La famiglia Gaetani, o Caetani, di Pisa, è una famiglia nobile italiana, di origine gota che la tradizione erudita medioevale vanta discendere dalla Gens romana Anicia, per il tramite dei Conti di Tuscolo.
Storia La linea della famiglia Gaetani, o Caetani, di Pisa, la cui comunanza con la stirpe dei Caetani di Anagni e di Sermoneta non è suffragata da fonti storiche certe ma che non si esclude risalire ad unico ceppo comune "La genealogia documentata della famiglia comincia col sec. XII, quando si trovano notizie sicure di rami distinti in Napoli, in Pisa, in Roma e in Anagni, che forse fanno tutti capo a un ceppo unico.", è stata fondata da Ugone, che sarebbe figlio di Docibile, duca di Gaeta (l'antica Caieta). Lo stemma dei Duchi di Gaeta viene infatti posto in rilievo nello stemma gentilizio dei Gaetani di Pisa e Sicilia accanto a quello dei Caetani di Anagni e ai pali d'Aragona, concessi da Papa Pasquale II nel 1113 a Gherardo Gaetani per la battaglia delle Baleari (Vedi Calendario d'Oro, anno 1899 pag 173 e https://www.archiviodistato.firenze.it/ceramellipapiani/index.php?page=Famiglia&id=3426 ). Ugone ebbe in feudo il castello e la Contea di Terriccio nel 962 dall'Imperatore Ottone I e si sposò con Teodora di Tivoli, figlia di Pier Leone Signore di Tivoli, la quale portò in dote la Torre sull'isola Tiberina di Roma, poi ceduta al ramo romano dei Caetani sotto Papa Bonifacio VIII.
I Gaetani di Pisa facevano parte di quella ristretta cerchia di famiglie consolari che esercitarono il potere nella Repubblica di Pisa nel XII e XIII secolo. Furono più volte banditi perché tra i pochi a dichiarare la loro adesione al guelfismo (cfr. https://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/pagina.pl?TipoPag=prodfamiglia&Chiave=28568). Le fonti documentali (cfr "Pisa nei secoli XI e XII" di Gabriella Rossetti, 1979) attestano come Patrizio di Pisa all'inizio dell'XI secolo il figlio di Ugone, Teperto, probabilmente morto intorno al 1040. Da costui nacquero tre figli: Dodo, Conte di Terriccio, che acquista il 6 luglio 1051 un feudo presso la fossa Cuccia, vicino a Pisa, da Bernardo da Caprona; Ugone, che dona alla Cattedrale di Pisa il 31 gennaio 1066 il feudo di Casale Asclo e alla Chiesa dei Santi Maria, Michele, Benedetto e Gorgonio il feudo di Prato Inceso; e Giovanni (vivente 1083-1098) che fu Capitano generale dei Pisani e dei Genovesi col Re Alfonso VI di Castiglia, all'assedio di Toledo nel 1085 (cfr anche Delle Famiglie Pisane vol. 1 di Raffaello Roncioni, 1974). Da quest'ultimo Giovanni, discenderebbe per il tramite del figlio Crescenzio, il Cardinale Giovanni Gaetani, eletto Papa il 24 gennaio 1118 con il nome di Gelasio II, e che non a caso consacra nello stesso anno la cattedrale di Pisa, iniziata a costruire con la decima del bottino dei Gaetani nella conquista delle Baleari. Dal primogenito Dodo - la cui residenza era situata sul lungarno, nell'area contigua all'attuale piazza Carrara, dove ancor oggi si vede una torre, detta “dei Dodi”, e anche “dei Gaetani” o "de Cantone“, eretta nel XII secolo e inglobata a fine Cinquecento nel Palazzo Granducale (poi Palazzo Reale)Per la famiglia cfr. Gelasio Caetani, Caietanorum genealogia. Indice genealogico e cenni biografici della famiglia Caetani dalle origini all’anno MDCCCLXXXII , Perugia, Unione Tipografica cooperativa 1920. Sul palazzo dei Gaetani a Pisa si veda Torre De Cantone, in www.comune.pisa.it - nacquero tre figli che diedero origine a tre distinte famiglie pisane: Ugone, Conte di Terriccio, Comandante dei pisani in Terra Santa durante la Prima Crociata, secondo la "Chronica Iuliani Petri Toletani", e che risulta preso prigioniero in una battaglia contro i Lucchesi l'11 giugno 1104; Teperto, da cui discese la nobile famiglia pisana dei Dodi; e Gusmaro, da cui discese la nobile famiglia pisana dei Gusmari. Ugone, Capitano dei Pisani nella Prima Crociata, fu il padre di Gherardo, Conte di Terriccio, personaggio influentissimo nella Pisa medioevale e definito "Pater Patriae", Capitano generale dei pisani per la spedizione in Sardegna nel 1108 e per la spedizione nelle Baleari del 1113, per le quali il Pontefice Pasquale II lo investì del titolo di Conte d'Oriseo (o Oriseto, oggi il comune di Orosei in Sardegna. cfr Giuseppe Manno, Storia di Sardegna, p. 130 e "Cronologia dell'antichissima, e nobilissima famiglia de' Gaetani di Pisa" di Pietro Farulli nel 1723, pag. 8 e Della Marra pag.185) per la riconquista della Sardegna e gli ornò lo stemma dei pali rossi in campo d'oro d'Aragona (cfr Calendario d'oro del 1899, pag 173.) per la riconquista delle Isole Baleari. Egli svolse altresì il ruolo di Console di Pisa nel 1121,1130,1135 e 1137, e risulta combattere nel 1137 contro Re Ruggero II di Sicilia nelle Baleari. A lui si deve la costruzione e i preziosi affreschi della chiesa pisana di San Giovanni "al Gaetano", probabilmente costruita nel 1139/1140, che lui e la moglie Druda, figlia di Mosco, donarono al capitolo del Duomo di Pisa (cfr. Gelasio Caetani, Caietanorum genealogia). Gherardo ebbe cinque figli: Marzucco, Console di Pisa nel 1153 e nel 1163; Pellegrino, già defunto nel 1167; Ranieri "de Gaetano", fra i più celebri esponenti dei Gaetani di Pisa, Console di Pisa nel 1164 e Ambasciatore di Pisa presso l'Imperatore Federico I Barbarossa nel 1162 e presso l'Imperatore d'Oriente, Isacco Angelo Comneno nel 1192, Podestà di Firenze nel 1195; Galgano, canonico della cattedrale pisana, fra il 1171 e il 1195; e Cercone (detto Gaetano), attestato fra il 1186 e la fine del secolo. Da Cercone detto Gaetano, nacque Giacomo (forse chiamato Iacopo "Buffalmacco, cfr Enciplopeida Treccani) e da costui nacquero Antonella, che sposò Oddone Colonna, Signore di Zagaloro e Patrizio Romano; e Giovanni, che eredita tutti i possedimenti della domus Gaetani, divenendo Conte d'Oriseo, Terriccio e Pomaya, Signore di Lajatico, Orciatico, Orciano, Pietracassia, Agnano, Fabbrica di Pisa e Riccio, attestato fino al 1257. Costui ebbe come figli dal matrimonio con Brigida Visconti dei Giudici di Gallura - figlia di Ubaldo I Visconti, Governatore di Cagliari e sorella dell'Arcivescovo di Pisa e Primate di Sardegna, Federico Visconti - Giacomo (o Iacopo) e Oddone Gaetani. Quest'ultimo raggiunse un'enorme influenza politica ed economica, divenendo il banchiere di Re Carlo d'Angiò di Napoli e di Papa Bonifacio VIII, Benedetto Caetani di Anagni. Proprio il Papa Caetani, indica come propri "familiaris", ospitati stabilmente nel Palazzo del Laterano a Roma, Oddone e i suoi due figli, Giacomo (o Iacopo) e Benedetto, chiamato così in onore del Papa e da lui nominato Arciprete della Cattedrale di Pisa nel 1295. Una terza figlia fu Brigida Gaetani, Patrizia di Pisa che sposò nel 1330 Duccio della Gherardesca, Conte di Castagneto, figlio del Conte Niccolò della Gherardesca di Castagneto e di Dea della Gherardesca. Bonifacio VIII concesse infine al primogenito del parente Oddone, Giacomo, la licenza della raccolta delle decime papali in Germania, Ungheria, Boemia, Polonia e Moravia oltre che nei territori pisani, alla famosa "Societas Benedicta" dei Gaetani, una delle più importanti banche presenti a Roma nel XIV secolo.
Dopo la fine del pontificato Caetani, Giacomo Gaetani, detto Sciarra, (cfr. Vita del pontefice Gelasio II Di Pandulphus Pisanus.) si ritirò nella propria fortezza di Pietracassia, una delle più imponenti fortezze toscane di quell'epoca, da dove fu in guerra fino al 1317 con la città natale Pisa, che lo aveva bandito nel 1306 per l'alleanza con i sovrani Angioini. Giacomo rivestì quindi i titoli aviti di Conte d'Oriseo, Terriccio, Pomaya, Signore di Lajatico, Orciano, Pietracassia, Fabbrica di Pisa, Roccamandolfi, Castelpizzuto e Riccio, Capitan Generale della Repubblica di Pisa (Su Oddone e Giacomo cfr. Mauro Ronzani, Gaetani, Oddone, in Dizionario Biografico degli Italiani, LI, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1998; Gelasio Caetani, Caietanorum genealogia e Discorsi delle famiglie nobili del Regno di Napoli del signor Carlo De Lellis. Pag.91). Dal matrimonio di Giacomo con Caterina Appiano dei Conti di Piombino e Podestà di Pisa, nacquero: Filippo, Conte di Terriccio e Pomaya, da cui discesero i Gaetani del Cassaro; Andreotto, Conte d'Oriseo, da cui discesero i Gaetani di Naro e Caltanissetta; Benedetto, da cui discesero i Gaetani, Patrizi di Pisa; e Brigida, sposata con Anselmo Burgundione, Conte di Capraia. Di incerta collocazione risulta invece Corrado Gaetani di Pisa, Viceré di Sicilia dal 1246 al 1256, che sposò la figlia dell'Imperatore Federico II di Svevia, Costanza Hohenstaufen (cfr "Cronologia dell'antichissima, e nobilissima famiglia de' Gaetani di Pisa" di Pietro Farulli nel 1723, pag. 8).
Gaetani del Cassaro e di Sortino