Lo stile Luigi XII è uno stile artistico ed architettonico nato in Francia e costituente una transizione tra lo stile gotico ed il primo rinascimento francese. Esso fu il risultato delle guerre d'Italia di Carlo VIII e di Luigi XII che consentì per la prima volta di mettere in rapporto la Francia di allora col rinascimento italiano. Generalmente, in particolare in architettura, se la struttura rimase profondamente francese, altrettanto profondi furono i cambi decorativi influenzati dallo stile italiano.

Dal 1495 una colonia di artisti italiani si era installata ad Amboise per collaborare coi colleghi francesi. Questo è generalmente considerato l'inizio dello stile Luigi XII.

Per determinare questo nuovo stile, ad ogni modo, non bisogna considerare unicamente il rapporto col rinascimento italiano che pure risultò fondamentale; la produzione architettonica francese entrò infatti in contatto anche con quella plateresca spagnola e dell'Europa settentrionale, in particolare di Anversa per quanto riguarda le arti decorative come la pittura e l'arte vetraria.

I limiti di diffusione dello stile Luigi XII si strinsero attorno alla Valle della Loira. Oltre ai diciassette anni di regno di Luigi XII (1498-1515), questo periodo giunse a comprendere anche la fine del regno di Carlo VIII e l'inizio di quello di Francesco I, quindi dal 1495 e sino al 1525/1530 L'anno 1530 risulta fondamentale per la transizione verso il nuovo stile con la fondazione da parte di Francesco I della Scuola di Fontainebleau, ovvero la nascita del pieno rinascimento francese.

Contesto storico

Se l'italianismo era un sentimento presente in Francia già dall'epoca di Petrarca in letteratura, da Jean Fouquet in pittura e da Francesco Laurana a Marsiglia in architettura, furono in particolare le guerre d'Italia di Carlo VIII e Luigi XII a mettere la Francia in stretti rapporti con il rinascimento delle arti che proprio in quegli anni stava sviluppandosi in Italia. A partire dal regno di Carlo VIII, i costumi francesi divennero più raffinati e vicini al gusto di quelli italiani. L'arcivescovo Claudio di Seyssel nel suo Elogio di Luigi XII, parò dei « grandi edifici pubblici e privati » che il sovrano fece erigere durante il suo regno. Questi ebbe modo di constatare che le case erano ammobiliate ovunque in maniera lussuosa. In questo contesto, nel 1495, ventidue artigiani italiani giunsero ad Amboise per «edificare e fare opere alla moda dell'Italia ». tra i quali il « deviseur de bâtiments » (architetto) Giovanni Giocondo, gli scultori Guido Mazzoni e Jérôme Pacherot, i miniatori Domenico da Cortona e Bernardino da Brescia e ancora il giardiniere napoletano Pacello da Mercogliano. Allo stesso modo, l'ambasciata di Cesare Borgia, del 1499, contribuì a riprendere questo influsso, come pure l'intervento di Francesco I al Campo del Drappo d'Oro.

I frequenti "viaggi" di Carlo VIII e Luigi XII in Italia non portarono infatti ad una conversione immediata verso lo stile del rinascimento italiano dell'arte francese dell'epoca. Solo qualche personalità del clero e della nobiltà, nonché finanzieri al servizio del re iniziarono ad interessarsi all'arte italiana, ma lo stesso Luigi XII ne rimase indifferente. Pertanto, la nobiltà, tese a vedere le spedizioni militari in Italia come un modo per mettere alla prova le proprie virtù aristocratiche di medievale memoria e fare fortuna nel contempo.

Il maresciallo de Gié fu il primo ad interessarsi attivamente al gruppo di Amboise di cui il cardinale d'Amboise ed il luogotenente generale Carlo II d'Amboise erano i rappresentanti più illustri. Questo gruppo di innovatori importavano di tutto dall'Italia: pitture, oggetti in marmo come statue, medaglioni, fontane, sculture di diversi materiali. Così rapidamente i motivi dell'arte italiana iniziarono ad inserirsi nell'architettura di alcuni hôtel particulier (Bourges, Blois, Tours) e castelli (Gaillon, Bury, Châteaudun...) i quali, pur rimanendo francamente legati alla struttura francese di base che era perlopiù di stile gotico fiammeggiante, recepirono alcune innovazioni stilistiche.

Nella continua ricerca di riprodurre in qualche modo lo stile italiano e dietro continue richieste, gli Amboise finirono per chiamare in Francia direttamente degli artisti dall'Italia per eseguire nuove opere in situ. Le varie realizzazioni si svolgevano con la collaborazione di muratori francesi che mettevano al primo posto la tradizione artistica nazionale e la sposavano coi nuovi motivi artistici di tendenza. Le forme architettoniche importate, dunque, si trovarono almeno inizialmente forzosamente inserite nelle costruzioni gotiche preesistenti, obbligando così gli artisti a trovare nuove soluzioni per adattare la sintesi dei due stili. Gli ornamenti, che tendevano sempre più a riprendere i modelli italiani, subirono quindi degli adattamenti all'arte francese: i nuovi motivi vennero reinterpretati secondo la libertà degli scultori francesi con la creazione di un nuovo repertorio variegato.

Terminologia Alcuni storici dell'arte hanno descritto lo stile Luigi XII come un abuso di linguaggio per il periodo dal 1495 al 1525/1530 per uno stile sostanzialmente di transizione tra l'arte gotica ed il rinascimento francese propriamente detto. La denominazione di stile Luigi XII ad ogni modo è stata pensata e messa in opera solo in tempi più recenti, quando si è notata la sostanziale differenza tra le tre epoche artistiche e stilistiche e l'importanza di questa stessa tradizione anche nella cultura francese.

Caratteristiche principali

Lo stile Luigi XII (1495 - 1525/1530) è uno stile di transizione, un passaggio breve tra due epoche che abbracciano il periodo gotico e quello rinascimentale. Esso qualifica un'epoca dove l'ogiva ed il naturalismo gotico si fusero insieme per dare vita a uno stile tipico del primo rinascimento francese. Esempi di questo nuovo stile di commistione si troano nel castello di Blois e nella tomba di Luigi XII a Saint-Denis.

Nella storia dell'arte, gli stili di transizione sono sempre un compromesso tra uno stile e l'altro, ovvero la deformazione dello stile più vecchio per formare lo stile nuovo. I primi accenni dello stile Luigi XII si notano già nell'ultima parte del regno di Carlo VIII dove si vede la tendenza a separare l'arco a sesto acuto per avvicinarsi all'arco a tutto sesto. L'influenza delle opere compiute dal Bramante a Milano per Ludovico il Moro è percepibile chiaramente nell'ala del castello di Amboise fatta erigere da Carlo VIII: se la parte superiore del castello è spiccatamente gotica, la facciata presenta una loggia, una serie di arcate ad arco a tutto sesto con pilastri lisci. In generale, le forme ornamentali mostrano maggiore regolarità e simmetria rispetto al passato, con in più l'introduzione di elementi tipici della decorazione rinascimentale come la conchiglia. Quest'evoluzione diventa particolarmente percepibile se si osservano esempi come il castello di Meillant i cui lavori vennero voluti da Carlo II d'Amboise a partire dal 1481: pur mantenendo la struttura tipicamente medievale, la sovrapposizione di finestre con pinnacoli annuncia già i temi del primo rinascimento francese, come pure il tema del "tempietto" (pure tratto dall'opera del Bramante) e l'uso di scale elicoidali associate ad una serie di arcate a tutto sesto. Se alla fine del regno di Carlo VIII l'apporto di ornamenti italiani andò ad arricchire il repertorio del gotico fiammeggiante, fu soprattutto sotto Luigi XII che la scuola artistica francese si aprì completamente all'Italia con nuove proposte, stabilendo così i principi di un nuovo stile, per quanto di transizione.

In scultura, l'apporto sistematico di elementi italiani portò alla reinterpretazione dell'arte gotica alla luce del rinascimento italiano come ben si può notare nel Abbazia di Saint-Pierre de Solesmes dove la struttura gotica riprende le forme di un arco di trionfo romano fiancheggiato da pilastri a candelabro d'ispirazione lombarda. Le foglie gotiche assomigliano a quelle dell'Hôtel de Cluny di Parigi, e si mischiano con tondi con ritratti di imperatori romani al castello di Gaillon.

In architettura, l'utilizzo della tecnica « brique et pierre » (mattone e pietra), presente già negli edifici del XIV secolo in Francia, divenne una moda ancora più diffusa (castello di Ainay-le-Vieil, ala stile Luigi XII del castello di Blois, Hôtel d'Alluye de Blois). Gli alti tetti alla francese con torrette d'angolo e le scalinate elicoidali si mescolarono al tema ad esempio della loggia, sotto l'influenza di quelle presenti presso la villa di Poggio Reale o nel Castel Nuovo di Napoli. Il linguaggio francese ritrovò il suo rinascimento partendo da quando visto a Pavia ed a Milano rendendolo però in qualche modo più regale e adatto a rappresentare una certa modernità che lo stato francese voleva esprimere con la sua arte.

Nell'ambito di questa mutazione, anche i giardini divennero una parte importante dell'architettura: l'arrivo ad Amboise di artisti italiani nel campo della progettazione di giardini come il napoletano Pacello da Mercogliano fu l'origine della creazione dei primi giardini alla francese di stile rinascimentale ed alla concezione per la prima volta di necessità paesaggistiche nella realizzazione dello spazio attorno all'architettura; testimone di questi cambiamenti sono la costruzione di una ménagerie e dei lavori per la creazione di una prima orangerie a partire dal 1496 nei Jardins du Roy allora situati nel feudo reale di Château-Gaillard. Nel 1499, Luigi XII affidò la realizzazione dei nuovi giardini del castello di Blois al gruppo che lavorava per Georges d'Amboise col fine di realizzare dei parterres sul modello di quelli creati per il castello di Gaillon.

Ornamenti Pinnacoli e lancette

I festoni

Sovraporta

Doppio arco a campana

La conchiglia

I putti alati

I capitelli

Colonne e pilastri

Colonne tortili e losangate

Le finestre inquadrate

Le logge

I lucernari

I camini

L'architettura Descrizione generale

Moltissimi sono ancora oggi i monumenti che si datano all'inizio del XVI secolo e che sono accorpabili dunque allo stile Luigi XII. L'opera forse magistrale del periodo a livello architettonico fu indubbiamente quella di Colin Biart e Catien Fordebraz nell'ala appunto stile Luigi XII del castello di Blois, quella di Jacques Sourdeau al casgtello di Verger de Seiches-sur-le-Loir o ancora le innovazioni spettacolari di Florimond Robertet al castello di Bury.

I "voyages" di Carlo VIII e Luigi XII non portarono ad una conversione immediata dell'arte francese al rinascimento italiano, ma piuttosto vi fu un periodo di transizione che guidò lo stile architettonico francese dal gotico al nuovo stile rinascimentale francese. Con le guerre d'Italia, del resto, molte famiglie aristocratiche francesi entrarono in contatto con il mondo dell'arte d'oltralpe rimanendone affascinate. Iniziarono così anche in Francia le prime realizzazioni secondo i dettami di un nuovo stile che si proponeva come intermedio, con esempi come diversi hôtels (Bourges, Blois, Tours) e castelli (Gaillon, Bury, Châteaudun...), i quali inserivano all'interno delle loro facciate e nelle strutture preesistenti, elementi architettonici e decorativi presi dal rinascimento italiano. La collaborazione nacque coinvolgendo artisti italiani con muratori francesi. Le forme architettoniche importate vennero immediatamente inserite nel sistema di costruzioen gotico preesistente, obbligando così gli artigiani a trovare soluzioni nuove ed a creare una sintesi tra i due stili che fosse la più armonica possibile, pur reinterpretando in maniera più libera i dettami del rinascimento italiano.