla Scuola Normale.La nascita della storia dell'arte in Italia. Adolfo Venturi dal museo all'università (1880-1940), Venezia, Marsilio, 1996.
Nel 1987 ha organizzato insieme a diversi studiosi italiani e stranieri una mostra e un convegno a Bergamo su Giovanni Morelli e la cultura dei conoscitori ottocenteschi. L'iniziativa è stata accompagnata da una serie di pubblicazioni che hanno aiutato a reinserire un personaggio complesso all'interno dell'ambiente milanese e in particolare della Brera di fine Ottocento.Giovanni Morelli e la cultura dei conoscitori. Atti del Convegno Internazionale di Bergamo, a cura di Giacomo Agosti, Maria Elisabetta Manca, Matteo Panzeri, Bergamo, Lubrina-LEB, 1993.
Una testimonianza ulteriore dell'interesse per la cultura bergamasca si trova nel saggio dedicato a Enrico Scuri, maestro all'Accademia Carrara per buona parte dell'Ottocento.Enrico Scuri, in AA.VV., I pittori bergamaschi dell’Ottocento, Bergamo, Bolis edizioni, voll. III, 1993, pp. 402-433.
Nel 1989 ha vinto il posto di assistente a una delle cattedre di stile, storia dell'arte e del costume dell'Accademia di Brera, allora diretta da Daniela Palazzoli. Lavorando a fianco di Piero Quaglino, ha avuto modo di conoscere un altro esponente della cultura torinese, Mario Soldati.I diversi mestieri di uno storico dell’arte “mancato”: Mario Soldati, in «Ricerche di storia dell’arte», n. 59, 1996, pp. 33-41.
Ha partecipato come attore ai film sperimentali di Francesco Ballo, presentati in diversi festival tra cui quello torinese (1996)Quando le ombre si allungano, lungometraggio di Francesco Ballo, Italia, 1996, 16 mm, 100'., ai quali ha seguito l'ingaggio in alcune repliche teatrali della Confessione, lo spettacolo immaginato da Walter Manfré per stringere attore e spettatore in un rapporto esclusivo.La confessione, di autori vari, regia di Walter Manfré, Torino, Teatro Fregoli, febbraio 1997.
Nel 2002 ha prodotto al Teatro Out Off di Milano una versione teatrale – di cui è stato anche interprete – del film di Don Siegel, L'invasione degli ultracorpi, affidandone la regia a Corrado Accordino.L'invasione degli ultracorpi, da un'idea di Monika Nagy e Giacomo Agosti, regia di Corrado Accordino, Milano, Teatro Out - Off, 22-27 ottobre 2002.
Nel frattempo ha offerto una prima elaborazione dell'esperienza paterna affrontando il rapporto tra Auguste Renoir e suo figlio Jean, di cui ha fatto ripubblicare per Garzanti il libro Renoir mio padre accompagnandolo con un saggio intitolato La Francia vista dall'America.Prefazione, in Jean Renoir, Renoir mio padre, Milano, Garzanti, 1995, pp. I-XX.
Il cannocchiale retrospettivo, dalla piattaforma di Brera, è continuato attraverso il dialogo con Cesare GarboliRoberto Longhi al cinema (appunti su alcuni film, a Parigi nel 1932), in «Paragone», n. 472, 1990, pp. 3-18. e con l'organizzazione delle mostre sulla storia dell'insegnamento di scenografia (1997-1998)La città di Brera, Due secoli di progetto scenico. Prospettive d'invenzione 1802-1861, Milano, Giorgio Mondadori, 1997; La città di Brera, Due secoli di progetto scenico. Dalla prospettiva alla scenografia, Milano, Giorgio Mondadori, 1998. e soprattutto con un volume sulle collezioni dell'Accademia, curato insieme a Matteo Ceriana della Soprintendenza, che ha offerto nuovi materiali per capire come e cosa si fosse insegnato a Brera dalla fine del Settecento agli anni Cinquanta del Novecento.Le raccolte storiche dell'Accademia di Brera, a cura di Giacomo Agosti e Matteo Ceriana, Firenze, Centro Di, 1997.
Negli stessi anni A. ha preso a indagare il legame storico tra melodramma e cinemaCorrado Ricci tra melodramma e cinema, in Corrado Ricci, nuovi studi e documenti, a cura di Nora Lombardini, Paola Novara, Stefano Tramonti, Ravenna, Società di Studi Ravennati, 1999. e la natura delle illustrazioni dei libri di cinema, prossimi a essere sostituiti dalla rete.Gli usi della fotografia, a cura di Roberto Cassanelli e Gabriella Guerci, in «Quaderni d’archivio», n.7, Comune di Cinisello Balsamo, 1999, pp.33-38.
La mostra su Senso di Visconti (1998) ha chiuso la volontà di guardare all'indietro – sebbene il catalogo sia uscito contemporaneamente agli atti delle giornate di studio su Camillo Boito, organizzate a Brera sulla falsariga di quelle pisane per Venturi (2002).Camillo Boito e il sistema delle arti. Dallo storicismo ottocentesco al melodramma cinematografico di Luchino Visconti, a cura di Giacomo Agosti, Costanza Mangione, Padova, Il Poligrafo, 2002.
Privatosi di una serie di riferimenti logici e verbali, A. ha deciso in quel momento di ripartire dalla propria fisicità, analogamente a quanto intraprendeva il suo allievo Roberto Cuoghi col quale ha collaborato in diversi video (2004).Vögelvariation. Il cinema sotto la pelle, una serata a cura di Giacomo Agosti e Riccardo Conti, Milano, spazio Bianca Maria, 6 aprile 2005 (nel corso della serata è stato presentato il lavoro video di Giacomo Agosti e Mattia Costa, con effetti make-up di Roberto Cuoghi, Il desiderio dello studente).
Ha prestato il suo corpo a un reportage di moda di Jonathan Frantini (2007)Dog Star Man, in "Double", estate 2007, pp. 116-135. e si è impegnato in due campagne pubblicitarie a largo raggio, quella per Banca Intesa – all'interno della cui corporate tv ha creato il personaggio di Mister Bank (2003)Serie '16.31', realizzata da Next Media Lab per la tv commerciale di Banca Intesa, 2003 - 2004 (12 puntate). – e quella per Bang e Olufsen, che era costituita da una performance itinerante negli stores italiani sul tema della Laura di Otto Preminger (2004).Omaggio a René Magritte, performance ispirata a 'Laura' di Otto Preminger per la serata inaugurale della mostra Bang e Olufsen, Torino,4 novembre 2004, Milano, 11 novembre 2004, Bologna, 18 novembre 2004, Firenze, 25 novembre 2004, Roma, 2 dicembre 2004.
Nel frattempo la cattedra a Brera, vinta nel 1998 con la dicitura di metodologia e storia della critica d'arte, si era mutata in pratica e cultura dello spettacolo.
A. ne aveva fatto un laboratorio per artisti che partendo dalle sensazioni fisiche arrivasse a un graduale trattamento delle emozioni (documentato dal dvd Fuori Genere compilato per l'Università di Torino e parzialmente presentato al Milano Film Festival del 2006).Fuori genere: laboratorio visivo di didattica delle emozioni, 4 videolezioni per UNIST, dvd Università studi di Torino, (aa.2006-2007).
La svolta ha permesso di mettere l'allievo al centro dell'attenzione con tutto se stesso prima che col lavoro finito. Di qui sono nate discussioni sullo statuto formale a cui A. ha affiancato due lavori letterari nati dalla riflessione sul gesto della scrittura: La divisa blu e soprattutto Il mio Puccini La Divisa Blu, Milano, stampato in proprio, 2003; Quaderni del Mio Puccini, 7 voll., Modigliana, 2014-2015.. Se per Walter Siti Il Mio Puccini soffriva di “un eccesso di ellissi” dove “la cultura, invece che farsi materia, rischia di essere un tappo”Lettera di Walter Siti all’autore, 8 aprile 2012., il testo sembrava ad Anna Albano “la progressiva messa a nudo dei corpi sbagliati, ma senza suadenti spogliarelli”, bensì “strappando i panni”.
All'interno del capitolo sulla “Rondine” A. ha avuto l'opportunità di chiarire una volta per tutte l'esaurimento di un modello che l'aveva affascinato nella giovinezza e al quale aveva dedicato studi e ricerche – in particolare l'edizione del carteggio con Bernard Berenson fatta insieme a Cesare GarboliPrimi cenni sul fondo di Roberto Longhi: l'inventario della sezione epistolare, in «Autografo», n. 26, 1992, pp. 87-100; Longhi editore fra Berenson e Venturi, in Bernard Berenson, Roberto Longhi, Lettere e scartafacci, a cura di Cesare Garboli e Cristina Montagnani, Milano, Adelphi, 1993. – culminati in un progetto editoriale approvato da Bompiani.
“(Roberto) 'Longhi' restava il nome di un'alleanza che c'era stata. Cresciuta in spessore, aveva perso di intenzione (…) Garantiva un mondo fiabesco di ragazzi bravi a scuola e primari nelle associazioni: mi piace questo, allora sono questo (…) La scrittura si è esaurita da sé, in tutta naturalezza. Un capitolo dopo l'altro ho abbassato le luci e ho ristretto il numero degli spettatori, finché ho lasciato una frase a mezzo e non l'ho più ripresa”.G. Agosti, Tre Notti dagli antipodi. La rondine, Modigliana, 2014, pp. 12-13.
Nel 2007 A. ha deciso di arrestare gli esperimenti di mimesi teatrale estemporanea al fine di concentrarsi su un lavoro più ambizioso. C'era già stata la regia di Tosca al Teatro delle Erbe a Milano (2005)Tosca, opera in 3 atti di Giacomo Puccini, libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, Milano, Teatro delle Erbe, 18-20 novembre 2005. e nello stesso anno l'esperienza come scenografo per la Bohème al Teatro Guaira di Curitiba in Brasile.La Bohème, opera in 4 atti di Giacomo Puccini, libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, scenografie in collaborazione con Nicola Trezzi, Curitiba (Brasile), Teatro Guaira, 24-30 giugno 2005. Il melodramma fluiva come un racconto già fatto che attivava in pari tempo la voce dei morti. Nacque così Esser madre è un inferno (il titolo è una citazione dall'Arlesiana di Cilea), in cui A.- in giacca e cravatta - si raccontava come sua madre dalla nascita alla morte. Lo spettacolo fu portato da un piccolo teatro romano alla sezione off del Festival di Sant'Arcangelo.Esser madre è un inferno, un’azione scenica di Giacomo Agosti guardata per 45 minuti da Mattia Costa, Roma, Teatro di Santa Chiara al Casaletto, 11-12 maggio 2007; Santarcangelo di Romagna, La casa del glicine, 7-9 luglio 2007. Le repliche turbarono più di uno spettatore e A. tornò ad occuparsi di altri progetti sull'originarietà, come la mostra per i 70 anni della Biancaneve organizzata dalla Disney Italia insieme a Brera.Freedom to create: omaggio al mito di "Biancaneve e i Sette Nani", mostra a cura dell'Accademia di Belle Arti di Brera, Atelier Gluck Arte, novembre - dicembre 2009.
Nel 2008 ha pubblicato un diario apocrifo di Simone Simon (l'interprete del film Il bacio della pantera)Cat People, in Impronte di una vita, di una collezione o di un gatto... , a cura di Carla Gaggianesi, Milano, La Galliavola Arte Orientale, 2007, pp. 7–11.. Ha sviluppato la collaborazione con Gianluca Peluffo e Ernesta Caviola5+1 AA. Il silenzio del sottomarino, a cura di Ernesta Caviola, Silvana - Archives d'Architecture Moderne, Cinisello Balsamo - Bruxelles, 2008. prestandosi come modello per le loro campagne fotografiche. Il lavoro presenta somiglianze con quello che A. ha intrattenuto con Chiara Dynys: anche per l'artista mantovana A. si è prestato ad agire diverse performances e a interpretare un intero film prodotto dalla RSI (Fantasy in Bregaglia, 2008).Save Me, performance di Chiara Dynys, Foligno, Centro per l’Arte Contemporanea, 18 settembre 2010; Tra i segreti dell’Europa. Fantasy in Bregaglia, di Chiara Dynys, Italia-Svizzera, 2009, 25’.